Il momento che sta vivendo il settore immobiliare sembra dare timidi segnali di ripresa, ma gli analisti prospettano una crescita imminente, attualmente in fase iniziale. Quindi chi intende aprire un’agenzia di affitti può approfittare dell’occasione di iniziare a operare ora per poi vivere l’incremento del mercato e trarre buoni profitti. Inoltre la formula dell’affitto è meno impegnativa e coinvolge un tipo di clientela spesso legato alla stringente necessità di trovare una soluzione in tempi brevi.
La crisi del mattone degli ultimi anni ha spinto molte persone intenzionate a vendere gli immobili a considerare l’affitto per non perdere l’investimento fatto al momento dell’acquisto. Si ha quindi un’offerta particolarmente ampia. Non è da meno la domanda perché chi non può permettersi di affrontare l’acquisto della casa o di un appartamento e neppure un mutuo opta proprio per l’affitto. La ripresa del settore immobiliare potrebbe non essere necessaria per avere buoni risultati in questa attività.
Gli affitti riguardano famiglie che si allargano, persone che si trasferiscono per lavoro, giovani coppie alla ricerca di una sistemazione. Quindi nonostante la crisi il lavoro non manca e il calo di lavoro non ha certo raggiunto i livelli delle tradizionali agenzie immobiliari. Se è certamente una buona idea quella di affrontare ora il mercato, è bene sapere che per avviare l’attività ci vogliono dei requisiti. O meglio delle caratteristiche personali.
Meglio avere attitudini imprenditoriali e abilità nel gestire rapporti interpersonali. Non devono mancare la volontà, la disponibilità a fare dei sacrifici, la pazienza per poter servire una clientela variegata e la capacità di persuadere per convincere le persone a sottoscrivere i contratti d’affitto. Bisogna essere agenti immobiliare in grado di comprendere le persone che si hanno di fronte per poter concludere e dare loro ciò che si aspettano.
Può succedere di dover trattare con persone che aspettano un segnale per decidesti. Ecco perché si deve saper coinvolgere il potenziale acquirente e riuscire a farlo sentire a proprio agio e portarlo verso la decisione. Come accade per qualsiasi tipo di attività imprenditoriale è bene essere determinati e avere le idee chiare. Se ci sono le caratteristiche giuste si possono affrontare i passaggi burocratici, facendosi aiutare da un commercialista che disbrighi le pratiche velocizzando i tempi ed evitando errori.
APRIRE UN’AGENZIA DI AFFITTI: IL LOCALE E LA PROMOZIONE
Per poter avere successo quando si decide di aprire un’agenzia di affitti è fondamentale pensare alla scelta del locale. Si deve trovare un posto in un luogo di passaggio e abbastanza trafficato per avere visibilità ed essere facilmente individuati. Meglio se nelle immediate vicinanze ci sono fermate dei mezzi pubblici o aree di parcheggio. Il locale deve essere dotato di ampie vetrine per poter esporre schede e annunci sugli affitti disponibili.
Proprio per queste ragioni è bene fare un’approfondita indagine sul territorio in cui si intende operare per individuare la soluzione migliore. Sicuramente la visibilità maggiore la si ha in zone centrali e questo significa dover affrontare una spesa maggiore per l’acquisto o la locazione del locale, ma aumentano i ricavi perché ci saranno più persone che entreranno in contatto con l’agenzia e più persone saranno interessate.
Si consiglia di iniziare con la locazione e se ci sarà un interesse e la disponibilità economica con i ricavi ottenuti acquistare il locale successivamente. Vanno poi definite le tipologie di immobili che si tratteranno per poter proporre le offerte alle persone giuste, individuando così il target di riferimento. Si dovranno cercare i proprietari intenzionati a dare gli immobili in affitto e quindi i clienti.
Aprire un’agenzia di affitti vuol dire cercare visibilità, ma non basta il locale. Si deve abbinare alla scelta della location anche un piano di marketing. Vanno utilizzati i canali online attraverso la creazione di un sito web e di pagine sui social network, e di mezzi offline, ovvero spazi pubblicitari su giornali e riviste locali e di settore, oltre a manifesti, locandine e annunci su televisioni e radio della zona.
APRIRE UN’AGENZIA DI AFFITTI: COSTI E FRANCHISING
L’investimento richiesto per aprire un’agenzia di affitti non è molto elevato, anche perché i diversi costi sono contenuti. Prima di tutto bisogna definire le voci di spesa e poi predisporre, con l’aiuto del commercialista, un business plan così da pianificare le azioni e calcolare con precisione le uscite e i potenziali ricavi. I costi derivano dall’affitto del locale, dalla creazione e gestione del sito internet, dal marketing, dagli eventuali salari per i dipendenti, dalle utenze e dalle assicurazioni e imposte.
In fase iniziale non è strettamente necessario assumere dipendenti eccezion fatta per un segretario che presidi l’ufficio quando il titolare è fuori per visitare appartamenti. In caso di crescita e di successo negli affari si può pensare ad ampliare la collaborazione con agenti che possano occuparsi di parte del lavoro. Si possono valutare al posto delle assunzioni i contratti alternativi. Si affidano incarichi a titolari di partita Iva in modo da non dover pagare un salario a prescindere ma di riconoscere una commissione.
Chi non ha molta esperienza può aprire un’agenzia di affitti utilizzando la formula del franchising. Il settore immobiliare è sicuramente quello che vede il numero maggiore di affiliazioni. Indubbiamente poter aderire a una rete consolidata e sfruttare un marchio conosciuto e affermato sul mercato agevola. Inoltre si possono utilizzare più canali per promuovere la propria attività, come ad esempio il sito web del franchisor su cui avere uno spazio dedicato.
A fronte di un supporto tecnico e dell’uso del logo si deve pagare una tassa d’ingresso e una percentuale sugli incassi. Il franchisor però si occupa anche di fornire l’arredamento e di aiutare l’imprenditore nella strutturazione del locale e dell’attività più in generale. Con questa formula si contengono i costi, ma la scelta se aderire o meno a un circuito di affiliazione deve essere presa esaminando con attenzione il contratto e le proprie ambizioni.
APRIRE UN’AGENZIA DI AFFITTI: BUROCRAZIA
Come accade per l’avvio di una qualsiasi impresa, anche per aprire un’agenzia di affitti bisogna adempiere a una serie di obblighi imposti dalla legge. La burocrazia non è complessa, basta osservare con attenzione le indicazioni normative. I passaggi sono del tutto uguali a quelli da compiere per altre attività commerciali.
Si inizia con l’apertura della partita Iva presso l’Agenzia delle Entrate e con l’iscrizione al Registro delle Imprese della Camera di Commercio. Per titolare ed eventuali dipendenti si aprono le posizioni Inps e Inail e quindi si trasmette la Dichiarazione di Inizio Attività al Comune. L’ente provvederà a inoltrare la documentazione ai Vigili del Fuoco perché effettuino l’ispezione del locale al fine di verificare le norme antincendio e di sicurezza. Se tutto è a norma viene rilasciato una certificazione con la quale si può iniziare a lavorare.
I tempi non sono lunghi e si può essere in regola con poche azioni. L’apertura dell’agenzia porta certamente ad avere buone opportunità di guadagno e di rientrare dell’investimento iniziale abbastanza velocemente. Ovviamente bisogna saper gestire al meglio il lavoro per dare continuità all’attività e farla crescere. Operare nel settore non mette al riparo dai rischi, ma se ci sono una buona preparazione e la volontà gli ostacoli si superano. L’impregno deve essere costante.
Chi preferisce maggiore sicurezza nella gestione trova nel franchising la risposta giusta, mentre chi vuole godere di una maggiore indipendenza è bene che sia più autonomo, ma dovrà fare tutto senza ricevere alcun supporto. Niente deve essere lasciato al caso, quindi ci vuole un piano dettagliato prima di iniziare, in modo da raggiungere gli obiettivi prefissati passo a passo.
Il business plan è essenziale anche per conoscere l’offerta presente sul territorio e differenziarsi, sbaragliando la concorrenza e conquistando la clientela. Professionalità ed efficienza sono le due parole chiave che devono caratterizzare il servizio offerto a chi si avvicina all’agenzia. Sono queste le premesse per guadagnare e sviluppare il lavoro.
FAQ: le risposte alle tue domande
1. Quali sono i primi passi per avviare un'attività in Italia?
Per avviare un’attività in Italia è necessario seguire un percorso preciso che parte dalla definizione dell’idea imprenditoriale fino alla gestione degli adempimenti burocratici. È fondamentale valutare attentamente il proprio progetto d’impresa, analizzare il mercato e redigere un business plan che tenga conto di investimenti, costi, ricavi attesi e obiettivi. Dopo questa fase iniziale, si passa alla scelta della forma giuridica più idonea (come ditta individuale, SRL o SRLS) e all’apertura della partita IVA. Vanno poi completate l’iscrizione al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio, la comunicazione di inizio attività (SCIA) al Comune e la registrazione presso INPS e, se necessario, INAIL. Farsi affiancare da un professionista esperto può rendere il processo più semplice, rapido e conforme alle normative vigenti.
2. Quali sono le forme giuridiche più comuni per una nuova impresa e come scegliere quella giusta?
Le forme giuridiche disponibili per chi vuole avviare una nuova attività in Italia sono molteplici, ma le più comuni sono la ditta individuale, la società a responsabilità limitata (SRL) e la società a responsabilità limitata semplificata (SRLS). La scelta della forma giuridica più adatta dipende da vari fattori, come la quantità di capitale iniziale disponibile, il grado di responsabilità personale che si è disposti ad assumere, le prospettive di crescita dell’attività, le esigenze fiscali e il numero di soci coinvolti. È fondamentale valutare attentamente ogni opzione con il supporto di un commercialista, poiché da questa decisione dipendono gli obblighi contabili, fiscali e giuridici futuri dell’impresa.
3. È possibile avviare un'attività con un budget limitato?
Sì, è assolutamente possibile iniziare un’attività anche con un budget ridotto, purché si scelga un modello di business compatibile con un investimento iniziale contenuto. Alcuni esempi includono le attività online, le professioni freelance o i servizi di consulenza, dove spesso non è necessario disporre di un ufficio fisico o di costose attrezzature. Inoltre, esistono diversi strumenti a supporto degli aspiranti imprenditori, come agevolazioni fiscali, bandi pubblici e contributi a fondo perduto, rivolti in particolare a giovani, donne e start-up innovative. Valutare attentamente i costi fissi e variabili, e pianificare le spese in modo oculato, è essenziale per costruire un’attività sostenibile anche in presenza di risorse economiche iniziali limitate.
4. Come posso trovare un’idea imprenditoriale adatta alle mie competenze e al mercato?
Trovare un’idea imprenditoriale valida non significa solo cercare qualcosa di innovativo, ma soprattutto qualcosa che rispecchi le proprie capacità, passioni ed esperienze pregresse. È utile partire da un’autoanalisi: quali problemi ti piacerebbe risolvere? In quali ambiti ti senti competente? A partire da queste domande si può costruire un’idea che sia non solo originale, ma anche fattibile e coerente con il proprio profilo personale e professionale. Contestualmente, è essenziale osservare il mercato: capire quali bisogni non sono ancora stati soddisfatti, quali servizi mancano in una certa area geografica, o quali tendenze stanno emergendo a livello nazionale e globale. L’incontro tra attitudine personale e domanda di mercato è la base più solida per sviluppare un progetto imprenditoriale duraturo.
5. Quali sono i vantaggi di affidarsi a un commercialista per avviare un'attività?
Affidarsi a un commercialista esperto fin dall’inizio del percorso imprenditoriale rappresenta una scelta strategica per evitare errori e ottimizzare ogni fase dell’avvio dell’attività. Il commercialista può guidare l’imprenditore nella scelta della forma giuridica più adatta, fornendo una valutazione personalizzata sulla base di esigenze fiscali, patrimoniali e operative. Inoltre, è in grado di occuparsi di tutte le pratiche burocratiche necessarie, come apertura della partita IVA, iscrizioni agli enti previdenziali e comunicazioni agli enti pubblici. Ma non solo: grazie alla sua esperienza, il commercialista può consigliare le migliori opportunità fiscali disponibili e offrire assistenza nella gestione ordinaria e straordinaria dell’impresa, contribuendo a costruire una base solida e conforme alla normativa per lo sviluppo dell’attività.
6. Quali sono le difficoltà più comuni che si incontrano nell’avviare un’attività?
Avviare un’attività comporta inevitabilmente una serie di difficoltà, soprattutto per chi si affaccia per la prima volta al mondo imprenditoriale. Tra gli ostacoli più comuni vi sono la burocrazia complessa, che può risultare difficile da gestire senza il supporto di un professionista, e la mancanza di esperienza gestionale, che può portare a sottovalutare costi o tempistiche. Anche la scarsa conoscenza del mercato di riferimento o l’assenza di una pianificazione finanziaria solida sono criticità frequenti che rischiano di compromettere la sostenibilità del progetto. Altre difficoltà possono riguardare la scelta del regime fiscale più conveniente, la gestione della contabilità, o il reperimento delle risorse economiche per l’investimento iniziale. Affrontare questi aspetti con consapevolezza, supportati da un consulente esperto, può fare la differenza tra un’attività che decolla e una che fatica a partire.
7. Come posso valutare se la mia idea imprenditoriale è valida?
Per valutare la validità di un’idea imprenditoriale è necessario affrontare un’analisi approfondita sotto diversi punti di vista. Bisogna verificare se esiste una reale domanda per il prodotto o servizio offerto, definire con precisione il target di clientela, studiare la concorrenza e valutare il posizionamento di mercato. È importante anche stimare i costi di avviamento e gestione, e ipotizzare i ricavi potenziali in modo realistico. Strumenti come il business plan, l’analisi SWOT e la definizione del valore aggiunto dell’offerta sono fondamentali per ottenere una visione d’insieme e prendere decisioni consapevoli. Avere un’idea è il punto di partenza, ma verificarne la sostenibilità economica e la coerenza con il contesto di mercato è ciò che fa la differenza tra una buona intuizione e una vera opportunità imprenditoriale.
8. Serve per forza una figura esperta per gestire la burocrazia quando si apre un’attività?
Pur non essendo sempre obbligatorio, affidarsi a un esperto per gestire la burocrazia all’avvio di un’attività è fortemente consigliato. Gli adempimenti iniziali — come l’apertura della partita IVA, l’iscrizione al Registro delle Imprese, la comunicazione al Comune (SCIA), l’iscrizione all’INPS e, se previsto, all’INAIL — richiedono precisione, tempi stretti e conoscenze tecniche. Un errore o un ritardo può comportare sanzioni o ritardi nell’inizio dell’attività. Un professionista, come un commercialista o un consulente d’impresa, conosce le procedure, i documenti richiesti e le eventuali esenzioni o agevolazioni disponibili, rendendo l’intero processo molto più fluido e sicuro. Inoltre, può suggerire il regime fiscale più adatto e semplificare la vita dell’imprenditore già dal primo giorno.

