Rientro dei Cervelli Benefici Fiscali

Rientro dei Cervelli Benefici Fiscali

Rientro dei Cervelli Benefici Fiscali: quanto dura l’agevolazione? Quali sono i requisiti richiesti?

Già da tempo, tante persone hanno deciso di abbandonare l’Italia alla ricerca di un lavoro in un Paese estero. Per invertire questo fenomeno, il Governo, attraverso delle agevolazioni fiscali, sta cercando di far rientrare quante più persone di questo genere nel loro Paese natale.

Il Decreto internazionalizzazione del 2015 e il Decreto Crescita del 2019  regolano il regime del Rientro dei Cervelli, anche sonosciuto come regime degli impatriati, modificato con la Legge di Bilancio 2024.

Questa misura prevede una tassazione agevolata con la finalità di incentivare il rientro in Italia dei lavoratori.

In questo articolo, sul tema “Rientro dei Cervelli Benefici Fiscali” scopriremo:

  • Rientro dei cervelli: quali sono requisiti necessari per accedervi?
  • Cosa prevede e qual è la durata dell’agevolazione?
  • E’ cumulabile con il Regime Forfetario?

Quali sono i requisiti necessari?

Quali sono i requisiti necessari?

L’art. 5 del D.lgs. 209/2023 definisce i Requisiti soggettivi ed oggettivi necessari per accedere al Regime degli Impatriati.

Dai commi 1 a 10 si specifica che la tassazione ridotta del reddito avviene rispettando le seguenti condizioni:

  • Il lavoratore non deve essere stato residente fiscalmente in Italia nei tre periodi d’imposta precedenti il rimpatrio
  • Il lavoratore si impegna a risiedere fiscalmente in Italia per almeno i quattro anni successivi al rimpatrio stesso
  • L’attività lavorativa deve essere prestata prevalentemente nel territorio italiano.

Nel rispetto di tutti e tre questi requisiti, restano agevolabili:

  • I redditi da lavoro dipendente e assimilato,
  • I redditi da lavoro autonomo, derivanti dall’esercizio di arti e professioni.

La percentuale del 50% è ridotta al 40% nei seguenti casi:

  • il lavoratore si trasferisce in Italia con un figlio minore;
  • in caso di nascita di un figlio ovvero di adozione di un minore di età durante il periodo di fruizione del regime. In tale caso il beneficio è fruito a partire dal periodo d’imposta in corso al momento della nascita o dell’adozione e per il tempo residuo di fruibilità dell’agevolazione.

 

Cosa prevede la legge e qual è la durata dell’agevolazione?

Per i contribuenti che possiedono i requisiti di cui all’articolo 5 del D.lgs. 209/2023, il regime del  Rientro dei Cervelli ha durata di 5 anni, durante la quale il reddito di lavoro dipendente e il reddito di lavoro autonomo, prodotto in Italia, concorrerà alla formazione del reddito complessivo nella percentuale del:

  • 50% dell’ammontare o del
  • 40% dell’ammontare,  nei casi in cui il lavoratore si trasferisce in Italia con un figlio minore o vi è la nascita/adozione di un minore durante il periodo di fruizione del regime.

Possibilità di estensione del beneficio

Ai sensi del comma 10 dell’art. 5 D.lgs. 209/2023, l’agevolazione fiscale può essere ampliata ed estesa per ulteriori 3 periodi d’imposta, ed il reddito soggetto a tassazione sarà pari al 50% del suo intero ammontare.

Riportando il dictum della norma:

 “Limitatamente ai soggetti che trasferiscono la propria residenza anagrafica nell’anno 2024 le disposizioni del presente articolo si applicano per ulteriori tre periodi di imposta nel caso in cui il contribuente è divenuto proprietario, entro la data del 31 dicembre 2023 e, comunque, nei dodici mesi precedenti al trasferimento, di un’unità immobiliare di tipo residenziale adibita ad abitazione principale in Italia”.

 

E’ cumulabile con il regime forfettario?

Rientro dei Cervelli e Regime Forfettario sono due fra i temi fiscali più interessanti degli ultimi anni. Due regimi speciali, che garantiscono specifici vantaggi a chi ne usufruisce.

A seguito dell’emanazione della legge di bilancio 2023, il Regime Forfettario ha subito delle importanti modifiche riguardanti i limiti di fatturato oltre i quali non risulta possibile permanervi.
Una domanda che sorge spesso è quindi: il Rientro dei Cervelli è cumulabile con il Regime Forfetario?

Questa domanda è stata affrontata dall’Agenzia delle Entrate nell’interpello n. 460/E/2022.:

La scelta del regime forfettario, nel primo anno di trasferimento in Italia, in costanza dei requisiti richiesti per accedere al Regime degli Impartiti, comporta l’impossibilità di scegliere successivamente quest’ultimo regime.

In altri termini, le due agevolazioni risultano inconciliabili. Se al rientro in Italia si sceglie di accedere al regime forfettario, non è possibile accedere al regime del Rientro dei Cervelli negli anni successivi.

In effetti nei due regimi si applicano due imposte diverse:

  • Il Rientro dei Cervelli è un regime agevolato dall’Irpef e risulta applicabile ai soli redditi da lavoro dipendente e da lavoro autonomo che concorrono alla formazione del reddito complessivo del contribuente secondo le ordinarie disposizioni del TUIR.
  • Il Regime forfetario è un’imposta sostituiva dell’Irpef, che applica, all’ammontare dei compensi percepiti, un coefficiente di redditività sul quale viene poi calcolata un’imposta sostitutiva pari al 5% o al 15%.

Di conseguenza, così come chiarito dall’Agenzia anche con la Circolare 33/E/2020,

Il contribuente che rientra in Italia per svolgere un’attività di lavoro autonomo beneficiando del Regime Forfettario non potrà avvalersi del Regime previsto per i lavoratori Impatriati in quanto i redditi prodotti in Forfettario non partecipano alla formazione del reddito complessivo”.

Detto ciò, è necessario effettuare dei calcoli preventivi così da decidere se applicare fin da subito il regime del Rientro dei Cervelli o il Regime Forfettario.

 

Approfondisci leggendo il contenuto “Regime Forfettario 2023: tutte le novità”!

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