Da qualche anno in Italia l’indice di natalità si è attestato su livelli piuttosto bassi, complice la crisi economica e i ritmi lavorativi sempre più stressanti. Nonostante questo dato poco confortevole, i negozi dedicati ai bambini continuano a riscuotere un gran successo. Dedicarsi quindi ad un’attività legata all’infanzia può ancora rappresentare una buona scelta imprenditoriale. Aprire un bimbo store di successo richiede comunque una certa abilità commerciale, elemento utile per portare avanti un’azienda.
APRIRE UN BIMBO STORE: DI COSA SI TRATTA?
Aprire un bimbo store, specialmente nell’ambito dell’abbigliamento, è un’ottima idea. Gli ultimi anni il settore dell’abbigliamento ha subito un leggero decremento nelle vendite ma il settore dedicato ai più piccoli non conosce crisi. Molto spesso tali attività includono la vendita di altri articoli: giocattoli per bambini, accessori e articoli prettamente legati alla prima infanzia.
Molto remunerativo risulta il segmento legato alla vendita di prodotti per neonati e premaman (dai 0 – ai 36 mesi), seguito dai negozi di giocattoli per la fascia 5-15 anni.
APRIRE UN BIMBO STORE: QUALI MOSSE FARE?
Per farsi un idea di quanta concorrenza ci sia in questo settore basta farsi un giro nella propria città o nel proprio paese e osservare i negozi dedicati ai più piccoli. Molto probabilmente ci sarà una moltitudine di attività del genere e nella maggior parte dei casi sarà rappresentata da marchi conosciuti e consolidati da tempo nel mercato. Sarà quindi fondamentale per l’imprenditore analizzare in primis in quale punto aprire la propria attività; come ben noto un luogo troppo battuto genererà bassi profitti.
Successivamente dovrà essere analizzata e compresa la reale domanda del mercato. Capire cosa cerca il cliente aiuterà a mettere in commercio dei prodotti mirati, consentendo così un minor investimento. Per diventare grandi è necessario osservare cosa fanno i grandi, perciò prendere spunto dai marchi affermati è sempre una buona idea.
APRIRE UN BIMBO STORE: COSA OCCORRE?
Per aprire un’attività di successo è necessario adottare una serie di soluzioni troppo spesso ignorate. Innanzitutto risulta fondamentale scegliere un punto strategico, spazioso e che consenta ai clienti di poter parcheggiare agevolmente. Gli spazi interni non devono essere eccessivamente ampi, basteranno 40/50 mq, ovviamente se i prodotti offerti saranno molteplici, il locale dovrà essere abbastanza capiente, all’incirca sui 200 mq. Per poter invogliare e accendere la curiosità nei clienti è opportuno avviare una campagna pubblicitaria persuasiva e accattivante tramite la stampa di volantini e lo sfruttamento dei maggiori social network.
I dipendenti dovranno essere scelti con attenzione visto che non tutti sono esperti in questo settore. Da prediligere Figure che sanno invogliare i potenziali clienti e che agiscono con tatto e professionalità.
APRIRE UN BIMBO STORE: QUALI POSSIBILITÀ DI GUADAGNO?
Il mercato dell’infanzia, stando a varie rilevazioni, è ancora molto remunerativo: secondo un’indagine di mercato, in Italia, si spendono all’incirca 920 euro a famiglia nella fascia di età 0-18. La cifra si attesta oltre i mille euro per i bambini under 14. Secondo i dati resi noti dalle associazioni dei commercianti il ricavo medio per articolo venduto raggiunge circa il 25%, aumentando nella fascia under 14.
Un esempio lampante è dato dalla vendita delle scarpe: un paio di scarpe per bambini, costeranno quanto quelle di un adulto, ma il commerciante potrà contare su un guadagno maggiore visto il costo inferiore delle prime.
Aprire un’attività non è sempre nelle possibilità di tutti. Spesso sono necessarie coperture economiche troppo elevate per l’avvio dell’impresa che congiunte ad una pressione fiscale elevata spinge il potenziale imprenditore ad accantonare l’idea. Il franchising potrebbe essere la soluzione a questo problema; le aziende consolidate nel mercato con marchi già conosciuti cedono i prodotti, gli strumenti utili alla vendita, la formazione e lo sfruttamento del marchio a chi si impegna a portare avanti l’attività in nome e per conto della casa madre. Scegliendo questa via si abbatteranno i costi di avvio e di gestione dell’impresa ma si resterà legati al marchio e all’azienda madre.
APRIRE UN BIMBO STORE: BUROCRAZIA E NORME
L’apertura di un bimbo store richiede le stesse misure burocratiche e normative di una qualsiasi altra attività commerciale. Sarà necessario infatti procedere con l’apertura della partita IVA, l’iscrizione al registro delle imprese presso la camera di commercio, l’iscrizione presso gli istituti di previdenza sociale (INPS e INAIL), comunicare telematicamente al comune l’inizio dell’attività (SCIA), richiedere e ricevere le autorizzazioni sanitarie dall’ASL.
È ovviamente necessario scegliere la forma giuridica dell’azienda. Una ditta individuale avrà un costo di avvio molto inferiore e prevede un capitale sociale minimo di 1 euro. Le società hanno un costo di avvio più elevato (capitale sociale minimo di 10.000 euro) ma prevedono un rischio minore visto che il capitale personale non sarà mai coinvolto nella vita dell’impresa.
FAQ: le risposte alle tue domande
1. Quali sono i primi passi per avviare un'attività in Italia?
Per avviare un’attività in Italia è necessario seguire un percorso preciso che parte dalla definizione dell’idea imprenditoriale fino alla gestione degli adempimenti burocratici. È fondamentale valutare attentamente il proprio progetto d’impresa, analizzare il mercato e redigere un business plan che tenga conto di investimenti, costi, ricavi attesi e obiettivi. Dopo questa fase iniziale, si passa alla scelta della forma giuridica più idonea (come ditta individuale, SRL o SRLS) e all’apertura della partita IVA. Vanno poi completate l’iscrizione al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio, la comunicazione di inizio attività (SCIA) al Comune e la registrazione presso INPS e, se necessario, INAIL. Farsi affiancare da un professionista esperto può rendere il processo più semplice, rapido e conforme alle normative vigenti.
2. Quali sono le forme giuridiche più comuni per una nuova impresa e come scegliere quella giusta?
Le forme giuridiche disponibili per chi vuole avviare una nuova attività in Italia sono molteplici, ma le più comuni sono la ditta individuale, la società a responsabilità limitata (SRL) e la società a responsabilità limitata semplificata (SRLS). La scelta della forma giuridica più adatta dipende da vari fattori, come la quantità di capitale iniziale disponibile, il grado di responsabilità personale che si è disposti ad assumere, le prospettive di crescita dell’attività, le esigenze fiscali e il numero di soci coinvolti. È fondamentale valutare attentamente ogni opzione con il supporto di un commercialista, poiché da questa decisione dipendono gli obblighi contabili, fiscali e giuridici futuri dell’impresa.
3. È possibile avviare un'attività con un budget limitato?
Sì, è assolutamente possibile iniziare un’attività anche con un budget ridotto, purché si scelga un modello di business compatibile con un investimento iniziale contenuto. Alcuni esempi includono le attività online, le professioni freelance o i servizi di consulenza, dove spesso non è necessario disporre di un ufficio fisico o di costose attrezzature. Inoltre, esistono diversi strumenti a supporto degli aspiranti imprenditori, come agevolazioni fiscali, bandi pubblici e contributi a fondo perduto, rivolti in particolare a giovani, donne e start-up innovative. Valutare attentamente i costi fissi e variabili, e pianificare le spese in modo oculato, è essenziale per costruire un’attività sostenibile anche in presenza di risorse economiche iniziali limitate.
4. Come posso trovare un’idea imprenditoriale adatta alle mie competenze e al mercato?
Trovare un’idea imprenditoriale valida non significa solo cercare qualcosa di innovativo, ma soprattutto qualcosa che rispecchi le proprie capacità, passioni ed esperienze pregresse. È utile partire da un’autoanalisi: quali problemi ti piacerebbe risolvere? In quali ambiti ti senti competente? A partire da queste domande si può costruire un’idea che sia non solo originale, ma anche fattibile e coerente con il proprio profilo personale e professionale. Contestualmente, è essenziale osservare il mercato: capire quali bisogni non sono ancora stati soddisfatti, quali servizi mancano in una certa area geografica, o quali tendenze stanno emergendo a livello nazionale e globale. L’incontro tra attitudine personale e domanda di mercato è la base più solida per sviluppare un progetto imprenditoriale duraturo.
5. Quali sono i vantaggi di affidarsi a un commercialista per avviare un'attività?
Affidarsi a un commercialista esperto fin dall’inizio del percorso imprenditoriale rappresenta una scelta strategica per evitare errori e ottimizzare ogni fase dell’avvio dell’attività. Il commercialista può guidare l’imprenditore nella scelta della forma giuridica più adatta, fornendo una valutazione personalizzata sulla base di esigenze fiscali, patrimoniali e operative. Inoltre, è in grado di occuparsi di tutte le pratiche burocratiche necessarie, come apertura della partita IVA, iscrizioni agli enti previdenziali e comunicazioni agli enti pubblici. Ma non solo: grazie alla sua esperienza, il commercialista può consigliare le migliori opportunità fiscali disponibili e offrire assistenza nella gestione ordinaria e straordinaria dell’impresa, contribuendo a costruire una base solida e conforme alla normativa per lo sviluppo dell’attività.
6. Quali sono le difficoltà più comuni che si incontrano nell’avviare un’attività?
Avviare un’attività comporta inevitabilmente una serie di difficoltà, soprattutto per chi si affaccia per la prima volta al mondo imprenditoriale. Tra gli ostacoli più comuni vi sono la burocrazia complessa, che può risultare difficile da gestire senza il supporto di un professionista, e la mancanza di esperienza gestionale, che può portare a sottovalutare costi o tempistiche. Anche la scarsa conoscenza del mercato di riferimento o l’assenza di una pianificazione finanziaria solida sono criticità frequenti che rischiano di compromettere la sostenibilità del progetto. Altre difficoltà possono riguardare la scelta del regime fiscale più conveniente, la gestione della contabilità, o il reperimento delle risorse economiche per l’investimento iniziale. Affrontare questi aspetti con consapevolezza, supportati da un consulente esperto, può fare la differenza tra un’attività che decolla e una che fatica a partire.
7. Come posso valutare se la mia idea imprenditoriale è valida?
Per valutare la validità di un’idea imprenditoriale è necessario affrontare un’analisi approfondita sotto diversi punti di vista. Bisogna verificare se esiste una reale domanda per il prodotto o servizio offerto, definire con precisione il target di clientela, studiare la concorrenza e valutare il posizionamento di mercato. È importante anche stimare i costi di avviamento e gestione, e ipotizzare i ricavi potenziali in modo realistico. Strumenti come il business plan, l’analisi SWOT e la definizione del valore aggiunto dell’offerta sono fondamentali per ottenere una visione d’insieme e prendere decisioni consapevoli. Avere un’idea è il punto di partenza, ma verificarne la sostenibilità economica e la coerenza con il contesto di mercato è ciò che fa la differenza tra una buona intuizione e una vera opportunità imprenditoriale.
8. Serve per forza una figura esperta per gestire la burocrazia quando si apre un’attività?
Pur non essendo sempre obbligatorio, affidarsi a un esperto per gestire la burocrazia all’avvio di un’attività è fortemente consigliato. Gli adempimenti iniziali — come l’apertura della partita IVA, l’iscrizione al Registro delle Imprese, la comunicazione al Comune (SCIA), l’iscrizione all’INPS e, se previsto, all’INAIL — richiedono precisione, tempi stretti e conoscenze tecniche. Un errore o un ritardo può comportare sanzioni o ritardi nell’inizio dell’attività. Un professionista, come un commercialista o un consulente d’impresa, conosce le procedure, i documenti richiesti e le eventuali esenzioni o agevolazioni disponibili, rendendo l’intero processo molto più fluido e sicuro. Inoltre, può suggerire il regime fiscale più adatto e semplificare la vita dell’imprenditore già dal primo giorno.

