aprire un franchising nel 2020

Progettare di aprire un franchising nel 2020 è un’idea imprenditoriale percorribile e sicuramente ambiziosa. Voltare completamente pagina e provare la via del successo con un’attività in proprio, al netto delle naturali difficoltà, è un’opportunità lavorativa molto interessante. Con i tempi che corrono attendere in eterno il posto da lavoratore dipendente non è per niente consigliabile, con un po’ di intraprendenza e coraggio meglio puntare a investire in un’attività commerciale vincente.

Per farlo, ci sono da rispettare alcune efficaci strategie di mercato. Intraprendenza e coraggio vanno bene ma per aumentare le chance di successo servono pure la qualità dei servizi, le capacità imprenditoriali, una buona campagna pubblicitaria e l’affiliazione a un franchising.

Una maniera ottimale per aprire un’attività commerciale è quindi la formula del franchising, un modo per limitare i rischi di impresa e vivere il momento con maggiore serenità. Vediamo allora di seguito di cosa realmente stiamo parlando e cosa sapere per aprire un franchising nel 2020 nel migliore dei modi: di cosa parliamo, attività di successo, suggerimenti pre-contrattuali e burocrazia.

APRIRE UN FRANCHISING NEL 2020: DI COSA PARLIAMO

Iniziamo col dire che il franchising in Italia è regolato dalla legge n. 129 del 6 maggio 2004. In parole semplici si tratta di un contratto di affiliazione commerciale, vale a dire di una vera e propria sorta di collaborazione tra differenti soggetti. Il grosso beneficio per l’affiliato è riconducibile al fatto di poter avvalersi di un marchio famoso, un brand già conosciuto sul mercato che mette a disposizione un team specializzato ed esperto in un determinato settore commerciale. L’affiliazione a una casa madre è in buona sostanza una maniera per trarre vantaggio dall’immagine e dall’azione imprenditoriale di una realtà già consolidata.

Con la formalizzazione di un contratto di franchising si ha la possibilità di commercializzare servizi o prodotti con l’utilizzo di un brand famoso, di fruire di una serie di servizi e di una continua e completa assistenza. Servizi e assistenza di diversa natura: commerciali, promozionali e burocratici.

Tuttavia la formula commerciale del franchising non riserva all’affiliato esclusivamente benefici, perché collaborare con un brand famoso significa anche rispettare dei precisi obblighi contrattuali. Una volta messo nero su bianco sul contratto di affiliazione, l’affiliato prende l’impegno di rispettare le scelte, le azioni e la programmazione della casa madre.

Inoltre, al momento all’inizio dell’attività imprenditoriale, è previsto il pagamento di una somma di denaro calcolata in proporzione alla fama del brand. In aggiunta, c’è da corrispondere alla casa madre prescelta una percentuale sul fatturato annuale (royalty). Per chiudere la lista degli obblighi previsti per l’affiliato, da ricordare quelli sulla riservatezza delle informazioni. Insomma, il contratto di franchising contempla una serie di principi di corretta reciproca collaborazione tra brand e affiliato. Senza il rapporto di fiducia è preclusa ogni chance di successo.

APRIRE UN FRANCHISING NEL 2020: ATTIVITÀ DI SUCCESSO DA INTRAPRENDERE

Aprire un franchising nel 2020 potrebbe rivelarsi un’intuizione commerciale conveniente, a condizione di investire nella direzione giusta.
Il sito www.aprireinfranchising.it raccoglie oltre 350 formule d’affiliazione suddivise in 40 diversi mercati. Consultandolo è possibile ottenere informazioni sulle tendenze in atto e scoprire quali siano i brand più richiesti nel panorama Italiano. Sul sito l’utente potrà valutare in base alla propensione personale la miglior strategia per avviare un’attività autoimprenditoriale.

Oggi un settore in costante crescita è sicuramente quello legato al benessere. Un campo che negli ultimi tempi attrae molto l’interesse di donne, uomini ma anche naturalmente dei più giovani. I trattamenti di benessere e, quelli più strettamente collegati alla salute delle persone, sono in netta espansione e investire in questo settore potrebbe risultare particolarmente vantaggioso.

Cura del corpo, estetica e salute sono principi che spingono numerose persone anche ad affollare le palestre. Certo, un settore commerciale molto battuto in Italia, ma che offre ancora margini di guadagno specie con la fruizione di un marchio famoso. La concorrenza deve spaventare solo fino a un certo punto, quando in campo vengono messe le qualità professionali e si può contare di una spalla forte tutto diventa più facile e costruttivo.

A differenza del welness, un campo non esageratamente sviluppato nel nostro Paese è quello del noleggio a medio e lungo termine delle auto e, in generale, dei mezzi di trasporto. Oggi la tendenza è quella di noleggiare un mezzo di trasporto, per poi cambiarlo dopo appena qualche anno con uno nuovo. Un’opportunità per viaggiare ed effettuare spostamenti con veicoli efficienti e in perfette condizioni.

Aprire un franchising nel 2020 può voler dire anche dedicarsi agli anziani. In una società pronta a diventare sempre più longeva, i servizi rivolti a soggetti di una certa età possono assicurare un ottimo futuro e grosse soddisfazioni professionali ed economiche. Stiamo parlando di un business di successo, un buon investimento e pure di un servizio utile alla collettività. Il tutto, a patto di investire nel campo passione e pazienza, senza pensare mai di avere a che fare con una categoria sensibile come quella degli anziani con leggerezza.

Infine, una grande opportunità resta quella di investire nella ristorazione. Lo street food, anche per il 2020, promette bene, in quanto la ristorazione veloce piace molto ai consumatori. Tra i format da segnalare le paninerie, le piadinerie e le pietanze etniche. Un occhio particolare anche alla telefonia, un settore con una concorrenza spietata ma sempre di moda.

aprire un franchising nel 2020

APRIRE UN FRANCHISING NEL 2020: SUGGERIMENTI PRE-CONTRATTUALI

Prima di aprire un franchising nel 2020 è buona abitudine porre attenzione su una lettura completa delle clausole contrattuali. Firmare al buio non conviene mai, una regola che vale anche per l’affiliazione a un brand famoso. Innanzitutto vi dovete accertare che nel contratto vi sia indicata con esattezza la zona commerciale di operatività, cioè la competenza territoriale di vendita dei beni o servizi.

Un altro aspetto di assoluta importanza sono le date di inizio e fine del rapporto di collaborazione. Poi occhio ai servizi garantiti dalla casa madre in termini commerciali, pubblicitari, burocratici e di assistenza tecnica. In generale, questo significa chiarezza delle proposte e delle obbligazioni contrattuali.

In merito agli obblighi, infatti, ricordatevi sempre che le direttive del brand vanno seguite alla lettera, soprattutto in relazione agli standard qualitativi e alla riservatezza sui brevetti. Il franchising è una formula commerciale potenzialmente conveniente, ma occorre informarsi bene su tutti gli aspetti della questione.

APRIRE UN FRANCHISING NEL 2020: BUROCRAZIA DA SEGUIRE

Al di là dell’attività commerciale scelta per aprire un franchising nel 2020, c’è da seguire tutta una procedura burocratica. Di norma, con l’affiliazione a un franchising, è la stessa casa madre ad interessarsi della burocrazia. In ogni caso, bisogna aprire la partita IVA presso l’Agenzia delle Entrate, fare l’iscrizione presso la Camera di Commercio, regolarizzare le posizioni nei confronti dell’INPS e dell’INAIL e segnalare l’inizio dell’attività al comune competente.

Tutti adempimenti obbligatori per iniziare a lavorare in piena regola e senza scontrarsi con le autorità locali. La cosa migliore resta quella di farvi consigliare da un commercialista di fiducia, anche proprio in relazione alla scelta del brand da fare. Un professionista serio da ricercare tra amici o parenti oppure direttamente attraverso l’Ordine dei Dottori Commercialisti più vicino.

Avere un esperto che vi sappia dare suggerimenti sul marchio da preferire, dopo che lo stesso abbia compiuto un’attenta analisi delle condizioni contrattuali è una cosa molto importante. Proprio dalla scelta del brand, infatti, potrebbe derivare la vostra fortuna. Chiaramente optare per un marchio famoso comporta un investimento maggiore, un discorso che va di pari passo con le possibilità di successo.

Un brand meno conosciuto agli inizi vi permetterà di risparmiare un po’ di denaro, ma alla lunga vi garantirà meno chance di successo sul mercato di settore. Tutte valutazioni da fare insieme a un esperto della materia per limitare i rischi di errore, sempre dietro l’angolo senza le competenze opportune. Dopo le ultime doverose raccomandazioni, resta da farvi solo un grosso in bocca al lupo per la vostra attività futura!

FAQ: le risposte alle tue domande

1. Quali sono i primi passi per avviare un'attività in Italia?

Per avviare un’attività in Italia è necessario seguire un percorso preciso che parte dalla definizione dell’idea imprenditoriale fino alla gestione degli adempimenti burocratici. È fondamentale valutare attentamente il proprio progetto d’impresa, analizzare il mercato e redigere un business plan che tenga conto di investimenti, costi, ricavi attesi e obiettivi. Dopo questa fase iniziale, si passa alla scelta della forma giuridica più idonea (come ditta individuale, SRL o SRLS) e all’apertura della partita IVA. Vanno poi completate l’iscrizione al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio, la comunicazione di inizio attività (SCIA) al Comune e la registrazione presso INPS e, se necessario, INAIL. Farsi affiancare da un professionista esperto può rendere il processo più semplice, rapido e conforme alle normative vigenti.

2. Quali sono le forme giuridiche più comuni per una nuova impresa e come scegliere quella giusta?

Le forme giuridiche disponibili per chi vuole avviare una nuova attività in Italia sono molteplici, ma le più comuni sono la ditta individuale, la società a responsabilità limitata (SRL) e la società a responsabilità limitata semplificata (SRLS). La scelta della forma giuridica più adatta dipende da vari fattori, come la quantità di capitale iniziale disponibile, il grado di responsabilità personale che si è disposti ad assumere, le prospettive di crescita dell’attività, le esigenze fiscali e il numero di soci coinvolti. È fondamentale valutare attentamente ogni opzione con il supporto di un commercialista, poiché da questa decisione dipendono gli obblighi contabili, fiscali e giuridici futuri dell’impresa.

3. È possibile avviare un'attività con un budget limitato?

Sì, è assolutamente possibile iniziare un’attività anche con un budget ridotto, purché si scelga un modello di business compatibile con un investimento iniziale contenuto. Alcuni esempi includono le attività online, le professioni freelance o i servizi di consulenza, dove spesso non è necessario disporre di un ufficio fisico o di costose attrezzature. Inoltre, esistono diversi strumenti a supporto degli aspiranti imprenditori, come agevolazioni fiscali, bandi pubblici e contributi a fondo perduto, rivolti in particolare a giovani, donne e start-up innovative. Valutare attentamente i costi fissi e variabili, e pianificare le spese in modo oculato, è essenziale per costruire un’attività sostenibile anche in presenza di risorse economiche iniziali limitate.

4. Come posso trovare un’idea imprenditoriale adatta alle mie competenze e al mercato?

Trovare un’idea imprenditoriale valida non significa solo cercare qualcosa di innovativo, ma soprattutto qualcosa che rispecchi le proprie capacità, passioni ed esperienze pregresse. È utile partire da un’autoanalisi: quali problemi ti piacerebbe risolvere? In quali ambiti ti senti competente? A partire da queste domande si può costruire un’idea che sia non solo originale, ma anche fattibile e coerente con il proprio profilo personale e professionale. Contestualmente, è essenziale osservare il mercato: capire quali bisogni non sono ancora stati soddisfatti, quali servizi mancano in una certa area geografica, o quali tendenze stanno emergendo a livello nazionale e globale. L’incontro tra attitudine personale e domanda di mercato è la base più solida per sviluppare un progetto imprenditoriale duraturo.

5. Quali sono i vantaggi di affidarsi a un commercialista per avviare un'attività?

Affidarsi a un commercialista esperto fin dall’inizio del percorso imprenditoriale rappresenta una scelta strategica per evitare errori e ottimizzare ogni fase dell’avvio dell’attività. Il commercialista può guidare l’imprenditore nella scelta della forma giuridica più adatta, fornendo una valutazione personalizzata sulla base di esigenze fiscali, patrimoniali e operative. Inoltre, è in grado di occuparsi di tutte le pratiche burocratiche necessarie, come apertura della partita IVA, iscrizioni agli enti previdenziali e comunicazioni agli enti pubblici. Ma non solo: grazie alla sua esperienza, il commercialista può consigliare le migliori opportunità fiscali disponibili e offrire assistenza nella gestione ordinaria e straordinaria dell’impresa, contribuendo a costruire una base solida e conforme alla normativa per lo sviluppo dell’attività.

6. Quali sono le difficoltà più comuni che si incontrano nell’avviare un’attività?

Avviare un’attività comporta inevitabilmente una serie di difficoltà, soprattutto per chi si affaccia per la prima volta al mondo imprenditoriale. Tra gli ostacoli più comuni vi sono la burocrazia complessa, che può risultare difficile da gestire senza il supporto di un professionista, e la mancanza di esperienza gestionale, che può portare a sottovalutare costi o tempistiche. Anche la scarsa conoscenza del mercato di riferimento o l’assenza di una pianificazione finanziaria solida sono criticità frequenti che rischiano di compromettere la sostenibilità del progetto. Altre difficoltà possono riguardare la scelta del regime fiscale più conveniente, la gestione della contabilità, o il reperimento delle risorse economiche per l’investimento iniziale. Affrontare questi aspetti con consapevolezza, supportati da un consulente esperto, può fare la differenza tra un’attività che decolla e una che fatica a partire.

7. Come posso valutare se la mia idea imprenditoriale è valida?

Per valutare la validità di un’idea imprenditoriale è necessario affrontare un’analisi approfondita sotto diversi punti di vista. Bisogna verificare se esiste una reale domanda per il prodotto o servizio offerto, definire con precisione il target di clientela, studiare la concorrenza e valutare il posizionamento di mercato. È importante anche stimare i costi di avviamento e gestione, e ipotizzare i ricavi potenziali in modo realistico. Strumenti come il business plan, l’analisi SWOT e la definizione del valore aggiunto dell’offerta sono fondamentali per ottenere una visione d’insieme e prendere decisioni consapevoli. Avere un’idea è il punto di partenza, ma verificarne la sostenibilità economica e la coerenza con il contesto di mercato è ciò che fa la differenza tra una buona intuizione e una vera opportunità imprenditoriale.

8. Serve per forza una figura esperta per gestire la burocrazia quando si apre un’attività?

Pur non essendo sempre obbligatorio, affidarsi a un esperto per gestire la burocrazia all’avvio di un’attività è fortemente consigliato. Gli adempimenti iniziali — come l’apertura della partita IVA, l’iscrizione al Registro delle Imprese, la comunicazione al Comune (SCIA), l’iscrizione all’INPS e, se previsto, all’INAIL — richiedono precisione, tempi stretti e conoscenze tecniche. Un errore o un ritardo può comportare sanzioni o ritardi nell’inizio dell’attività. Un professionista, come un commercialista o un consulente d’impresa, conosce le procedure, i documenti richiesti e le eventuali esenzioni o agevolazioni disponibili, rendendo l’intero processo molto più fluido e sicuro. Inoltre, può suggerire il regime fiscale più adatto e semplificare la vita dell’imprenditore già dal primo giorno.