Rientro dei Cervelli no AIRE: Scopriamolo!

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Rientro dei Cervelli no AIRE: Nuove Prospettive per i Professionisti in Italia

Rientro dei cervelli no AIRE: Il Rientro dei Cervelli rappresenta una svolta significativa per i professionisti che desiderano tornare in Italia, offrendo loro un regime fiscale vantaggioso senza l’obbligo di iscrizione all’AIRE. Questo articolo intende esplorare in dettaglio le opportunità e le condizioni di questo regime, fornendo una guida completa per chi considera l’Italia come prossima destinazione professionale.

In questo articolo andremo a scoprire alcune sfaccettature fondamentali per comprendere meglio l’argomento del Rientro dei cervelli, in particolare:

  • i requisiti per l’accesso al regime
  • i benefici fiscali e contributi INPS
  • impatto sul mercato del lavoro e l’economia
  • conclusioni finali

I requisiti per l’accesso al Regime

Il Rientro dei Cervelli è una misura che ha suscitato grande interesse tra i professionisti italiani all’estero. Questo regime fiscale, introdotto per incentivare il rientro dei talenti in patria, ha subito modifiche significative negli ultimi anni, con particolare riferimento all’obbligatorietà dell’iscrizione all’AIRE. Fino al 2019, l’iscrizione all’AIRE (Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero) era un requisito indispensabile per accedere ai benefici fiscali del regime. Tuttavia, con l’introduzione del Decreto Crescita 34/2019, questa condizione non è più richiesta, semplificando il processo per i rimpatriati.

Decreto internazionalizzazione del 2015 (D.Lgs. 147/2015)

Il Decreto internazionalizzazione del 2015 ha posto le basi per il regime fiscale agevolato, delineando i requisiti necessari per i lavoratori che desiderano beneficiare delle agevolazioni fiscali. Questo decreto ha introdotto una significativa riduzione dell’imponibile IRPEF per i lavoratori rientrati, permettendo loro di tassare solo una percentuale del loro reddito da lavoro prodotto in Italia. Inizialmente, la detassazione riconosciuta sull’intero reddito prodotto in Italia variava dal 70% al 90%, a seconda di specifiche condizioni legate al trasferimento e alla natura del lavoro svolto in Italia.

Decreto Crescita del 2019 (D.L. 34/2019)

Il Decreto Crescita del 2019 ha apportato modifiche significative al regime, eliminando l’obbligatorietà dell’iscrizione all’AIRE per poter accedere ai benefici fiscali. Questo cambiamento ha reso il regime più accessibile e meno burocratico per i lavoratori che rientrano in Italia. Il decreto ha inoltre esteso la durata dell’agevolazione fiscale, che originariamente era prevista per un quinquennio, con la possibilità di estensione per ulteriori cinque anni a determinate condizioni.

Decreto Legislativo 209/2023

E’ ben chiaro quanto il quadro normativo sia cambiato nel tempo. Dal Decreto internazionalizzazione al Decreto Crescita, fino ad arrivare alla nostra ultima legislazione che ha portato alla abrogazione del primo articolo di legge (art. 16 del D.lgs. 147/2015), definendo nuove condizioni utili, per i lavoratori, ad accedere all’agevolazione fiscale.

Ma cosa prevede la norma pubblicata e resa esecutiva a partire dal 2024?

Requisiti Oggettivi e Soggettivi

L’art. 5 del D.lgs. 209/2023 definisce i requisiti soggettivi ed oggettivi necessari per accedere al regime del Rientro dei cervelli.

Dai commi 1 a 10 si specifica che la tassazione ridotta del reddito avviene rispettando le seguenti condizioni:

  • Il lavoratore non deve essere stato residente fiscalmente in Italia nei tre periodi d’imposta precedenti il rimpatrio
  • Il lavoratore si impegna a risiedere fiscalmente in Italia per almeno i quattro anni successivi al rimpatrio stesso
  • L’attività lavorativa deve essere prestata prevalentemente nel territorio italiano.

Nel rispetto di tutti e tre questi requisiti, restano agevolabili:

  • I redditi da lavoro dipendente e assimilato,
  • I redditi da lavoro autonomo, derivanti dall’esercizio di arti e professioni.

La percentuale del 50% è ridotta al 40% nei seguenti casi:

  • il lavoratore si trasferisce in Italia con un figlio minore;
  • in caso di nascita di un figlio ovvero di adozione di un minore di età durante il periodo di fruizione del regime. In tale caso il beneficio è fruito a partire dal periodo d’imposta in corso al momento della nascita o dell’adozione e per il tempo residuo di fruibilità dell’agevolazione.

Durata e Estensione dell’Agevolazione

L’agevolazione fiscale prevista dal Rientro dei Cervelli no AIRE ha durata quinquennale, con possibilità di estensione per ulteriori 3 anni, concorrendo alla formazione del reddito imponibile solo il 50% del suo intero ammontare.

Ai sensi del comma 10 dell’art. 5 D.lgs. 209/2023:

 “Limitatamente ai soggetti che trasferiscono la propria residenza anagrafica nell’anno 2024 le disposizioni del presente articolo si applicano per ulteriori tre periodi di imposta nel caso in cui il contribuente è divenuto proprietario, entro la data del 31 dicembre 2023 e, comunque, nei dodici mesi precedenti al trasferimento, di un’unità immobiliare di tipo residenziale adibita ad abitazione principale in Italia”.

 

Benefici Fiscali e Contributi INPS

Il Rientro dei Cervelli non solo offre vantaggi in termini di tassazione IRPEF, ma pone anche delle questioni relative ai contributi INPS. I lavoratori autonomi e i liberi professionisti, in particolare, devono considerare come il regime influenzi il calcolo dei contributi previdenziali. La normativa prevede che i contributi siano calcolati sull’intero reddito imponibile, ma ciò solleva interrogativi su come questo si applichi ai redditi agevolati.

Processo per i Lavoratori Dipendenti

I lavoratori dipendenti che rientrano in Italia e che desiderano accedere all’agevolazione fiscale devono innanzitutto presentare una richiesta formale al proprio datore di lavoro. Questa richiesta deve essere fatta per iscritto e deve essere accompagnata da un’autocertificazione, come previsto dal DPR 445/2000. L’autocertificazione serve a attestare che il lavoratore soddisfa tutti i requisiti previsti dalla normativa per beneficiare del regime fiscale agevolato.

Una volta che il datore di lavoro riceve la richiesta, può applicare le ritenute fiscali agevolate direttamente sulla busta paga del lavoratore. Questo significa che il lavoratore vedrà immediatamente l’effetto dell’agevolazione fiscale sul proprio reddito netto mensile. Se per qualche motivo il datore di lavoro non applica le ritenute agevolate, il lavoratore può comunque beneficiare dell’agevolazione fiscale al momento della presentazione della dichiarazione dei redditi.

Processo per i Lavoratori Autonomi

Per i lavoratori autonomi, il processo è leggermente diverso. Essi possono applicare direttamente l’agevolazione fiscale al momento della presentazione della dichiarazione dei redditi. Inoltre, possono beneficiare dell’agevolazione anche in sede di applicazione della ritenuta d’acconto operata dal committente.

In questo caso, il lavoratore autonomo deve fornire al committente un’autodichiarazione, sempre ai sensi del DPR 445/2000, che attesti il diritto a beneficiare del regime del Rientro dei Cervelli. Questo permette al committente di applicare la ritenuta d’acconto agevolata sui pagamenti effettuati al lavoratore autonomo.

Detassazione e Contributi INPS

È importante notare che, mentre l’agevolazione fiscale riguarda la tassazione IRPEF, ci sono implicazioni anche per i contributi INPS. I lavoratori devono essere consapevoli di come il regime influenzi il calcolo dei contributi previdenziali. La normativa prevede che, nonostante il reddito imponibile sia ridotto ai fini IRPEF, i contributi INPS dovrebbero essere calcolati sull’intero reddito imponibile.

 

Impatto sul Mercato del Lavoro e l’Economia

Il Rientro dei Cervelli no AIRE ha un impatto significativo sul mercato del lavoro italiano e sull’economia nel suo complesso. Attrarre professionisti qualificati dall’estero può contribuire a colmare il gap di competenze in certi settori e a promuovere l’innovazione e la crescita economica. Inoltre, il regime può avere effetti positivi sulla demografia italiana, incentivando il rientro di giovani professionisti e famiglie.

Opportunità per i Professionisti e le Imprese

Le opportunità che il Rientro dei Cervelli  offre ai professionisti sono molteplici. Non solo possono beneficiare di un regime fiscale favorevole, ma possono anche contribuire attivamente allo sviluppo del tessuto economico e culturale italiano. Per le imprese, avere accesso a un pool più ampio di talenti può significare una maggiore competitività a livello internazionale e la possibilità di innovare i propri processi e prodotti.

Conclusioni e Prospettive Future

Il Rientro dei Cervelli rappresenta un’opportunità importante per i professionisti italiani all’estero e per l’Italia stessa. Mentre il regime offre vantaggi tangibili, è essenziale che i potenziali interessati comprendano a fondo le implicazioni fiscali e contributive. La semplificazione dei requisiti di accesso e la possibilità di estendere l’agevolazione rendono il regime ancora più attraente.

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