APRIRE UN CENTRO ESTETICO PER RISPONDERE ALLA DOMANDA
La cura del proprio corpo e il raggiungimento del benessere fisico e mentale è diventato un culto per la società moderna, tanto da coinvolgere sia le donne che gli uomini di ogni età. Migliorarsi per apparire sempre in forma e sentirsi bene con se stessi sono questi gli obiettivi da perseguire e sono i motivi per cui aprire un centro estetico.
Si tratta di un’idea vincente. Non manca la concorrenza, ma c’è ancora molto spazio e si hanno diverse opportunità per essere innovativi, lavorando non solo sul lato estetico, ma anche su quello ricreativo. La funzione dei centri è molteplice, perché deve apportare un contributo importante al rilassamento dell’individuo e alla sua rigenerazione. Aprire un centro estetico vuol dire regalare un’oasi di pace al territorio, fornendo trattamenti estetici che permettono di ritrovare l’energia per affrontare la quotidianità.
L’offerta dei servizi deve essere molto ampia e riguardare la pulizia del visto, i massaggi, la pedicure e manicure, il trucco, l’epilazione, l’abbronzatura, mettendo a disposizione la sauna, le lampade e altri ambienti particolari con dei veri e propri percorsi in cui si interviene sulle diverse parti del corpo. In abbinamento c’è la vendita dei prodotti, dalle creme ai detergenti, passando per una vasta gamma di articoli per la cura del corpo, continuando a casa i trattamenti periodici fatti al centro.
La clientela va fidelizzata, perché il centro estetico richiede diverse sedute per ottenere i risultati e soprattutto per mantenere lo status raggiunto. La bellezza è molto importante per le persone, quindi basta usare la presa che il leitmotiv di un centro estetico ha sulla gente in modo naturale e immediato. Il business è decisamente remunerativo, offrendo qualità e varietà, con un impegno costante nel tempo si raggiungono profitti elevati. Dagli studi di settore e dalle ricerche sulle abitudini delle persone sembra emergere che l’attenzione per il proprio corpo non sia una moda passeggera; quindi i dati indicano la possibilità di sviluppo nel tempo. Del resto la società si basa molto sull’immagine nei vari ambiti.
I PASSI DA SEGUIRE PER APRIRE UN CENTRO ESTETICO
Sebbene sia un’idea economicamente molto valida, per poter aprire un centro estetico bisogna avere determinati requisiti, sia personali che strutturali. La direzione tecnica va affidata a una persona in possesso di una qualifica di estetista; quindi se non la si possiede o non la si vuole conseguire con gli appositi corsi e l’esame finale, si può assumere chi ha il titolo. Le norme per il rilascio del diploma sono disciplinate dalla Regione, quindi ci possono essere differenze di strutturazione dei corsi nei vari territori.
Il locale in cui inserire il centro deve essere ben valutato. Innanzitutto è importante la posizione, perché possa essere visibile, raggiunto facilmente e con un’area di parcheggio adeguata o con fermate dei mezzi pubblici comode. Inizialmente si può prendere un appartamento non molto grande, ma con l’obiettivo di ingrandirsi. Ovviamente dipende molto dalle attività da proporre, pensando però alla completezza, perché aiuta ad avere un maggior numero di clienti. Ci vuole lo spazio per i macchinari e per ospitare le persone in stanze a norma e sufficientemente spaziose. Si può decidere, a seconda del budget e delle intenzioni a lungo termine, di prendere l’immobile in affitto o comprarlo.
Insieme alle caratteristiche dell’ambiente e del titolare ci vogliono le necessarie autorizzazioni e quindi ci si deve occupare della burocrazia. Rivolgersi ad un commercialista esperto consente di affrontare ogni passaggio con tranquillità, proprio perché il professionista ha una conoscenza diretta della documentazione da produrre, degli uffici e dei tipi di contratto. Sarà utile esaminare un eventuale accordo se si decide di sfruttare il franchising e le procedure per l’assunzione di personale. Se si apre una società è utile che almeno uno dei soci abbia il diploma di estetista professionale, altrimenti, come già accennato, bisogna assumere una persona con tale qualifica rilasciata dalla locale Camera di Commercio.
Aprire un centro estetico inizia con l’iscrizione al Registro delle Imprese della Camera di Commercio, che trasmetterà al Comune di competenza la documentazione necessaria all’espletamento delle altre pratiche burocratiche. Agli uffici comunali vanno presentate le istanze per ottenere le autorizzazioni all’apertura. Prima del loro ottenimento si avranno le ispezioni della Asl per il nulla osta sanitario, rilasciato successivamente alla verifica del rispetto delle norme in tema di igiene e salute, quindi ci sarà la visita dei Vigili del Fuoco per controllare che le strutture siano sicure, con strumenti di prevenzione incendi e vie di fuga accessibili ed efficienti.
Ci vorranno, da reperire al catasto, la destinazione d’uso dei locali, i certificati di agibilità e la concessione edilizia. Si dovrà provvedere a registrare l’impresa all’Agenzia delle Entrate per ottenere la Partita Iva e quindi operare nel rispetto delle leggi fiscali vigenti. Nel caso vi sia la presenza di dipendenti si dovrà avere la documentazione relativa alla sicurezza sul lavoro, svolgendo i previsti corsi di formazione e aggiornamento.
I COSTI PER APRIRE UN CENTRO ESTETICO
Calcolare il budget iniziale e quindi i costi da sostenere per l’apertura non è semplice, soprattutto perché a determinare le spese concorrono diversi fattori, quindi si deve valutare il singolo caso. Si possono fornire alcune indicazioni generali tenendo presente che è comunque indispensabile un certo investimento iniziale. Si ipotizza sull’ordine dei 50 mila euro per coprire i costi della locazione dell’immobile, di acquisto dei macchinari, di allaccio delle utenze, della gestione, della promozione.
Le attrezzature per i trattamenti sono costose, ma incidono sul risultato e sull’igiene. Rivolgersi al mercato dell’usato può consentire di risparmiare, ma bisogna essere sicuri dello stato e si potrebbe dover attendere molto tempo per trovare lo strumento adatto. Un lettino o una doccia solare possono richiedere svariate migliaia di euro. Vanno acquistati inoltre i prodotti da usare e da vendere, avendo un magazzino ben fornito. L’alternativa più economica può essere l’inserimento in un’attività già avviata. Ad esempio ci si può aggregare a un parrucchiere, sfruttando almeno parte della clientela già acquisita e condividendo le spese. Ci vuole comunque uno spazio adeguato annesso al negozio già aperto. Si potrebbe avere un investimento iniziale di circa 6 mila euro e una spesa annuale di circa 20 mila euro.
Qualunque sia la scelta il business plan deve contenere:
– la spesa per l’acquisto o l’affitto dei locali;
– il costo della contribuzione Inail per i dipendenti;
– i costi per aprire il centro estetico per tasse e bolli;
– le spese per le utenze;
– i prezzi da pagare per l’acquisti di attrezzature e prodotti per i trattamenti;
– i costi relativi alla contribuzione Inps, solitamente pesano dai 3 mila euro annuali in su;
– il costo dei salari destinati al personale e alle persone addette alle pulizie.
APRIRE UN CENTRO ESTETICO IN FRANCHISING
Un’opportunità per coloro che sono interessati ad avviare un’attività nel settore la offrono i franchising. Non modifica di molto le condizioni economiche per l’investimento iniziale, ma permette di sfruttare un brand esistente e conosciuto e di avere il supporto tecnico necessario, formazione compresa. Si deve rispettare la richiesta di allestire il locale in un determinato modo e di acquistare i prodotti da un fornitore individuato. Si ha quindi meno libertà di movimento, a fronte di un’introduzione facilitata nel mondo dei centri estetici. Se si sceglie questa strada si deve cercare il franchisor migliore, con l’offerta più conveniente in termini di royalties e fee da corrispondere periodicamente sui guadagni ottenuti.
I FINANZIAMENTI
Aprire un centro estetico è una buona idea, ma se non si ha il capitale sufficiente si può tentare la strada delle agevolazioni. Ad esempio la legge numero 215 del 1992 permette di avere alle donne dei fondi destinati all’imprenditoria femminile e di accedere non solo a contributi a fondo perduto, ma anche al credito agevolato, coprendo il costo al 100%, restituendo il capitale con calma e tassi piuttosto bassi. Ci sono condizioni simili per l’imprenditoria giovanile, destinati a persone con un’età non superiore ai 35 anni. Si possono ricercare contributi nazionali, europei filtrati dalle Regioni, regionali e locali. Il commercialista è in grado di fornire informazioni sulle opportunità di finanziamenti esistenti al momento dell’avvio dell’impresa.
FAQ: le risposte alle tue domande
1. Quali sono i primi passi per avviare un'attività in Italia?
Per avviare un’attività in Italia è necessario seguire un percorso preciso che parte dalla definizione dell’idea imprenditoriale fino alla gestione degli adempimenti burocratici. È fondamentale valutare attentamente il proprio progetto d’impresa, analizzare il mercato e redigere un business plan che tenga conto di investimenti, costi, ricavi attesi e obiettivi. Dopo questa fase iniziale, si passa alla scelta della forma giuridica più idonea (come ditta individuale, SRL o SRLS) e all’apertura della partita IVA. Vanno poi completate l’iscrizione al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio, la comunicazione di inizio attività (SCIA) al Comune e la registrazione presso INPS e, se necessario, INAIL. Farsi affiancare da un professionista esperto può rendere il processo più semplice, rapido e conforme alle normative vigenti.
2. Quali sono le forme giuridiche più comuni per una nuova impresa e come scegliere quella giusta?
Le forme giuridiche disponibili per chi vuole avviare una nuova attività in Italia sono molteplici, ma le più comuni sono la ditta individuale, la società a responsabilità limitata (SRL) e la società a responsabilità limitata semplificata (SRLS). La scelta della forma giuridica più adatta dipende da vari fattori, come la quantità di capitale iniziale disponibile, il grado di responsabilità personale che si è disposti ad assumere, le prospettive di crescita dell’attività, le esigenze fiscali e il numero di soci coinvolti. È fondamentale valutare attentamente ogni opzione con il supporto di un commercialista, poiché da questa decisione dipendono gli obblighi contabili, fiscali e giuridici futuri dell’impresa.
3. È possibile avviare un'attività con un budget limitato?
Sì, è assolutamente possibile iniziare un’attività anche con un budget ridotto, purché si scelga un modello di business compatibile con un investimento iniziale contenuto. Alcuni esempi includono le attività online, le professioni freelance o i servizi di consulenza, dove spesso non è necessario disporre di un ufficio fisico o di costose attrezzature. Inoltre, esistono diversi strumenti a supporto degli aspiranti imprenditori, come agevolazioni fiscali, bandi pubblici e contributi a fondo perduto, rivolti in particolare a giovani, donne e start-up innovative. Valutare attentamente i costi fissi e variabili, e pianificare le spese in modo oculato, è essenziale per costruire un’attività sostenibile anche in presenza di risorse economiche iniziali limitate.
4. Come posso trovare un’idea imprenditoriale adatta alle mie competenze e al mercato?
Trovare un’idea imprenditoriale valida non significa solo cercare qualcosa di innovativo, ma soprattutto qualcosa che rispecchi le proprie capacità, passioni ed esperienze pregresse. È utile partire da un’autoanalisi: quali problemi ti piacerebbe risolvere? In quali ambiti ti senti competente? A partire da queste domande si può costruire un’idea che sia non solo originale, ma anche fattibile e coerente con il proprio profilo personale e professionale. Contestualmente, è essenziale osservare il mercato: capire quali bisogni non sono ancora stati soddisfatti, quali servizi mancano in una certa area geografica, o quali tendenze stanno emergendo a livello nazionale e globale. L’incontro tra attitudine personale e domanda di mercato è la base più solida per sviluppare un progetto imprenditoriale duraturo.
5. Quali sono i vantaggi di affidarsi a un commercialista per avviare un'attività?
Affidarsi a un commercialista esperto fin dall’inizio del percorso imprenditoriale rappresenta una scelta strategica per evitare errori e ottimizzare ogni fase dell’avvio dell’attività. Il commercialista può guidare l’imprenditore nella scelta della forma giuridica più adatta, fornendo una valutazione personalizzata sulla base di esigenze fiscali, patrimoniali e operative. Inoltre, è in grado di occuparsi di tutte le pratiche burocratiche necessarie, come apertura della partita IVA, iscrizioni agli enti previdenziali e comunicazioni agli enti pubblici. Ma non solo: grazie alla sua esperienza, il commercialista può consigliare le migliori opportunità fiscali disponibili e offrire assistenza nella gestione ordinaria e straordinaria dell’impresa, contribuendo a costruire una base solida e conforme alla normativa per lo sviluppo dell’attività.
6. Quali sono le difficoltà più comuni che si incontrano nell’avviare un’attività?
Avviare un’attività comporta inevitabilmente una serie di difficoltà, soprattutto per chi si affaccia per la prima volta al mondo imprenditoriale. Tra gli ostacoli più comuni vi sono la burocrazia complessa, che può risultare difficile da gestire senza il supporto di un professionista, e la mancanza di esperienza gestionale, che può portare a sottovalutare costi o tempistiche. Anche la scarsa conoscenza del mercato di riferimento o l’assenza di una pianificazione finanziaria solida sono criticità frequenti che rischiano di compromettere la sostenibilità del progetto. Altre difficoltà possono riguardare la scelta del regime fiscale più conveniente, la gestione della contabilità, o il reperimento delle risorse economiche per l’investimento iniziale. Affrontare questi aspetti con consapevolezza, supportati da un consulente esperto, può fare la differenza tra un’attività che decolla e una che fatica a partire.
7. Come posso valutare se la mia idea imprenditoriale è valida?
Per valutare la validità di un’idea imprenditoriale è necessario affrontare un’analisi approfondita sotto diversi punti di vista. Bisogna verificare se esiste una reale domanda per il prodotto o servizio offerto, definire con precisione il target di clientela, studiare la concorrenza e valutare il posizionamento di mercato. È importante anche stimare i costi di avviamento e gestione, e ipotizzare i ricavi potenziali in modo realistico. Strumenti come il business plan, l’analisi SWOT e la definizione del valore aggiunto dell’offerta sono fondamentali per ottenere una visione d’insieme e prendere decisioni consapevoli. Avere un’idea è il punto di partenza, ma verificarne la sostenibilità economica e la coerenza con il contesto di mercato è ciò che fa la differenza tra una buona intuizione e una vera opportunità imprenditoriale.
8. Serve per forza una figura esperta per gestire la burocrazia quando si apre un’attività?
Pur non essendo sempre obbligatorio, affidarsi a un esperto per gestire la burocrazia all’avvio di un’attività è fortemente consigliato. Gli adempimenti iniziali — come l’apertura della partita IVA, l’iscrizione al Registro delle Imprese, la comunicazione al Comune (SCIA), l’iscrizione all’INPS e, se previsto, all’INAIL — richiedono precisione, tempi stretti e conoscenze tecniche. Un errore o un ritardo può comportare sanzioni o ritardi nell’inizio dell’attività. Un professionista, come un commercialista o un consulente d’impresa, conosce le procedure, i documenti richiesti e le eventuali esenzioni o agevolazioni disponibili, rendendo l’intero processo molto più fluido e sicuro. Inoltre, può suggerire il regime fiscale più adatto e semplificare la vita dell’imprenditore già dal primo giorno.

