Aprire una boutique: tutto quello che devi sapere

aprire una boutique

Con la crisi che incombe, sono sempre di più coloro che decidono di optare per un’attività in proprio. Non sempre, però, si hanno le idee chiare. Se, ad esempio, non si avesse una passione ben precisa ma si volesse scommettere tutto su se stessi, la cosa migliore da fare sarebbe quella di prendere in considerazione l’ipotesi di aprire una boutique. Una cosa è certa: prima di intraprendere un simile percorso è fondamentale tenere conto del fatto che ci sono alcuni adempimenti da portare a termine con la massima attenzione. In caso contrario, si potrebbe dover fare i conti con problemi burocratici di varia natura. Inoltre, sono numerosi i consigli per riuscire a far partire l’attività con il giusto passo. Ma vediamo di scendere più nel dettaglio e di capire come fare per aprire una boutique e per riuscire a guadagnare in tempi rapidi.

APRIRE UNA BOUTIQUE: ECCO COME FARE

Per prima cosa, è necessario capire dove avrà sede la boutique in questione. Come è facile intuire, dipendentemente dalla location, si avrà modo di dare un taglio ben preciso all’attività in questione. Se, ad esempio, si avesse intenzione di aprire una boutique in centro ci si potrebbe accontentare di un piccolo fondo in cui disporre in maniera accurata e attenda i vari prodotti.

In questo caso, si potrebbe optare per una boutique di capi d’abbigliamento e di accessori. Non solo: un’idea molto carina oltre che interessante potrebbe essere quella di aprire una boutique in cui consentire ai clienti di poter trascorrere del tempo in totale serenità. Un po’ di buona musica, dei divanetti, camerini attrezzati rappresenteranno un valore aggiunto a dir poco notevole per attirare potenziali interessati.

Un altro aspetto da non trascurare è, poi, quello relativo alla pubblicità. In questo caso, la prima cosa da fare è capire il budget che si ha intenzione di investire in una simile attività. Volendo, infatti, si potrebbe prendere in considerazione l’ipotesi di rivolgersi ad un professionista del settore con il quale confrontarsi e dare seguito ad una campagna sia offline che online. In alternativa, ci si potrebbe affidare al fai da te anche se non si tratta di un’ipotesi molto interessante.

Anche la comunicazione online se non fatta in maniera professionale potrebbe rivelarsi a dir poco controproducente. In linea di massima, l’investimento iniziale vede protagonisti sia il locale e le spese vive che la pubblicità. Ovviamente, non si deve sottovalutare l’assortimento. Ogni boutique, infatti, deve essere assortita alla perfezione in modo tale da non lasciare nulla al caso. La fantasia, quindi, dovrà fare la propria parte in modo tale da rendere la boutique a dir poco unica nel suo genere.

LA BUROCRAZIA

Per quanto riguarda la burocrazia, per aprire una boutique non si deve fare altro che seguire la procedura necessaria per aprire ogni altro genere di negozio. In primo luogo, quindi, bisogna aprire una partita Iva. Per fare ciò basterà rivolgersi all’Agenzia delle entrate di riferimento o al proprio commercialista di fiducia. Aprire una partita Iva è totalmente gratuito e non comporta alcun genere di pratica burocratica lunga è noiosa.

In seconda battuta, poi, ci si dovrà preoccupare di depositare la dichiarazione relativa all’inizio dell’attività che non può essere consegnata se non entro trenta giorni dal momento dell’avvio reale. In caso contrario, si dovrà fare i conti con problematiche di varia natura. Una cosa assolutamente da non dimenticare riguarda il fatto che bisogna mettersi in regola anche con le posizioni Inps e Inail.

Anche in questo caso, basterà prendere contatti con un commercialista di fiducia. Tra l’altro, al commercialista in questione si potrò affidare il compito non solo di prendersi cura dell’avvio dell’attività ma anche di seguire tutto l’esercizio. A questo punto non resta altro da fare che dare libero sfogo alla fantasia e aprire la boutique dei propri sogni. Come è stato chiaramente spiegato, tutto è particolarmente semplice e non è necessario essere in possesso di competenze specifiche né, tanto meno, di un’esperienza pluriennale nel settore.

Volendo, si potrebbe prendere in considerazione anche l’ipotesi del franchising. Ancora una volta, il commercialista si rivelerà cruciale. Proprio a lui, infatti, spetterà il compito di fornire tutte le indicazioni a tale riguardo. Prendere in considerazione l’ipotesi del franchising significa decidere di dividere i propri guadagni con un franchisor al quale, però, nel corso dell’esercizio ci si potrà affidare per qualsiasi genere di problema.

Inoltre, bisogna anche tenere ben presente che il franchising consente di prendere parte a sessioni formative particolarmente utili e di godere della riconoscibilità del brand. Ciò vuol dire che si riuscirà a risparmiare sulla pubblicità. È vero, alle volte le fee di ingresso possono essere impegnative ma bisognerà fare una valutazione costi-benefici al fine di capire quanto e se conviene prendere veramente in considerazione una simile ipotesi.

Tutto dipende essenzialmente dalle specifiche esigenze e solo un confronto con un esperto del settore potrà essere realmente chiarificatore. In buona sostanza, il primo e più importante passo è quello di capire cosa si vuole da un’attività e confrontarsi con un commercialista al quale esporre dubbi e domande.

 

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