Aprire un locale in Svizzera: tutto quello che devi sapere

La Svizzera rappresenta da sempre una delle destinazioni preferite dagli imprenditori e dai tantissimi giovani che cercano fortuna all’estero. Le ragioni sono da ricercare all’interno del sistema sociale ed economico che è considerato assai vantaggioso. Il paese è uno dei più visitati in Europa e le bellezze paesaggistiche rendono ancora più gradevole la permanenza nella confederazione elvetica. Aprire un locale in Svizzera può portare ad ottimi risultati a livello imprenditoriale ma per rendere l’attività vincente bisogna prima conoscere la struttura fiscale e le regolamentazioni interne.

APRIRE UN LOCALE IN SVIZZERA: PERCHÉ FARLO?

Aprire un locale in Svizzera è un sogno che accomuna molti imprenditori. La confederazione elvetica è composta da 26 cantoni e le lingue ufficiali sono ben quattro: tedesco, francese, italiano e romancio. La capitale è Berna che risulta essere il centro politico della nazione, mentre Ginevra e Zurigo sono due piazze finanziarie internazionali, considerate tra le più progredite al mondo in termini di qualità della vita.

La Svizzera è economicamente uno dei paesi più prosperi al mondo con un reddito pro-capite di 80.275 $. Il settore terziario occupa due terzi della forza lavoro, mentre il restante un terzo è attivo nel settore secondario. Il paese è famosissimo per il suo segreto bancario che nel 2018 è stato abolito per i non residenti, mentre per la popolazione elvetica e per i residenti è ancora in vigore.

APRIRE UN LOCALE IN SVIZZERA: QUALI VANTAGGI?

Come già accennato, la Svizzera è uno dei paesi più scelti per quanto riguarda l’avvio o il trasferimento di attività. Il paese offre molti vantaggi agli imprenditori di qualsiasi nazionalità, infatti non è obbligatorio essere svizzeri per godere degli sgravi e delle agevolazioni. Riassumendo, la confederazione elvetica offre:

Una stabilità politica ed economica fondamentale per l’avvio e la gestione di qualsiasi tipo di attività.
Pressione fiscale limitata per quanto riguarda i redditi provenienti dall’impresa.
Iter burocratico snello, veloce e pratico.
Livello di istruzione molto alto tra la popolazione, traducibile in una manodopera specializzata: l’80% dei residenti ha conseguito almeno il diploma delle scuole superiori o di un indirizzo professionale, ed è in grado di parlare le lingue ufficiali del paese.

Tra i vantaggi offerti, si può annoverare anche il diritto alla privacy a livello bancario. Nonostante il paese sia venuto incontro alle richieste di maggiore trasparenza da parte dell’OCSE, la protezione dei dati e dell’identità dei residenti è ancora attuata. Nel 2005 è stata firmato un accordo con l’Italia che prevede l’individuazione di 5 elementi in presenza dei quali può scattare il reato di frode fiscale e quindi l’avviamento dell’iter che prevede lo scambio di informazioni da entrambi i lati.

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APRIRE UN LOCALE IN SVIZZERA: COME FARE?

Ogni individuo, sia svizzero che straniero, può avviare un qualsiasi tipo di attività, entrare a far parte di una società o trasferirla in territorio elvetico. Un Italiano, per esempio, può trasferire liberamente in Svizzera un’attività avviata in Italia. Le uniche limitazione potrebbero essere imposte in caso di apertura di una SA (Società Anonima), in quanto la maggior parte dei soci deve essere in possesso della residenza fiscale in Svizzera, o della Sagl che anche in questo caso obbliga almeno uno degli amministratori ad avere la residenza fiscale nella confederazione.

Per tutti coloro che volessero avviare un’attività in Svizzera, residenti o non, dovranno seguire un iter burocratico preciso:<li>scelta del tipo di attività e la determinazione della forma giuridica;
nomina di almeno un’amministratore svizzero (passaggio obbligatorio per legge);
redazione dello statuto societario
apertura di un conto corrente aziendale in svizzera: l’apertura del conto corrente può avvenire solamente recandosi fisicamente in filiale con la documentazione della società e muniti di documento di riconoscimento;
iscrizione presso la Camera di Commercio Svizzera.

L’apertura di un qualsiasi tipo di società richiede la redazione di un atto formale presso un notaio per identificare in maniera chiara e precisa lo scopo, il tipo di attività svolta, la forma giuridica e il versamento del capitale minimo. In caso di società di capitali verrà definita la suddivisione azionaria.

APRIRE UN LOCALE IN SVIZZERA: QUALE TIPO DI SOCIETÀ AVVIARE?

Il COS (Codice delle Obbligazioni Svizzero) prevede due forme di società:

<li>SOCIETÀ DI PERSONE: sono costituite da soci che rispondo con il proprio capitale in caso di debiti contratti dall’impresa. I tre tipi di società previsti sono: le società in nome collettivo, le società in accomandita e le imprese individuali.</li>

<li>SOCIETÀ DI CAPITALI: sono costituite con i capitali versati dai soci. Il capitale minimo previsto può variare in base al tipo di società scelto ma può variare dai 20.000 fino ai 100.000 franchi svizzeri. La responsabilità dei soci è limitata al capitale versato e non ricade sui propri beni personali. Le società di capitali che è possibile avviare sono: la SA (Società Anonima), la Sagl (Società a garanzia limitata), e la Società in Accomandita per Azioni. </li>

APRIRE UN LOCALE IN SVIZZERA: COSTI E TEMPISTICHE

Solitamente i tempi previsti per l’apertura di una società in Svizzera sono brevi e non prevedono particolari forme burocratiche che rallentano l’iter di apertura. Indipendentemente dal tipo di società scelta, i giorni utili per l’apertura sono 7. In caso di urgenza possono addirittura scendere a 5, mentre se è prevista la stipula di un atto presso il notaio il lasso temporale si dilata leggermente (3 settimane di attesa).

Per quanto concerne i costi di apertura, varieranno in base alla forma giuridica scelta: per le ditte individuali e le società di persone fisiche si può arrivare ad un massimo di 8.00 franchi svizzeri (circa 6.500 euro), mentre per la costituzione di società di capitali la cifra si attesta sui 12.000/15.000 franchi svizzeri (10.000/12.000 euro).

 

FAQ: le risposte alle tue domande

1. Quali sono i primi passi per avviare un'attività in Italia?

Per avviare un’attività in Italia è necessario seguire un percorso preciso che parte dalla definizione dell’idea imprenditoriale fino alla gestione degli adempimenti burocratici. È fondamentale valutare attentamente il proprio progetto d’impresa, analizzare il mercato e redigere un business plan che tenga conto di investimenti, costi, ricavi attesi e obiettivi. Dopo questa fase iniziale, si passa alla scelta della forma giuridica più idonea (come ditta individuale, SRL o SRLS) e all’apertura della partita IVA. Vanno poi completate l’iscrizione al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio, la comunicazione di inizio attività (SCIA) al Comune e la registrazione presso INPS e, se necessario, INAIL. Farsi affiancare da un professionista esperto può rendere il processo più semplice, rapido e conforme alle normative vigenti.

2. Quali sono le forme giuridiche più comuni per una nuova impresa e come scegliere quella giusta?

Le forme giuridiche disponibili per chi vuole avviare una nuova attività in Italia sono molteplici, ma le più comuni sono la ditta individuale, la società a responsabilità limitata (SRL) e la società a responsabilità limitata semplificata (SRLS). La scelta della forma giuridica più adatta dipende da vari fattori, come la quantità di capitale iniziale disponibile, il grado di responsabilità personale che si è disposti ad assumere, le prospettive di crescita dell’attività, le esigenze fiscali e il numero di soci coinvolti. È fondamentale valutare attentamente ogni opzione con il supporto di un commercialista, poiché da questa decisione dipendono gli obblighi contabili, fiscali e giuridici futuri dell’impresa.

3. È possibile avviare un'attività con un budget limitato?

Sì, è assolutamente possibile iniziare un’attività anche con un budget ridotto, purché si scelga un modello di business compatibile con un investimento iniziale contenuto. Alcuni esempi includono le attività online, le professioni freelance o i servizi di consulenza, dove spesso non è necessario disporre di un ufficio fisico o di costose attrezzature. Inoltre, esistono diversi strumenti a supporto degli aspiranti imprenditori, come agevolazioni fiscali, bandi pubblici e contributi a fondo perduto, rivolti in particolare a giovani, donne e start-up innovative. Valutare attentamente i costi fissi e variabili, e pianificare le spese in modo oculato, è essenziale per costruire un’attività sostenibile anche in presenza di risorse economiche iniziali limitate.

4. Come posso trovare un’idea imprenditoriale adatta alle mie competenze e al mercato?

Trovare un’idea imprenditoriale valida non significa solo cercare qualcosa di innovativo, ma soprattutto qualcosa che rispecchi le proprie capacità, passioni ed esperienze pregresse. È utile partire da un’autoanalisi: quali problemi ti piacerebbe risolvere? In quali ambiti ti senti competente? A partire da queste domande si può costruire un’idea che sia non solo originale, ma anche fattibile e coerente con il proprio profilo personale e professionale. Contestualmente, è essenziale osservare il mercato: capire quali bisogni non sono ancora stati soddisfatti, quali servizi mancano in una certa area geografica, o quali tendenze stanno emergendo a livello nazionale e globale. L’incontro tra attitudine personale e domanda di mercato è la base più solida per sviluppare un progetto imprenditoriale duraturo.

5. Quali sono i vantaggi di affidarsi a un commercialista per avviare un'attività?

Affidarsi a un commercialista esperto fin dall’inizio del percorso imprenditoriale rappresenta una scelta strategica per evitare errori e ottimizzare ogni fase dell’avvio dell’attività. Il commercialista può guidare l’imprenditore nella scelta della forma giuridica più adatta, fornendo una valutazione personalizzata sulla base di esigenze fiscali, patrimoniali e operative. Inoltre, è in grado di occuparsi di tutte le pratiche burocratiche necessarie, come apertura della partita IVA, iscrizioni agli enti previdenziali e comunicazioni agli enti pubblici. Ma non solo: grazie alla sua esperienza, il commercialista può consigliare le migliori opportunità fiscali disponibili e offrire assistenza nella gestione ordinaria e straordinaria dell’impresa, contribuendo a costruire una base solida e conforme alla normativa per lo sviluppo dell’attività.

6. Quali sono le difficoltà più comuni che si incontrano nell’avviare un’attività?

Avviare un’attività comporta inevitabilmente una serie di difficoltà, soprattutto per chi si affaccia per la prima volta al mondo imprenditoriale. Tra gli ostacoli più comuni vi sono la burocrazia complessa, che può risultare difficile da gestire senza il supporto di un professionista, e la mancanza di esperienza gestionale, che può portare a sottovalutare costi o tempistiche. Anche la scarsa conoscenza del mercato di riferimento o l’assenza di una pianificazione finanziaria solida sono criticità frequenti che rischiano di compromettere la sostenibilità del progetto. Altre difficoltà possono riguardare la scelta del regime fiscale più conveniente, la gestione della contabilità, o il reperimento delle risorse economiche per l’investimento iniziale. Affrontare questi aspetti con consapevolezza, supportati da un consulente esperto, può fare la differenza tra un’attività che decolla e una che fatica a partire.

7. Come posso valutare se la mia idea imprenditoriale è valida?

Per valutare la validità di un’idea imprenditoriale è necessario affrontare un’analisi approfondita sotto diversi punti di vista. Bisogna verificare se esiste una reale domanda per il prodotto o servizio offerto, definire con precisione il target di clientela, studiare la concorrenza e valutare il posizionamento di mercato. È importante anche stimare i costi di avviamento e gestione, e ipotizzare i ricavi potenziali in modo realistico. Strumenti come il business plan, l’analisi SWOT e la definizione del valore aggiunto dell’offerta sono fondamentali per ottenere una visione d’insieme e prendere decisioni consapevoli. Avere un’idea è il punto di partenza, ma verificarne la sostenibilità economica e la coerenza con il contesto di mercato è ciò che fa la differenza tra una buona intuizione e una vera opportunità imprenditoriale.

8. Serve per forza una figura esperta per gestire la burocrazia quando si apre un’attività?

Pur non essendo sempre obbligatorio, affidarsi a un esperto per gestire la burocrazia all’avvio di un’attività è fortemente consigliato. Gli adempimenti iniziali — come l’apertura della partita IVA, l’iscrizione al Registro delle Imprese, la comunicazione al Comune (SCIA), l’iscrizione all’INPS e, se previsto, all’INAIL — richiedono precisione, tempi stretti e conoscenze tecniche. Un errore o un ritardo può comportare sanzioni o ritardi nell’inizio dell’attività. Un professionista, come un commercialista o un consulente d’impresa, conosce le procedure, i documenti richiesti e le eventuali esenzioni o agevolazioni disponibili, rendendo l’intero processo molto più fluido e sicuro. Inoltre, può suggerire il regime fiscale più adatto e semplificare la vita dell’imprenditore già dal primo giorno.