Con l’innalzamento dei prezzi del gasolio e della benzina, gli automobilisti sono alla costante ricerca di forme alternative di alimentazione per le proprie auto. Il GPL (acronimo di Gas di Petrolio Liquefatto) è una miscela di gas allo stato liquido che grazie alle sue caratteristiche consente di avere un ottimo autonomia con serbatoi di medio-piccole dimensioni ad un prezzo di molto inferiore ai carburanti tradizionali. Aprire una pompa di GPL potrebbe essere un’ottima scelta anche in merito alla decisione di molte aziende automobilistiche di terminare la produzione di veicoli a gasolio.
APRIRE UNA POMPA DI GPL: QUAL È LA SITUAZIONE?
Aprire una pompa di GPL prevede l’osservazione di norme ben precise volte a garantire la sicurezza degli utenti stradali e la salvaguardia delle strutture. L’articolo 13.2 del D.P.R. del 24 ottobre 2003 fissa una distanza di sicurezza tra le strade e l’impianto di GPL a 15 metri indipendentemente dalla destinazione della strada (pubblica e privata); tra l’altro il legislatore impone ai proprietari di tali impianti di minimizzare i rischi di fuoriuscita di prodotto, limitare i danni in caso di evento pericoloso e agevolare l’intervento degli operatori di soccorso. Proprio per questo motivo non è possibile accogliere deroghe in merito alla distanza di sicurezza imposta.
Al di là del rispetto dell’articolo sopra citato, le regole per l’apertura di un impianto GPL seguono quelle per un tradizionale impianto stradale:
– autorizzazione rilasciata dal comune;
– essere maggiorenni;
– essere in possesso della cittadinanza Italiana;
– non può essere rilasciata la licenza a coloro che sono stati giudicati colpevoli di reati di vario genere ( omicidio non colposo, reati che prevedono l’interdizione dai pubblici uffici);
– tutti i soci dovranno rendere possibile gli accertamenti in merito alla dichiarazione antimafia;
I carburanti ammessi alla vendita sono le benzine, le miscele di benzine, il gasolio per autotrazione, gli oli lubrificanti, il GPL per autotrazione, l’idrogeno, il gas metano, le miscele metano-idrogeno e i bio-carburanti.
APRIRE UNA POMPA DI GPL: DI COSA SI TRATTA?
Il GPL è una miscela di gas composta principalmente da butano e propano. Lo stato liquido consente un’ingombro minore rispetto allo stato gassoso e questo consente un riempimento ottimale anche tramite l’utilizzo di serbatoi di modeste dimensioni e delle bombole toroidale. Per quanto concerne le prestazioni si può notare un piccolo scostamento al ribasso (circa del 3 %) rispetto alla benzina ma in termini di impatto ambientale risulta tra i carburanti migliori, grazie alle basse quantità di zolfo e alla bassa quantità di residui di combustione.
Si presenta in maniera incolore e inodore ma per una maggiore sicurezza viene addizionato con etanolo (che gli conferisce un odore intenso) e da un colorante giallo. Il GPL allo stato gassoso, grazie alle sue caratteristiche chimiche, non tende ad evaporare ma a ristagnare, perciò in caso di perdita si depositerebbe al suolo e nelle cavità innalzando pericolosamente il rischio di incendi. Proprio per questo motivo in Italia non è possibile parcheggiare i veicoli dotati di alimentazione a GPL in piani interrati.
APRIRE UNA POMPA DI GPL: QUALI VANTAGGI?
L’imprenditore che decide di investire in questa attività deve sapere che il governo per incentivare la diffusione di impianti GPL e a metano ha concesso delle agevolazioni, come la trasformazione della propria auto da un tipo di alimentazione ( gasolio, benzina, ecc.) a GPL. Il proprietario del veicolo prenoterà presso le officine convenzionate l’operazione di cambio; tutte le persone fisiche che risiedono nei comuni aderenti all’iniziativa possono richiedere e ottenere i contributi.
Grazie ai contributi statali ( che fino all’anno scorso arrivavano a 1.000 euro) e ad una sempre più diffusa presa di coscienza in ambito ambientale, si sta osservando un aumento del numero di veicoli dotati di impianto a GPL. Sicuramente chi è già proprietario di un impianto di distribuzione stradale da qui a breve integrerà la stazione di fornitura di GPL.
APRIRE UNA POMPA DI GPL: CONVIENE?
L’aumento di veicoli ad alimentazione a GPL è sicuramente confortante in chiave futura. Se si considera che il gasolio entro un paio di anni verrà utilizzato in maniera molto inferiore, si può affermare che la strada agli impianti di GPL è spianata. Ovviamente c’è da aggiungere che il prezzo è una delle caratteristiche principali che avvicinano l’automobilista al GPL: un litro di GPL in Italia, mediamente, si attesta intorno ai 0,66 centesimi di euro. Molto inferiore rispetto alla benzina e dal gasolio.
La situazione attuale però vede ancora in affanno le stazioni di rifornimento che a distanza da un anno dell’entrata in vigore del regolamento Uni, che stabilisce le norme di sicurezza e ulteriori dettagli tecnici, non sono in grado di offrire ai 2,2 milioni di automobilisti provvisti di alimentazione a GPL il servizio di self service. Si tratta di un iter che va avanti da ormai 10 anni dove venivano indicate le prescrizioni relative alla somministrazione di GPL con personale addetto; nel 2016 la norma UNI 11647 ha stabilito che il self service poteva essere attuato.
Per adesso si sa che i proprietari di veicoli a GPL dovranno dotarsi di un tesserino contenente i dati anagrafici e la targa del veicolo, andando a facilitare l’operazione di erogazione ed evitare rifornimenti abusivi, come le bombole. Ulteriori comunicazioni riguardo alla modalità di rifornimento verranno comunicate in seguito.
FAQ: le risposte alle tue domande
1. Quali sono i primi passi per avviare un'attività in Italia?
Per avviare un’attività in Italia è necessario seguire un percorso preciso che parte dalla definizione dell’idea imprenditoriale fino alla gestione degli adempimenti burocratici. È fondamentale valutare attentamente il proprio progetto d’impresa, analizzare il mercato e redigere un business plan che tenga conto di investimenti, costi, ricavi attesi e obiettivi. Dopo questa fase iniziale, si passa alla scelta della forma giuridica più idonea (come ditta individuale, SRL o SRLS) e all’apertura della partita IVA. Vanno poi completate l’iscrizione al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio, la comunicazione di inizio attività (SCIA) al Comune e la registrazione presso INPS e, se necessario, INAIL. Farsi affiancare da un professionista esperto può rendere il processo più semplice, rapido e conforme alle normative vigenti.
2. Quali sono le forme giuridiche più comuni per una nuova impresa e come scegliere quella giusta?
Le forme giuridiche disponibili per chi vuole avviare una nuova attività in Italia sono molteplici, ma le più comuni sono la ditta individuale, la società a responsabilità limitata (SRL) e la società a responsabilità limitata semplificata (SRLS). La scelta della forma giuridica più adatta dipende da vari fattori, come la quantità di capitale iniziale disponibile, il grado di responsabilità personale che si è disposti ad assumere, le prospettive di crescita dell’attività, le esigenze fiscali e il numero di soci coinvolti. È fondamentale valutare attentamente ogni opzione con il supporto di un commercialista, poiché da questa decisione dipendono gli obblighi contabili, fiscali e giuridici futuri dell’impresa.
3. È possibile avviare un'attività con un budget limitato?
Sì, è assolutamente possibile iniziare un’attività anche con un budget ridotto, purché si scelga un modello di business compatibile con un investimento iniziale contenuto. Alcuni esempi includono le attività online, le professioni freelance o i servizi di consulenza, dove spesso non è necessario disporre di un ufficio fisico o di costose attrezzature. Inoltre, esistono diversi strumenti a supporto degli aspiranti imprenditori, come agevolazioni fiscali, bandi pubblici e contributi a fondo perduto, rivolti in particolare a giovani, donne e start-up innovative. Valutare attentamente i costi fissi e variabili, e pianificare le spese in modo oculato, è essenziale per costruire un’attività sostenibile anche in presenza di risorse economiche iniziali limitate.
4. Come posso trovare un’idea imprenditoriale adatta alle mie competenze e al mercato?
Trovare un’idea imprenditoriale valida non significa solo cercare qualcosa di innovativo, ma soprattutto qualcosa che rispecchi le proprie capacità, passioni ed esperienze pregresse. È utile partire da un’autoanalisi: quali problemi ti piacerebbe risolvere? In quali ambiti ti senti competente? A partire da queste domande si può costruire un’idea che sia non solo originale, ma anche fattibile e coerente con il proprio profilo personale e professionale. Contestualmente, è essenziale osservare il mercato: capire quali bisogni non sono ancora stati soddisfatti, quali servizi mancano in una certa area geografica, o quali tendenze stanno emergendo a livello nazionale e globale. L’incontro tra attitudine personale e domanda di mercato è la base più solida per sviluppare un progetto imprenditoriale duraturo.
5. Quali sono i vantaggi di affidarsi a un commercialista per avviare un'attività?
Affidarsi a un commercialista esperto fin dall’inizio del percorso imprenditoriale rappresenta una scelta strategica per evitare errori e ottimizzare ogni fase dell’avvio dell’attività. Il commercialista può guidare l’imprenditore nella scelta della forma giuridica più adatta, fornendo una valutazione personalizzata sulla base di esigenze fiscali, patrimoniali e operative. Inoltre, è in grado di occuparsi di tutte le pratiche burocratiche necessarie, come apertura della partita IVA, iscrizioni agli enti previdenziali e comunicazioni agli enti pubblici. Ma non solo: grazie alla sua esperienza, il commercialista può consigliare le migliori opportunità fiscali disponibili e offrire assistenza nella gestione ordinaria e straordinaria dell’impresa, contribuendo a costruire una base solida e conforme alla normativa per lo sviluppo dell’attività.
6. Quali sono le difficoltà più comuni che si incontrano nell’avviare un’attività?
Avviare un’attività comporta inevitabilmente una serie di difficoltà, soprattutto per chi si affaccia per la prima volta al mondo imprenditoriale. Tra gli ostacoli più comuni vi sono la burocrazia complessa, che può risultare difficile da gestire senza il supporto di un professionista, e la mancanza di esperienza gestionale, che può portare a sottovalutare costi o tempistiche. Anche la scarsa conoscenza del mercato di riferimento o l’assenza di una pianificazione finanziaria solida sono criticità frequenti che rischiano di compromettere la sostenibilità del progetto. Altre difficoltà possono riguardare la scelta del regime fiscale più conveniente, la gestione della contabilità, o il reperimento delle risorse economiche per l’investimento iniziale. Affrontare questi aspetti con consapevolezza, supportati da un consulente esperto, può fare la differenza tra un’attività che decolla e una che fatica a partire.
7. Come posso valutare se la mia idea imprenditoriale è valida?
Per valutare la validità di un’idea imprenditoriale è necessario affrontare un’analisi approfondita sotto diversi punti di vista. Bisogna verificare se esiste una reale domanda per il prodotto o servizio offerto, definire con precisione il target di clientela, studiare la concorrenza e valutare il posizionamento di mercato. È importante anche stimare i costi di avviamento e gestione, e ipotizzare i ricavi potenziali in modo realistico. Strumenti come il business plan, l’analisi SWOT e la definizione del valore aggiunto dell’offerta sono fondamentali per ottenere una visione d’insieme e prendere decisioni consapevoli. Avere un’idea è il punto di partenza, ma verificarne la sostenibilità economica e la coerenza con il contesto di mercato è ciò che fa la differenza tra una buona intuizione e una vera opportunità imprenditoriale.
8. Serve per forza una figura esperta per gestire la burocrazia quando si apre un’attività?
Pur non essendo sempre obbligatorio, affidarsi a un esperto per gestire la burocrazia all’avvio di un’attività è fortemente consigliato. Gli adempimenti iniziali — come l’apertura della partita IVA, l’iscrizione al Registro delle Imprese, la comunicazione al Comune (SCIA), l’iscrizione all’INPS e, se previsto, all’INAIL — richiedono precisione, tempi stretti e conoscenze tecniche. Un errore o un ritardo può comportare sanzioni o ritardi nell’inizio dell’attività. Un professionista, come un commercialista o un consulente d’impresa, conosce le procedure, i documenti richiesti e le eventuali esenzioni o agevolazioni disponibili, rendendo l’intero processo molto più fluido e sicuro. Inoltre, può suggerire il regime fiscale più adatto e semplificare la vita dell’imprenditore già dal primo giorno.

