L’avvio di un’attività commerciale all’estero prevede una valutazione preventiva di alcuni fattori come il territorio, la tassazione e gli aspetti burocratici per poter determinare con maggior chiarezza le reali possibilità di guadagno dell’impresa. In Europa alcuni paesi hanno le caratteristiche adatte per poter favorire gli investimenti da parte degli imprenditori locali e stranieri. La Svizzera è una delle mete commerciali più ambite, in cui la bellezza del territorio e una serie di vantaggi e agevolazioni fiscali, creano una commistione interessante a livello imprenditoriale. Aprire una gelateria in Svizzera può essere un’opportunità da sfruttare, ma per poterlo fare a pieno bisogna prima acquisire una serie di informazioni.
APRIRE UNA GELATERIA IN SVIZZERA: PANORAMICA SUL TERRITORIO
Aprire una gelateria in Svizzera è un passo importante e proprio per questo motivo è opportuno conoscere al meglio il territorio in cui ci si appresta ad avviare l’attività. La Svizzera (ufficialmente confederazione elvetica) è uno stato federale suddiviso in 26 cantoni; confina con Germania, Austria, Liechtenstein, Italia e Francia e le lingue ufficiali sono il tedesco, il francese e l’italiano. Ha una popolazione di 8,4 milioni di abitanti e i due terzi di essi sono concentrati in una delle regioni geografiche del paese chiamata Altipiano dove si trovano le maggiori città come Zurigo, Basilea, Ginevra, Berna, ecc.
Dal 2002 fa parte delle nazioni unite, del consiglio d’europa e dell’organizzazione mondiale del commercio. È sede di importanti organizzazioni internazionali come la Croce Rossa, la FIFA, il CERN e la sede europea dell’ONU.
OPPORTUNITÀ DA SFRUTTARE
La Svizzera è definita da molti come uno dei paesi più adatti per l’imprenditoria. Per un italiano, la parte del Cantone Ticino, dove si parla la lingua italiana e risulta essere la parte geografica più vicina ai nostri confini, può offrire ottime prospettive in chiave commerciale. Innanzitutto la confederazione elvetica calcola l’imposizione fiscale in base a determinati fattori come il comune di residenza. Si va da un minimo del 19% fino ad un massimo del 24%, può essere calcolata anche online e tiene in considerazione l’ammontare della cifra utile per il tipo di società scelta.
Le cifre utile per la costituzione della società sono: 10.000 franchi svizzeri (circa 9.300 euro) per le Società a Garanzia Limitata (Sagl); e 50.000 franchi svizzeri (quasi 47.000 euro) per le Società Anonime (SA). È possibile versare il capitale in natura, come possono essere i beni destinati alla vendita o altri materiali. Per la registrazione della persona giuridica è necessario rivolgersi ad un notaio che iscriverà l’impresa in un registro apposito. Il codice delle obbligazioni spiega in maniera chiara ed esauriente tutti i passaggi necessari per la costituzione di un’impresa in territorio elvetico ed è facilmente consultabile sul web.
INCENTIVI E POLITICHE DEL LAVORO
Rispetto al nostro paese, il costo del lavoro in Svizzera è molto più basso. Inoltre risulta molto semplice per l’mprenditore calcolare le varie voci utili. I sindacati, anche grazie alle garanzie statali e al rispetto dei lavoratori, non hanno bisogno di intervenire in maniera energica. I contratti di lavoro sono quasi esclusivamente senza limite di tempo e possono essere interrotti senza particolari motivi dall’azienda. Questo comunque non elude il principio che vige in Svizzera per cui un imprenditore non allontana facilmente le proprie risorse.
Agli imprenditori che portano vantaggi al territorio e all’economia elvetica, vengono riconosciuti sgravi e incentivi sotto diverse forme, e a differenza dell’Italia è più facile trattare con l’erario. Risulta semplice l’avvio di discussioni costruttive con le autorità locali anche se il peso economico della propria azienda gioca un ruolo importante. Anche l’accesso al mercato del credito e l’apertura di un conto corrente risultano essere operazioni veloci e senza troppi passaggi burocratici, come l’avvio di un’attività che solitamente richiede solo qualche giorno di attesa.
COSA CONVIENE FARE?
Il gelato italiano è da sempre apprezzato all’estero, e la Svizzera non fa eccezione. Girando per le maggiori città elvetiche ci si renderà presto conto di come molti altri connazionali hanno scelto la Svizzera come luogo in cui decentrare o avviare la propria gelateria. Ovviamente l’equazione Svizzera più gelateria non darà per forza un risultato positivo, ma le percentuali di riuscita sono potenzialmente alte. Per sfondare nel mercato elvetico risulterà importante scegliere un luogo di apertura consono al tipo di attività.
Città come Zurigo, Berna, Lucerna, Basilea sono molto popolate. In più il paese è scelto da molte persone come meta per le proprie vacanze. Un’afflusso turistico importante sommato ad una popolazione abbastanza folta innalzerà le possibilità di vendere i propri prodotti in maniera maggiore. Anche il marketing risulta importante e determinante per la riuscita dell’attività. Una campagna pubblicitaria capillare e costante andrà a colpire potenziali clienti e molti curiosi. Specialmente nel primo periodo successivo all’apertura è importante non eccedere con i prezzi di vendita: una mediazione ragionata tra costi e guadagni produrrà un prezzo finale onesto e in linea con la concorrenza.
FAQ: le risposte alle tue domande
1. Quali sono i primi passi per avviare un'attività in Italia?
Per avviare un’attività in Italia è necessario seguire un percorso preciso che parte dalla definizione dell’idea imprenditoriale fino alla gestione degli adempimenti burocratici. È fondamentale valutare attentamente il proprio progetto d’impresa, analizzare il mercato e redigere un business plan che tenga conto di investimenti, costi, ricavi attesi e obiettivi. Dopo questa fase iniziale, si passa alla scelta della forma giuridica più idonea (come ditta individuale, SRL o SRLS) e all’apertura della partita IVA. Vanno poi completate l’iscrizione al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio, la comunicazione di inizio attività (SCIA) al Comune e la registrazione presso INPS e, se necessario, INAIL. Farsi affiancare da un professionista esperto può rendere il processo più semplice, rapido e conforme alle normative vigenti.
2. Quali sono le forme giuridiche più comuni per una nuova impresa e come scegliere quella giusta?
Le forme giuridiche disponibili per chi vuole avviare una nuova attività in Italia sono molteplici, ma le più comuni sono la ditta individuale, la società a responsabilità limitata (SRL) e la società a responsabilità limitata semplificata (SRLS). La scelta della forma giuridica più adatta dipende da vari fattori, come la quantità di capitale iniziale disponibile, il grado di responsabilità personale che si è disposti ad assumere, le prospettive di crescita dell’attività, le esigenze fiscali e il numero di soci coinvolti. È fondamentale valutare attentamente ogni opzione con il supporto di un commercialista, poiché da questa decisione dipendono gli obblighi contabili, fiscali e giuridici futuri dell’impresa.
3. È possibile avviare un'attività con un budget limitato?
Sì, è assolutamente possibile iniziare un’attività anche con un budget ridotto, purché si scelga un modello di business compatibile con un investimento iniziale contenuto. Alcuni esempi includono le attività online, le professioni freelance o i servizi di consulenza, dove spesso non è necessario disporre di un ufficio fisico o di costose attrezzature. Inoltre, esistono diversi strumenti a supporto degli aspiranti imprenditori, come agevolazioni fiscali, bandi pubblici e contributi a fondo perduto, rivolti in particolare a giovani, donne e start-up innovative. Valutare attentamente i costi fissi e variabili, e pianificare le spese in modo oculato, è essenziale per costruire un’attività sostenibile anche in presenza di risorse economiche iniziali limitate.
4. Come posso trovare un’idea imprenditoriale adatta alle mie competenze e al mercato?
Trovare un’idea imprenditoriale valida non significa solo cercare qualcosa di innovativo, ma soprattutto qualcosa che rispecchi le proprie capacità, passioni ed esperienze pregresse. È utile partire da un’autoanalisi: quali problemi ti piacerebbe risolvere? In quali ambiti ti senti competente? A partire da queste domande si può costruire un’idea che sia non solo originale, ma anche fattibile e coerente con il proprio profilo personale e professionale. Contestualmente, è essenziale osservare il mercato: capire quali bisogni non sono ancora stati soddisfatti, quali servizi mancano in una certa area geografica, o quali tendenze stanno emergendo a livello nazionale e globale. L’incontro tra attitudine personale e domanda di mercato è la base più solida per sviluppare un progetto imprenditoriale duraturo.
5. Quali sono i vantaggi di affidarsi a un commercialista per avviare un'attività?
Affidarsi a un commercialista esperto fin dall’inizio del percorso imprenditoriale rappresenta una scelta strategica per evitare errori e ottimizzare ogni fase dell’avvio dell’attività. Il commercialista può guidare l’imprenditore nella scelta della forma giuridica più adatta, fornendo una valutazione personalizzata sulla base di esigenze fiscali, patrimoniali e operative. Inoltre, è in grado di occuparsi di tutte le pratiche burocratiche necessarie, come apertura della partita IVA, iscrizioni agli enti previdenziali e comunicazioni agli enti pubblici. Ma non solo: grazie alla sua esperienza, il commercialista può consigliare le migliori opportunità fiscali disponibili e offrire assistenza nella gestione ordinaria e straordinaria dell’impresa, contribuendo a costruire una base solida e conforme alla normativa per lo sviluppo dell’attività.
6. Quali sono le difficoltà più comuni che si incontrano nell’avviare un’attività?
Avviare un’attività comporta inevitabilmente una serie di difficoltà, soprattutto per chi si affaccia per la prima volta al mondo imprenditoriale. Tra gli ostacoli più comuni vi sono la burocrazia complessa, che può risultare difficile da gestire senza il supporto di un professionista, e la mancanza di esperienza gestionale, che può portare a sottovalutare costi o tempistiche. Anche la scarsa conoscenza del mercato di riferimento o l’assenza di una pianificazione finanziaria solida sono criticità frequenti che rischiano di compromettere la sostenibilità del progetto. Altre difficoltà possono riguardare la scelta del regime fiscale più conveniente, la gestione della contabilità, o il reperimento delle risorse economiche per l’investimento iniziale. Affrontare questi aspetti con consapevolezza, supportati da un consulente esperto, può fare la differenza tra un’attività che decolla e una che fatica a partire.
7. Come posso valutare se la mia idea imprenditoriale è valida?
Per valutare la validità di un’idea imprenditoriale è necessario affrontare un’analisi approfondita sotto diversi punti di vista. Bisogna verificare se esiste una reale domanda per il prodotto o servizio offerto, definire con precisione il target di clientela, studiare la concorrenza e valutare il posizionamento di mercato. È importante anche stimare i costi di avviamento e gestione, e ipotizzare i ricavi potenziali in modo realistico. Strumenti come il business plan, l’analisi SWOT e la definizione del valore aggiunto dell’offerta sono fondamentali per ottenere una visione d’insieme e prendere decisioni consapevoli. Avere un’idea è il punto di partenza, ma verificarne la sostenibilità economica e la coerenza con il contesto di mercato è ciò che fa la differenza tra una buona intuizione e una vera opportunità imprenditoriale.
8. Serve per forza una figura esperta per gestire la burocrazia quando si apre un’attività?
Pur non essendo sempre obbligatorio, affidarsi a un esperto per gestire la burocrazia all’avvio di un’attività è fortemente consigliato. Gli adempimenti iniziali — come l’apertura della partita IVA, l’iscrizione al Registro delle Imprese, la comunicazione al Comune (SCIA), l’iscrizione all’INPS e, se previsto, all’INAIL — richiedono precisione, tempi stretti e conoscenze tecniche. Un errore o un ritardo può comportare sanzioni o ritardi nell’inizio dell’attività. Un professionista, come un commercialista o un consulente d’impresa, conosce le procedure, i documenti richiesti e le eventuali esenzioni o agevolazioni disponibili, rendendo l’intero processo molto più fluido e sicuro. Inoltre, può suggerire il regime fiscale più adatto e semplificare la vita dell’imprenditore già dal primo giorno.

