Aprire un'azienda in Albania

Aprire un’azienda in Albania può essere un’dea proficua, in quanto le riforme che sono state recentemente attuate hanno reso più libero il suo mercato. Esso denota un rapido sviluppo, si è creato un ambiente favorevole agli investimenti stranieri, in particolare nei settori dell’edilizia, dell’energia e dei trasporti.

La posizione geografica del paese e le sue ricche risorse naturali, come petrolio, cromo, nichel, rame e carbone sono inoltre fattori basilari in questo contesto economico. Circa il 45% delle merci importate non è tassato. L’Albania potrebbe essere descritta come il paradiso fiscale dei Balcani.

Nonostante il suo piccolo territorio, l’Albania sta diventando sempre più attraente per gli investimenti stranieri. La libertà di circolazione di capitali e redditi, la proprietà privata, l’imprenditorialità e gli investimenti sono protetti dalla legislazione locale. Allo stesso tempo, sempre più uomini d’affari sono desiderosi di comprare una compagnia in Albania.

Gli investimenti esteri diretti in Albania sono aumentati costantemente dall’inizio del 2000. Gli stock di investimenti diretti esteri nel 2017 rappresentano il 55,4% del PIL del paese. Questi investimenti si concentrano nei settori petrolifero, dei minerali, delle infrastrutture, dell’edilizia e delle telecomunicazioni. Gli afflussi annuali in Albania sono aumentati significativamente negli ultimi dieci anni, con una media di circa 1 miliardo di dollari all’anno, per il periodo 2008-2017.

L’Albania ha adottato una riforma fiscale vantaggiosa per gli investitori stranieri e intende ridurre la corruzione e le difficoltà amministrative che potrebbero scoraggiare gli investitori. Dopo il varo di una legge sugli investimenti strategici all’inizio del 2016, il governo albanese all’inizio del 2018 ha annunciato la preparazione di una nuova legge.

Questo nuovo disegno di legge mirerebbe a garantire il rispetto delle norme in materia di salute, ambiente e condizioni di lavoro. La legge ha anche lo scopo di migliorare le garanzie degli investitori e mettere in atto procedure amministrative che consentano di iniziare le loro attività più rapidamente. Il paese mira ad attrarre investimenti nei seguenti settori: energia e miniere, trasporti, telecomunicazioni, infrastrutture e rifiuti urbani, turismo, agricoltura e pesca.

La tassazione delle imprese è molto favorevole, tenendo presente che:
– per un fatturato inferiore a 36.000 euro le imprese sono esenti da tasse;
– un fatturato fino a 60.000 euro è tassato solo al 5%;
– per un fatturato superiore a 60.000 euro la tassazione è comunque solo del 15%.

Gli uomini d’affari che desiderano investire in Albania possono scegliere tra una società a responsabilità limitata, un’associazione civile e un partenariato. Esiste anche l’opzione di una società pubblica (SA), che richiede però un capitale minimo di almeno 27.000 euro. Le società a responsabilità limitata (SHPK), che può essere costituita come una società anche da un singolo membro, cioè la stessa persona fisica o giuridica del suo azionista e amministratore, è più attraente e amichevole per gli investitori stranieri. La procedura di costituzione richiede la stesura e la firma di pochi documenti e può essere conclusa entro 10/15 giorni, compresa l’apertura del conto bancario.

REGOLE PER APRIRE UN’AZIENA IN ALBANIA

Fondamentale è sapere destreggiarsi nella struttura legislativa dell’Albania. La legge sulle società commerciali regola il lavoro delle organizzazioni imprenditoriali in Albania. Indispensabile è registrare l’azienda per avere l’opportunità di condurre affari proficui in tutta legalità.

Vale la pena ricordare comunque le diverse forme aziendali più rappresentate in Albania:
– società a responsabilità limitata (Shpk);
– società con capitale sociale comune (Sha);
– Filiali di una società straniera.
Se decidi di aprire un’azienda in Albania e non hai ancora scelto la sua forma, considera che la tipologia più frequente di attività in questo paese è la società a responsabilità limitata.

Ci sono le seguenti disposizioni al centro della sua attività:

– possono essere fondatori più soci ma anche una singola persona;
– la decisione di tre quarti degli azionisti è sufficiente per trasferire le azioni ad altre persone;
– il minimo fisso di capitale autorizzato è di 100.000 Lek (circa 800 €);
– i contributi sono maturati in contanti ma anche sotto forma di beni mobili o immobili;
– la contabilità deve essere notificata ogni anno;
– qualsiasi modifica della struttura aziendale e delle questioni relative ai processi di acquisizione, fusione, ecc. dovrebbe essere coordinata con l’assemblea degli azionisti. Il voto decisivo per qualsiasi trasformazione è considerato legittimo con tre quarti dei voti positivi.

TASSAZIONE E CONTABILITÀ IN ALBANIA

La registrazione dell’azienda è solo il primo passo, poiché al fine di condurre in Albania affari legali, garantiti e con successo, è necessario rispettare i requisiti del sistema fiscale albanese, nonché conoscere le regole della contabilità. Il sistema fiscale albanese è in uno stato di continuo sviluppo, così come la politica fiscale è in costante miglioramento e le condizioni sempre più favorevoli per lo svolgimento degli affari sono in via di attuazione.

La tassazione in Albania riguarda:
– tassa sul reddito;
– imposta sulle vendite e sugli acquisti;
– imposte sul reddito e accise.

Se sei interessato ad aprire un’azienda in Albania devi prendere in considerazione alcuni punti importanti:
– La costituzione della società in Albania viene effettuata entro 5 giorni dal momento della presentazione della richiesta all’autorità di registrazione speciale. Di conseguenza, la società riceve il proprio codice fiscale ai fini della tenuta dei registri, nonché il numero di partita IVA.

– Le imposte sul reddito sono pagate solo da quelle persone che soggiornano nel territorio dello stato da un minimo di 183 giorni all’anno in poi. L’aliquota massima è del 30%.

Prima del pagamento delle imposte, la persona giuridica registrata in Albania deve provvedere a soddisfare i seguenti pagamenti:
– interessi passivi;
– affitto;
– eventuali diritti d’autore;
– costi derivanti da esigenze amministrative e condizioni tecniche;
– servizi relativi all’installazione, all’assemblaggio e ad altre attività associate;
– pagamento per esibizioni di musicisti, attori, atleti.

L’imposta non viene prelevata dalla fonte se il destinatario è un contribuente albanese. Se c’è sviluppo della produzione entro 10 anni nel piano dell’attività della tua impresa, allora puoi essere esonerato dal pagamento delle tasse per 4 anni. Le imposte sul reddito saranno ridotte fino al 60%, se si reinveste il profitto dell’attività. Se la tua azienda è impegnata nello sviluppo dell’industria del turismo, sei legalmente esente dal pagamento delle tasse per un periodo di 5 anni. Le società albanesi non hanno privilegi legati alla posizione della fonte di investimento.

In Albania esistono esenzioni dal pagamento dell’IVA, nei seguenti casi:
– Servizi finanziari;
– Leasing di terreni;
– Servizi forniti da imprese no-profit;
– Attrezzature mediche;
– Servizi connessi all’esplorazione dell’industria petrolifera;
– Servizi di istruzione;
– Transazioni con esportazione.

In relazione alla zona in cui si decide di aprire un’azienda in Albania e al tipo di attività svolta, si deve approfondire poi l’aspetto relativo alla tassazione locale, variabile da zona a zona, in aggiunta a quella federale, per:
– l’iscrizione in tribunale o alle autorità fiscali;
– le caratteristiche dei locali necessari;
– la pubblicità;
– l’ambiente.

 

Aprire un' azienda in Albania

FAQ: le risposte alle tue domande

1. Quali sono i primi passi per avviare un'attività in Italia?

Per avviare un’attività in Italia è necessario seguire un percorso preciso che parte dalla definizione dell’idea imprenditoriale fino alla gestione degli adempimenti burocratici. È fondamentale valutare attentamente il proprio progetto d’impresa, analizzare il mercato e redigere un business plan che tenga conto di investimenti, costi, ricavi attesi e obiettivi. Dopo questa fase iniziale, si passa alla scelta della forma giuridica più idonea (come ditta individuale, SRL o SRLS) e all’apertura della partita IVA. Vanno poi completate l’iscrizione al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio, la comunicazione di inizio attività (SCIA) al Comune e la registrazione presso INPS e, se necessario, INAIL. Farsi affiancare da un professionista esperto può rendere il processo più semplice, rapido e conforme alle normative vigenti.

2. Quali sono le forme giuridiche più comuni per una nuova impresa e come scegliere quella giusta?

Le forme giuridiche disponibili per chi vuole avviare una nuova attività in Italia sono molteplici, ma le più comuni sono la ditta individuale, la società a responsabilità limitata (SRL) e la società a responsabilità limitata semplificata (SRLS). La scelta della forma giuridica più adatta dipende da vari fattori, come la quantità di capitale iniziale disponibile, il grado di responsabilità personale che si è disposti ad assumere, le prospettive di crescita dell’attività, le esigenze fiscali e il numero di soci coinvolti. È fondamentale valutare attentamente ogni opzione con il supporto di un commercialista, poiché da questa decisione dipendono gli obblighi contabili, fiscali e giuridici futuri dell’impresa.

3. È possibile avviare un'attività con un budget limitato?

Sì, è assolutamente possibile iniziare un’attività anche con un budget ridotto, purché si scelga un modello di business compatibile con un investimento iniziale contenuto. Alcuni esempi includono le attività online, le professioni freelance o i servizi di consulenza, dove spesso non è necessario disporre di un ufficio fisico o di costose attrezzature. Inoltre, esistono diversi strumenti a supporto degli aspiranti imprenditori, come agevolazioni fiscali, bandi pubblici e contributi a fondo perduto, rivolti in particolare a giovani, donne e start-up innovative. Valutare attentamente i costi fissi e variabili, e pianificare le spese in modo oculato, è essenziale per costruire un’attività sostenibile anche in presenza di risorse economiche iniziali limitate.

4. Come posso trovare un’idea imprenditoriale adatta alle mie competenze e al mercato?

Trovare un’idea imprenditoriale valida non significa solo cercare qualcosa di innovativo, ma soprattutto qualcosa che rispecchi le proprie capacità, passioni ed esperienze pregresse. È utile partire da un’autoanalisi: quali problemi ti piacerebbe risolvere? In quali ambiti ti senti competente? A partire da queste domande si può costruire un’idea che sia non solo originale, ma anche fattibile e coerente con il proprio profilo personale e professionale. Contestualmente, è essenziale osservare il mercato: capire quali bisogni non sono ancora stati soddisfatti, quali servizi mancano in una certa area geografica, o quali tendenze stanno emergendo a livello nazionale e globale. L’incontro tra attitudine personale e domanda di mercato è la base più solida per sviluppare un progetto imprenditoriale duraturo.

5. Quali sono i vantaggi di affidarsi a un commercialista per avviare un'attività?

Affidarsi a un commercialista esperto fin dall’inizio del percorso imprenditoriale rappresenta una scelta strategica per evitare errori e ottimizzare ogni fase dell’avvio dell’attività. Il commercialista può guidare l’imprenditore nella scelta della forma giuridica più adatta, fornendo una valutazione personalizzata sulla base di esigenze fiscali, patrimoniali e operative. Inoltre, è in grado di occuparsi di tutte le pratiche burocratiche necessarie, come apertura della partita IVA, iscrizioni agli enti previdenziali e comunicazioni agli enti pubblici. Ma non solo: grazie alla sua esperienza, il commercialista può consigliare le migliori opportunità fiscali disponibili e offrire assistenza nella gestione ordinaria e straordinaria dell’impresa, contribuendo a costruire una base solida e conforme alla normativa per lo sviluppo dell’attività.

6. Quali sono le difficoltà più comuni che si incontrano nell’avviare un’attività?

Avviare un’attività comporta inevitabilmente una serie di difficoltà, soprattutto per chi si affaccia per la prima volta al mondo imprenditoriale. Tra gli ostacoli più comuni vi sono la burocrazia complessa, che può risultare difficile da gestire senza il supporto di un professionista, e la mancanza di esperienza gestionale, che può portare a sottovalutare costi o tempistiche. Anche la scarsa conoscenza del mercato di riferimento o l’assenza di una pianificazione finanziaria solida sono criticità frequenti che rischiano di compromettere la sostenibilità del progetto. Altre difficoltà possono riguardare la scelta del regime fiscale più conveniente, la gestione della contabilità, o il reperimento delle risorse economiche per l’investimento iniziale. Affrontare questi aspetti con consapevolezza, supportati da un consulente esperto, può fare la differenza tra un’attività che decolla e una che fatica a partire.

7. Come posso valutare se la mia idea imprenditoriale è valida?

Per valutare la validità di un’idea imprenditoriale è necessario affrontare un’analisi approfondita sotto diversi punti di vista. Bisogna verificare se esiste una reale domanda per il prodotto o servizio offerto, definire con precisione il target di clientela, studiare la concorrenza e valutare il posizionamento di mercato. È importante anche stimare i costi di avviamento e gestione, e ipotizzare i ricavi potenziali in modo realistico. Strumenti come il business plan, l’analisi SWOT e la definizione del valore aggiunto dell’offerta sono fondamentali per ottenere una visione d’insieme e prendere decisioni consapevoli. Avere un’idea è il punto di partenza, ma verificarne la sostenibilità economica e la coerenza con il contesto di mercato è ciò che fa la differenza tra una buona intuizione e una vera opportunità imprenditoriale.

8. Serve per forza una figura esperta per gestire la burocrazia quando si apre un’attività?

Pur non essendo sempre obbligatorio, affidarsi a un esperto per gestire la burocrazia all’avvio di un’attività è fortemente consigliato. Gli adempimenti iniziali — come l’apertura della partita IVA, l’iscrizione al Registro delle Imprese, la comunicazione al Comune (SCIA), l’iscrizione all’INPS e, se previsto, all’INAIL — richiedono precisione, tempi stretti e conoscenze tecniche. Un errore o un ritardo può comportare sanzioni o ritardi nell’inizio dell’attività. Un professionista, come un commercialista o un consulente d’impresa, conosce le procedure, i documenti richiesti e le eventuali esenzioni o agevolazioni disponibili, rendendo l’intero processo molto più fluido e sicuro. Inoltre, può suggerire il regime fiscale più adatto e semplificare la vita dell’imprenditore già dal primo giorno.