Regime Lavoratori Impatriati: cosa prevede?

Regime Lavoratori Impatriati

Regime Lavoratori Impatriati: quali sono le condizioni? come beneficiare di questa agevolazione? quanto dura?

Regime Lavoratori Impatriati: una delle politiche per poter favorire l’assunzione di nuovi dipendenti, di certo è  il Regime dei lavoratori Impatriati. Per i contribuenti che decidono di trasferire di la propria residenza fiscale in Italia, dopo un periodo passato all’estero, ci sarà la possibilità di tassare solo una parte del reddito lordo prodotto in Italia. Questo vantaggio viene riconosciuto per i primi cinque periodi d’imposta e può essere prorogata per ulteriori 3 periodi al verificarsi di determinati stati ben definiti.

Ma quali sono le Condizioni per poter accedere al Rientro dei Cervelli?

In questo articolo andremo ad analizzare:

  • Le condizioni
  • Quanto può durare questo beneficio?
  • Come poter beneficiare del Rientro dei Cervelli?

Regime Lavoratori Impatriati: le condizioni

Si tratta di una norma introdotta dall’articolo 16 del D.Lgs. n. 147/15 e modificata dal Decreto Crescita, D.L. n. 34/19, il cui obbiettivo era quello di favorire il rimpatrio dei “Cervelli in Fuga” in Italia, garantendo a tali individui la possibilità di tassare solo il 30 o il 10% del prodotto interamente ridistribuito in Italia.

Negli anni questo regime speciale ha subito delle  modifiche importanti. L’ultima legislazione ha portato alla abrogazione del primo articolo di legge (art. 16 del D.lgs. 147/2015), definendo nuove condizioni utili, per i lavoratori, ad accedere all’agevolazione fiscale.

Ma cosa prevede la norma pubblicata e resa esecutiva a partire dal 2024?

Requisiti soggettivi e oggettivi

L’art. 5 del D.lgs. 209/2023 definisce i Requisiti soggettivi ed oggettivi necessari per accedere al Regime degli Impatriati.

Dai commi 1 a 10 si specifica che la tassazione ridotta del reddito avviene rispettando le seguenti condizioni:

  • Il lavoratore non deve essere stato residente fiscalmente in Italia nei tre periodi d’imposta precedenti il rimpatrio
  • Il lavoratore si impegna a risiedere fiscalmente in Italia per almeno i quattro anni successivi al rimpatrio stesso
  • L’attività lavorativa deve essere prestata prevalentemente nel territorio italiano.

Nel rispetto di tutti e tre questi requisiti, restano agevolabili:

  • I redditi da lavoro dipendente e assimilato,
  • I redditi da lavoro autonomo, derivanti dall’esercizio di arti e professioni.

Regime Lavoratori Impatriati: quanto dura?

Il Regime dei Lavoratori Impatriati viene riconosciuto per i primi 5 anni, nelle percentuali del 50% o del 40% a seconda della presenza o meno di almeno un figlio minore al momento del rimpatrio o della nascita/adozione dello stesso nel corso del quinquennio.

Ai sensi del comma 10 dell’art. 5 D.lgs. 209/2023, l’agevolazione fiscale può essere ampliata ed estesa per ulteriori 3 periodi d’imposta, ed il reddito soggetto a tassazione sarà pari al 50% del suo intero ammontare.

Riportando il dictum della norma:

 “Limitatamente ai soggetti che trasferiscono la propria residenza anagrafica nell’anno 2024 le disposizioni del presente articolo si applicano per ulteriori tre periodi di imposta nel caso in cui il contribuente è divenuto proprietario, entro la data del 31 dicembre 2023 e, comunque, nei dodici mesi precedenti al trasferimento, di un’unità immobiliare di tipo residenziale adibita ad abitazione principale in Italia”.

 

Regime Lavoratori Impatriati: come fare domanda?

Il Rientro dei Cervelli può essere accertato sia da lavoratori indipendenti che dipendenti, in accordo con le condizioni che abbiamo approfondito precedentemente. Ma in che modo possono farne domanda?

Lavoratori dipendenti

Per poter apporre i vantaggi previsti dal Regime dei lavoratori Impatriati, i lavoratori subordinati devono esibire, al datore di lavoro, un’autodichiarazione resa ai sensi del DPR 445/2000. Potranno poi ricevere i benefici:

  • Direttamente in busta paga, dato che il datore di lavoro può applicare le ritenute fiscali sul 50% o sul 40% del reddito complessivo;
  • In sede di dichiarazione dei redditi.

Lavoratori autonomi

lavoratori autonomi, potranno accedere ai vantaggi del Rientro dei Cervelli, presentando un’autodichiarazione resa ai sensi del DPR 445/2000. Il beneficio di questo regime, può avvenire:

  • In sede di dichiarazione dei redditi;
  • In fase di applicazione della ritenuta d’acconto operata dal committente.

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