Regime Impatriati Lavoratori Autonomi: cosa sapere?

REGIME IMPATRIATI LAVORATORI AUTONOMI

Regime Impatriati Lavoratori Autonomi: quali sono e quanto durano le agevolazioni?

Tra le misure ad oggi maggiormente conosciute in Italia volte ad incentivare l’ingresso di nuovi lavorati nel bel Paese, il Regime degli Impatriati è senza dubbio quello più discusso e richiesto.
Il vantaggio che tale regime riconosce ai suoi beneficiari riguarda la possibilità di tassare solo una parte del reddito complessivamente prodotto in Italia: il 50% o il 40% nei casi in cui il lavoratore si trasferisce in Italia con un figlio minore o vi è la nascita/adozione di un minore durante il periodo di fruizione del regime.
Approfondiamo, quindi, il tema Regime Impatriati Lavoratori Autonomi. Quali sono i requisiti stabiliti dalla normativa italiana?

In questo articolo scopriremo:

  • La normativa di riferimento
  • I requisiti oggettivi e soggettivi utili ad accedere al Regime degli Impatriati
  • Come applicare il Regime degli Impatriati per i Lavoratori Autonomi

 

Il vecchio D.lgs. 147/2015 e il nuovo d.lgs. 209/2023

Il Regime degli Impatriati vede la una sua prima regolamentazione con il c.d. “Decreto internazionalizzazione (D.lgs. 147/2015), modificato nel 2019 dal Decreto Crescita – D.lg. 34/2019.

Come è ben comprensibile, la ratio della norma è stata fin da subito quella di incentivare un rientro dei cervelli in fuga dall’Italia, garantendo a questi ultimi la possibilità di tassare solo una parte dell’intero reddito prodotto in Italia derivante da attività di lavoro subordinato e lavoro autonomo.

Negli anni questo regime speciale ha subito delle  modifiche importanti. L’ultima legislazione ha portato alla abrogazione del primo articolo di legge (art. 16 del D.lgs. 147/2015), definendo nuove condizioni utili, per i lavoratori, ad accedere all’agevolazione fiscale.

Ma cosa prevede la norma pubblicata e resa esecutiva a partire dal 2024?

Vediamo tutti i requisiti richiesti per accedere al Regime degli Impatriati per i Lavoratori Autonomi.

Requisiti oggettivi e soggettivi

L’art. 5 del D.lgs. 209/2023 definisce i Requisiti soggettivi ed oggettivi necessari per accedere al Regime degli Impatriati.

Dai commi 1 a 10 si specifica che la tassazione ridotta del reddito avviene rispettando le seguenti condizioni:

  • Il lavoratore non deve essere stato residente fiscalmente in Italia nei tre periodi d’imposta precedenti il rimpatrio
  • Il lavoratore si impegna a risiedere fiscalmente in Italia per almeno i quattro anni successivi al rimpatrio stesso
  • L’attività lavorativa deve essere prestata prevalentemente nel territorio italiano.

Nel rispetto di tutti e tre questi requisiti, restano agevolabili:

  • I redditi da lavoro dipendente e assimilato,
  • I redditi da lavoro autonomo, derivanti dall’esercizio di arti e professioni.

 

La durata dell’agevolazione

Nel rispetto dei requisit appena elencati, il Regime degli Impatriati per Lavoratori Autonomi viene riconosciuto per i primi 5 anni, nelle percentuali del 50% o del 40% a seconda della presenza o meno di almeno un figlio minore al momento del rimpatrio o della nascita/adozione dello stesso nel corso del quinquennio.

Ai sensi del comma 10 dell’art. 5 D.lgs. 209/2023, l’agevolazione fiscale può essere ampliata ed estesa per ulteriori 3 periodi d’imposta, ed il reddito soggetto a tassazione sarà pari al 50% del suo intero ammontare.

Cosa viene stabilito dall’articolo di legge?

 “Limitatamente ai soggetti che trasferiscono la propria residenza anagrafica nell’anno 2024 le disposizioni del presente articolo si applicano per ulteriori tre periodi di imposta nel caso in cui il contribuente è divenuto proprietario, entro la data del 31 dicembre 2023 e, comunque, nei dodici mesi precedenti al trasferimento, di un’unità immobiliare di tipo residenziale adibita ad abitazione principale in Italia”.

 

Come usufruire dell’agevolazione

Nel rispetto dei requisiti suddetti, i Lavoratori Autonomi possono beneficiare del Regime degli Impatriati.

Ma in che modo questi ultimi devono farne richiesta?

Il favor impositivo previsto dal Regime degli Impatriati trova attuazione direttamente in dichiarazione dei redditi. Ma non solo!
I Lavoratori Autonomi possono fruire dell’agevolazione anche in sede di applicazione della ritenuta d’acconto operata dal committente. In tal caso, però, il prestatore d’opera deve compilare ed inviare al committente un’autodichiarazione di cui al D.P.R. 445/2000, attestante e riportante il diritto a beneficiare del Regime degli Impatriati.

 

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