Aprire un nail corner

Al giorno d’oggi molte persone si rivolgono ai tecnici delle unghie presenti nei moderni nail corner per richiedere l’applicazione, la decorazione e la ricostruzione di unghie artificiali o per una classica manicure professionale. Per di più il mercato delle unghie è in continua crescita quindi attualmente tal attività rappresenta un buon investimento su cui potrebbe puntare un giovane imprenditore come te! In merito aprire un nail corner, che in italiano significa angolo delle unghie, è un progetto più facile ed economico da realizzare rispetto ad altre tipologie di start up grazie al suo modello di business piuttosto semplice.

Infatti le unghie non richiedono sofisticate e dispendiose tecnologie per essere trattate ma più che altro igiene, tecnica professionale, qualità e attenzione. A tal proposito ecco questa pratica mini guida con tutto quello che devi sapere per aprire un nail corner in Italia. Inoltre per qualunque aiuto sulle correnti tematiche fiscali e societarie inerenti all’avvio di un’attività di questo genere puoi metterti in contatto con uno Studio di Dottori Commercialisti cosicché il tuo desiderio di aprire un nail corner si concretizzi al più presto dimostrandosi un’entità commerciale regolare per la legge italiana.

COME APRIRE UN NAIL CORNER IN ITALIA?

Aprire un nail corner di successo significa offrire dei prodotti e dei servizi di qualità a prezzi ragionevoli, ascoltare i clienti, fidelizzarli e creare un ambiente piacevole in cui desiderino ritornare. Ovviamente per aprire un nail corner bisogna seguire determinati passaggi e strategie e avere precisi requisiti. Al riguardo per avviare un angolo delle unghie devi:

– ottenere una certificazione cosmetologica dopo aver frequentato un corso regionale biennale con successiva specializzazione di 1 anno, per esempio un corso di estetista;
– aprire la Partita Iva all’Agenzia delle Entrate;
– iscriverti alla Camera di Commercio nell’Albo Artigiano;
– aprire le tue posizioni INPS e INAIL e quelle dei tuoi dipendenti;
– stendere un business plan in cui descrivere la tua idea imprenditoriale, il target di clienti cui offrire i tuoi servizi e prodotti e i vari dati finanziari ed economici per il prossimo futuro;
– utilizzare per l’investimento sia il capitale risparmiato lavorando sia dei finanziamenti esterni, pubblici o privati che siano;
– cercare e affittare un negozio in una posizione ben visibile e vicino ad altri locali con un buon passaggio di persone, ad esempio i ristoranti, i bar e i negozi di vestiti, ancor meglio all’interno di un centro commerciale o in zona centrale. Il negozio deve essere conveniente per le tue tasche commercialmente parlando ma anche curato e di buon gusto;
– acquistare le attrezzature e le forniture professionali necessarie per svolgere quotidianamente il tuo lavoro, ad esempio le unghie acriliche, le bottigliette di acetone, i tagliaunghie, i flaconcini di smalto, le forbici, le lime, il sapone, le salviette, i cosmetici, i solventi, i separatori per le dita e chi più ne ha più ne metta;
– arredare il negozio con le postazioni per i tecnici delle unghie, i tavoli per i servizi di manicure, i carrelli su cui disporre le forniture professionali, le sedie per la sala d’attesa, i sedili reclinabili dotati di poggia piedi cosicché i clienti stiano comodi durante i trattamenti, eccetera;
– abbellire il tuo nail corner con accessori che lo rendano più accogliente e accattivante per la clientela, per esempio delle piantine in vaso e degli arazzi per le pareti. Inoltre è utile tenere in negozio delle riviste in modo tale che i clienti possano passare il tempo di attesa sfogliandole.

ALTRI PASSI E REQUISITI INDISPENSABILI PER APRIRE UN NAIL CORNER

Come se non bastasse fra gli altri passi e requisiti indispensabili per aprire un nail corner devi anche:

– aver fatto un’esperienza lavorativa all’interno di un salone di bellezza a tempo pieno per almeno 3 anni durante gli ultimi 5 anni, cosa importante sia per imparare a trattare i clienti sia per non trascurare il lato amministrativo del negozio. Inoltre dopo tal esperienza professionalizzante è necessario aver frequentato un corso regionale di formazione teorica di almeno 300 ore;
– farti pubblicità sia tramite i classici volantini sia attraverso il moderno passaparola sui social;
– assumere degli onicotecnici, ossia dei tecnici delle unghie qualificati, e nominare fra di essi un responsabile;
– proporre pochi servizi ma di qualità in cui sia tu sia il tuo personale vi dimostriate eccellenti nella loro esecuzione;
– rivolgerti al Comune presso il SUAP telematico per compilare i modelli informatici inerenti alla SCIA, acronimo di Segnalazione Certificata Inizio Attività Produttiva con effetto immediato;
– offrire i tuoi servizi a prezzi bassi soltanto nei primi tempi per attrarre gente e farti conoscere ma in seguito devi cercare di non svendere le tue proposte puntando più che altro sulla qualità e sulla cura dei clienti;
– disinfettare e sterilizzare con regolarità l’attrezzatura e scegliere prodotti di qualità da fornitori con un’ottima reputazione per non rischiare di creare infezioni, reazioni allergiche o altre problematiche ai clienti in modo tale che ritornino e parlino bene del tuo nail corner in giro e sul web;
– organizzare degli eventi all’interno del negozio, magari offrendo da bere e degli stuzzichini, ad esempio la presentazione di trattamenti cosmetici, per fidelizzare i clienti già acquisiti e allo stesso tempo per attrarne di nuovi;
– seguire le regole base per avviare un’attività di successo, ossia differenziarsi dalla concorrenza, proporre dei prodotti e dei servizi di qualità, coccolare la clientela, aggiornarsi costantemente, aprirsi ai cambiamenti e rendere visibile sia ciò che si fa sia il negozio con diverse strategie di marketing;
– farti guidare nella burocrazia italiana da un bravo Dottore Commercialista per evitare di incorrere in errori per i quali dover pagare pesanti sanzioni.

Aprire un Nail Corner

QUANTO COSTA APRIRE UN NAIL CORNER?

Per aprire un nail corner è bene prendere in considerazione un investimento iniziale pari a 30.000 euro per l’allestimento e la ristrutturazione di un negozio, inoltre è necessario considerare anche i costi per:

– l’acquisto della merce pari a circa 20.000 euro;
– il riassortimento delle forniture da effettuare ogni 2 mesi;
– le utenze come l’elettricità e il gas;
– il canone dell’affitto o la rata del mutuo;
– lo stipendio dei tuoi dipendenti;
– i tributi (tasse, imposte e contributi);
– le consulenze del commercialista e di un’agenzia pubblicitaria;
– le strategie di marketing.

In sintesi l’investimento iniziale per aprire un nail corner si aggira intorno ai 55.000 euro.

 

FAQ: le risposte alle tue domande

1. Quali sono i primi passi per avviare un'attività in Italia?

Per avviare un’attività in Italia è necessario seguire un percorso preciso che parte dalla definizione dell’idea imprenditoriale fino alla gestione degli adempimenti burocratici. È fondamentale valutare attentamente il proprio progetto d’impresa, analizzare il mercato e redigere un business plan che tenga conto di investimenti, costi, ricavi attesi e obiettivi. Dopo questa fase iniziale, si passa alla scelta della forma giuridica più idonea (come ditta individuale, SRL o SRLS) e all’apertura della partita IVA. Vanno poi completate l’iscrizione al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio, la comunicazione di inizio attività (SCIA) al Comune e la registrazione presso INPS e, se necessario, INAIL. Farsi affiancare da un professionista esperto può rendere il processo più semplice, rapido e conforme alle normative vigenti.

2. Quali sono le forme giuridiche più comuni per una nuova impresa e come scegliere quella giusta?

Le forme giuridiche disponibili per chi vuole avviare una nuova attività in Italia sono molteplici, ma le più comuni sono la ditta individuale, la società a responsabilità limitata (SRL) e la società a responsabilità limitata semplificata (SRLS). La scelta della forma giuridica più adatta dipende da vari fattori, come la quantità di capitale iniziale disponibile, il grado di responsabilità personale che si è disposti ad assumere, le prospettive di crescita dell’attività, le esigenze fiscali e il numero di soci coinvolti. È fondamentale valutare attentamente ogni opzione con il supporto di un commercialista, poiché da questa decisione dipendono gli obblighi contabili, fiscali e giuridici futuri dell’impresa.

3. È possibile avviare un'attività con un budget limitato?

Sì, è assolutamente possibile iniziare un’attività anche con un budget ridotto, purché si scelga un modello di business compatibile con un investimento iniziale contenuto. Alcuni esempi includono le attività online, le professioni freelance o i servizi di consulenza, dove spesso non è necessario disporre di un ufficio fisico o di costose attrezzature. Inoltre, esistono diversi strumenti a supporto degli aspiranti imprenditori, come agevolazioni fiscali, bandi pubblici e contributi a fondo perduto, rivolti in particolare a giovani, donne e start-up innovative. Valutare attentamente i costi fissi e variabili, e pianificare le spese in modo oculato, è essenziale per costruire un’attività sostenibile anche in presenza di risorse economiche iniziali limitate.

4. Come posso trovare un’idea imprenditoriale adatta alle mie competenze e al mercato?

Trovare un’idea imprenditoriale valida non significa solo cercare qualcosa di innovativo, ma soprattutto qualcosa che rispecchi le proprie capacità, passioni ed esperienze pregresse. È utile partire da un’autoanalisi: quali problemi ti piacerebbe risolvere? In quali ambiti ti senti competente? A partire da queste domande si può costruire un’idea che sia non solo originale, ma anche fattibile e coerente con il proprio profilo personale e professionale. Contestualmente, è essenziale osservare il mercato: capire quali bisogni non sono ancora stati soddisfatti, quali servizi mancano in una certa area geografica, o quali tendenze stanno emergendo a livello nazionale e globale. L’incontro tra attitudine personale e domanda di mercato è la base più solida per sviluppare un progetto imprenditoriale duraturo.

5. Quali sono i vantaggi di affidarsi a un commercialista per avviare un'attività?

Affidarsi a un commercialista esperto fin dall’inizio del percorso imprenditoriale rappresenta una scelta strategica per evitare errori e ottimizzare ogni fase dell’avvio dell’attività. Il commercialista può guidare l’imprenditore nella scelta della forma giuridica più adatta, fornendo una valutazione personalizzata sulla base di esigenze fiscali, patrimoniali e operative. Inoltre, è in grado di occuparsi di tutte le pratiche burocratiche necessarie, come apertura della partita IVA, iscrizioni agli enti previdenziali e comunicazioni agli enti pubblici. Ma non solo: grazie alla sua esperienza, il commercialista può consigliare le migliori opportunità fiscali disponibili e offrire assistenza nella gestione ordinaria e straordinaria dell’impresa, contribuendo a costruire una base solida e conforme alla normativa per lo sviluppo dell’attività.

6. Quali sono le difficoltà più comuni che si incontrano nell’avviare un’attività?

Avviare un’attività comporta inevitabilmente una serie di difficoltà, soprattutto per chi si affaccia per la prima volta al mondo imprenditoriale. Tra gli ostacoli più comuni vi sono la burocrazia complessa, che può risultare difficile da gestire senza il supporto di un professionista, e la mancanza di esperienza gestionale, che può portare a sottovalutare costi o tempistiche. Anche la scarsa conoscenza del mercato di riferimento o l’assenza di una pianificazione finanziaria solida sono criticità frequenti che rischiano di compromettere la sostenibilità del progetto. Altre difficoltà possono riguardare la scelta del regime fiscale più conveniente, la gestione della contabilità, o il reperimento delle risorse economiche per l’investimento iniziale. Affrontare questi aspetti con consapevolezza, supportati da un consulente esperto, può fare la differenza tra un’attività che decolla e una che fatica a partire.

7. Come posso valutare se la mia idea imprenditoriale è valida?

Per valutare la validità di un’idea imprenditoriale è necessario affrontare un’analisi approfondita sotto diversi punti di vista. Bisogna verificare se esiste una reale domanda per il prodotto o servizio offerto, definire con precisione il target di clientela, studiare la concorrenza e valutare il posizionamento di mercato. È importante anche stimare i costi di avviamento e gestione, e ipotizzare i ricavi potenziali in modo realistico. Strumenti come il business plan, l’analisi SWOT e la definizione del valore aggiunto dell’offerta sono fondamentali per ottenere una visione d’insieme e prendere decisioni consapevoli. Avere un’idea è il punto di partenza, ma verificarne la sostenibilità economica e la coerenza con il contesto di mercato è ciò che fa la differenza tra una buona intuizione e una vera opportunità imprenditoriale.

8. Serve per forza una figura esperta per gestire la burocrazia quando si apre un’attività?

Pur non essendo sempre obbligatorio, affidarsi a un esperto per gestire la burocrazia all’avvio di un’attività è fortemente consigliato. Gli adempimenti iniziali — come l’apertura della partita IVA, l’iscrizione al Registro delle Imprese, la comunicazione al Comune (SCIA), l’iscrizione all’INPS e, se previsto, all’INAIL — richiedono precisione, tempi stretti e conoscenze tecniche. Un errore o un ritardo può comportare sanzioni o ritardi nell’inizio dell’attività. Un professionista, come un commercialista o un consulente d’impresa, conosce le procedure, i documenti richiesti e le eventuali esenzioni o agevolazioni disponibili, rendendo l’intero processo molto più fluido e sicuro. Inoltre, può suggerire il regime fiscale più adatto e semplificare la vita dell’imprenditore già dal primo giorno.