Rientro dei Cervelli Sgravi Fiscali: ecco!

Rientro dei Cervelli Sgravi Fiscali

Rientro dei Cervelli Sgravi Fiscali: come funziona? Quali sono i benefici?

Il regime fiscale cd. Rientro dei Cervelli è tra quelli ad oggi maggiormente conosciuti in Italia perché volti ad incentivare l’ingresso dei nuovi lavorati sul nostro territorio nazionale.
Il vantaggio che tale regime riconosce ai suoi beneficiari riguarda la possibilità di tassare solo una parte del reddito complessivamente prodotto in Italia, ossia il 50% o il 40% nei casi in cui il lavoratore si trasferisce in Italia con un figlio minore o vi è la nascita/adozione di un minore durante il periodo di fruizione del regime.
Il Rientro dei Cervelli sembra, dunque, un regime molto favorevole per i suoi beneficiari, ma è bene conoscere i requisiti da possedere per accedervi.

Dunque, in questo articolo, dal tema “Rientro dei Cervelli Sgravi Fiscali” ci focalizzeremo su:

  • In cosa consiste e quali sono i requisiti da rispettare? 
  • La durata del beneficio e possibilità di estensione
  • Regime forfettario

In cosa consiste e quali sono i requisiti necessari

Il Decreto internazionalizzazione del 2015 e il Decreto Crescita del 2019 sono le due prime fonti normative che regolano il Regime degli Impatriati.

Questa manovra offre diverse agevolazioni ai lavoratori che decidono di rientrare in Italia. Ma in cosa consistono queste agevolazioni? Coloro che decidono di fare ritorno in Italia avranno la possibilità di tassare il 50% o il 40% dell’intero reddito prodotto in Italia.

L’art.5 del D.lgs. 209/2023 specifica i requisiti necessari per accedervi:

  • Il lavoratore non deve essere stato residente fiscalmente in Italia nei tre periodi d’imposta precedenti il rimpatrio
  • Il lavoratore si impegna a risiedere fiscalmente in Italia per almeno i quattro anni successivi al rimpatrio stesso
  • L’attività lavorativa deve essere prestata prevalentemente nel territorio italiano.

Nel rispetto di tutti e tre questi requisiti, restano agevolabili:

  • I redditi da lavoro dipendente e assimilato,
  • I redditi da lavoro autonomo, derivanti dall’esercizio di arti e professioni.

La percentuale del 50% è ridotta al 40% nei seguenti casi:

  • il lavoratore si trasferisce in Italia con un figlio minore;
  • in caso di nascita di un figlio ovvero di adozione di un minore di età durante il periodo di fruizione del regime. In tale caso il beneficio è fruito a partire dal periodo d’imposta in corso al momento della nascita o dell’adozione e per il tempo residuo di fruibilità dell’agevolazione.

Durata e possibilità di estensione

Il riconoscimento del regime del Rientro dei Cervelli è previsto per i primi 5 periodi d’imposta nelle percentuali del 50% o del 40% nei casi in cui il lavoratore si trasferisce in Italia con un figlio minore o vi è la nascita/adozione di un minore durante il periodo di fruizione del regime.

Ai sensi del comma 10 dell’art. 5 D.lgs. 209/2023, l’agevolazione fiscale può essere ampliata ed estesa per ulteriori 3 periodi d’imposta, ed il reddito soggetto a tassazione sarà pari al 50% del suo intero ammontare.

Riportando il dictum della norma:

 “Limitatamente ai soggetti che trasferiscono la propria residenza anagrafica nell’anno 2024 le disposizioni del presente articolo si applicano per ulteriori tre periodi di imposta nel caso in cui il contribuente è divenuto proprietario, entro la data del 31 dicembre 2023 e, comunque, nei dodici mesi precedenti al trasferimento, di un’unità immobiliare di tipo residenziale adibita ad abitazione principale in Italia”.

Rientro dei Cervelli e Regime forfettario

A seguito dell’emanazione della nuova legge di bilancio 2023, si è alzato il limite di ricavi e compensi a 85.000€ per il Regime Forfettario.

Detto ciò, le agevolazioni previste per il regime degli impatriati, sono applicabili anche a chi fa parte del regime forfetario?

Questa domanda è stata affrontata dall’Agenzia delle Entrate nell’interpello n. 460/E/2022.:

La scelta del regime forfettario, nel primo anno di trasferimento in Italia, in costanza dei requisiti richiesti per accedere al Regime degli Impartiti, comporta l’impossibilità di scegliere successivamente quest’ultimo regime.

Il regime speciale del Rientro dei Cervelli si applica ai soli redditi da lavoro dipendente e da lavoro autonomo che, prodotti nel territorio dello Stato, concorrono alla formazione del reddito complessivo del contribuente secondo le ordinarie disposizioni del TUIR.

L’adesione al regime forfettario (se desideri, puoi approfondire l’argomento leggendo il contenuto “Regime Forfettario 2023: tutte le novità”) comporta, invece, la determinazione del reddito imponibile secondo criteri forfettari, applicando all’ammontare dei compensi percepiti, a seconda del codice ateco associato alla partita iva, un coefficiente di redditività differente, sul quale viene calcolata un’imposta sostitutiva pari al 5% o al 15%.

Di conseguenza, così come chiarito dall’Agenzia anche con la Circolare 33/E/2020,

Il contribuente che rientra in Italia per svolgere un’attività di lavoro autonomo beneficiando del Regime Forfettario non potrà avvalersi del Regime previsto per i lavoratori Impatriati in quanto i redditi prodotti in Forfettario non partecipano alla formazione del reddito complessivo”.

In altri termini, chi decide di beneficiare del Rientro dei Cervelli, non può avvalersi anche del regime forfetario.

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Se vuoi approfondire il tema del “Rientro dei Cervelli Sgravi Fiscali” guarda questo video.

 

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