Phuket è la più grande isola della Thailandia, si trova a circa 900 Km a sud di Bangkok ed è la meta balneare preferita dell’intero paese. È ricca di attrazioni e attività e le sue spiagge affascinanti e mozzafiato la rendono un luogo ideale in cui passare le vacanze. Alla luce di queste considerazioni, è conveniente aprire una gelateria a Phuket?
APRIRE UNA GELATERIA A PHUKET: COSA BISOGNA SAPERE?
Aprire una gelateria a Phuket può essere considerata una scelta giusta e ragionata. La Thailandia fonda la sua economia sull’industria manifatturiera e nel settore agricolo. Il tasso di crescita è in costante aumento mentre quello della povertà e della disoccupazione si attesta su livelli molto bassi. Il paese è uno dei più visitati al mondo, anche se gli introiti dalle attività turistiche rappresentano solo il 7% del Prodotto Interno Lordo.
La tassazione è davvero allettante per un imprenditore che decide di avviare un’impresa: l’Iva al 7% e il reddito d’impresa al 20%; inoltre i costi per l’avvio dell’impresa sono molto bassi e la competenza dei lavoratori del luogo è molto vasta.
APRIRE UNA GELATERIA A PHUKET: COME FARE?
Per poter avviare un’impresa in Thailandia è necessario entrare in possesso del visto non immigrato B, rilasciato dalle autorità statali a tutti coloro che sono interessati ad avviare un business nella penisola. Risulta inoltre molto importante ottenere il permesso di lavoro, senza il quale non è possibile lavorare.
Alcuni tipi di attività sono vietate agli stranieri e tra queste rientrano le imprese di ristorazione e somministrazione di bevande.
Per poter lavorare, quindi, è necessario entrare in società con una persona del luogo. In questo caso non verrà attuato nessun bando e il business potrà essere condotto senza problemi. Dopo aver considerato un piano di investimento, con i pro e i contro del caso, si potrà procedere con l’effettiva apertura dell’attività.
APRIRE UNA GELATERIA A PHUKET: TIPI DI SOCIETÀ PREVISTE
Le principali società che è possibile avviare in Thailandia sono:
– Joint venture
– Company ( limited o public)
– Partnership ( Limited, registered o unregistered)
Vista la necessità di avere un socio, probabilmente la scelta ricadrà sulle Partnership che a sua volta vengono classificate in:
-limited: la responsabilità fiscale di uno dei due soci è limitata all’importo investito nella società;
– registered: i debiti della società colpiscono i soci indipendentemente dal capitale aziendale;
– unregistered: anche in questo caso beni personali e aziendali sono considerati unici e persiste la responsabilità totale di eventuali debiti contratti.
Le società possono essere pubbliche o private e sono regolamentate da una serie di leggi e norme. Le società private devono avere per legge almeno 7 azionisti mentre quelle private 15. Un piccolo ostacolo potrebbe essere quello di dover compilare e presentare i documenti utili in Thailandese. Per ovviare a questo problema, molti imprenditori stranieri decidono di affidarsi all’assistenza di una società di servizi.
APRIRE UNA GELATERIA A PHUKET: INCENTIVI E SGRAVI
L’avvio di un’attività in territorio Thailandese risulta semplice e abbastanza veloce. A Phuket, così come in altre città, è facile trovare designer competenti che potranno realizzare il locale in base ai gusti e alle direttive fornite ad un prezzo più che ragionevole. Per l’arredamento del locale ( mobili, attrezzatura per bar, ristoranti, ecc.) è possibile rivolgersi ai rivenditori di seconda mano, risparmiando quindi una cifra considerevole.
Prima di avviare l’attività è opportuno valutare se il tipo di business scelto sia supportato con incentivi e sgravi dal governo. Per promuovere gli investimenti e l’apertura di imprese, il governo Thailandese ha istituito una divisione denominata BOI (Board Of Investement) che offre una serie di vantaggi, quali:
– sensibile riduzione dei dazi doganali sui macchinari e sulle materi prime utili allo svolgimento dell’attività;
– facilitazione dell’ottenimento e del rinnovo dei visti di lavoro;
– incentivi fiscali vari;
– detrazione dei costi relativi al trasporto, infrastrutture, acqua ed elettricità.
APRIRE UNA GELATERIA A PHUKET: CONVIENE?
Prima di avviare un qualsiasi tipo di attività è necessario visitare e conoscere bene il luogo di apertura. Questo consentirà di valutare concretamente le reali possibilità di successo dell’impresa, oltre ad individuare con esattezza il punto ideale per l’attività. Visto il grande afflusso di turisti, si andrà a prediligere una zona molto trafficata e frequentata, innalzando così le possibilità di sviluppo e di crescita.
Individuare e prediligere zone ampie, che consentano alla clientela di raggiungere il posto agevolmente. Il prezzo di vendita dei prodotti offerti deve essere considerato in base al costo delle materie prime utilizzate, senza però eccedere pesantemente. Locali innovativi cn elementi nuovi rispetto alla concorrenza sono molto più apprezzati da turisti e persone del luogo.
Risulterà inoltre importante conoscere molto bene l’inglese e nel giro di poco tempo anche il Thailandese. Avendo appurato che la maggior parte delle attività sono bandite agli stranieri, sarà necessario individuare una persona affidabile e onesta con cui poter avviare una società. Questo è un aspetto fondamentale, visto che il rischio di truffa o di fallimento è concreto.
FAQ: le risposte alle tue domande
1. Quali sono i primi passi per avviare un'attività in Italia?
Per avviare un’attività in Italia è necessario seguire un percorso preciso che parte dalla definizione dell’idea imprenditoriale fino alla gestione degli adempimenti burocratici. È fondamentale valutare attentamente il proprio progetto d’impresa, analizzare il mercato e redigere un business plan che tenga conto di investimenti, costi, ricavi attesi e obiettivi. Dopo questa fase iniziale, si passa alla scelta della forma giuridica più idonea (come ditta individuale, SRL o SRLS) e all’apertura della partita IVA. Vanno poi completate l’iscrizione al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio, la comunicazione di inizio attività (SCIA) al Comune e la registrazione presso INPS e, se necessario, INAIL. Farsi affiancare da un professionista esperto può rendere il processo più semplice, rapido e conforme alle normative vigenti.
2. Quali sono le forme giuridiche più comuni per una nuova impresa e come scegliere quella giusta?
Le forme giuridiche disponibili per chi vuole avviare una nuova attività in Italia sono molteplici, ma le più comuni sono la ditta individuale, la società a responsabilità limitata (SRL) e la società a responsabilità limitata semplificata (SRLS). La scelta della forma giuridica più adatta dipende da vari fattori, come la quantità di capitale iniziale disponibile, il grado di responsabilità personale che si è disposti ad assumere, le prospettive di crescita dell’attività, le esigenze fiscali e il numero di soci coinvolti. È fondamentale valutare attentamente ogni opzione con il supporto di un commercialista, poiché da questa decisione dipendono gli obblighi contabili, fiscali e giuridici futuri dell’impresa.
3. È possibile avviare un'attività con un budget limitato?
Sì, è assolutamente possibile iniziare un’attività anche con un budget ridotto, purché si scelga un modello di business compatibile con un investimento iniziale contenuto. Alcuni esempi includono le attività online, le professioni freelance o i servizi di consulenza, dove spesso non è necessario disporre di un ufficio fisico o di costose attrezzature. Inoltre, esistono diversi strumenti a supporto degli aspiranti imprenditori, come agevolazioni fiscali, bandi pubblici e contributi a fondo perduto, rivolti in particolare a giovani, donne e start-up innovative. Valutare attentamente i costi fissi e variabili, e pianificare le spese in modo oculato, è essenziale per costruire un’attività sostenibile anche in presenza di risorse economiche iniziali limitate.
4. Come posso trovare un’idea imprenditoriale adatta alle mie competenze e al mercato?
Trovare un’idea imprenditoriale valida non significa solo cercare qualcosa di innovativo, ma soprattutto qualcosa che rispecchi le proprie capacità, passioni ed esperienze pregresse. È utile partire da un’autoanalisi: quali problemi ti piacerebbe risolvere? In quali ambiti ti senti competente? A partire da queste domande si può costruire un’idea che sia non solo originale, ma anche fattibile e coerente con il proprio profilo personale e professionale. Contestualmente, è essenziale osservare il mercato: capire quali bisogni non sono ancora stati soddisfatti, quali servizi mancano in una certa area geografica, o quali tendenze stanno emergendo a livello nazionale e globale. L’incontro tra attitudine personale e domanda di mercato è la base più solida per sviluppare un progetto imprenditoriale duraturo.
5. Quali sono i vantaggi di affidarsi a un commercialista per avviare un'attività?
Affidarsi a un commercialista esperto fin dall’inizio del percorso imprenditoriale rappresenta una scelta strategica per evitare errori e ottimizzare ogni fase dell’avvio dell’attività. Il commercialista può guidare l’imprenditore nella scelta della forma giuridica più adatta, fornendo una valutazione personalizzata sulla base di esigenze fiscali, patrimoniali e operative. Inoltre, è in grado di occuparsi di tutte le pratiche burocratiche necessarie, come apertura della partita IVA, iscrizioni agli enti previdenziali e comunicazioni agli enti pubblici. Ma non solo: grazie alla sua esperienza, il commercialista può consigliare le migliori opportunità fiscali disponibili e offrire assistenza nella gestione ordinaria e straordinaria dell’impresa, contribuendo a costruire una base solida e conforme alla normativa per lo sviluppo dell’attività.
6. Quali sono le difficoltà più comuni che si incontrano nell’avviare un’attività?
Avviare un’attività comporta inevitabilmente una serie di difficoltà, soprattutto per chi si affaccia per la prima volta al mondo imprenditoriale. Tra gli ostacoli più comuni vi sono la burocrazia complessa, che può risultare difficile da gestire senza il supporto di un professionista, e la mancanza di esperienza gestionale, che può portare a sottovalutare costi o tempistiche. Anche la scarsa conoscenza del mercato di riferimento o l’assenza di una pianificazione finanziaria solida sono criticità frequenti che rischiano di compromettere la sostenibilità del progetto. Altre difficoltà possono riguardare la scelta del regime fiscale più conveniente, la gestione della contabilità, o il reperimento delle risorse economiche per l’investimento iniziale. Affrontare questi aspetti con consapevolezza, supportati da un consulente esperto, può fare la differenza tra un’attività che decolla e una che fatica a partire.
7. Come posso valutare se la mia idea imprenditoriale è valida?
Per valutare la validità di un’idea imprenditoriale è necessario affrontare un’analisi approfondita sotto diversi punti di vista. Bisogna verificare se esiste una reale domanda per il prodotto o servizio offerto, definire con precisione il target di clientela, studiare la concorrenza e valutare il posizionamento di mercato. È importante anche stimare i costi di avviamento e gestione, e ipotizzare i ricavi potenziali in modo realistico. Strumenti come il business plan, l’analisi SWOT e la definizione del valore aggiunto dell’offerta sono fondamentali per ottenere una visione d’insieme e prendere decisioni consapevoli. Avere un’idea è il punto di partenza, ma verificarne la sostenibilità economica e la coerenza con il contesto di mercato è ciò che fa la differenza tra una buona intuizione e una vera opportunità imprenditoriale.
8. Serve per forza una figura esperta per gestire la burocrazia quando si apre un’attività?
Pur non essendo sempre obbligatorio, affidarsi a un esperto per gestire la burocrazia all’avvio di un’attività è fortemente consigliato. Gli adempimenti iniziali — come l’apertura della partita IVA, l’iscrizione al Registro delle Imprese, la comunicazione al Comune (SCIA), l’iscrizione all’INPS e, se previsto, all’INAIL — richiedono precisione, tempi stretti e conoscenze tecniche. Un errore o un ritardo può comportare sanzioni o ritardi nell’inizio dell’attività. Un professionista, come un commercialista o un consulente d’impresa, conosce le procedure, i documenti richiesti e le eventuali esenzioni o agevolazioni disponibili, rendendo l’intero processo molto più fluido e sicuro. Inoltre, può suggerire il regime fiscale più adatto e semplificare la vita dell’imprenditore già dal primo giorno.

