Il gelato artigianale italiano è uno dei più apprezzati al mondo; i prodotti di alta qualità e il lavoro artigianale lo rendono una tradizione culinaria unica. Vista la richiesta sempre più crescente di cibi e alimenti tipici italiani, avviare un’attività all’estero nell’ambito della gastronomia e degli alimenti può garantire un successo a livello imprenditoriale. Alcuni paesi, più di altri, garantiscono sgravi ed agevolazioni che sfruttati a dovere possono agevolare di molto la gestione e l’apertura dell’attività stessa.
APRIRE UNA GELATERIA ALL’ESTERO: COSA CONSIDERARE?
Aprire una gelateria all’estero è una celta che deve tenere in considerazione alcuni fattori. Innanzitutto è necessario escludere a priori tutti quei paesi che non hanno un’economia in crescita; molto probabilmente le attività e i negozi non riescono a generare buoni profitti a causa dello stallo economico. Una valutazione attenta sulle tasse e sulla burocrazia per le aziende darà un quadro preciso delle spese potenziali e dei costi di gestione.
Un dato molto importante sarà quello del consumo di gelato pro capite. Ovviamente più questa voce sarà alta più probabilità ci sarà di generare profitto. Da non sottovalutare il clima del paese scelto: il caldo influisce sul consumo di gelato.
APRIRE UNA GELATERIA ALL’ESTERO: CONVIENE?
È compito di un imprenditore valutare coscientemente e realisticamente le opportunità di guadagno. Per far si che un’idea di business sia di successo è opportuno stilare un business-plan che vada a riportare in modo preciso e accurato tutto quello che serve per l’avvio e per la gestione dell’attività. L’improvvisazione e la superficialità non ha mai portato da nessuna parte ancor meno in ambito commerciale.
Aprire una gelateria all’estero è un’importante passo, sia per quanto riguarda l’investimento economico sia per quanto concerne il cambio di vita. Dalla fase di studio preliminare si andrà a conoscere la reale disponibilità economica o l’ammontare dei prestiti utili per l’avvio. Come anticipato, non tutti i paesi possono garantire un successo imprenditoriale, pertanto è opportuno scegliere con cura.
APRIRE UNA GELATERIA ALL’ESTERO: QUALI PAESI CONSIDERARE?
Fare business con il gelato italiano è possibile; per riuscire però bisogna individuare i paesi con un potenziale adatto alle esigenze richieste. Di seguito un piccolo sguardo alle possibili scelte:
– Stati Uniti: L’america detiene il primo posto nella classifica del consumo complessivo di gelato. Nel paese però sono presenti solamente 1.000 gelaterie artigianali, un numero davvero esiguo. Proprio per questo motivo gli states rappresentano un’ottima opportunità, specialmente in determinati stati come il Delaware, il Nevada e la Florida che offrono svariati vantaggi agli imprenditori che decidono di avviare un’attività nel loro territorio.
– Nuova Zelanda: rappresenta una delle migliori scelte possibili; il paese risulta tra i primi posti per quanto concerne la facilità di avviare un’impresa. Le città di Auckland, Cristcurch e Wellington sono i posti ideali in cui aprire una gelateria, inoltre il clima caldo, tipico di queste città, incentiva il consumo di gelati. Molti italiani hanno deciso di trasferirsi in Nuova Zelanda per tentare la fortuna.
– Bahamas: è la miglior scelta tra le isole caraibiche. Grazie all’afflusso continuo di turisti internazionali, ai Caraibi è possibile lavorare 12 mesi all’anno vendendo gelati. A Nassau e Freeport si può investire con un’alta percentuale di ritorno economico: hotel di nuova costruzione, villaggi turistici e residenze esclusive fanno delle Bahamas una oasi di divertimento e spensieratezza. ll PIL è in costante crescita e non accenna a fermarsi.
– Bahrain: spostando l’attenzione in medio oriente, il Bahrain è sicuramente il paese più interessante per avviare una gelateria. Si tratta di un arcipelago ricchissimo formato da 33 isole spettacolari. Il paese possiede giacimenti di petrolio e di gas naturali e consente agli imprenditori straniere di poter avviare, possedere e gestire l’attività in totale autonomia anche senza l’ausilio di un socio locale. Manama è il posto ideale per l’apertura della gelateria.
– Danimarca: l’economia del nord Europa è in forte crescita grazie agli sgravi e alle agevolazione per le aziende che hanno spinto molti imprenditori ad avviare le loro imprese, la Danimarca è uno di quei paesi. In soli 10 minuti è possibile aprire una gelateria in terra Danese, cosa impensabile in tantissimi paesi del mondo. Nonostante il clima non sia dei più caldi, si registrano alti livelli di consumo pro capite di gelato.
Il costo dei gelati è abbastanza alto, considerando che a Copenaghen, capitale della Danimarca, un cono costa circa 5 euro (60 corone danesi). È comunque opportuno scegliere punti molto trafficati per l’apertura dell’attività come aeroporti o centri commerciali.
APRIRE UNA GELATERIA ALL’ESTERO: OPPORTUNITÀ O MIRAGGIO?
Sicuramente il tipo di attività scelto può portare a guadagni considerevoli. Ovviamente non è una questione matematica ma più che altro una strategia che porti dedizione, impegno e capacità gestionali. Molti paesi offrono opportunità concrete e una serie di agevolazioni per aiutare le imprese all’avvio e durante la gestione dell’attività.
Apportare novità stilistiche e creare prodotti ad hoc dedicati a soggetti con patologie come la celiachia e l’intolleranza al glutine potrebbe garantire un’innalzamento fisiologico della clientela. Il prezzo di vendita dei prodotti non deve essere eccessivo altrimenti provocherà un’insoddisfazione generale, andando a provocare una decrescita. Opportunità o miraggio? il tutto sta nelle scelte e nelle capacità dell’imprenditore.
FAQ: le risposte alle tue domande
1. Quali sono i primi passi per avviare un'attività in Italia?
Per avviare un’attività in Italia è necessario seguire un percorso preciso che parte dalla definizione dell’idea imprenditoriale fino alla gestione degli adempimenti burocratici. È fondamentale valutare attentamente il proprio progetto d’impresa, analizzare il mercato e redigere un business plan che tenga conto di investimenti, costi, ricavi attesi e obiettivi. Dopo questa fase iniziale, si passa alla scelta della forma giuridica più idonea (come ditta individuale, SRL o SRLS) e all’apertura della partita IVA. Vanno poi completate l’iscrizione al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio, la comunicazione di inizio attività (SCIA) al Comune e la registrazione presso INPS e, se necessario, INAIL. Farsi affiancare da un professionista esperto può rendere il processo più semplice, rapido e conforme alle normative vigenti.
2. Quali sono le forme giuridiche più comuni per una nuova impresa e come scegliere quella giusta?
Le forme giuridiche disponibili per chi vuole avviare una nuova attività in Italia sono molteplici, ma le più comuni sono la ditta individuale, la società a responsabilità limitata (SRL) e la società a responsabilità limitata semplificata (SRLS). La scelta della forma giuridica più adatta dipende da vari fattori, come la quantità di capitale iniziale disponibile, il grado di responsabilità personale che si è disposti ad assumere, le prospettive di crescita dell’attività, le esigenze fiscali e il numero di soci coinvolti. È fondamentale valutare attentamente ogni opzione con il supporto di un commercialista, poiché da questa decisione dipendono gli obblighi contabili, fiscali e giuridici futuri dell’impresa.
3. È possibile avviare un'attività con un budget limitato?
Sì, è assolutamente possibile iniziare un’attività anche con un budget ridotto, purché si scelga un modello di business compatibile con un investimento iniziale contenuto. Alcuni esempi includono le attività online, le professioni freelance o i servizi di consulenza, dove spesso non è necessario disporre di un ufficio fisico o di costose attrezzature. Inoltre, esistono diversi strumenti a supporto degli aspiranti imprenditori, come agevolazioni fiscali, bandi pubblici e contributi a fondo perduto, rivolti in particolare a giovani, donne e start-up innovative. Valutare attentamente i costi fissi e variabili, e pianificare le spese in modo oculato, è essenziale per costruire un’attività sostenibile anche in presenza di risorse economiche iniziali limitate.
4. Come posso trovare un’idea imprenditoriale adatta alle mie competenze e al mercato?
Trovare un’idea imprenditoriale valida non significa solo cercare qualcosa di innovativo, ma soprattutto qualcosa che rispecchi le proprie capacità, passioni ed esperienze pregresse. È utile partire da un’autoanalisi: quali problemi ti piacerebbe risolvere? In quali ambiti ti senti competente? A partire da queste domande si può costruire un’idea che sia non solo originale, ma anche fattibile e coerente con il proprio profilo personale e professionale. Contestualmente, è essenziale osservare il mercato: capire quali bisogni non sono ancora stati soddisfatti, quali servizi mancano in una certa area geografica, o quali tendenze stanno emergendo a livello nazionale e globale. L’incontro tra attitudine personale e domanda di mercato è la base più solida per sviluppare un progetto imprenditoriale duraturo.
5. Quali sono i vantaggi di affidarsi a un commercialista per avviare un'attività?
Affidarsi a un commercialista esperto fin dall’inizio del percorso imprenditoriale rappresenta una scelta strategica per evitare errori e ottimizzare ogni fase dell’avvio dell’attività. Il commercialista può guidare l’imprenditore nella scelta della forma giuridica più adatta, fornendo una valutazione personalizzata sulla base di esigenze fiscali, patrimoniali e operative. Inoltre, è in grado di occuparsi di tutte le pratiche burocratiche necessarie, come apertura della partita IVA, iscrizioni agli enti previdenziali e comunicazioni agli enti pubblici. Ma non solo: grazie alla sua esperienza, il commercialista può consigliare le migliori opportunità fiscali disponibili e offrire assistenza nella gestione ordinaria e straordinaria dell’impresa, contribuendo a costruire una base solida e conforme alla normativa per lo sviluppo dell’attività.
6. Quali sono le difficoltà più comuni che si incontrano nell’avviare un’attività?
Avviare un’attività comporta inevitabilmente una serie di difficoltà, soprattutto per chi si affaccia per la prima volta al mondo imprenditoriale. Tra gli ostacoli più comuni vi sono la burocrazia complessa, che può risultare difficile da gestire senza il supporto di un professionista, e la mancanza di esperienza gestionale, che può portare a sottovalutare costi o tempistiche. Anche la scarsa conoscenza del mercato di riferimento o l’assenza di una pianificazione finanziaria solida sono criticità frequenti che rischiano di compromettere la sostenibilità del progetto. Altre difficoltà possono riguardare la scelta del regime fiscale più conveniente, la gestione della contabilità, o il reperimento delle risorse economiche per l’investimento iniziale. Affrontare questi aspetti con consapevolezza, supportati da un consulente esperto, può fare la differenza tra un’attività che decolla e una che fatica a partire.
7. Come posso valutare se la mia idea imprenditoriale è valida?
Per valutare la validità di un’idea imprenditoriale è necessario affrontare un’analisi approfondita sotto diversi punti di vista. Bisogna verificare se esiste una reale domanda per il prodotto o servizio offerto, definire con precisione il target di clientela, studiare la concorrenza e valutare il posizionamento di mercato. È importante anche stimare i costi di avviamento e gestione, e ipotizzare i ricavi potenziali in modo realistico. Strumenti come il business plan, l’analisi SWOT e la definizione del valore aggiunto dell’offerta sono fondamentali per ottenere una visione d’insieme e prendere decisioni consapevoli. Avere un’idea è il punto di partenza, ma verificarne la sostenibilità economica e la coerenza con il contesto di mercato è ciò che fa la differenza tra una buona intuizione e una vera opportunità imprenditoriale.
8. Serve per forza una figura esperta per gestire la burocrazia quando si apre un’attività?
Pur non essendo sempre obbligatorio, affidarsi a un esperto per gestire la burocrazia all’avvio di un’attività è fortemente consigliato. Gli adempimenti iniziali — come l’apertura della partita IVA, l’iscrizione al Registro delle Imprese, la comunicazione al Comune (SCIA), l’iscrizione all’INPS e, se previsto, all’INAIL — richiedono precisione, tempi stretti e conoscenze tecniche. Un errore o un ritardo può comportare sanzioni o ritardi nell’inizio dell’attività. Un professionista, come un commercialista o un consulente d’impresa, conosce le procedure, i documenti richiesti e le eventuali esenzioni o agevolazioni disponibili, rendendo l’intero processo molto più fluido e sicuro. Inoltre, può suggerire il regime fiscale più adatto e semplificare la vita dell’imprenditore già dal primo giorno.

