Tasse Forex 2024: quali sono le novità più importanti?

TASSE FOREX 2024

Tasse Forex 2024: come tassare i profitti e come compilare il quadro RT del modello dei redditi PF?

Uno dei metodi di guadagno che ha visto una crescente diffusione negli ultimi anni è senza dubbio la speculazione legata allo scambio di valute estere. Questo è noto come “Mercato del Forex” o “Forex Trading“. Attraverso il Forex Trading, gli investitori possono effettuare operazioni di acquisto e vendita simultanea di valute, ottenendo profitti dalle fluttuazioni del tasso di cambio tra le valute coinvolte.
Ma quale approccio adottare dal punto di vista fiscale? Quali sono le Tasse sui guadagni Forex per il 2024?

In questo articolo scopriremo:

  • L’inquadramento delle rendite derivanti dal Forex da parte dell’AdE
  • Le Tasse da pagare nel Forex 2024
  • Come versare l’imposta sostitutiva del 26%
  • La differenza tra regime amministrato e regime dichiarativo
  • Come compilare il quadro RT del modello redditi PF

 

Cosa prevede la normativa italiana?

Per comprendere il funzionamento delle Tasse relative al Forex 2024 in Italia, in prima battuta appare fondamentale richiamare la disciplina prevista dal Testo Unico delle Imposte sul Reddito (TUIR) che identifica i guadagni derivanti dal Forex Trading come redditi diversi, poiché non rientranti nelle macro aree dei redditi da lavoro autonomo, redditi da lavoro dipendente, redditi d’impresa o redditi di capitale.

Al TUIR si affiancano due importanti pronunce dell’Agenzia delle Entrate, ovvero la Risoluzione del 2010, la n. 67/E del 6 luglio, alla quale è seguita la risoluzione n. 102/E/2011 del 25 ottobre, attraverso le quali l’ente ha chiarito che

tutte le rendite generate dalle operazioni di compravendita di valute sul mercato Forex sono plusvalenze di natura finanziaria, da riportare in dichiarazione dei redditi nel quadro RT –  sezione II.

Ma quante tasse si pagano sui profitti derivanti dal forex?

Compreso quanto previsto dalla disciplina italiana, bisogna ben conoscere le Tasse da pagare sui guadagni derivanti dal Forex per l’anno 2024, nonché i comportamenti da adottare in sede di dichiarazione dei redditi.

Dunque, sono due gli adempimenti dichiarativi ed impositivi da tenere bene a mente:

  • compilazione del quadro RW del Modello dei redditi PF, utile a segnalare al fisco il possesso di attività ed investimenti detenuti all’estero, con conseguente calcolo dell’IVAFE (Imposta sul Valore delle Attività Finanziarie detenute all’estero)
  • compilazione del quadro RT del Modello PF finalizzata a dichiarare i redditi percepiti e le plusvalenze generate durante l’anno, con conseguente calcolo dell’imposta sostitutiva del 26%

Ai fini della tassazione, la base imponibile (ovvero l’importo sul quale applicare il 26% d’imposta) va determinata così come previsto dall’art. 68, comma 8, del TUIR, secondo il quale

i redditi di cui alla lettera c-quater) del comma 1 dell’articolo 67, sono costituiti dalla somma algebrica dei differenziali positivi o negativi, nonché degli altri proventi od oneri, percepiti o sostenuti, in relazione a ciascuno dei rapporti ivi indicati

In termini pratici, per conoscere l’importo su cui applicare l’imposta, a chiusura dell’anno fiscale il trader dovrà sommare algebricamente tutte le vendite e tutti gli acquisti effettuati in valuta estera, rispettando il cambio di ogni valuta nel giorno di effettuazione di ogni singola operazione.

 

Versamento dell’imposta sostitutiva

Compresa la modalità di calcolo e definite le Tasse da pagare sulle plusvalenze generate dal Forex per il 2024, vediamo ora come pagare le imposte.

Il trader è chiamato a compilare il Modello F24, inserendo i propri dati personali e indicando il codice tributo relativo al trading on-line, nonché il periodo d’imposta di competenza.

Infine, nella sezione “importi a debito” dovrà indicare la somma da versare all’erario.

Attenzione! Qualora nel corso dell’anno siano state realizzate solo minusvalenze, gli obblighi dichiarativi rimangono. In tal caso, il quadro RT conterrà le minusvalenze realizzate con la possibilità di poterle recuperare in compensazione di eventuali plusvalenze maturate nei quattro anni d’imposta successivi.

 

Regime amministrato e regime dichiarativo

Per pagare le Tasse sul Forex (anche) per il 2024, bisogna sempre passare per la compilazione del Modello redditi PF?

Gli obblighi dichiarativi ed impositivi fino ad ora menzionati trovano applicazione nel caso in cui il trader si avvalga di piattaforme aventi sede legale in Paesi eteri, dovendo, perciò agire secondo il cd. “Regime Dichiarativo”.

Diversamente, qualora il contribuente decida di operare con intermediari finanziari italiani, l’imposta sostitutiva sarà direttamente applicata da questi.

In altri termini, sarà l’intermediario, quale sostituito d’imposta, a tassare le plusvalenze generate dal Forex trattenendo alla fonte il 26%.

Questo determinerà l’esonero dall’obbligo di presentazione sia del quadro RW che del quadro RT, nel rispetto del cd. “Regime Amministrato”.

 

La compilazione del quadro RT

Appurato che il regime dichiarativo richiede che sia il contribuente a dover dichiarare e tassare i propri investimenti attraverso l’utilizzo del Modello dei redditi PF, e anticipato che per determinare la base imponibile, utile ad individuare il reddito sul quale applicare le Tasse sul Forex 2024, cerchiamo di capire in che modo compilare il quadro RT in sede di dichiarazione dei redditi.

Nella Sezione II del quadro RT del Modello dei Redditi (da RT 21 a RT 30) devono essere inserirti i differenziali positivi e negativi generati dai propri investimenti, con indicazione del corrispettivo percepito ed il costo sostenuto.

In questo modo potrà determinarsi l’eventuale minusvalenza o plusvalenza da assoggettare ad imposta sostituiva del 26%.

Di conseguenza, la Sezione II del quadro RT andrà compilata nel modo seguente:

  • RT 21: totale dei corrispettivi positivi derivanti dalle vendite effettuate
  • RT 22: totale dei costi ovvero dei valori d’acquisto
  • RT 23: somma algebrica dei differenziali positivi e negativi generanti – in caso di plusvalenza, la stessa andrà riportata al rigo RT 26; in caso di minusvalenze, rigo RT 24 e rigo RT 25
  • RT 27: calcolo dell’imposta sostitutiva – se non vi sono eccedenze di imposte precedenti, il medesimo valore andrà riportato anche nel rigo RT 29.

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