Prestazione occasionale: cos’è e quali sono le novità?

ricevuta di prestazione occasionale

COMUNICAZIONE PREVENTIVA PER PRESTAZIONE OCCASIONALE: tutto quello che devi sapere!

Di recente c’è stata un’importante novità in riferimento alla prestazione occasionale svolta dai lavoratori autonomi.

Per la prestazione occasionale viene infatti introdotto l’obbligo di comunicazione preventiva all’Ispettorato Territoriale del Lavoro per consentire l’attività di monitoraggio da parte degli enti di competenza.

Ma partiamo dal principio: che cos’è e come funziona la prestazione di lavoro autonomo occasionale?
Inoltre, come e a chi deve essere fatta la nuova comunicazione preventiva?
Ecco una mini guida con tutto quello che devi sapere sul lavoro autonomo occasionale.

LA PRESTAZIONE OCCASIONALE E LA LEGGENDA DEI 5.000 EURO

La prestazione occasionale è lo strumento che può essere utilizzato dai soggetti che vogliono intraprendere attività professionali in modo non abituale, ossia in modo saltuario e non organizzato.

Molto spesso ci si chiede se è quindi possibile svolgere un’attività di lavoro autonomo senza aprire la Partita Iva. La risposta è sì, ma a condizione che la prestazione di lavoro autonomo:

  • Venga svolta in modo non professionale e non continuativo, ossia non deve trattarsi di un’attività duratura e prolungata nel tempo;
  • Venga svolta senza vincolo di subordinazione nei confronti del datore di lavoro;
  • Non venga svolta sotto forma di attività di impresa, ossia non deve esserci la coordinazione del lavoro e l’impiego di mezzi.

La prestazione occasionale si configura con il pagamento di un compenso e, in linea generale, non è previsto nessun limite.

Infatti, è bene sottolineare che il superamento del limite dei 5.000 euro non comporta necessariamente l’obbligo di apertura della Partita Iva ma fa riferimento al profilo previdenziale. Sotto questo punto di vista, infatti, una volta superato il limite dei 5.000 euro occorre iscriversi alla Gestione Separata INPS e versare il relativo contributo previdenziale previsto. Tale contributo sarà per 2/3 a carico del datore di lavoro e per 1/3 a carico del lavoratore.

Dal punto di vista fiscale, invece, quando si svolge l’attività in modo professionale e continuativo sorge l’obbligo di apertura della Partita Iva.
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CHE COSA DEVE FARE IL LAVORATORE?

Il lavoratore deve compilare una ricevuta di prestazione occasionale che conterrà principalmente i dati del datore di lavoro, i propri dati personali, il dettaglio della prestazione svolta e l’importo.

Quando il datore di lavoro è un “sostituto d’imposta” all’importo lordo bisogna applicare la ritenuta d’acconto del 20%. Il sostituto d’imposta è il soggetto tenuto a trattenere le imposte per conto del contribuente per versarle a suo nome. Quindi, a fronte di un compenso lordo di 1.000 euro, il datore di lavoro tratterrà il 20% a titolo di ritenuta d’acconto e il lavoratore incasserà un compenso netto di 800 euro.

Un altro aspetto a cui prestare attenzione quando si compila la ricevuta è l’applicazione della marca da bollo di 2 euro quando la prestazione è superiore a 77,47 euro.

La marca da bollo deve avere data antecedente rispetto alla ricevuta ed è possibile acquistarla in tabaccheria.

Ai fini fiscali, bisogna presentare la dichiarazione dei redditi?

Si, a meno che il lavoratore abbia prodotto redditi nell’anno inferiore a 4.800 euro lordi e quindi sia esonerato dalla presentazione della dichiarazione dei redditi.

In questo caso però, presentare la dichiarazione può essere conveniente. Infatti, con un reddito inferiore ai 4.800 euro di prestazione occasionale, è possibile recuperare le ritenute d’acconto subite. L’importo delle ritenute da inserire in dichiarazione è quello che si legge dalla Certificazione Unica che il sostituto d’imposta è obbligato ad inviare all’Agenzia delle Entrate.

QUALI SONO GLI OBBBLIGHI DEL COMMITTENTE?

Dal 21 dicembre 2021 è entrato in vigore l’obbligo per il datore di lavoro – che opera in qualità di imprenditore – di effettuare una comunicazione preventiva all’Ispettorato Territoriale del Lavoro (INL).

Fino al 30 aprile comunicazione preventiva via mail

Fino al 30 aprile 2022, la comunicazione potrà essere effettuata mediante sms o email ordinaria (anche non certificata) all’Ispettorato competente.

Nell’email, che deve essere inviata in anticipo rispetto all’inizio della prestazione occasionale, si dovranno indicare una serie di informazioni:

  • dati del committente e del prestatore;
  • il luogo della prestazione;
  • una sintetica descrizione dell’attività;
  • la data di inizio della prestazione ed il presumibile arco temporale entro il quale potrà considerarsi terminata.

Si precisa che, nell’ipotesi in cui la prestazione occasionale non dovesse essere terminata nell’arco temporale indicato, sarà necessario effettuare una nuova comunicazione.

Dal 1 maggio nuova piattaforma a disposizione

Dal 1° maggio 2022 si dovrà utilizzare unicamente la nuova applicazione messa a disposizione dal Ministero del Lavoro all’indirizzo servizi.lavoro.gov.it. La nuova piattaforma permetterà così, in modo più semplice e diretto, di assolvere al nuovo obbligo di comunicazione.

Un aspetto a cui prestare attenzione è che tutte le comunicazioni inviate tramite email saranno considerate omesse. A fronte di una comunicazione omessa o tardiva, si applica una sanzione amministrativa di minimo 500 euro fino a un massimo di 2.500 euro.

Per inviare la comunicazione preventiva è necessario accedere al portale con il proprio SPID o CIE (Carta d’Identità Elettronica) e, nella sezione “Lavoro autonomo occasionale” cliccare su “Nuova comunicazione”.

Tra le altre informazioni, il nuovo portale chiederà di indicare la durata del rapporto di lavoro autonomo occasionale, prevedendo tre diverse ipotesi: entro 7 giorni, entro 15 giorni ed entro 30 giorni. Ciò che conta rispetto a tale dato è che, nell’ipotesi in cui l’opera o il servizio non siano compiuti entro tale data, il committente dovrà effettuare una nuova comunicazione al fine di evitare sanzioni.

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