Il settore turistico

Il settore turistico, soprattutto in un paese come l’Italia che attrae decine di milioni di viaggiatori l’anno, non conosce crisi. Soprattutto le strutture ricettive riescono per questo motivo a rappresentare una buona opportunità, per tutti coloro che sono alla ricerca di un investimento che possa garantire un buon ritorno economico. In tale contesto aprire un hotel di lusso potrebbe rappresentare un’ottima scelta, a patto però di pianificare, come per tutti gli altri investimenti “importanti”, attentamente i passi da effettuare.

PIANIFICARE L’APERTURA DI UN HOTEL DI LUSSO

Come per ogni tipo di nuova attività anche l’apertura di un hotel di lusso deve essere attentamente programmata. Una delle prime cose da fare è quella di individuare la zona in qui la struttura ricettiva dovrebbe sorgere. Si deve tenere presente che soprattutto per gli alberghi di altissimo livello la location è importante, ma non di certo essenziale.

I viaggiatori che sono disposti a spendere una grossa cifra per uno o più pernotti sono alla ricerca infatti soprattutto di altissimi standard qualitativi, e per questo spesso la scelta ricade su strutture che possano garantire una tranquillità assoluta, cosa che spinge molti investitori ad orientarsi su location fuori mano. Se la scelta ricade ad esempio su un borgo antico o su una zona rurale, l’imprenditore dovrà essere bravo anche a creare tutta una serie di servizi correlati, la stella polare dell’investimento è infatti quella di fornire dei servizi esclusivi, facendosi pagare un prezzo correlato, sicuramente al di fuori della fascia prezzo medio. Il pensiero principe non deve essere per questo motivo il prezzo finale ma bensì le emozioni che si forniranno alla clientela, emozioni che dovranno essere contestualizzate in un ambiente tranquillo e rilassante e soprattutto dotato di tutti i comfort. Individuata la zona si dovrà procedere all’acquisto della struttura, anche in questo caso qualche considerazione è d’obbligo.

L’edificio scelto dovrebbe essere grande ma non grandissimo, la media delle stanze degli hotel di lusso, almeno di quelli che non appartengono a grosse catene, non supera infatti le venti stanze. Meglio orientarsi su un edificio storico che possa però sopportare una ristrutturazione “importante”, intervento questo imprescindibile prima dell’apertura al pubblico.

Le camere dovranno tutte avere una metratura adeguata e contenere tutte le comodità. Necessaria in tale fase l’installazione di apparecchiature di riscaldamento/condizionamento, di infissi nuovi insonorizzati, di attrezzature informatiche (personal computer) dotati di connessione internet, di impianti audio/video di buona fattura.

Non sarebbe male in questa fase affidare l’opera di ristrutturazione ad architetti specializzati, la scelta comporta sicuramente una spesa maggiore, ma garantisce che la struttura abbia i requisiti giusti per potersi affacciarsi nel mercato dell’accoglienza di lusso. Attenzione anche nel seguire in maniera puntuale tutte le prescrizioni inerenti la sicurezza, dovranno per questo essere installati all’interno delle camere dei rilevatori antifumo, un impianto antincendio a norma e create delle zone da adibire alla gestione di eventuali soccorsi. Nella ristrutturazione dovranno essere contemplate anche le creazioni di diverse vie di fuga da utilizzare in caso di incendi o calamità naturali.

LA SCELTA DEI SERVIZI DA OFFRIRE

Il campo delle strutture ricettive è molto vasto e per questo si dovrà porre la massima attenzione nel proporre la propria offerta. Spesso la scelta vincente è rappresentata dal fornire servizi innovativi e che la concorrenza non può garantire. All’interno della programmazione dell’apertura di un hotel di lusso questa è una fase importantissima. Orientare la propria offerta verso la fornitura di servizi alla persona, come ad esempio una SPA, comporta tutta una serie di adempimenti difficili da attuare in seguito.

Tra i servizi da offrire sicuramente ve ne sono alcuni veramente insostituibili. E’ impensabile infatti che un albergo di alto livello non sia in grado di garantire anche un servizio di ristorazione adeguato, il ristorante interno è infatti imprescindibile, ristorante che dovrà essere in grado di fornire pasti di ottima fattura, ma anche di occuparsi del servizio in camera e della colazione mattutina. Un’altra incombenza a cui l’imprenditore non può sottrarsi è quello della scelta del personale. Tutti i lavoratori devono essere esperti del settore, avere l’esperienza giusta limita infatti i problemi che possono insorgere durante la gestione quotidiana, e allo stesso tempo fornisce un ottimo biglietto da visita verso la clientela.

La scelta dei collaboratori in tutti i settori dovrà essere curata fin nei più piccoli dettagli, dal personale di pulizia ai camerieri del bar, dal front office allo chef, tutti dovranno garantire standard altissimi. Un’altra pregiudiziale che può fare la differenza è la riservatezza interna, gli ospiti soprattutto quelli di altissimo livello sono alla ricerca della tranquillità estrema, e di certo non vogliono in maniera più assoluta alloggiare in strutture nella quale la loro privacy non venga garantita al 100%. In questa fase allo scopo di chiarirsi le idee non sarebbe male passare qualche notte in alberghi di lusso, la visita avrebbe lo scopo di valutare cosa il mercato offre nel campo della ricettività e potrebbe permettere al contempo di evitare spese inutili o quanto meno differibili.

aprire un hotel di lusso

LA FORMULA FRANCHISING

Gli alti costi di investimento, soprattutto legati all’acquisto e alla ristrutturazione della struttura, potrebbero far orientare verso la scelta di un investimento da attuare con la formula del franchising. In questo campo molte catene del lusso stanno prevedendo delle formule anche nel settore della ricettività di lusso. Da considerare che in questo caso l’imprenditore deve assoggettarsi alle regole del franchisor, regole che spesse volte contemplano la scelta degli arredi, del prezzo da applicare, dei servizi da fornire.

La scelta di affidarsi ad una “casa madre” fornisce però sicuramente un abbattimento dei costi, almeno di quelli iniziali, e allo stesso tempo potrebbe limitare tute quelle incombenze legate alla progettazione della struttura, e alla formazione del personale dipendente. Il consiglio in questo caso è valutare bene soprattutto le “clausole vincolanti”, non è male affidarsi per un check completo di quest’ultime a personale tecnico specializzato.

CONCLUSIONI

Che si stia cercando una formula di investimento o si sente forte l’esigenza di un nuovo lavoro la ricettività di lusso è un campo che merita attenzione. Molte possono essere in tale contesto le soddisfazioni che possono arrivare a patto che la progettazione e la gestione dell’hotel sia sempre effettuata con il massimo dell’attenzione possibile. Dalla scelta della location alla ristrutturazione, dalla gestione del personale fino alla fornitura dei servizi, tutto deve essere perfetto, il campo del lusso non permette sbavature di sorta ed è per questo che le operazioni da effettuare devono essere attentamente programmate. Un ultimo consiglio è quello di pianificare attentamente anche la tempistica di apertura, un piccolo intoppo può far saltare l’inaugurazione della struttura, aggravando i costi e rendendo almeno per i primi anni l’investimento totalmente anti economico.

 

FAQ: le risposte alle tue domande

1. Quali sono i primi passi per avviare un'attività in Italia?

Per avviare un’attività in Italia è necessario seguire un percorso preciso che parte dalla definizione dell’idea imprenditoriale fino alla gestione degli adempimenti burocratici. È fondamentale valutare attentamente il proprio progetto d’impresa, analizzare il mercato e redigere un business plan che tenga conto di investimenti, costi, ricavi attesi e obiettivi. Dopo questa fase iniziale, si passa alla scelta della forma giuridica più idonea (come ditta individuale, SRL o SRLS) e all’apertura della partita IVA. Vanno poi completate l’iscrizione al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio, la comunicazione di inizio attività (SCIA) al Comune e la registrazione presso INPS e, se necessario, INAIL. Farsi affiancare da un professionista esperto può rendere il processo più semplice, rapido e conforme alle normative vigenti.

2. Quali sono le forme giuridiche più comuni per una nuova impresa e come scegliere quella giusta?

Le forme giuridiche disponibili per chi vuole avviare una nuova attività in Italia sono molteplici, ma le più comuni sono la ditta individuale, la società a responsabilità limitata (SRL) e la società a responsabilità limitata semplificata (SRLS). La scelta della forma giuridica più adatta dipende da vari fattori, come la quantità di capitale iniziale disponibile, il grado di responsabilità personale che si è disposti ad assumere, le prospettive di crescita dell’attività, le esigenze fiscali e il numero di soci coinvolti. È fondamentale valutare attentamente ogni opzione con il supporto di un commercialista, poiché da questa decisione dipendono gli obblighi contabili, fiscali e giuridici futuri dell’impresa.

3. È possibile avviare un'attività con un budget limitato?

Sì, è assolutamente possibile iniziare un’attività anche con un budget ridotto, purché si scelga un modello di business compatibile con un investimento iniziale contenuto. Alcuni esempi includono le attività online, le professioni freelance o i servizi di consulenza, dove spesso non è necessario disporre di un ufficio fisico o di costose attrezzature. Inoltre, esistono diversi strumenti a supporto degli aspiranti imprenditori, come agevolazioni fiscali, bandi pubblici e contributi a fondo perduto, rivolti in particolare a giovani, donne e start-up innovative. Valutare attentamente i costi fissi e variabili, e pianificare le spese in modo oculato, è essenziale per costruire un’attività sostenibile anche in presenza di risorse economiche iniziali limitate.

4. Come posso trovare un’idea imprenditoriale adatta alle mie competenze e al mercato?

Trovare un’idea imprenditoriale valida non significa solo cercare qualcosa di innovativo, ma soprattutto qualcosa che rispecchi le proprie capacità, passioni ed esperienze pregresse. È utile partire da un’autoanalisi: quali problemi ti piacerebbe risolvere? In quali ambiti ti senti competente? A partire da queste domande si può costruire un’idea che sia non solo originale, ma anche fattibile e coerente con il proprio profilo personale e professionale. Contestualmente, è essenziale osservare il mercato: capire quali bisogni non sono ancora stati soddisfatti, quali servizi mancano in una certa area geografica, o quali tendenze stanno emergendo a livello nazionale e globale. L’incontro tra attitudine personale e domanda di mercato è la base più solida per sviluppare un progetto imprenditoriale duraturo.

5. Quali sono i vantaggi di affidarsi a un commercialista per avviare un'attività?

Affidarsi a un commercialista esperto fin dall’inizio del percorso imprenditoriale rappresenta una scelta strategica per evitare errori e ottimizzare ogni fase dell’avvio dell’attività. Il commercialista può guidare l’imprenditore nella scelta della forma giuridica più adatta, fornendo una valutazione personalizzata sulla base di esigenze fiscali, patrimoniali e operative. Inoltre, è in grado di occuparsi di tutte le pratiche burocratiche necessarie, come apertura della partita IVA, iscrizioni agli enti previdenziali e comunicazioni agli enti pubblici. Ma non solo: grazie alla sua esperienza, il commercialista può consigliare le migliori opportunità fiscali disponibili e offrire assistenza nella gestione ordinaria e straordinaria dell’impresa, contribuendo a costruire una base solida e conforme alla normativa per lo sviluppo dell’attività.

6. Quali sono le difficoltà più comuni che si incontrano nell’avviare un’attività?

Avviare un’attività comporta inevitabilmente una serie di difficoltà, soprattutto per chi si affaccia per la prima volta al mondo imprenditoriale. Tra gli ostacoli più comuni vi sono la burocrazia complessa, che può risultare difficile da gestire senza il supporto di un professionista, e la mancanza di esperienza gestionale, che può portare a sottovalutare costi o tempistiche. Anche la scarsa conoscenza del mercato di riferimento o l’assenza di una pianificazione finanziaria solida sono criticità frequenti che rischiano di compromettere la sostenibilità del progetto. Altre difficoltà possono riguardare la scelta del regime fiscale più conveniente, la gestione della contabilità, o il reperimento delle risorse economiche per l’investimento iniziale. Affrontare questi aspetti con consapevolezza, supportati da un consulente esperto, può fare la differenza tra un’attività che decolla e una che fatica a partire.

7. Come posso valutare se la mia idea imprenditoriale è valida?

Per valutare la validità di un’idea imprenditoriale è necessario affrontare un’analisi approfondita sotto diversi punti di vista. Bisogna verificare se esiste una reale domanda per il prodotto o servizio offerto, definire con precisione il target di clientela, studiare la concorrenza e valutare il posizionamento di mercato. È importante anche stimare i costi di avviamento e gestione, e ipotizzare i ricavi potenziali in modo realistico. Strumenti come il business plan, l’analisi SWOT e la definizione del valore aggiunto dell’offerta sono fondamentali per ottenere una visione d’insieme e prendere decisioni consapevoli. Avere un’idea è il punto di partenza, ma verificarne la sostenibilità economica e la coerenza con il contesto di mercato è ciò che fa la differenza tra una buona intuizione e una vera opportunità imprenditoriale.

8. Serve per forza una figura esperta per gestire la burocrazia quando si apre un’attività?

Pur non essendo sempre obbligatorio, affidarsi a un esperto per gestire la burocrazia all’avvio di un’attività è fortemente consigliato. Gli adempimenti iniziali — come l’apertura della partita IVA, l’iscrizione al Registro delle Imprese, la comunicazione al Comune (SCIA), l’iscrizione all’INPS e, se previsto, all’INAIL — richiedono precisione, tempi stretti e conoscenze tecniche. Un errore o un ritardo può comportare sanzioni o ritardi nell’inizio dell’attività. Un professionista, come un commercialista o un consulente d’impresa, conosce le procedure, i documenti richiesti e le eventuali esenzioni o agevolazioni disponibili, rendendo l’intero processo molto più fluido e sicuro. Inoltre, può suggerire il regime fiscale più adatto e semplificare la vita dell’imprenditore già dal primo giorno.