Rientro Dei Cervelli Normativa: vediamola

Rientro dei Cervelli Normativa

Rientro dei Cervelli Normativa: Quali sono i requisiti fondamentali? Qual è invece la durata? Come si può accedere all’agevolazione?

Rientro dei cervelli e normativa: il Regime impatriati, conosciuto anche come Regime del rientro dei cervelli, trova all’interno di sé il riconoscimento alcuni sgravi fiscali per tutte quelle persone che si ritrovano all’estero dopo essere appunto “fuggiti” dall’Italia.

Precedentemente l’agevolazione fiscale del Rientro dei Cervelli si poteva considerare solo per determinate condizioni o qualifiche dei lavoratori “fuggenti”, mentre ora rientrano  nel caso tutti coloro che sono rientrati in Italia dopo il periodo all’estero, ritrovandosi quindi ad essere un regime considerabile e applicabile nel nuovo anno d’imposta 2024.

In particolare analizzeremo:

  • I requisiti fondamentali.
  • Durata dell’agevolazione e casi di possibile prolungamento.
  • compatibilità col regime forfettario.

I requisiti fondamentali

Le due normative che portano una maggiore informazione e che regolano di fatto il Regime del Rientro dei Cervelli sono il Decreto Internazionalizzazione del 2015 e il Decreto Crescita del 2019.

La ratio dei legislatori è da sempre stata quella di incentivare un rimpatrio dei cervelli in fuga dall’Italia, garantendo loro, nel rispetto di determinate condizioni di seguito esposte, la possibilità di tassare solo una parte dell’intero reddito prodotto in Italia.

Negli anni questo regime speciale ha subito delle  modifiche importanti. L’ultima legislazione ha portato alla abrogazione del primo articolo di legge (art. 16 del D.lgs. 147/2015), definendo nuove condizioni utili, per i lavoratori, ad accedere all’agevolazione fiscale.

Ma cosa prevede la norma pubblicata e resa esecutiva a partire dal 2024?

Requisiti soggettivi e oggettivi

L’art. 5 del D.lgs. 209/2023 definisce i Requisiti soggettivi ed oggettivi necessari per accedere al Regime degli Impatriati.

Dai commi 1 a 10 si specifica che la tassazione ridotta del reddito avviene rispettando le seguenti condizioni:

  • Il lavoratore non deve essere stato residente fiscalmente in Italia nei tre periodi d’imposta precedenti il rimpatrio
  • Il lavoratore si impegna a risiedere fiscalmente in Italia per almeno i quattro anni successivi al rimpatrio stesso
  • L’attività lavorativa deve essere prestata prevalentemente nel territorio italiano.

Nel rispetto di tutti e tre questi requisiti, restano agevolabili:

  • I redditi da lavoro dipendente e assimilato,
  • I redditi da lavoro autonomo, derivanti dall’esercizio di arti e professioni.

La percentuale del 50% è ridotta al 40% nei seguenti casi:

  • il lavoratore si trasferisce in Italia con un figlio minore;
  • in caso di nascita di un figlio ovvero di adozione di un minore di età durante il periodo di fruizione del regime. In tale caso il beneficio è fruito a partire dal periodo d’imposta in corso al momento della nascita o dell’adozione e per il tempo residuo di fruibilità dell’agevolazione.

 

Durata dell’agevolazione e casi di possibile prolungamento 

Nel rispetto dei requisiti di cui all’articolo 5 del D.lgs. 209/2023, trova conferma per l’anno 2024 il riconoscimento del regime del Rientro dei Cervelli cosi come stabilito dalla Normativa, per i primi 5 periodi d’imposta e nelle percentuali del 50 o del 40% nei casi in cui il lavoratore si trasferisce in Italia con un figlio minore o vi è la nascita/adozione di un minore durante il periodo di fruizione del regime.

Ai sensi del comma 10 dell’art. 5 D.lgs. 209/2023, l’agevolazione fiscale può essere ampliata ed estesa per ulteriori 3 periodi d’imposta, ed il reddito soggetto a tassazione sarà pari al 50% del suo intero ammontare.

Riportando il dictum della norma:

 “Limitatamente ai soggetti che trasferiscono la propria residenza anagrafica nell’anno 2024 le disposizioni del presente articolo si applicano per ulteriori tre periodi di imposta nel caso in cui il contribuente è divenuto proprietario, entro la data del 31 dicembre 2023 e, comunque, nei dodici mesi precedenti al trasferimento, di un’unità immobiliare di tipo residenziale adibita ad abitazione principale in Italia”.

Rientro dei Cervelli e normativa: È compatibile con il regime forfettario?

A seguito dell’emanazione del nuovo Ddl di bilancio 2023, il limite del regime forfettario non è più 65.000€, bensì troviamo due limiti:

  1. 85.000€, e nel momento in cui non si supera il secondo limite, fino alla fine dell’anno in corso si mantengono le agevolazioni del regime forfettario, e da quello successivo si passerà in regime semplificato.
  2. 100.000€, se si supera direttamente nel corso dell’anno questo limite, si passerà direttamente in regime semplificato, senza poter usufruire ulteriormente delle agevolazioni del regime forfettario.

La domanda che ci si pone è la seguente: sono compatibili le agevolazioni del regime forfettario con quelle del regime impatriati?

A questa domanda l’interpello n. 460/E/2022 dell’Agenzia delle Entrate trova al suo interno la risposta:

La scelta del regime forfettario, nel primo anno di trasferimento in Italia, in costanza dei requisiti richiesti per accedere al Regime degli Impartiti, comporta l’impossibilità di scegliere successivamente quest’ultimo regime.

Il regime speciale del Rientro dei Cervelli si applica ai soli redditi da lavoro dipendente e da libero professionista che concorrono alla formazione del reddito complessivo del contribuente secondo le ordinarie disposizioni del TUIR.

L’adesione al regime forfettario (se desideri, puoi approfondire l’argomento leggendo il contenuto “Regime Forfettario 2023: tutte le novità”) comporta, invece, la determinazione del reddito imponibile secondo criteri forfettari, applicando ai redditi conseguiti nel corso dell’anno un coefficiente di redditività differente per lo specifico codice ateco che distingue l’attività svolta, sul quale viene calcolata un’imposta sostitutiva pari al 5% o al 15%.

 

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