Partita Iva per Airbnb: serve?

Partita Iva per Airbnb

Partita Iva per Airbnb: Guida Completa per Gestire la Fiscalità

Partita Iva per Airbnb è un argomento cruciale per chiunque si avvicini al mondo dell’ospitalità tramite questa famosa piattaforma. La decisione di aprire una Partita Iva dipende da vari fattori, tra cui il numero di immobili affittati e i servizi offerti. In questo contesto, è fondamentale distinguere tra proprietari o subconduttori non professionali e quelli professionali.

Proprietari o Subconduttori Non Professionali

I proprietari o subconduttori non professionali sono coloro che affittano fino a quattro immobili. In questa categoria, la Partita Iva non è necessaria se si limitano a fornire servizi essenziali come la pulizia. Tuttavia, l’offerta di servizi aggiuntivi, come il trasporto o attrezzature per il mare, richiede l’apertura della Partita Iva, poiché l’attività si configura come struttura ricettizia. La fiscalità in questo caso può essere gestita attraverso la cedolare secca al 21% o al 26% o inserendo il 95% del canone in dichiarazione dei redditi, con tassazione IRPEF progressiva.

Proprietari o Subconduttori Professionali

I proprietari o subconduttori professionali, che affittano più di quattro immobili, devono aprire la Partita Iva indipendentemente dai servizi offerti. Questo implica l’iscrizione all’Agenzia delle Entrate con codice attività 55.20.51, al Registro delle Imprese e all’INPS per la Gestione Commercianti. Inoltre, è necessario presentare la Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA) al Comune.

Il ruolo del Property Manager nell’ambito degli affitti Airbnb è di fondamentale importanza, e la gestione della Partita Iva per questa figura professionale richiede una comprensione dettagliata delle normative fiscali e delle responsabilità operative. Esaminiamo più da vicino le sfaccettature di questo ruolo e le implicazioni fiscali connesse.

Definizione e Responsabilità del Property Manager

Un Property Manager è una figura chiave nel processo di affitto su Airbnb. Questo professionista agisce come intermediario tra il proprietario dell’immobile e gli ospiti, gestendo aspetti cruciali come il check-in e check-out, la manutenzione, la pulizia, e talvolta anche la gestione delle tasse di soggiorno e delle comunicazioni con gli ospiti. Il Property Manager assicura che l’immobile sia sempre in condizioni ottimali per l’accoglienza, risolvendo eventuali problemi e garantendo un’esperienza positiva per gli ospiti.

Necessità della Partita Iva per il Property Manager

Per i Property Manager, l’apertura della Partita Iva è un requisito obbligatorio, indipendentemente dal volume d’affari o dal numero di immobili gestiti. Questo perché la loro attività è considerata professionale e continua, non rientrando nelle categorie di affitto occasionale o non professionale. La Partita Iva permette al Property Manager di gestire in modo trasparente e conforme le proprie attività e di adempiere agli obblighi fiscali.

Property Manager Non Strutturato

Il Property Manager non strutturato opera individualmente, senza il supporto di dipendenti o collaboratori esterni. Questa figura si occupa di un numero limitato di immobili e svolge personalmente le attività di gestione quotidiana. Nonostante la scala ridotta dell’operatività, è comunque necessario aprire una Partita Iva, iscriversi all’Agenzia delle Entrate con un codice attività specifico (solitamente 68.32.00) e alla Gestione Separata INPS per i contributi previdenziali.

Property Manager Strutturato

Il Property Manager strutturato, al contrario, gestisce un’attività più ampia, spesso con l’assistenza di dipendenti o collaboratori. Questa figura si occupa di un numero maggiore di immobili, talvolta in diverse località, e può avere un volume d’affari significativo. Per questo tipo di Property Manager, oltre all’apertura della Partita Iva, sono necessarie ulteriori iscrizioni e adempimenti, come l’iscrizione al Registro delle Imprese, la Gestione Commercianti INPS e la presentazione della SCIA al Comune.

Considerazioni Fiscali e Operative

Un aspetto cruciale per il Property Manager è la scelta del regime fiscale più adatto. È importante valutare le diverse opzioni, come il regime forfettario o ordinario, in base al volume d’affari e alle specifiche esigenze operative. Inoltre, il Property Manager deve essere consapevole delle normative locali e regionali, che possono variare significativamente e influenzare la gestione degli immobili e le relative tasse.

Il Consulente Marketing in Ambito Airbnb

Il consulente di marketing per Airbnb è una figura distinta, che si occupa esclusivamente della consulenza e del settaggio della piattaforma, senza un legame diretto con la gestione degli immobili. Anche per questo ruolo è necessaria la Partita Iva, con iscrizione all’Agenzia delle Entrate con codice attività 73.11.02 e alla Gestione Separata INPS.

Conclusioni e Risorse Utili

Gestire la fiscalità in ambito Airbnb richiede una comprensione approfondita delle normative e delle diverse esigenze in base al ruolo svolto. Sia che si tratti di un proprietario, un subconduttore, un Property Manager o un consulente di marketing, la scelta del regime fiscale e l’apertura della Partita Iva sono passaggi cruciali per operare in conformità con le leggi italiane.

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Commenti

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  1. Paolo Ferrari


    Buongiorno Sig.re Riccardo Allievi, grazie per il suo video che ho seguito molto attentamente. Sono Paolo Ferrari, da Parigi, sarô proprietario prossimamente di un solo appartamento in affitti brevi a Bergamo con Airnb e quindi rientro nella categoria non professionista, non avrô bisogno della partita Iva in quanto non offro altri servizi. La mia domanda é per favore: Cedolare secca al 21 %? Ho 57 anni, ho lavorato in Francia da 35 anni, da giugno 2024 mi trasferisco definitivamente a BG e il mio lavoro sarà l’affitto di 1 appartamento con Airnb. Ho bisogno di maturare 5/6 anni di contributi all’Inps con Airbnb per poi chiedere alla età di 62/64 anni il pagamento della pensione dalla Francia tramite richiesta dell’inps. In che modo pago i contributi all’Inps nel mio caso di affitti brevi con Airnb per un appartamento? Grazie mille Distinti Saluti Paolo Ferrari 0033/6/37691674


    • Se opta per la cedolare secca, sui redditi fondiari derivanti dall’attività di locazione breve non pagherà la contribuzione INPS.
      Se desidera, possiamo approfondire e definire in sede di consulenza personalizzata il miglior modus operandi, che rispetti le sue esigenze personali.


  2. Buongiorno,ho visto il video e volevo conferma: se ho ben capito un non professionista può non aprirsi partita Iva e quindi non deve pagare contributi Inps né tasse fisse ma solo quelle proporzionali a quanto guadagna? In sostanza mi preoccupa il caso di fallimenti: ovvero se uno apre un Airbnb in casa ereditata e poi purtroppo non ha clienti e non guadagna niente finché non chiude non ha comunque tasse e contributi da pagare,solo utenze giusto?


    • Corretto, l’attività di locazione breve se svolta NON in regime di impresa, permette al proprietario dell’immobile di tassare i redditi fondiari generati dalle locazioni con cedolare secca o con IRPEF, senza contribuzione Inps.

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