Tasse Guadagni Criptovalute: scopriamole!

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Tasse sui Guadagni Criptovalute: Cosa cambia nel 2023? Ci sono delle sanzioni previste in caso di omessa dichiarazione delle criptovalute?

Tasse sui Guadagni Criptovalute: All’interno di alcuni commi della Legge di Bilancio per l’anno 2023, ci sono delle importanti nozioni da considerare attentamente per l’ambito Criptovalute.

L’esplosione delle Criptovalute e del Bitcoin è stata dirompente nel sistema economico mondiale, e anche in Italia c’è stata la necessità di trovare e formalizzare una normativa che riuscisse a rispondere ai maggiori dubbi avuti nel corso degli anni precedenti.

Avendo avuto effettivamente nella Legge di Bilancio 2023 le risposte che cercavamo, analizziamo le maggiori novità portate dalla normativa.

In questo articolo scopriremo:

  • La normativa al 31 Dicembre 2022
  • I cambiamenti della Legge di Bilancio 2023
  • Cosa si rischia in caso di mancata dichiarazione delle Criptovalute?

 

Tasse sui Guadagni Criptovalute: La normativa al 31 Dicembre 2022

Fino alla fine dell’anno appena passato, non avendo ancora una legge che determinasse le condizioni per la vendita delle Criptovalute, l’Agenzia delle Entrate ha sempre equiparato le Criptovalute alle valute estere, creando moltissime discordie e pareri differenti, nonchè critiche.

L’Agenzia tassava attraverso un’imposta del 26% tutte le plusvalenze derivanti sia dagli scambi crypto-fiat che dagli scambi crypto-cypto, ma nel periodo d’imposta da dichiarare la giacenza dei depositi complessivamente intrattenuti dal contribuente, per almeno 7 giorni consecutivi, doveva risultare superiore a 51.645 € circa. Una cifra al di sopra della quale ogni plusvalenza sarebbe stata tassata.

Un’altra dottrina, formatasi successivamente, andava parzialmente contro alla predisposizione formata dall’Agenzia delle Entrate, sostenendo che l’unica fonte di scambi su cui era corretto tassare al 26% erano i crypto-fiat.

Grazie alla Legge di Bilancio 2023, possiamo ora consultare un punto di riferimento sull’argomento Criptovalute, e possiamo anche dire che risulta molto diverso rispetto a quello cui abbiamo tenuto come fonte, sebbene non così certa, fino al 2022.

 

Tasse sui Guadagni Criptovalute: I cambiamenti della Legge di Bilancio 2023

A partire dall’anno d’imposta 2023, è stata inserita una nuova lettera c-sexies all’art. 67 TUIR, relativa alla Tassazione delle plusvalenze e degli altri proventi derivanti dalle Criptovalute (o criptoattività), con il seguente testo:

c-sexies) le plusvalenze e gli altri proventi realizzati mediante rimborso o cessione a titolo oneroso, permuta o detenzione di cripto-attività, comunque denominate, non inferiori complessivamente a 2.000 euro nel periodo d’imposta. Ai fini della presente lettera, per “cripto-attività” si intende una rappresentazione digitale di valore o di diritti che possono essere trasferiti e memorizzati elettronicamente, utilizzando la tecnologia di registro distribuito o una tecnologia analoga. Non costituisce una fattispecie fiscalmente rilevante la permuta tra cripto-attività aventi eguali caratteristiche e funzioni.

Dal dictum normativo si evince che il per criptoattività  si intendano sia le valute virtuali, quali Bitcoin, Ethereum, Stablecoin e così via, sia tutte le altri rappresentazioni digitali blockchain.

La cosa più importante che ci dobbiamo chiedere una volta letto questo estratto della normativa è: una volta che si superano i 2.000€, quali sono le fattispecie imponibili?

La risposta a questo quesito è la seguente: sono soggette ad imposta le plusvalenze o i proventi derivanti dalla cessione a titolo oneroso, considerati come conversione della criptoattività in valuta avente corso legale.

Le plusvalenze

Le plusvalenze, per poter essere tassate secondo la Legge di Bilancio 2023, devono prima essere determinate come:

  • il corrispettivo percepito o il valore normale delle cripto-attività permutate
  • il costo o il valore di acquisto, con la precisazione che:
    • in caso di successione conta il valore definito o dichiarato in dichiarazione di successione,
    • in caso di donazione conta il costo sostenuto dal donante.

L’imposta che tali plusvalenze sconteranno sarà pari al 26%, ed è possibile accedere all’opzione di cui all’articolo 6 (regime del risparmio amministrato) e dell’articolo 7 (regime del risparmio gestito) presso gli intermediari bancari e finanziari abilitati.

Il monitoraggio fiscale

A partire dal 2023 entra in vigore l’obbligo di versamento dell’imposta di bollo, pari al 2 per 1000 elaborata sul valore totale delle criptoattività. Una novità molto importante nell’ambito dell’obbligo del monitoraggio fiscale, considerando che precedentemente non era nemmeno prevista una tassazione sul valore complessivo indicato nel quadro RW.

È fondamentale evidenziare che il monitoraggio fiscale è un’attività da elaborare indipendentemente da come vengono conservate le cripto e da dove sono detenute, se all’estero oppure in Italia.

La rideterminazione del valore

La legge 197/2022, al comma 133 prevede dal 2023 una Tassazione sulle Criptovalute che può anche ridursi rispetto all’imposta sostitutiva del 26%, nel caso di un susseguirsi di condizioni che la permettano.

Più specificatamente, la nuova disciplina legislativa norma la cd. rideterminazione del valore delle criptoattività, significa che si può rivalutare il valore di acquisto al 1° gennaio 2023 di un importo pari al valore che la cripto aveva nel corso di quella specifica data, versando un‘imposta sostitutiva del 14% per ciascuna criptoattività detenuta.

L’imposta deve essere assolta entro il 30 giugno 2023, in un’unica soluzione o in 3 rate, e l’importo rideterminato non è valido ai fini della quantificazione di eventuali minusvalenze.

Da sottolineare è il fatto che la rideterminazione del valore non è obbligatoria, e prevede i seguenti limiti:

  • è possibile effettuare solamente una rivalutazione totale, o completa delle criptoattività detenute all’1/1/2023, non una rivalutazione parziale.
  • non è possibile utilizzare un valore differente dal valore normale all’1/1/2023.

 

Tasse sui Guadagni Criptovalute: Cosa si rischia in caso di mancata dichiarazione delle criptovalute?

Nel caso in cui i contribuenti non hanno dichiarato la propria appartenenza di criptovalute in sede di dichiarazione dei redditi, secondo la nuova legge di bilancio 2023, possono rimediare secondo questo principio:

  • trattandosi del solo monitoraggio fiscale, potranno sanare l’inadempimento di ogni anno versando lo 0,5% del valore delle attività non dichiarate a titolo di sanzione;
  • trattandosi di redditi fiscalmente rilevanti, alla sanzione dello 0,5% si aggiunge quella del 3,5% del valore delle attività detenute al termine di ciascun anno o al momento del realizzo.

 

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Commenti

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  1. Ma quindi si sa cosa dobbiamo pagare per il 2022? Plusvalenze solo cripto>fiat o anche cripto>cripto???

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