Onlyfans e Inquadramento Fiscale: quando aprire partita iva?

ONLYFANS INQUADRAMENTO FISCALE

ONLYFANS E INQUADRAMENTO FISCALE: QUANDO E’ RICHIESTA L’APERTURA DI UNA P.IVA? IN CHE MODO SONO TASSATI I GUADAGNI DERIVANTI DA ONLYFANS?

Onlyfans è una piattaforma web all’interno della quale è possibile caricare e mettere in vendita contenuti autoprodotti, come foto o video.
A differenza di un comune social network, su Onlyfans il caricamento dei propri contenuti permette di raggiungere anche importanti guadagni… ed è proprio da questa possibilità che nascono dubbi e domande su quale sia il trattamento fiscale da adottare per essere in regola con il fisco!
Dunque, proviamo in questo contenuto a rispondere a due domande che, ancora oggi, trovano difficile risposta:
i guadagni derivanti da Onlyfans come devono essere giustificati? Qual è l’Inquadramento Fiscale previsto per coloro che lavorano su Onlyfans?

In questo articolo scopriremo:

  • Quando è obbligatorio aprire p.iva
  • Il corretto Inquadramento Fiscale da adottare per lavorare su Onlyfans
  • I regimi fiscali e le loro caratteristiche
  • Il codice ateco da ascrivere alla Partita Iva
  • La percentuale di contribuzione Inps

 

ONLYFANS E INQUADRAMENTO FISCALE: E’ OBBLIGATORIA LA PARTITA IVA?

Come anticipato, Onlyfans si differenzia dagli altri social network perché permette di condividere contenuti che su altre piattaforme non vengono accettati. Al suo interno si possono caricare foto e video, percependo un corrispettivo dalla loro pubblicazione.

Ci sono due tipologie di utenti che hanno accesso alla piattaforma web:

  • I creators, impegnati nella creazione e nella pubblicazione di contenuti, percependo un guadagno sulla base del numero degli abbonati al proprio account,
  • I clienti (o fruitori dei contenuti) che pagano per poterli visualizzare, sottoscrivendo uno o più abbonamenti con i creators che preferiscono.

L’Inquadramento Fiscale che i creators di Onlyfans devono avere deve “adattarsi” alla natura del reddito che questi percepiscono. E dunque, anche se si tratta di una professione moderna, riguardo alla quale ad oggi l’Agenzia delle Entrate non ha ancora fornito uno specifico inquadramento, è sbagliatissimo pensare che in mancanza di una regolamentazione fiscale, non siano dovute le tasse sui guadagni.

Dobbiamo sempre ricordare, infatti, che

alla produzione di un reddito segue un obbligo impositivo e dichiarativo da assolvere,
da individuare a seconda della natura che quel medesimo reddito ha.

PRESTAZIONE OCCASIONALE O PARTITA IVA?

In linea generale è possibile affermare che una qualsivoglia attività professionale può essere svolta senza Partita Iva, ma questo vale solo nei casi in cui la sua operatività sia occasionale, ossia esercitata in maniera saltuaria, sporadica e senza vincolo di subordinazione, nonché in assenza di organizzazione lavorativa.

Diversamente, quando il guadagno del professionista – e, in tal caso, del creator di Onlyfans – diventa l’unica o la principale fonte di reddito, l’attività può solo che essere abituale, professionale e non più occasionale. Di conseguenza, sorge l’obbligo di apertura della partita iva (a prescindere dal superamento o meno della soglia dei 5.000€ di fatturato annuo).

 

ONLYFANS E INQUADRAMENTO FISCALE: I REGIMI FISCALI

In ossequio alle condizioni suddette e appurata l’esigenza per un creator di Onlyfans di aprire una partita iva per il corretto svolgimento della sua professione, tra i principali aspetti da analizzare troviamo quello inerente la scelta del regime fiscale più adatto, così da garantire l’Inquadramento Fiscale per egli più vantaggioso.

Di seguito i regimi ad oggi regolamentati dal nostro ordinamento giuridico:

  • Regime forfettario
  • Regime semplificato
  • Regime ordinario

IL REGIME FORFETTARIO

Il regime forfettario, anche detto “regime di vantaggio” è adatto ai neoimprenditori in quanto non solo prevede una gestione contabile particolarmente semplice ma garantisce, soprattutto, il non addebito dell’iva in fattura.

Il creator di Onlyfans, titolare di Partita Iva in regime forfettario, vede assoggettare il proprio reddito imponibile ad un’imposta particolarmente bassa: del 15% in via ordinaria, del 5% in caso di “start up”; e tale reddito (anche conosciuto come base imponibile) viene calcolato a forfeit, ossia determinato da un coefficiente di redditività definito in base al codice ateco dell’attività (argomento trattato di seguito).

Ascolta “Regime Forfettario 2023: cosa cambierà?” su Spreaker.

IL REGIME SEMPLIFICATO

Il regime semplificato, proprio delle ditte individuali e delle società di persone, conserva due importanti differenze rispetto al regime forfettario:

  1. il professionista è chiamato ad addebitare l’Iva in fattura,
  2. i costi non sono detraibili/deducibili in maniera “forfettaria” bensì seguendo l’equazione “fatturato meno costi”.

Ciò vuol dire che le tasse vengono pagate sul solo margine reale. Nonostante questo, la tassazione del regime semplificato è molto più elevata rispetto a quella prima vista nel regime forfettario poiché, sia sul reddito del professionista in ditta individuale che su quello dei soci di una società di persone, si applica l’IRPEF a scaglioni – più elevato è il reddito, maggiore sono le tasse.

Di seguito una tabella riepilogativa gli scaglioni IRPEF, aggiornata al 2022

 

 

IL REGIME ORDINARIO

Il regime ordinario, proprio delle società di capitali, nonostante implichi il sostenimento di costi di gestione particolarmente elevati a causa dei complessi e molteplici adempimenti richiesti dalla normativa, permette un’ottimizzazione fiscale di non poco conto. Difatti, la possibilità di inserire una serie di costi capaci di abbattere la base imponibile, vede come conseguenza il potenziale assoggettamento del fatturato ad un tax rate vantaggioso.

Non solo. E’ di vitale importanza considerare che, in termini legali, le società di capitali garantiscono una limitata responsabilità patrimoniale e personale dei soci che ne fanno parte: in caso di debiti societari, infatti, i soci ne rispondono limitatamente alle quote ivi possedute.

 

ONLYFANS E INQUADRAMENTO FISCALE: IL CODICE ATECO DA UTILIZZARE

Un ultimo aspetto da analizzare ai fini di un corretto Inquadramento Fiscale per lavorare su Onlyfans è quello inerente il codice ateco da utilizzare.

Il Codice Ateco è un codice attribuito alle partite iva per identificare il tipo di attività da svolgere. Si tratta di una combinazione di sei numeri, ciascuno dei quali fa riferimento a categorie e sottocategorie dei vari settori economici.
Per lavorare su Onlyfans deve essere utilizzato il codice 73.11.02, ubicato “conduzione di campagne di marketing e altri servizi pubblicitari

In termini di contributi previdenziali, infine, il creator che pubblica contenuti su Onlyfans deve versare i contributi alla Gestione Separata Inps, riservata ai liberi professionisti. Questi andranno pagati in percentuale al fatturato e in sede di dichiarazione dei redditi, calcolati, dunque, sul reddito imponibile e con aliquota del 26,23% per l’anno 2022.

 

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