aprire un allevamento di grilli

Aprire un allevamento di grilli per la produzione di farina di grillo può sembrare una moda del momento, ma in realtà rappresenta un interessante modo per realizzare un business. Tuttavia questo tipo di attività richiede una certa competenza oltre, naturalmente, a investimenti iniziali per l’acquisto dei grilli, dei macchinari e delle attrezzature per la produzione e lavorazione della farina.

Iniziamo subito questo post con il capire come si allevano i grilli. Se si intende aprire un allevamento, per prima cosa è necessario disporre di alcuni esemplari che potranno essere acquistati presso allevamenti già avanzati. Il prezzo può variare a seconda del numero di esemplari che si intende acquistare ma si può sottolineare che il costo della famiglia iniziale non è elevato.

Per garantire le perfette condizioni di riproduzione è necessario disporre di un capannone a temperatura e umidità controllate (quest’ultima dovrebbe essere intorno al 50%). Una volta nati i grilli è necessario nutrirli con erbe specifiche, solitamente con erbe di campo. L’alimentazione dei grilli incide in maniera molto importante sul gusto del prodotto finale per cui è importante assicurarsi della qualità dell’erba utilizzata.

Dopo circa sessanta giorni, i grilli possono essere considerati pronti per l’abbattimento: essi vanno pertanto inseriti all’interno di un congelatore che presenti temperature di -30°C. A questa particolare bassa temperatura il congelamento è molto veloce e dopo meno di mezz’ora i grilli sono pronti per la fase successiva, ossia quella della bollitura. In questo modo si potranno eliminare tutti gli agenti patogeni eventualmente presenti. Dopo la bollitura si dovrà effettuare un ultimo passaggio, che prevede l’inserimento all’interno del forno a temperature di circa 40°C. I grilli dovranno restare in forno per circa 24 ore e in tal modo si disidrateranno e saranno pronti per essere macinati per ottenere la farina.

LA SICUREZZA ALIMENTARE DELLA FARINA DI GRILLO

Nel momento in cui si decide di aprire un allevamento di grilli ci si deve per prima cosa assicurarsi del pieno rispetto delle regole sanitarie richieste dalla normativa vigente. Il controllo in tal senso deve essere effettuato dall’ASL e/o dai NAS dei Carabinieri. Qualora non vengono rispettate tutte le normative relative al rispetto della regolamentazione sanitaria, infatti, si può andare incontro a multe o a chiusura dell’allevamento.

Si può infatti facilmente comprendere che quando si lavora con gli insetti in generale e con i grilli in particolare si ha a che fare con animali che, fino a fine 2017 erano considerati veri e propri parassiti degli alimenti. Oggi, invece, si parla di insetti commestibili e di farina di grillo. Naturalmente per poter garantire la massima sicurezza a quanti fanno uso di questo tipo di alimenti è fondamentale che in fase di produzione sia garantito il massimo rispetto della normativa sanitaria vigente.

QUAL È L’ITER DA SEGUIRE PER APRIRE UN ALLEVAMENTO DI GRILLI?

Fino ad ora è stato messo in evidenza l’aspetto più pratico, al quale è fondamentale attenersi quando l’attività di allevamento è già avviata. Prima di potersi preoccupare di realizzare la farina di grillo, tuttavia, è necessario avviare l’allevamento, richiedendo i permessi e le autorizzazioni necessari per evitare di non risultare in regola con la normativa vigente.

Attenzione: quanto viene riportato di seguito è la normativa da rispettare per l’apertura di un allevamento di grilli per la realizzazione di farina destinata al mangime per animali e non all’uomo. Per quanto riguarda i grilli commestibili, infatti, in Italia non è stata ancora autorizzata la vendita a causa di una complessa burocrazia che ancora non ha permesso ai produttori (per lo più start up) di ottenere le certificazioni necessarie, come quella dell’EFSA (European Food Safety Authority – Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare).

Tornando ai grilli per la realizzazione di farine per la produzione di mangimi per animali, invece, per prima cosa sarà necessario aprire una partita IVA, operazione da effettuare presso il proprio commercialista oppure direttamente all’Ufficio delle Entrate. Il passo successivo sarà quello di procedere con l’iscrizione al Registro delle Imprese e aprire una posizione INPS. Anche queste due operazioni potranno essere effettuate tramite commercialista oppure recandosi personalmente presso gli sportelli degli uffici preposti. Infine, non bisogna dimenticare di vidimare eventuali registri e dichiarare al Comune su cui risiede l’allevamento l’inizio dell’attività. Nella maggior parte dei casi questa pratiche possono essere rese più veloci se ci si rivolge a un commercialista autorizzandolo ad utilizzare le proprie credenziali per le operazioni online.

Un aspetto importante, da non sottovalutare quando si intende aprire un allevamento di grilli, è relativo alla presenza di un esperto del settore animale, sia esso un biologo, un biotecnologo o un veterinario. Questi permetterà di valutare la corretta alimentazione per l’ottenimento di farine di qualità, verificherà lo stato di salute dei grilli e definirà la necessità di analisi di controllo periodiche o straordinarie in base a particolari riscontri sulla salute degli insetti.

aprire un allevamento di grilli

GRILLI E NOVEL FOOD

Per concludere, ricordiamo che quanto riportato fino ad ora riguarda esclusivamente le modalità per aprire un allevamento di grilli per la produzione di farine alimentari. La procedura per l’apertura di questo tipo di allevamento per il novel food, ossia per il cibo nuovo e prettamente basato su insetti, non è ancora stata definita.

Tuttavia esistono diverse realtà in Italia che già producono grilli e si stanno attrezzando, una volta che la burocrazia europea e italiana lo permetteranno (si presuppone entro il 2020), per trasformare la produzione di grilli per farina in produzione di grilli per l’alimentazione di animali domestici e umana.

FAQ: le risposte alle tue domande

1. Quali sono i primi passi per avviare un'attività in Italia?

Per avviare un’attività in Italia è necessario seguire un percorso preciso che parte dalla definizione dell’idea imprenditoriale fino alla gestione degli adempimenti burocratici. È fondamentale valutare attentamente il proprio progetto d’impresa, analizzare il mercato e redigere un business plan che tenga conto di investimenti, costi, ricavi attesi e obiettivi. Dopo questa fase iniziale, si passa alla scelta della forma giuridica più idonea (come ditta individuale, SRL o SRLS) e all’apertura della partita IVA. Vanno poi completate l’iscrizione al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio, la comunicazione di inizio attività (SCIA) al Comune e la registrazione presso INPS e, se necessario, INAIL. Farsi affiancare da un professionista esperto può rendere il processo più semplice, rapido e conforme alle normative vigenti.

2. Quali sono le forme giuridiche più comuni per una nuova impresa e come scegliere quella giusta?

Le forme giuridiche disponibili per chi vuole avviare una nuova attività in Italia sono molteplici, ma le più comuni sono la ditta individuale, la società a responsabilità limitata (SRL) e la società a responsabilità limitata semplificata (SRLS). La scelta della forma giuridica più adatta dipende da vari fattori, come la quantità di capitale iniziale disponibile, il grado di responsabilità personale che si è disposti ad assumere, le prospettive di crescita dell’attività, le esigenze fiscali e il numero di soci coinvolti. È fondamentale valutare attentamente ogni opzione con il supporto di un commercialista, poiché da questa decisione dipendono gli obblighi contabili, fiscali e giuridici futuri dell’impresa.

3. È possibile avviare un'attività con un budget limitato?

Sì, è assolutamente possibile iniziare un’attività anche con un budget ridotto, purché si scelga un modello di business compatibile con un investimento iniziale contenuto. Alcuni esempi includono le attività online, le professioni freelance o i servizi di consulenza, dove spesso non è necessario disporre di un ufficio fisico o di costose attrezzature. Inoltre, esistono diversi strumenti a supporto degli aspiranti imprenditori, come agevolazioni fiscali, bandi pubblici e contributi a fondo perduto, rivolti in particolare a giovani, donne e start-up innovative. Valutare attentamente i costi fissi e variabili, e pianificare le spese in modo oculato, è essenziale per costruire un’attività sostenibile anche in presenza di risorse economiche iniziali limitate.

4. Come posso trovare un’idea imprenditoriale adatta alle mie competenze e al mercato?

Trovare un’idea imprenditoriale valida non significa solo cercare qualcosa di innovativo, ma soprattutto qualcosa che rispecchi le proprie capacità, passioni ed esperienze pregresse. È utile partire da un’autoanalisi: quali problemi ti piacerebbe risolvere? In quali ambiti ti senti competente? A partire da queste domande si può costruire un’idea che sia non solo originale, ma anche fattibile e coerente con il proprio profilo personale e professionale. Contestualmente, è essenziale osservare il mercato: capire quali bisogni non sono ancora stati soddisfatti, quali servizi mancano in una certa area geografica, o quali tendenze stanno emergendo a livello nazionale e globale. L’incontro tra attitudine personale e domanda di mercato è la base più solida per sviluppare un progetto imprenditoriale duraturo.

5. Quali sono i vantaggi di affidarsi a un commercialista per avviare un'attività?

Affidarsi a un commercialista esperto fin dall’inizio del percorso imprenditoriale rappresenta una scelta strategica per evitare errori e ottimizzare ogni fase dell’avvio dell’attività. Il commercialista può guidare l’imprenditore nella scelta della forma giuridica più adatta, fornendo una valutazione personalizzata sulla base di esigenze fiscali, patrimoniali e operative. Inoltre, è in grado di occuparsi di tutte le pratiche burocratiche necessarie, come apertura della partita IVA, iscrizioni agli enti previdenziali e comunicazioni agli enti pubblici. Ma non solo: grazie alla sua esperienza, il commercialista può consigliare le migliori opportunità fiscali disponibili e offrire assistenza nella gestione ordinaria e straordinaria dell’impresa, contribuendo a costruire una base solida e conforme alla normativa per lo sviluppo dell’attività.

6. Quali sono le difficoltà più comuni che si incontrano nell’avviare un’attività?

Avviare un’attività comporta inevitabilmente una serie di difficoltà, soprattutto per chi si affaccia per la prima volta al mondo imprenditoriale. Tra gli ostacoli più comuni vi sono la burocrazia complessa, che può risultare difficile da gestire senza il supporto di un professionista, e la mancanza di esperienza gestionale, che può portare a sottovalutare costi o tempistiche. Anche la scarsa conoscenza del mercato di riferimento o l’assenza di una pianificazione finanziaria solida sono criticità frequenti che rischiano di compromettere la sostenibilità del progetto. Altre difficoltà possono riguardare la scelta del regime fiscale più conveniente, la gestione della contabilità, o il reperimento delle risorse economiche per l’investimento iniziale. Affrontare questi aspetti con consapevolezza, supportati da un consulente esperto, può fare la differenza tra un’attività che decolla e una che fatica a partire.

7. Come posso valutare se la mia idea imprenditoriale è valida?

Per valutare la validità di un’idea imprenditoriale è necessario affrontare un’analisi approfondita sotto diversi punti di vista. Bisogna verificare se esiste una reale domanda per il prodotto o servizio offerto, definire con precisione il target di clientela, studiare la concorrenza e valutare il posizionamento di mercato. È importante anche stimare i costi di avviamento e gestione, e ipotizzare i ricavi potenziali in modo realistico. Strumenti come il business plan, l’analisi SWOT e la definizione del valore aggiunto dell’offerta sono fondamentali per ottenere una visione d’insieme e prendere decisioni consapevoli. Avere un’idea è il punto di partenza, ma verificarne la sostenibilità economica e la coerenza con il contesto di mercato è ciò che fa la differenza tra una buona intuizione e una vera opportunità imprenditoriale.

8. Serve per forza una figura esperta per gestire la burocrazia quando si apre un’attività?

Pur non essendo sempre obbligatorio, affidarsi a un esperto per gestire la burocrazia all’avvio di un’attività è fortemente consigliato. Gli adempimenti iniziali — come l’apertura della partita IVA, l’iscrizione al Registro delle Imprese, la comunicazione al Comune (SCIA), l’iscrizione all’INPS e, se previsto, all’INAIL — richiedono precisione, tempi stretti e conoscenze tecniche. Un errore o un ritardo può comportare sanzioni o ritardi nell’inizio dell’attività. Un professionista, come un commercialista o un consulente d’impresa, conosce le procedure, i documenti richiesti e le eventuali esenzioni o agevolazioni disponibili, rendendo l’intero processo molto più fluido e sicuro. Inoltre, può suggerire il regime fiscale più adatto e semplificare la vita dell’imprenditore già dal primo giorno.