caro petrolio

CARO PETROLIO: LA COMPENSAZIONE DEL CREDITO

Per quanto riguarda l’aumento del prezzo del carburante, il cosiddetto “caro petrolio”, è importante evidenziare che per coloro i quali esercitino un’attività di autotrasporto merci, sia in conto proprio o per conto terzi, è prevista la possibilità di accedere ad un credito d’imposta per quanto riguarda la spesa sostenuta per il rifornimento del carburante stesso. Nello specifico, in seguito alla Finanziaria 2016 l’agevolazione risulta possibile solamente in riferimento a veicoli di categoria almeno Euro 3.

Facendo riferimento al credito in questione, questo risulta determinato in base agli incrementi dell’aliquota di accisa sul gasolio, rapportati ai consumi nei periodi di riferimento; considerando il primo trimestre 2016, il beneficio in questione è pari a € 214,18609 per mille litri di prodotto.

Per poter usufruire di tale agevolazione sul “caro petrolio” il soggetto coinvolto deve presentare apposita istanza entro la fine del mese successivo al trimestre di riferimento, nel caso in questione il termine è quindi fissato al 2.5.2016.

Il credito può essere utilizzato in compensazione nel modello F24, se non inferiore a € 25, oppure richiesto a rimborso, inoltre questo non rileva né ai fini delle imposte sul reddito né ai fini IRAP.

FIGURE AMMESSE

In base all’Agenzia delle Dogane, le figure negoziali ammesse a questo sconto sul “caro petrolio” sono quelle previste dalle norme di settore del trasporto merci, inoltre il beneficio fiscale include due distinte categorie di esercenti, per conto terzi o in conto proprio, ciascuna delle quali sottoposta ad apposita disciplina.

Facendo riferimento al primo caso in questione, si è rilavato che gli autotrasportatori per conto terzi possono avere la disponibilità dei veicoli a titolo di proprietà, usufrutto o locazione con facoltà di compera; inoltre per le imprese iscritte all’Albo è ammessa la possibilità di utilizzare autoveicoli concessi in comodato/locazione senza conducente.

Considerando invece gli autotrasportatori in conto proprio si può far riferimento ai titoli di disponibilità citati precedentemente, la differenza sostanziale sta nell’impossibilità di detenere veicoli in locazione o comodato senza conducente.

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CASI PARTICOLARI

L’Agenzia delle Dogane fornisce alcuni casi particolari per l’individuazione del soggetto legittimato a richiedere e fruire del credito “caro petrolio”; nel caso di un’attività esercitata in forma consortile, i requisiti di applicazione dell’agevolazione sono distintamente posseduti dai diversi soci consorziati e dal consorzio stesso. Tale regolamentazione implica l’obbligo di presentazione della propria dichiarazione triennale da parte di ciascun esercente consorziato.

E’ stato infine stabilito che il titolare di semirimorchi privi di motori autonomamente azionati non può usufruire del credito d’imposta “caro petrolio”.

Lo Studio Allievi – Dottori Commercialisti è a disposizione dei propri clienti o comunque per tutti i lettori del nostro Blog per qualsiasi dubbio in materia di credito “caro petrolio”. Per qualunque necessità non esitare a contattarci e a fissare un appuntamento presso i nostri uffici.

 

FAQ: le risposte alle tue domande

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