Prop Trader Partita Iva: cosa sapere!

PROP TRADER PARTITA IVA

PROP TRADER PARTITA IVA: QUALI SONO I CASI IN  CUI E’ OBBLIGATORIA? QUAL E’ IL CODICE ATECO DA UTILIZZARE? E’ RICHIESTA L’ISCRIZIONE ALL’OCF?

Negli ultimi anni sia lo scenario italiano che internazionale ha visto il fiorire di molteplici nuove attività in vari ambiti professionali. Una di queste riguarda la figura del Prop Trader: ne hai mai sentito parlare?
Il Prop Trader è un professionista che riceve in gestione portafogli di investimento per conto di una o più Proprietary Firm, conosciute anche come Prop House. La collaborazione tra le due parti in causa ha inizio solo a seguito del superamento di un periodo di prova durante il quale il trader, utilizzando una prestabilita quantità di fondi messi a disposizione dalla Prop House, lavora allo scopo di conseguire dei profitti.
Ovviamente, da questa particolare attività il Prop Trader riceve un compenso, riconosciutogli direttamente dalla proprietary firm…compenso da giustificare in che modo?
L’attività professionale del Prop Trader, per essere esercitata, ha bisogno dell’apertura di una Partita Iva?

In questo articolo scopriremo:

  • Cosa si intende per Prop Trader e Prop House
  • Quando è obbligatorio aprire una Partita Iva da Prop Trader
  • Il codice ateco più appropriato
  • I tre regimi fiscali e le loro caratteristiche

 

PROP TRADER PARTITA IVA: COSA SI INTENDE PER PROP TRADER E PROP HOUSE?

Prima di comprendere i casi in cui è richiesto al Prop Trader di aprire una Partita Iva per lo svolgimento della sua professione, cerchiamo di comprendere chi sono le parti in causa in questo “moderno” rapporto di lavoro.

Abbiamo anticipato che il Prop Trader è un professionista che si occupa di prendere in gestione portafogli di investimento per conto di una o più Proprietary Firm, o “Prop House”.
La Prop House è una società di investimento che si rivolge a risparmiatori intenzionati a investire i  loro capitali. Il rapporto di investimento, quindi, è unicamente “stipulato” tra società e risparmiatore che decide di investire i propri capitali attraverso l’ausilio della Prop House – la quale, a sua volta, per operare in Italia nel settore finanziario è obbligata a possedere tutte le autorizzazioni necessarie, previste ex lege.

Per la gestione dei portafogli di investimento, che i risparmiatori decidono di mettere nelle mani della Prop House, “entrano in gioco” i Prop Trder i quali, in pratica, si occupano della sola gestione dei portafogli, avendo come unico riferimento la Prop House, e NON anche gli effettivi titolari dei portafogli.

LA DIFFERENZA TRA PROP TRADER E CONSULENTE FINANZIARIO

Risulta ben chiaro, dunque, che il Prop Trader è un professionista di cui possono avvalersi le Prop House per la gestione di portafogli di investimento di cui i risparmiatori sono i reali proprietari.

Attenzione però! L’essenza giuridica, giustificatrice del “lavoro” svolto dal Prop Trader, trova le basi in un contratto di collaborazione professionale stipulato direttamente con la Prop House, e finalizzato alla gestione dei capitali dei risparmiatori.

Dunque, il rapporto di lavoro esiste tra la società di investimento ed il Prop Trader, non tra quest’ultimo e il contribuente investitore. Pertanto non sarà il Prop Trader a rispondere delle perdite o degli utili conseguiti dalla gestione dei portafogli d’investimento, poichè l’unica “parte” responsabile verso gli investitori per perdite o profitti resta sempre (e comunque) la Prop House.

È di vitale importanza, quindi, porre l’attenzione sulla differenza esistente tra un consulente finanziario ed un Prop Trader:

  • il primo aiuta i propri clienti a prendere decisioni di investimento, offrendo una consulenza personalizzata che mira ad aiutarli nel raggiungimento dei loro obiettivi attraverso la creazione (e talvolta la gestione) di un piano finanziario;
  • il secondo si vede unicamente fornire tutti gli strumenti utili alla gestione di portafogli trading demo di valuta estera o di altri strumenti finanziari, con l’obbligo di operare nel rispetto delle condizioni e delle regole stabilite dalla Prop House, nonché su una piattaforma i cui ordini sono sempre approvati e vagliati dalla Prop House.

Analizzando l’operato del Prop Trader, nonostante ancora non vi siano chiarimenti ufficiali, sembra non essere necessaria l’iscrizione presso l’OCF (Albo Unico dei Consulenti Finanziari) in quanto si tratta di professionisti che operano al di fuori delle normative che regolano l’attività dei consulenti finanziari.

 

PROP TRADER PARTITA IVA: E’ OBBLIGATORIO APRIRE P.IVA?

Il Prop Trader, grazie alla sua attività di gestione di portafogli di investimento, può aspirare a guadagni davvero importanti che, ovviamente, devono essere dichiarati e tassati a seconda della loro reale natura.
Per comprendere, dunque, quali siano gli obblighi impositivi da rispettare nello svolgimento dell’attività da Prop Trader cerchiamo di capire se sia o meno richiesta l’apertura di una Partita Iva.

In linea generale è possibile affermare che una qualsivoglia attività professionale può essere svolta senza Partita Iva nei casi in cui questa sia occasionale, ossia esercitata in maniera saltuaria, sporadica e senza vincolo di subordinazione, nonché in assenza di organizzazione lavorativa.
Diversamente, quando il guadagno del professionista – e, i tal caso, del Prop Trader – diventa l’unica o la principale fonte di reddito, l’attività può solo che essere abituale, professionale e non più occasionale. Di conseguenza, sorge l’obbligo di apertura della Partita Iva.

IL LIMITE DEI 5.000€

Uno degli errori più diffusi in merito all’esonero dell’apertura di una Partita Iva nello svolgimento di una qualsivoglia attività (professionale, commerciale o artigianale che sia), è quello di considerare occasionale una prestazione che non fattura più di 5.000 € l’anno.

Nella realtà dei fatti, una prestazione di lavoro autonomo occasionale si ha nei casi in cui l’attività sia caratterizzata dall’assenza di abitualità, professionalità, continuità e organizzazione. Tutte le volte in cui tali condizioni vengono meno, a prescindere dal superando della soglia dei 5.000€ annui, il lavoratore si vede obbligato all’apertura di una Partita Iva, con regime fiscale forfettario o ordinario a seconda delle sue condizioni personali e imprenditoriali.

Va da sé che anche il Prop Trader, nel momento in cui l’attività professionale diviene abituale e continuativa, non può lavorare se non con una Patita Iva.

 

PROP TRADER PARTITA IVA: I REGIMI FISCALI

Giunti a questo punto, appare ben chiaro che per svolgere l’attività di Prop Trader è necessario essere titolari di Partita Iva, con inquadramento da libero professionista. In merito al codice ateco da utilizzare, va specificato che al momento non abbiamo alcun chiarimento ufficiale da parte dell’Agenzia delle Entrate. Con ogni probabilità possiamo, però, affermare che il codice ateco maggiormente vicino all’attività da Prop Trader è il 74.90.99, “Altre attività professionali nca”.

Ma quale sarà la Partita Iva che un Prop Trader dovrà aprire?

In termini di regime fiscale, l’ordinamento giuridico prevede tre regimi:

  1. regime forfettario
  2. regime semplificato
  3. regime ordinario

IL REGIME FORFETTARIO

Il regime forfettario, anche detto “regime di vantaggio” è adatto ai neoprofessionisti in quanto non solo prevede una gestione contabile particolarmente semplice ma garantisce (anche) il non addebito dell’iva in fattura.

Il Prop Trader titolare di Partita Iva in regime forfettario, vede assoggettare il proprio reddito imponibile ad un’imposta particolarmente bassa, ovvero il 15% in via ordinaria e il 5% in caso di “start up”, da applicare su una base imponibile calcolata a forfeit, cioè determinata da un coefficiente di redditività.

Mi spiego meglio!

Come anticipato, ammesso che il codice ateco del Prop Trader sia il 74.90.99, il suo coefficiente di redditività è pari al 78%. Duqnue, il reddito imponibile (oggetto di tassazione) sarà pari al 78% del fatturato annuo.

Attenzione! Il reddito imponibile sarà protagonista di una ulteriore aliquota inerente i contribuenti previdenziali Inps, la cui percentuale di calcolo è pari al 26,23%.

IL REGIME SEMPLIFICATO

Il regime semplificato, proprio delle ditte individuali e delle società di persone, conserva una particolare differenza rispetto al regime forfettario:

  • è richiesto l’addebito dell’Iva in fattura,
  • il professionista può dedurre/detrarre i costi NON in maniera “forfettaria”.

In altri termini, le tasse da versare vengono calcolate seguendo l’equazione “fatturato meno costi”.

Dunque, sarà solo il margine reale ad essere tassato. Nonostante questo, però, le tasse per il professionista possono essere molto più elevate rispetto al regime forfettario poichè sia sul reddito del Prop Trader in ditta individuale che su quello della società di persone si applica un’imposta progressiva, cd. IRPEF: più elevato è il reddito, maggiore sono le tasse.

Di seguito, un tabella riepilogativa gli scaglioni IRPEF:

 

PROP TRADER PARTITA IVA

 

IL REGIME ORDINARIO DELLE SOCIETÀ DI CAPITALI

Il regime ordinario, proprio delle società di capitali, nonostante implichi il sostenimento di costi di gestione particolarmente elevati a causa dei complessi e molteplici adempimenti richiesti dalla normativa, permette di avere un’ottimizzazione fiscale di non poco conto. Difatti, la possibilità di inserire una serie di costi capaci di abbattere la base imponibile, vede come conseguenza il potenziale assoggettamento ad un tax rate molto vantaggioso.

Inoltre, la costituzione di una società di capitali limita la responsabilità patrimoniale e personale del socio. Questo vuol dire che in caso di debiti societari il socio ne risponde solo e soltanto limitatamente alle quote ivi possedute.

 

PROP TRADER PARTITA IVA: IL REGIME PIÙ CONVENIENTE

Come possiamo ben capire, in base al regime fiscale scelto dal Prop Trader interessato all’apertura di una Partita Iva, cambiano le tasse da pagare e gli adempimenti annuali da assolvere.

Il regime forfettario prevede tasse meno elevate nonché l’esonero dall’IVA in fattura. Il regime semplificato ed ordinario prevedono, invece, percentuali di tassazione più elevate (e, nel caso specifico delle società di capitali, una contabilità più complessa). È però possibile scaricare le spese sostenute durante l’anno: una differenza importante che può essere vantaggiosa per chi deve far fronte a molti costi.

Dunque, la scelta del regime fiscale più adatto alla propria attività dipende da molte variabili – dal fatturato annuo alle spese sostenibili, dal business oggetto della Partita Iva alle esigenze personali del Prop Trader.

Una cosa, allora, è certa:

è sempre importante effettuare valutazioni minuziose e ponderate così da capire quale possa essere la strada migliore da percorrere ed il regime fiscale più adatto alle proprie esigenze.

 

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