Regime Impatriati Requisiti: tutto quello che devi sapere!

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Regime Impatriati Requisiti: quali sono? Quanto dura l’agevolazione per i lavoratori che rientrano dall’estero?

Tra le misure ad oggi maggiormente conosciute in Italia volte ad incentivare l’ingresso di nuovi lavoratori, il Regime degli Impatriati è senza dubbio quello più discusso, nonché quello riguardo al quale vi sono sempre più richieste di informazioni.

Il vantaggio che tale regime riconosce ai suoi beneficiari riguarda la possibilità di tassare solo una parte del reddito complessivamente prodotto in Italia: il 50% o il 40% nei casi in cui il lavoratore si trasferisce in Italia con un figlio minore o vi è la nascita/adozione di un minore durante il periodo di fruizione del regime.

Andiamo, quindi, ad approfondire il tema Regime Impatriati Requisiti.

In questo articolo scopriremo:

  • La normativa di riferimento
  • I Requisiti oggettivi e soggettivi utili ad accedere al Regime degli Impatriati
  • La durata dell’agevolazione e le modalità per usufruirne
  • I limiti dell’interpello preventivo

La normativa di riferimento

Il Regime degli Impatriati vede la una sua prima regolamentazione con il D.lgs. 147/2015, c.d. “Decreto internazionalizzazione, modificato poi dal D.L. 34/2019 (o Decreto Crescita).

Come anticipato, la ratio della norma è stata fin da subito quella di incentivare un “rientro dei cervelli in fuga” dall’Italia, garantendo a questi ultimi, nel rispetto di determinate condizioni che di seguito vedremo, la possibilità di tassare una sola parte dell’intero reddito prodotto in Italia, derivante da attività di lavoro subordinato o lavoro autonomo.

Negli anni questo regime speciale ha subito delle  modifiche importanti. L’ultima legislazione ha portato alla abrogazione del primo articolo di legge (art. 16 del D.lgs. 147/2015), definendo nuove condizioni utili, per i lavoratori, ad accedere all’agevolazione fiscale.

Ma cosa prevede la norma pubblicata e resa esecutiva a partire dal 2024?

Vediamo tutti i Requisiti richiesti per accedere al Regime degli Impatriati.

Requisiti soggettivi e oggettivi

L’art. 5 del D.lgs. 209/2023 definisce i Requisiti soggettivi ed oggettivi necessari per accedere al Regime degli Impatriati.

Dai commi 1 a 10 si specifica che la tassazione ridotta del reddito avviene rispettando le seguenti condizioni:

  • Il lavoratore non deve essere stato residente fiscalmente in Italia nei tre periodi d’imposta precedenti il rimpatrio
  • Il lavoratore si impegna a risiedere fiscalmente in Italia per almeno i quattro anni successivi al rimpatrio stesso
  • L’attività lavorativa deve essere prestata prevalentemente nel territorio italiano.

Nel rispetto di tutti e tre questi requisiti, restano agevolabili:

  • I redditi da lavoro dipendente e assimilato,
  • I redditi da lavoro autonomo, derivanti dall’esercizio di arti e professioni.

La durata dell’agevolazione

Abbiamo avuto modo di anticipare che, nel rispetto dei Requisiti su elencati, il Regime degli Impatriati viene riconosciuto per i primi 5 anni, nelle percentuali del 50% o del 40% a seconda della presenza o meno di almeno un figlio minore al momento del rimpatrio o della nascita/adozione dello stesso nel corso del quinquennio.

Ai sensi del comma 10 dell’art. 5 D.lgs. 209/2023, l’agevolazione fiscale può essere ampliata ed estesa per ulteriori 3 periodi d’imposta, ed il reddito soggetto a tassazione sarà pari al 50% del suo intero ammontare.

Riportando il dictum della norma:

 “Limitatamente ai soggetti che trasferiscono la propria residenza anagrafica nell’anno 2024 le disposizioni del presente articolo si applicano per ulteriori tre periodi di imposta nel caso in cui il contribuente è divenuto proprietario, entro la data del 31 dicembre 2023 e, comunque, nei dodici mesi precedenti al trasferimento, di un’unità immobiliare di tipo residenziale adibita ad abitazione principale in Italia”.

 

Come usufruire dell’agevolazione

In ossequio ai Requisiti fino ad ora elencati, il Regime degli Impatriati può essere riconosciuto sia ai lavoratori dipendenti che ai lavoratori autonomi.

Ma in che modo questi ultimi devono farne richiesta?

Lavoratori subordinati

I lavoratori dipendenti, per applicare l’agevolazione prevista dal Regime degli Impatriati, devono presentare una richiesta scritta al datore di lavoro resa mediante autodichiarazione di cui al DPR 445/2000.

A seguito del ricevimento della richiesta, il datore di lavoro può applicare le ritenute fiscali sul 50% o 40% del reddito complessivo direttamente in busta paga. In mancanza, il contribuente può fruirne direttamente in dichiarazione dei redditi.

Lavoratori autonomi

I lavoratori con p.iva possono accedere al regime fiscale di favore direttamente in dichiarazione dei redditi. Ma non solo. Difatti, questi possono fruire dell’agevolazione anche in sede di applicazione della ritenuta d’acconto operata dal committente. Analogamente a quanto previsto per i lavoratori dipendenti, però, anche qui il lavoratore autonomo per poter fruire del favor impositivo deve presentare al committente un’autodichiarazione resa ai sensi del DPR 445/2000. 

L’interpello preventivo

Come specificato da una precedente circolare dell’agenzia delle entrate, la n. 33/E/2020, è doveroso segnalare che l’accesso al regime agevolato non può essere subordinato alla presentazione di un’istanza di interpello da parte del contribuente, se le questioni riguardino “semplicemente” la sussistenza o meno dei presupposti utili a stabilire l’effettiva residenza fiscale o i requisiti necessari all’accesso al regime speciale – dato che tali verifiche implicano valutazioni di fatto non risolvibili in sede di interpello.

 

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  Comments: 8

Commenti

  Commenti: 8


  1. Buongiorno. Vorrei capire se il regime impatriati dall’estero è valido anche nel 2023 e se esiste ancora l’obbligo della laurea.

    Grazie


    • Salve Alessandro,
      Grazie per averci scritto.
      Al momento il regime degli impatriati è confermato anche per il 2023. L’obbligo della laurea dipende dalla tipologia di agevolazione alla quale può/deve accedere.
      Se desidera approfondire la sua posizione può contattarci allo 02 9464246, oppure alla mail info@studioallievi.com


  2. Buongiorno,
    Come alternativa all’applicazione dell’ imponibile corretto ai fini IRPEF da parte del datore di lavoro direttamente in busta paga, la fruizione dell’ agevolazione in sede di dichiarazione dei redditi avviene solo attraverso credito d’imposta? Non è possibile ricevere direttamente il pagamento delle cifre non corrisposte nell’anno fiscale precedente in forza della mancata applicazione del regime agevolato? Invece che come credito d’imposta?
    Grazie

  3. Susanna Dazzi


    Buongiorno, io vivo in Germania da 23 anni e sono nata a Venezia ma ho deciso di tornare in italia . Sono un’ insegnante di danza classica e ho saputo che dal 1 luglio 2023 ci saranno dei cambiamenti nel mio settore. Vorrei capire se mi conviene di più essere un lavoratore autonomo o altro. Ho appena comperato un’ appartamento in veneto dove appunto andrò a vivere .Di quali agevolazioni posso usufruire?
    Grazie


    • Buongiorno,
      se rispetta le condizoni previste dalla legge, al rientro in Italia può usufruire del regime degli impatriati. L’ordinamento giuridico, però, prevede anche altri regimi fiscali, come il forfettario o l’ordinario con contabilià semplificata.
      Se ha bisogno di approfondire la sua posizione e individuare il regime può adatto a lei, può prenotare una consulenza al seguente link https://www.studioallievi.com/servizi-di-consulenza/regime-impatriati/ oppure contattarci al numero 02/9464246.


  4. Buongiorno,
    e’ necessario avere gia’ un contratto di lavoro in Italia al momento del rientro o e’ possibile rientrare e in seguito trovare un lavoro?
    Grazie!

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