Iniziamo subito col dire che aprire un aparthotel è un progetto commerciale molto impregnativo e faticoso, particolarmente dispendioso sia in termini di sacrifici e responsabilità che dal punto di vista finanziario. Una premessa per mettere in chiaro dall’inizio le grosse difficoltà da affrontare per realizzare un progetto simile, da portare avanti solo con un quadro preciso e completo della situazione da sviluppare.
Al netto delle problematiche iniziali e gestionali, dare vita a un’attività del genere con delle solide basi e delle strategie commerciali opportune vuol dire moltiplicare le possibilità di successo. Un discorso valido per ogni settore imprenditoriale, ancora di più quando si tratta di aprire un aparthotel.
Ecco perché nulla va lasciato al caso, un modo per tutelare efficacemente il capitale finanziario da investire e tutte le risorse fisiche e mentali da mettere in campo. In commercio guai a credere nei facili guadagni, un concetto sbagliato da mettere immediatamente da parte e lasciarlo riposare per sempre. Passiamo allora nei seguenti paragrafi a vedere come fare per aprire un aparthotel: di cosa stiamo parlando, dove avviare la nuova attività commerciale, cosa serve dal punto di vista burocratico fino alle conclusioni.
APRIRE UN APARTHOTEL: DI COSA STIAMO PARLANDO
In parole semplici si tratta di un hotel di appartamenti con ambienti dotati di cucina, soggiorno, camera da letto e bagno. Diversamente dagli appartamenti tradizionali, affittando un aparhotel si fruisce di una serie di servizi: pulizia, cambio asciugamani e lenzuola, e molto spesso della colazione inclusa nel prezzo. Inoltre questi appartamentini vengono affittati anche per un solo giorno, a differenza di quelli tradizionali il cui affitto solitamente interessa almeno una settimana.
Piccoli appartamenti all’interno di un hotel, con soluzioni economiche convenienti soprattutto per i soggiorni delle famiglie ma non solo. Un aparthotel può essere tranquillamente paragonato a una sorta di condominio, con una gestione di prenotazione tenuta dall’hotel. Un’ottima soluzione abitativa per persone che spesso o saltuariamente vivono lontano da casa e vogliono comunque godere di buoni comfort e di un ambiente familiare.
APRIRE UN APARTHOTEL: DOVE AVVIARE LA NUOVA ATTIVITA’ COMMERCIALE
Ragionevolmente conviene aprire un aparthotel in luoghi con un grande flusso di potenziali clienti. Il centro-città è il posto più indicato per una struttura ricettiva, anche se con ogni probabilità in questo caso bisognerà fare i conti con molti concorrenti. Tuttavia non sono da scartare le zone periferiche, anche se non parliamo di zone completamente isolate, in quanto parte della clientela, al caos del centro, preferisce decisamente una maggiore tranquillità e un’aria più respirabile.
L’ideale comunque sarebbe aprire un aparthotel in luoghi di forte richiamo turistico o in prossimità di posti strategici come gli stadi, palazzetti dello sport, aeroporti e stazioni ferroviarie. Riuscire ad avviare l’attività commerciale in un posto simile significa la garanzia di una grande visibilità per via del grande flusso di gente che caratterizza soprattutto i grandi centri sportivi, sedi di manifestazioni sportive e spesso di grandi concerti.
Il risvolto della medaglia è però dato da una grande concorrenza e dai costi molto alti per l’affitto dei locali. Spese per l’affitto a parte, aprire la propria struttura vicino a un concorrente già affermato non è solitamente una buona mossa commerciale. Detto questo, la concorrenza si può sempre battere con la qualità dei servizi e con la proposta ai clienti di prezzi vantaggiosi.
Al di là di ogni considerazione, non è possibile azzeccare il luogo adatto prescindendo da un’analisi profonda del territorio di interesse. Un’indagine di mercato da affidare a un serio professionista del settore, capace di indagare con grande professionalità e individuare il posto migliore per la vostra attività. Affidare questo compito a un professionista comporterà un ulteriore costa, ma ne vale davvero la pena se si vuole una location ideale.
APRIRE UN APARTHOTEL: COSA SERVE DAL PUNTO DI VISTA BUROCRATICO
Per aprire un aparthotel nel nostro Paese innanzitutto bisogna possedere alcuni requisiti morali, cioè non dovrete essere stati dichiarati falliti precedentemente. Trattandosi di una struttura molto complessa gli eventuali lavori di ristrutturazione dovranno interessare soprattutto la messa a norma degli ambienti e poi l’aspetto estetico, quest’ultimo tra l’altro molto importante per attirare la curiosità dei clienti.
Gli appartamenti quindi devono rispettare pienamente le norme vigenti in termini di agibilità, sicurezza e igiene. Infatti, solo in seguito a scrupolosi controlli da parte delle autorità competenti vi saranno rilasciati i nulla osta per iniziare ad operare regolarmente. Con i requisiti morali richiesti e gli appartamenti in regola, secondo quanto stabilito dalla normativa, è l’ora di passare ad altri adempimenti obbligatori.
Una serie di passaggi indispensabili a partire dall’apertura della partita IVA presso l’Agenzia delle Entrate, per continuare con l’iscrizione al Registro delle Imprese da fare alla Camera di Commercio, con la regolarizzazione delle posizioni INPS e INAIL, con la segnalazione di inizio attività agli uffici del comune competente, con la richiesta di permesso per esporre l’insegna e con la regolarizzazione eventuale della posizione con la SIAE per la diffusione della musica.
Aprire un aparthotel senza dipendenti è pressoché impossibile, viste le dimensioni della struttura e i numerosi servizi da offrire ai clienti. In tale logica aprire le posizioni INPS e INAIL è non solo obbligatorio, ma anche utile per effettuare i versamenti dei contributi previsti dalla legge e per la tutela contro gli infortuni sul lavoro.
Con la Comunicazione Unica di Impresa oggi è tutto più facile, una procedura online studiata di proposito per accelerare i tempi e semplificare gli adempimenti nei confronti della Camera di Commercio, dell’INAIL, dell’INPS e dell’Agenzia delle Entrate. Una procedura che aiuta tanto, ma che non basta da sola per pensare di ultimare l’iter burocratico in completa autonomia senza una conoscenza approfondita della materia e una buona dose di esperienza.
In questi casi la cosa migliore da fare resta quella di delegare i compiti burocratici a chi ha piena coscienza del settore, cioè a un professionista esperto e competente. Un buon commercialista pronto a presentare la documentazione di rito nei tempi giusti e correttamente. Per trovarlo, è sufficiente contattare l’Ordine dei Dottori Commercialisti più vicino, un compito semplice che invita a non fare tutto da soli per non correre il serio rischio di incappare in qualche fastidioso errore.
APRIRE UN APARTHOTEL: CONCLUSIONI
Aprire un aparthotel è un compito difficile e possibile solo a determinate condizioni. Visto soprattutto il grosso capitale finanziario da investire nel progetto imprenditoriale non conviene a nessuno essere leggeri, piuttosto meglio non intraprendere alcuna iniziativa per non incorrere in un veloce e costoso fallimento. Raccomandazioni non per scoraggiarvi, ma per mettervi in guardia da possibili dannose leggerezze.
In fondo una delle cose più belle in commercio è vedere fruttare i propri sforzi, per farlo date il meglio di voi senza troppi tentennamenti e con grande spirito di responsabilità. Con i presupposti giusti, una buona campagna pubblicitaria e dei validi collaboratori i risultati non tarderanno a venire e, con essi, tante soddisfazioni economiche e professionali.
Per finire, occhio dunque anche a una buona pubblicità, da sviluppare principalmente attraverso i nuovi veicoli promozionali come il sito web e i social network, e alla scelta di collaboratori estremamente qualificati, cordiali e in grado di relazionarsi al meglio con i clienti. Strategie da seguire con cura per abbreviare la strada verso un business vincente e allontanare i rischi di impresa. Dopo gli ultimi suggerimenti, non resta che farvi un grande in bocca al lupo per l’apertura del vostro aparthotel!
FAQ: le risposte alle tue domande
1. Quali sono i primi passi per avviare un'attività in Italia?
Per avviare un’attività in Italia è necessario seguire un percorso preciso che parte dalla definizione dell’idea imprenditoriale fino alla gestione degli adempimenti burocratici. È fondamentale valutare attentamente il proprio progetto d’impresa, analizzare il mercato e redigere un business plan che tenga conto di investimenti, costi, ricavi attesi e obiettivi. Dopo questa fase iniziale, si passa alla scelta della forma giuridica più idonea (come ditta individuale, SRL o SRLS) e all’apertura della partita IVA. Vanno poi completate l’iscrizione al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio, la comunicazione di inizio attività (SCIA) al Comune e la registrazione presso INPS e, se necessario, INAIL. Farsi affiancare da un professionista esperto può rendere il processo più semplice, rapido e conforme alle normative vigenti.
2. Quali sono le forme giuridiche più comuni per una nuova impresa e come scegliere quella giusta?
Le forme giuridiche disponibili per chi vuole avviare una nuova attività in Italia sono molteplici, ma le più comuni sono la ditta individuale, la società a responsabilità limitata (SRL) e la società a responsabilità limitata semplificata (SRLS). La scelta della forma giuridica più adatta dipende da vari fattori, come la quantità di capitale iniziale disponibile, il grado di responsabilità personale che si è disposti ad assumere, le prospettive di crescita dell’attività, le esigenze fiscali e il numero di soci coinvolti. È fondamentale valutare attentamente ogni opzione con il supporto di un commercialista, poiché da questa decisione dipendono gli obblighi contabili, fiscali e giuridici futuri dell’impresa.
3. È possibile avviare un'attività con un budget limitato?
Sì, è assolutamente possibile iniziare un’attività anche con un budget ridotto, purché si scelga un modello di business compatibile con un investimento iniziale contenuto. Alcuni esempi includono le attività online, le professioni freelance o i servizi di consulenza, dove spesso non è necessario disporre di un ufficio fisico o di costose attrezzature. Inoltre, esistono diversi strumenti a supporto degli aspiranti imprenditori, come agevolazioni fiscali, bandi pubblici e contributi a fondo perduto, rivolti in particolare a giovani, donne e start-up innovative. Valutare attentamente i costi fissi e variabili, e pianificare le spese in modo oculato, è essenziale per costruire un’attività sostenibile anche in presenza di risorse economiche iniziali limitate.
4. Come posso trovare un’idea imprenditoriale adatta alle mie competenze e al mercato?
Trovare un’idea imprenditoriale valida non significa solo cercare qualcosa di innovativo, ma soprattutto qualcosa che rispecchi le proprie capacità, passioni ed esperienze pregresse. È utile partire da un’autoanalisi: quali problemi ti piacerebbe risolvere? In quali ambiti ti senti competente? A partire da queste domande si può costruire un’idea che sia non solo originale, ma anche fattibile e coerente con il proprio profilo personale e professionale. Contestualmente, è essenziale osservare il mercato: capire quali bisogni non sono ancora stati soddisfatti, quali servizi mancano in una certa area geografica, o quali tendenze stanno emergendo a livello nazionale e globale. L’incontro tra attitudine personale e domanda di mercato è la base più solida per sviluppare un progetto imprenditoriale duraturo.
5. Quali sono i vantaggi di affidarsi a un commercialista per avviare un'attività?
Affidarsi a un commercialista esperto fin dall’inizio del percorso imprenditoriale rappresenta una scelta strategica per evitare errori e ottimizzare ogni fase dell’avvio dell’attività. Il commercialista può guidare l’imprenditore nella scelta della forma giuridica più adatta, fornendo una valutazione personalizzata sulla base di esigenze fiscali, patrimoniali e operative. Inoltre, è in grado di occuparsi di tutte le pratiche burocratiche necessarie, come apertura della partita IVA, iscrizioni agli enti previdenziali e comunicazioni agli enti pubblici. Ma non solo: grazie alla sua esperienza, il commercialista può consigliare le migliori opportunità fiscali disponibili e offrire assistenza nella gestione ordinaria e straordinaria dell’impresa, contribuendo a costruire una base solida e conforme alla normativa per lo sviluppo dell’attività.
6. Quali sono le difficoltà più comuni che si incontrano nell’avviare un’attività?
Avviare un’attività comporta inevitabilmente una serie di difficoltà, soprattutto per chi si affaccia per la prima volta al mondo imprenditoriale. Tra gli ostacoli più comuni vi sono la burocrazia complessa, che può risultare difficile da gestire senza il supporto di un professionista, e la mancanza di esperienza gestionale, che può portare a sottovalutare costi o tempistiche. Anche la scarsa conoscenza del mercato di riferimento o l’assenza di una pianificazione finanziaria solida sono criticità frequenti che rischiano di compromettere la sostenibilità del progetto. Altre difficoltà possono riguardare la scelta del regime fiscale più conveniente, la gestione della contabilità, o il reperimento delle risorse economiche per l’investimento iniziale. Affrontare questi aspetti con consapevolezza, supportati da un consulente esperto, può fare la differenza tra un’attività che decolla e una che fatica a partire.
7. Come posso valutare se la mia idea imprenditoriale è valida?
Per valutare la validità di un’idea imprenditoriale è necessario affrontare un’analisi approfondita sotto diversi punti di vista. Bisogna verificare se esiste una reale domanda per il prodotto o servizio offerto, definire con precisione il target di clientela, studiare la concorrenza e valutare il posizionamento di mercato. È importante anche stimare i costi di avviamento e gestione, e ipotizzare i ricavi potenziali in modo realistico. Strumenti come il business plan, l’analisi SWOT e la definizione del valore aggiunto dell’offerta sono fondamentali per ottenere una visione d’insieme e prendere decisioni consapevoli. Avere un’idea è il punto di partenza, ma verificarne la sostenibilità economica e la coerenza con il contesto di mercato è ciò che fa la differenza tra una buona intuizione e una vera opportunità imprenditoriale.
8. Serve per forza una figura esperta per gestire la burocrazia quando si apre un’attività?
Pur non essendo sempre obbligatorio, affidarsi a un esperto per gestire la burocrazia all’avvio di un’attività è fortemente consigliato. Gli adempimenti iniziali — come l’apertura della partita IVA, l’iscrizione al Registro delle Imprese, la comunicazione al Comune (SCIA), l’iscrizione all’INPS e, se previsto, all’INAIL — richiedono precisione, tempi stretti e conoscenze tecniche. Un errore o un ritardo può comportare sanzioni o ritardi nell’inizio dell’attività. Un professionista, come un commercialista o un consulente d’impresa, conosce le procedure, i documenti richiesti e le eventuali esenzioni o agevolazioni disponibili, rendendo l’intero processo molto più fluido e sicuro. Inoltre, può suggerire il regime fiscale più adatto e semplificare la vita dell’imprenditore già dal primo giorno.

