Nel nostro Paese sono sotto gli occhi di tutti le difficoltà riscontrabili al momento di avviare una nuova attività commerciale. La concorrenza, la lungaggine della documentazione burocratica da presentare, i rischi di impresa e una pressione fiscale notoriamente alta spesso fanno abbandonare all’origine buoni progetti imprenditoriali. Con queste premesse aprire un locale alle Canarie potrebbe rivelarsi un’intuizione commerciale azzeccata e alla lunga ricca di soddisfazioni.
Del resto proprio la serie di ragioni esposta in precedenza spinge da qualche anno i giovani imprenditori italiani a provare la fortuna lontano dai confini nazionali. Un trend in continua crescita perché lontano dall’Italia la convenienza nell’avviare un nuovo lavoro potrebbe essere maggiore.
Detto questo, investire all’estero non vuol dire affatto fare le cose con leggerezza perché, anche in questo caso, il progetto imprenditoriale va portato avanti con criteri logici e la massima attenzione. In poche parole, aprire un locale alle Canarie comporta sì dei vantaggi ma non è una cosa semplice, fattibile solamente mettendo in campo tutte le forze possibili e principi di serietà.
Allora passiamo a vedere nei paragrafi successivi come dare vita dal nulla a una nuova attività commerciale alle Canarie e sperare in un buon volume di affari e in tante soddisfazioni professionali: business plan, località da individuare, cosa commercializzare e consulenza professionale, ecco cosa c’è da sapere.
APRIRE UN LOCALE ALLE CANARIE: L’IMPORTANZA DI UN CORRETTO BUSINESS PLAN
Prima di qualunque iniziativa azzardata, per aprire un locale alle Canarie è opportuno preparare un business plan completo di ogni punto strategico e studiato nei minimi particolari. Stiamo parlando di un business plan all’altezza della situazione con contenuti e caratteristiche validi per un progetto imprenditoriale interessante e che tenga in debito conto della pianificazione e della gestione aziendale.
Dare vita a una nuova attività commerciale significa supportare il progetto con un’analisi capace di fornire una lunga serie di informazioni di carattere economico-aziendale attraverso la realizzazione di un documento importante: il business plan.
Meglio non commettere alcun passo affrettato e aprire la nuova attività commerciale solo dopo aver studiato ogni minimo dettaglio relativamente alla zona destinata ad ospitare il locale, alla concorrenza, ai prodotti e ai servizi da proporre, e alla possibilità di qualche finanziamento.
Proprio in merito a un eventuale finanziamento, al di là dell’isola delle Canarie prescelta per il vostro lavoro, un piano fatto bene vi aiuterà a convincere le banche. Agli istituti di credito, indipendentemente dal Paese d’origine, interessa sapere quali sono le garanzie offerte per la restituzione della somma di denaro finanziata. Un concetto valido in ogni parte del mondo quando si tratta di chiedere un finanziamento agli istituti bancari.
APRIRE UN LOCALE ALLE CANARIE: DOVE IMPIANTARE LA PROPRIA ATTIVITA’ COMMERCIALE?
Le isole delle Canarie sono diverse e non tutte uguali in termini di bellezze e commerciali. Ci sono le isole più grandi che hanno dei volumi commerciali sensibilmente maggiori, luoghi ottimali dove aprire un locale, ma anche realtà più piccole da non sottovalutare. Per esempio, tra Lanzarote e Gran Canaria esistono nette differenze, per questo il territorio va studiato nei dettagli e scelto in base alle idee commerciali che si hanno.
Pensare che per aprire un locale alle Canarie un posto vale l’altro è sbagliato perché il progetto imprenditoriale deve tener conto degli aspetti di ogni isola e non considerare i luoghi delle Canarie alla stessa stregua. Inoltre la scelta della località non può prescindere dalla popolazione locale, in quanto a spendere in ogni periodo dell’anno sono soprattutto le persone che ci vivono in quel determinato posto.
Ecco perché non bisogna basare il proprio progetto commerciale solamente sul flusso turistico in quanto, ci sono periodi dell’anno, in cui alle Canarie di turisti stranieri se ne vedono molto meno. Quindi meglio preferire luoghi popolati anche in stagioni meno affollate dai vacanzieri, cioè con una popolazione locale numerosa e pronta a spendere.
Per individuare il posto ideale sarebbe una grande cosa riuscire a passare un bel po’ di tempo alle Canarie per vivere la quotidianità, un’esperienza che potrebbe aiutare a capire tante cose. Un modo concreto per comprendere da vicino come si vive in una determinata zona, quali sono le abitudini del posto, le attività commerciali più sviluppate e il costo della vita.
Scrutare in prima persona le potenzialità del territorio è una buona regola per gettare le basi per un business vincente e per meglio comprendere dove indirizzare le proprie scelte. Inoltre, un’esperienza alle Canarie, prima di iniziare a lavorare, è molto piacevole anche per vivere in un posto dal clima eccezionale, dove trascorrere le giornate con una certa rilassatezza tra spiagge e mare e, comunque, non lontano dall’Italia.
APRIRE UN LOCALE ALLE CANARIE: COSA COMMERCIALIZZARE
Per aprire un locale alle Canarie e confidare in grandi margini di guadagno occorre scegliere con estrema cura anche cosa commercializzare. Questo perché per un business di successo o si investe in prodotti innovativi oppure si alza notevolmente la qualità dei servizi da proporre ai consumatori.
Per esempio, aprire una spaghetterie o una pizzeria a Lanzarote è un progetto già sperimentato da diversi italiani con fortune diverse. Ciò vuol dire che sarebbe meglio investire in altro oppure offrire prodotti made in Italy di qualità eccelsa, tali da fare la differenza sul mercato e sbaragliare la concorrenza.
D’altronde non è una novità il fatto che la concorrenza nelle isole delle Canarie è forte e preparata, di origine straniera e soprattutto italiana. Ragione per cui prima di aprire un locale alle Canarie la scelta del luogo e dei prodotti da commercializzare va ponderata con molto scrupolo e senso di responsabilità.
Spaghetti, pizze, gelati, mozzarelle, formaggi, vini e altri generi alimentari del made in Italy a parte, è possibile ad esempio, puntare anche sul commercio dell’abbigliamento. Un altro settore dell’industria italiana molto apprezzato all’estero.
APRIRE UN LOCALE ALLE CANARIE: CONSULENZA PROFESSIONALE
Conoscere con esattezza le pratiche da presentare alle autorità locali e la tassazione prevista, prima di aprire un locale alle Canarie, non è affatto un compito facile. A meno che non siate esperti della materia, vale a dire non abbiate informazioni precise sulla normativa in vigore nelle Canarie, è molto meglio affidarsi a un consulente del settore e vivere il momento più serenamente.
Affidarsi a una figura professionale qualificata è un passo fondamentale per ricevere e ottenere informazioni dettagliate e attendibili sulle isole delle Canarie, per conoscere la situazione commerciale locale e per stabilire insieme al professionista alcune mosse strategiche su cui contare.
Una persona in grado dunque di garantirvi la dovuta assistenza su alcuni aspetti importanti, di prendere contatti con le istituzioni locali per capire l’iter documentale da seguire per aprire un locale alle Canarie, di assistervi durante i primi passi e lungo tutta la gestione amministrativa-contabile dell’attività lavorativa.
Trattandosi di un’attività imprenditoriale da iniziare al di fuori del territorio italiano ci riferiamo a un esperto della materia estera, da ricercare con attenzione attraverso i canali giusti. In tal senso, interpellare l’Ordine dei Dottori Commercialisti è una soluzione valida per affidarsi a un serio professionista.
Trasferirsi alle Canarie e avviare un’attività di successo è possibile tramite una seria e lungimirante progettualità, tanto spirito di iniziativa, responsabilità, sacrifici, un investimento in denaro e le collaborazioni giuste. Tutti presupposti di cui tener conto per allontanare il rischio che le vostre intenzioni imprenditoriali diventino fallimentari.
Regole assolutamente sempre valide sia per avviare una nuova attività imprenditoriale in Italia che al di fuori dei confini nazionali. Fatte le ultime raccomandazioni del caso, ora non resta che farvi un grosso in bocca al lupo per l’apertura del vostro locale alle Canarie!
FAQ: le risposte alle tue domande
1. Quali sono i primi passi per avviare un'attività in Italia?
Per avviare un’attività in Italia è necessario seguire un percorso preciso che parte dalla definizione dell’idea imprenditoriale fino alla gestione degli adempimenti burocratici. È fondamentale valutare attentamente il proprio progetto d’impresa, analizzare il mercato e redigere un business plan che tenga conto di investimenti, costi, ricavi attesi e obiettivi. Dopo questa fase iniziale, si passa alla scelta della forma giuridica più idonea (come ditta individuale, SRL o SRLS) e all’apertura della partita IVA. Vanno poi completate l’iscrizione al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio, la comunicazione di inizio attività (SCIA) al Comune e la registrazione presso INPS e, se necessario, INAIL. Farsi affiancare da un professionista esperto può rendere il processo più semplice, rapido e conforme alle normative vigenti.
2. Quali sono le forme giuridiche più comuni per una nuova impresa e come scegliere quella giusta?
Le forme giuridiche disponibili per chi vuole avviare una nuova attività in Italia sono molteplici, ma le più comuni sono la ditta individuale, la società a responsabilità limitata (SRL) e la società a responsabilità limitata semplificata (SRLS). La scelta della forma giuridica più adatta dipende da vari fattori, come la quantità di capitale iniziale disponibile, il grado di responsabilità personale che si è disposti ad assumere, le prospettive di crescita dell’attività, le esigenze fiscali e il numero di soci coinvolti. È fondamentale valutare attentamente ogni opzione con il supporto di un commercialista, poiché da questa decisione dipendono gli obblighi contabili, fiscali e giuridici futuri dell’impresa.
3. È possibile avviare un'attività con un budget limitato?
Sì, è assolutamente possibile iniziare un’attività anche con un budget ridotto, purché si scelga un modello di business compatibile con un investimento iniziale contenuto. Alcuni esempi includono le attività online, le professioni freelance o i servizi di consulenza, dove spesso non è necessario disporre di un ufficio fisico o di costose attrezzature. Inoltre, esistono diversi strumenti a supporto degli aspiranti imprenditori, come agevolazioni fiscali, bandi pubblici e contributi a fondo perduto, rivolti in particolare a giovani, donne e start-up innovative. Valutare attentamente i costi fissi e variabili, e pianificare le spese in modo oculato, è essenziale per costruire un’attività sostenibile anche in presenza di risorse economiche iniziali limitate.
4. Come posso trovare un’idea imprenditoriale adatta alle mie competenze e al mercato?
Trovare un’idea imprenditoriale valida non significa solo cercare qualcosa di innovativo, ma soprattutto qualcosa che rispecchi le proprie capacità, passioni ed esperienze pregresse. È utile partire da un’autoanalisi: quali problemi ti piacerebbe risolvere? In quali ambiti ti senti competente? A partire da queste domande si può costruire un’idea che sia non solo originale, ma anche fattibile e coerente con il proprio profilo personale e professionale. Contestualmente, è essenziale osservare il mercato: capire quali bisogni non sono ancora stati soddisfatti, quali servizi mancano in una certa area geografica, o quali tendenze stanno emergendo a livello nazionale e globale. L’incontro tra attitudine personale e domanda di mercato è la base più solida per sviluppare un progetto imprenditoriale duraturo.
5. Quali sono i vantaggi di affidarsi a un commercialista per avviare un'attività?
Affidarsi a un commercialista esperto fin dall’inizio del percorso imprenditoriale rappresenta una scelta strategica per evitare errori e ottimizzare ogni fase dell’avvio dell’attività. Il commercialista può guidare l’imprenditore nella scelta della forma giuridica più adatta, fornendo una valutazione personalizzata sulla base di esigenze fiscali, patrimoniali e operative. Inoltre, è in grado di occuparsi di tutte le pratiche burocratiche necessarie, come apertura della partita IVA, iscrizioni agli enti previdenziali e comunicazioni agli enti pubblici. Ma non solo: grazie alla sua esperienza, il commercialista può consigliare le migliori opportunità fiscali disponibili e offrire assistenza nella gestione ordinaria e straordinaria dell’impresa, contribuendo a costruire una base solida e conforme alla normativa per lo sviluppo dell’attività.
6. Quali sono le difficoltà più comuni che si incontrano nell’avviare un’attività?
Avviare un’attività comporta inevitabilmente una serie di difficoltà, soprattutto per chi si affaccia per la prima volta al mondo imprenditoriale. Tra gli ostacoli più comuni vi sono la burocrazia complessa, che può risultare difficile da gestire senza il supporto di un professionista, e la mancanza di esperienza gestionale, che può portare a sottovalutare costi o tempistiche. Anche la scarsa conoscenza del mercato di riferimento o l’assenza di una pianificazione finanziaria solida sono criticità frequenti che rischiano di compromettere la sostenibilità del progetto. Altre difficoltà possono riguardare la scelta del regime fiscale più conveniente, la gestione della contabilità, o il reperimento delle risorse economiche per l’investimento iniziale. Affrontare questi aspetti con consapevolezza, supportati da un consulente esperto, può fare la differenza tra un’attività che decolla e una che fatica a partire.
7. Come posso valutare se la mia idea imprenditoriale è valida?
Per valutare la validità di un’idea imprenditoriale è necessario affrontare un’analisi approfondita sotto diversi punti di vista. Bisogna verificare se esiste una reale domanda per il prodotto o servizio offerto, definire con precisione il target di clientela, studiare la concorrenza e valutare il posizionamento di mercato. È importante anche stimare i costi di avviamento e gestione, e ipotizzare i ricavi potenziali in modo realistico. Strumenti come il business plan, l’analisi SWOT e la definizione del valore aggiunto dell’offerta sono fondamentali per ottenere una visione d’insieme e prendere decisioni consapevoli. Avere un’idea è il punto di partenza, ma verificarne la sostenibilità economica e la coerenza con il contesto di mercato è ciò che fa la differenza tra una buona intuizione e una vera opportunità imprenditoriale.
8. Serve per forza una figura esperta per gestire la burocrazia quando si apre un’attività?
Pur non essendo sempre obbligatorio, affidarsi a un esperto per gestire la burocrazia all’avvio di un’attività è fortemente consigliato. Gli adempimenti iniziali — come l’apertura della partita IVA, l’iscrizione al Registro delle Imprese, la comunicazione al Comune (SCIA), l’iscrizione all’INPS e, se previsto, all’INAIL — richiedono precisione, tempi stretti e conoscenze tecniche. Un errore o un ritardo può comportare sanzioni o ritardi nell’inizio dell’attività. Un professionista, come un commercialista o un consulente d’impresa, conosce le procedure, i documenti richiesti e le eventuali esenzioni o agevolazioni disponibili, rendendo l’intero processo molto più fluido e sicuro. Inoltre, può suggerire il regime fiscale più adatto e semplificare la vita dell’imprenditore già dal primo giorno.

