L’attività di aprire un banco al mercato rientra nella categoria del commercio ambulante o, come meglio definito dalla legge, “commercio al dettaglio su area pubblica”, regolato dal D.L. 114 del 31 marzo 1998 e dalle legislazioni regionali cui lo stesso D.L. rimanda poiché ogni regione ha le sue regole. Per aree pubbliche s’intendono tutte quelle zone destinate a uso pubblico, comprese le proprietà private su cui grava la servitù di pubblico passaggio.
La licenza per aprire un banco al mercato può essere richiesta solo dalle singole persone o da società di persone come sas o snc. Tutte le regioni e le province con statuto autonomo si sono dotate di una legge che disciplina il settore e con regole diverse poiché ogni zona ha le sue esigenze. Normalmente il comune provvede, semestralmente, alla pubblicazione dell’elenco di tutti i posteggi rimasti liberi nei mercati e nelle fiere per poterne eseguire l’assegnazione.
Per aprire un banco al mercato bisogna, per prima cosa, decidere in quale settore avviare la vendita e ottenere una licenza che permetta la vendita ambulante. A questo proposito ricordiamo che le tipologie di attività sono due:
– Autorizzazione tipo A che riguarda il commercio ambulante a posto fisso. Quest’autorizzazione è rilasciata dal comune in cui rientra il territorio dove si desidera avviare il proprio banco e può essere usata in un giorno specifico come per il mercato o la fiera.
Se si vogliono svolgere più mercati in zone diverse, andrà presentata una domanda per ogni “piazzola” e giorno in cui si vuole svolgere la propria attività.
Quando il comune pubblica l’elenco dei posteggi liberi, ci sono 30 giorni a disposizione per presentare la domanda per ottenere il posto.
Bisogna ricordare che un elevato numero di assenze dal posto fisso causa la perdita del posto.
– Autorizzazione tipo B è rilasciata per il commercio ambulante a forma itinerante. La licenza è rilasciata dal comune di residenza e consente di svolgere la propria attività di ambulante su tutto il territorio nazionale, ma limitatamente ai parcheggi che non sono stati assegnati o momentaneamente senza i titolari (magari assenti per malattia).
L’autorizzazione è gratuita, ma per tutti le informazioni più approfondite è bene rivolgersi al comune di competenza giacché ognuno applica la normativa vigente in quella regione o provincia.
QUALI SONO I REQUISITI PER APRIRE UN BANCO AL MERCATO?
Per richiedere l’autorizzazione bisogna possedere i requisiti soggettivi – morali richiesti dalle norme che regolano il settore e quelli oggettivi – professionali che servono a svolgere l’attività commerciale scelta. Le attività commerciali sono suddivise in due branchie:
1) Attività “non alimentare“: in questo caso, non sono richiesti requisiti specifici;
2) Attività “alimentare” che richiede almeno uno di questi requisiti:
– Iscrizione al R.E.C. presso la Camera di Commercio;
– Aver eseguito un corso S.A.B (somministrazione alimenti e bevande) riconosciuto da regione o provincia;
– Aver lavorato come titolare, socio o dipendente per 2 anni negli ultimi 5 in un’attività legata all’alimentare;
– Aver conseguito il diploma o la laurea in settori attinenti all’attività (diploma di istituto alberghiero, laurea in alimentazione o similari).
I mezzi mobili che sono utilizzati per il trasporto e la vendita degli alimenti (ossia fungono da banco) devono rispettare la normativa emanata dal Ministero della Sanità in merito agli aspetti igienico-sanitari.
QUALE PROCEDURA SEGUIRE PER APRIRE UN BANCO AL MERCATO
Il primo passo riguarda la richiesta dell’Autorizzazione Amministrativa al comune di competenza, dimostrando di essere in possesso dei requisiti soggettivi e morali richiesti dalla normativa del settore.
Una volta ottenuta l’Autorizzazione, bisogna richiedere la Partita IVA all’Agenzia delle Entrate, aprire una posizione contribuente presso INAIL e INPS, dopo di ciò si può effettuare l’iscrizione alla Camera di Commercio.
Per semplificare tutte queste procedure di avvio attività ci si deve ricordare che tutti la parte amministrativa prevista per l’iscrizione al Registro delle Imprese può essere effettuata attraverso la Comunicazione Unica, grazie alla quale si possono assolvere tutte le formalità necessarie alla costituzione dell’impresa risparmiando molto tempo. Per poter ottenere tutte le informazioni necessarie alla compilazione della comunicazione unica si può consultare direttamente il seguente sito http://www.registroimprese.camcom.it costituito appositamente dalla Camera di Commercio per rispondere a tutti i dubbi che possono sorgere.
Se si desidera aprire un banco al mercato di generi alimentari, oltre alla documentazione sopra citata, bisogna richiedere, sempre attraverso il comune, il rilascio dell’autorizzazione sanitaria che sarà rilasciata dall’ufficio d’igiene una volta accertato che vengono rispettate le normative competenti quel territorio.
L’avvio di un’attività qualsiasi, compresa quella di aprire un banco al mercato, oltre allo svolgimento della parte burocratica, richiede una serie di valutazioni che vanno ponderate scrupolosamente, magari con l’aiuto di uno specialista che sappia indirizzare verso le scelte migliori come quella, ad esempio, che riguarda la natura giuridica dell’impresa o il regime fiscale.
Per aprire un banco al mercato, specialmente se si è alla prima esperienza, è necessario chiedere sostegno e consulenza a specializzati per evitare perdite di tempo, soldi e in particolare per non rischiare di incappare, del tutto involontariamente, in qualche errore che potrebbe far scattare delle sanzioni o, comunque, demoralizzare.
FAQ: le risposte alle tue domande
1. Quali sono i primi passi per avviare un'attività in Italia?
Per avviare un’attività in Italia è necessario seguire un percorso preciso che parte dalla definizione dell’idea imprenditoriale fino alla gestione degli adempimenti burocratici. È fondamentale valutare attentamente il proprio progetto d’impresa, analizzare il mercato e redigere un business plan che tenga conto di investimenti, costi, ricavi attesi e obiettivi. Dopo questa fase iniziale, si passa alla scelta della forma giuridica più idonea (come ditta individuale, SRL o SRLS) e all’apertura della partita IVA. Vanno poi completate l’iscrizione al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio, la comunicazione di inizio attività (SCIA) al Comune e la registrazione presso INPS e, se necessario, INAIL. Farsi affiancare da un professionista esperto può rendere il processo più semplice, rapido e conforme alle normative vigenti.
2. Quali sono le forme giuridiche più comuni per una nuova impresa e come scegliere quella giusta?
Le forme giuridiche disponibili per chi vuole avviare una nuova attività in Italia sono molteplici, ma le più comuni sono la ditta individuale, la società a responsabilità limitata (SRL) e la società a responsabilità limitata semplificata (SRLS). La scelta della forma giuridica più adatta dipende da vari fattori, come la quantità di capitale iniziale disponibile, il grado di responsabilità personale che si è disposti ad assumere, le prospettive di crescita dell’attività, le esigenze fiscali e il numero di soci coinvolti. È fondamentale valutare attentamente ogni opzione con il supporto di un commercialista, poiché da questa decisione dipendono gli obblighi contabili, fiscali e giuridici futuri dell’impresa.
3. È possibile avviare un'attività con un budget limitato?
Sì, è assolutamente possibile iniziare un’attività anche con un budget ridotto, purché si scelga un modello di business compatibile con un investimento iniziale contenuto. Alcuni esempi includono le attività online, le professioni freelance o i servizi di consulenza, dove spesso non è necessario disporre di un ufficio fisico o di costose attrezzature. Inoltre, esistono diversi strumenti a supporto degli aspiranti imprenditori, come agevolazioni fiscali, bandi pubblici e contributi a fondo perduto, rivolti in particolare a giovani, donne e start-up innovative. Valutare attentamente i costi fissi e variabili, e pianificare le spese in modo oculato, è essenziale per costruire un’attività sostenibile anche in presenza di risorse economiche iniziali limitate.
4. Come posso trovare un’idea imprenditoriale adatta alle mie competenze e al mercato?
Trovare un’idea imprenditoriale valida non significa solo cercare qualcosa di innovativo, ma soprattutto qualcosa che rispecchi le proprie capacità, passioni ed esperienze pregresse. È utile partire da un’autoanalisi: quali problemi ti piacerebbe risolvere? In quali ambiti ti senti competente? A partire da queste domande si può costruire un’idea che sia non solo originale, ma anche fattibile e coerente con il proprio profilo personale e professionale. Contestualmente, è essenziale osservare il mercato: capire quali bisogni non sono ancora stati soddisfatti, quali servizi mancano in una certa area geografica, o quali tendenze stanno emergendo a livello nazionale e globale. L’incontro tra attitudine personale e domanda di mercato è la base più solida per sviluppare un progetto imprenditoriale duraturo.
5. Quali sono i vantaggi di affidarsi a un commercialista per avviare un'attività?
Affidarsi a un commercialista esperto fin dall’inizio del percorso imprenditoriale rappresenta una scelta strategica per evitare errori e ottimizzare ogni fase dell’avvio dell’attività. Il commercialista può guidare l’imprenditore nella scelta della forma giuridica più adatta, fornendo una valutazione personalizzata sulla base di esigenze fiscali, patrimoniali e operative. Inoltre, è in grado di occuparsi di tutte le pratiche burocratiche necessarie, come apertura della partita IVA, iscrizioni agli enti previdenziali e comunicazioni agli enti pubblici. Ma non solo: grazie alla sua esperienza, il commercialista può consigliare le migliori opportunità fiscali disponibili e offrire assistenza nella gestione ordinaria e straordinaria dell’impresa, contribuendo a costruire una base solida e conforme alla normativa per lo sviluppo dell’attività.
6. Quali sono le difficoltà più comuni che si incontrano nell’avviare un’attività?
Avviare un’attività comporta inevitabilmente una serie di difficoltà, soprattutto per chi si affaccia per la prima volta al mondo imprenditoriale. Tra gli ostacoli più comuni vi sono la burocrazia complessa, che può risultare difficile da gestire senza il supporto di un professionista, e la mancanza di esperienza gestionale, che può portare a sottovalutare costi o tempistiche. Anche la scarsa conoscenza del mercato di riferimento o l’assenza di una pianificazione finanziaria solida sono criticità frequenti che rischiano di compromettere la sostenibilità del progetto. Altre difficoltà possono riguardare la scelta del regime fiscale più conveniente, la gestione della contabilità, o il reperimento delle risorse economiche per l’investimento iniziale. Affrontare questi aspetti con consapevolezza, supportati da un consulente esperto, può fare la differenza tra un’attività che decolla e una che fatica a partire.
7. Come posso valutare se la mia idea imprenditoriale è valida?
Per valutare la validità di un’idea imprenditoriale è necessario affrontare un’analisi approfondita sotto diversi punti di vista. Bisogna verificare se esiste una reale domanda per il prodotto o servizio offerto, definire con precisione il target di clientela, studiare la concorrenza e valutare il posizionamento di mercato. È importante anche stimare i costi di avviamento e gestione, e ipotizzare i ricavi potenziali in modo realistico. Strumenti come il business plan, l’analisi SWOT e la definizione del valore aggiunto dell’offerta sono fondamentali per ottenere una visione d’insieme e prendere decisioni consapevoli. Avere un’idea è il punto di partenza, ma verificarne la sostenibilità economica e la coerenza con il contesto di mercato è ciò che fa la differenza tra una buona intuizione e una vera opportunità imprenditoriale.
8. Serve per forza una figura esperta per gestire la burocrazia quando si apre un’attività?
Pur non essendo sempre obbligatorio, affidarsi a un esperto per gestire la burocrazia all’avvio di un’attività è fortemente consigliato. Gli adempimenti iniziali — come l’apertura della partita IVA, l’iscrizione al Registro delle Imprese, la comunicazione al Comune (SCIA), l’iscrizione all’INPS e, se previsto, all’INAIL — richiedono precisione, tempi stretti e conoscenze tecniche. Un errore o un ritardo può comportare sanzioni o ritardi nell’inizio dell’attività. Un professionista, come un commercialista o un consulente d’impresa, conosce le procedure, i documenti richiesti e le eventuali esenzioni o agevolazioni disponibili, rendendo l’intero processo molto più fluido e sicuro. Inoltre, può suggerire il regime fiscale più adatto e semplificare la vita dell’imprenditore già dal primo giorno.

