Tasse Trading 2024: cosa bisogna sapere?

Tasse Trading 2024

Tasse Trading 2024: come devono essere tassati i profitti derivanti dall’attività di trading? Quali sono le differenze tra regime dichiarativo e regime amministrato?

Le piattaforme online utilizzate per effettuare investimenti di natura finanziaria, anche dette Broker, hanno riscosso nel tempo sempre maggior successo. Nel tempo sono aumentati gli investitori italiani che, attraverso il loro utilizzo, hanno deciso di investire i propri risparmi con l’obbiettivo di generare ricchezza.
In ambito fiscale, sia la Consob sia l’Agenzia delle Entrate con Risoluzione n. 71/E/2016, sono intervenute per regolamentare la condotta che i contribuenti interessati alle attività di Trading online.
Ma, nello specifico, quali sono le Tasse da pagare in caso di attività di Trading nel 2024? Come indicare in dichiarazione dei redditi i guadagni derivanti dai propri investimenti?

In questo articolo vedremo:

  • In quali casi dichiarare un conto Trading
  • La differenza tra Regime dichiarativo e Regime amministrato
  • Come calcolare le Tasse sul Trading per l’anno 2024
  • Come e quando versare le imposte

 

Quando dichiarare un conto trading?

Per comprendere al meglio come funzionano le Tasse sul Trading per il 2024, è bene sapere che un contribuente italiano per i propri investimenti può utilizzare sia piattaforme aventi sede legale in Italia sia nei Paesi esteri.

Ebbene, ci sono differenze in termini dichiarativi e di imposta?

Un contribuente, avendo residenza fiscale in Italia, resta sempre e comunque obbligato ad adempiere tutti gli obblighi inerenti sia il pagamento delle imposte che la compilazione del modello dei redditi, nel rispetto del cd. “Regime dichiarativo”.

Nello specifico, le Tasse da pagare in Italia in caso di detenzione di un conto di Trading estero anche nel 2024 (ossia, con intermediario finanziario non residente sul territorio nazionale), si dividono in due tipologie:

  • IVAFE, o Imposta patrimoniale sulle attività finanziarie estere, seguente alla compilazione del quadro RW finalizzato al Monitoraggio fiscale;
  • Imposta sostitutiva del 26% su plusvalenze, capital gain e altri proventi, con necessaria compilazione del quadro RT del Modello dei redditi PF.

Attenzione! L’eventuale realizzo di minusvalenze non esclude l’obbligo dichiarativo. In tal caso, infatti, il quadro RT conterrà la minusvalenza realizzata con la possibilità di recuperarla in compensazione di eventuali plusvalenze maturate nel medesimo anno e nei quattro periodi d’imposta successivi.

 

Regime dichiarativo e regime amministrato

Importanti differenze in termini di obblighi dichiarativi e impositivi sussistono con riguardo all’utilizzo di broker italiani o esteri, rispettivamente operanti in regime amministrato e in regime dichiarativo.

Nello specifico:

  • nel Regime Amministrato è il Broker che si occupa di calcolare, al posto del contribuente, le imposte da versare, agendo come sostituto d’imposta;
  • nel Regime Dichiarativo, invece, è il titolare del conto a dover effettuare i calcoli e versare autonomamente le imposte in sede di dichiarazione dei redditi.

Dunque, considerando il fatto che la maggior parte degli investitori italiani utilizza piattaforme estere (e che il regime amministrato è sicuramente più comodo di quello dichiarativo), viene da porsi una domanda:

è possibile operare con intermediari finanziari esteri optando,

comunque, per il regime amministrato?

Rispondere affermativamente a tale domanda significherebbe portare il Broker estero a dover conoscere le Tasse da pagare sui redditi derivanti dal Trading per l’anno 2024 in Italia e, in ogni caso, operare nel rispetto delle condizioni più volte ribadite dall’Agenzia delle Entrate:

  1. l’esistenza di uno stabile rapporto di mandato, deposito, custodia o amministrazione presso banche, società di intermediazione mobiliare, società fiduciarie o società di gestione del risparmio, residenti in Italia

oppure

  1. la presenza in Italia di stabili organizzazioni collegate con i soggetti giuridici aventi sede legale estera.

La mancanza di una delle due suddette condizioni obbliga all’osservanza del Regime Dichiarativo nel rispetto de quale sarà il contribuente a dover dichiarare i redditi derivanti dagli investimenti effettuati in attività di Trading, con relativo calcolo e versamento delle Tasse nel rispetto della disciplina vigente in Italia anche nel 2024.

Come anticipato, eventuali minusvalenze possono essere compensate con plusvalenze realizzate nel medesimo anno e/o nei 4 periodi di imposta successivi.

 

Il calcolo del reddito da tassare

Appurato che il regime dichiarativo richiede che sia il contribuente a dover dichiarare e tassare i propri investimenti attraverso l’utilizzo del Modello dei redditi PF, cerchiamo ora di capire come determinare la base imponibile per poi applicare le corrispondenti Tasse sui redditi da Trading anche per il 2024.

Il calcolo dell’imponibile, così come previsto dall’art. 68, comma 8 del TUIR, avviene mediante la somma algebrica dei proventi e degli oneri, percepiti e sostenuti.

Dunque, nella Sezione II del quadro RT del Modello dei Redditi (da RT 21 a RT 30) andranno inserirti i differenziali positivi e negativi generati dai propri investimenti, con indicazione del corrispettivo percepito ed il costo sostenuto.

In questo modo potrà determinarsi l’eventuale minusvalenza o plusvalenza da assoggettare ad imposta sostituiva del 26%.

Di conseguenza, la Sezione II del quadro RT andrà compilata nel modo seguente:

  • RT 21: totale dei corrispettivi positivi derivanti dalle vendite effettuate
  • RT 22: totale dei costi ovvero dei valori d’acquisto
  • RT 23: somma algebrica dei differenziali positivi e negativi generanti – in caso di plusvalenza, la stessa andrà riportata al rigo RT 26; in caso di minusvalenze, rigo RT 24 e rigo RT 25
  • RT 27: calcolo dell’imposta sostitutiva – se non vi sono eccedenze di imposte precedenti, il medesimo valore andrà riportato anche nel rigo RT 29.

Come versare le imposte?

In caso di adozione del regime dichiarativo, sia l’IVAFE che l’eventuale imposta sostitutiva devono essere calcolate in fase di Dichiarazione dei Redditi e versate tramite Modello F24.

 

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