Network Marketing e Tasse: tutto quello che devi sapere!

NETWORK MARKETING E TASSE

NETWORK MARKETING E TASSE: QUANDO NASCE L’OBBLIGO DI APERTUTA DELLA PARTITA IVA? COSA PREVEDE LA LEGGE 173/2005?

Il Network Marketing si è affacciato al contesto italiano solo qualche anno dopo il termine della seconda guerra mondiale.
Anche conosciuto come “Multi Level Marketing”, questo è un sistema in cui i venditori interessati a vendere prodotti o servizi di aziende promotrici vengono contrassegnati da queste con un codice identificativo utilizzato dai clienti per acquistare i prodotti o i servizi oggetto del loro business; e tutti coloro che, via via, diventano distributori collegati al primo venditore, avranno a loro volta un codice personale (collegato al medesimo venditore).
Ad ogni vendita conclusa dal Promoter e dai distributori corrisponde un compenso, soggetto a quali imposte?
Quali sono le Tasse alle quali assoggettare i redditi derivanti dall’attività di Network Marketing?.

In questo articolo scopriremo:

  • La legge di riferimento e l’oggetto di vendita
  • Cosa si intende per Promoter
  • Le Tasse alla quale assoggettare i compensi derivanti dal Network Marketing
  • I limiti entro i quali è possibile lavorare in prestazione occasionale

 

NETWORK MARKETING E TASSE: LA LEGGE DI RIFERIMENTO E L’OGGETTO DI VENDITA

Il Network Marketing trova la sua prima regolamentazione con la legge 173/2005 recante, proprio, le disposizioni della vendita diretta a domicilio e tutela del consumatore dalle forme di vendita piramidali.

Lo scopo del legislatore nel varare tale normativa era non solo quello di prevenire l’espandersi di metodologie di vendita piramidali illecite ma anche quello di tutelare la figura del consumatore finale. Proprio per questo, la legge 173/2005 è diventata, in breve tempo, il riferimento normativo per tutti coloro che hanno interesse a svolgere attività di Network Marketing e conoscere le Tasse da dover pagare sui compensi percepiti dalle vendite.

Prima, però, di analizzare l’aspetto tributario e fiscale del multi level marketing, cerchiamo di capire quali sono le modalità di vendita e l’oggetto della stessa.

Ebbene:

  • nel Network Marketing la vendita deve essere effettuata solo ed unicamente verso persone fisiche non operanti in regime d’impresa, ossia NON possessori di partita iva;
  • la vendita diretta deve prevedere la raccolta dei cd. ordini di acquisto, così che l’azienda di network possa procedere con l’evasione degli stessi presso il diretto domicilio del consumatore finale (o con la sua erogazione se oggetto di vendita non è un bene ma un servizio);
  • l’oggetto della vendita può essere qualsiasi bene o servizio, salvo quelli che la legge 173/2005 esplicitamente vieta, come i prodotti e i servizi di natura finanziaria e assicurativa, contratti di costruzione o di compravendita di beni immobili.

Attenzione!

Il distributore (o Promoter) non è altro che un incaricato alla vendita. Dunque, non gli è assolutamente riconosciuta la facoltà di acquistare i prodotti dell’azienda per rivenderli direttamente ai propri clienti.

 

NETWORK MARKETING E TASSE: LA FIGURA DEL PROMOTER

Prima di approfondire la Tasse alle quali assoggettare i compensi derivanti dal Network Marketing, vediamo, ora, la figura del Promoter.

Ai sensi dell’articolo 1 comma 1 della legge 173/2005, possiamo definire Promoter come colui che si occupa,

con o senza vincolo di subordinazione promuove, direttamente o indirettamente, di raccogliere gli ordinativi di acquisto presso consumatori finali per conto di imprese esercenti attività di vendita a domicilio.

Dunque, i beneficiari dell’opera del Promoter sono le imprese esercenti attività di vendita diretta a domicilio le quali sono tenute a garantire al venditore il massimo supporto documentale ed informativo circa il prodotto o il servizio da vendere. Difatti, una delle caratteristiche delle aziende di Network Marketing è proprio quello di organizzare, periodicamente, eventi di formazione gratuiti finalizzati alla formazione dei distributori/promoter riguardo non solo le modalità di vendita ma anche del prodotto o del servizio che, poi, dovranno vendere.

Va da sé che, come contropartita, per ogni vendita effettuate, il Promoter riceve una provvigione.

VENDITA DIRETTA E VENDITA INDIRETTA

La promozione e la vendita dei prodotti o dei servizi offerti dall’azienda di network può avvenire in maniera diretta e/o indiretta.

1) Nel primo caso, il Promoter contatta – direttamente – potenziali clienti ai quali proporre l’offerta, completando  (direttamente) la raccolta di ordinativi di acquisto.

Attenzione! Come anticipato, è importante sottolineare che il cliente finale deve essere persona fisica senza partita iva.

Mi spiego meglio!

L’acquirente può essere un commerciante, un artigiano o un libero professionista, ma l’ordine deve essere fatto al di fuori dell’attività imprenditoriale o professionale svolto con partita iva. Allo stesso modo, l’acquirente non può essere né società di persone o di capitali né associazione, fondazione o cooperativa.

Ricordiamo, inoltre che il Promoter, a pena della configurazione di una “vendita al dettaglio”, deve limitarsi alla sola raccolta degli ordinativi, senza poter acquistare e rivendere a terzi. La raccolta degli ordinativi deve avvenire attraverso i cd. referral link o link di affiliazione che permettono al cliente interessato di acquistare direttamente dal sito web dell’azienda promotrice.

2) Nel secondo caso – vendita indiretta – il Promoter “insegna” le modalità della vendita diretta ai distributori che recluta, coordinandone l’attività ma senza mai esercitarla personalmente.

 

NETWORK MARKETING E TASSE: IL CALCOLO DELL’IRPEF E I CONTRIBUTI PREVIDENZIALI

Veniamo, ora, alle Tasse da pagare sui compensi derivanti dall’attività di Network Marketing.

In linea generale, in Italia i redditi derivanti da lavoro dipendente, da lavoro autonomo occasionale e da un’attività d’impresa o professionale esercitata con partita iva in regime ordinario sono tassati con l’imposta progressiva (e a scaglioni) IRPEF, la cui aliquota più bassa parte dal 23% per i redditi fino a 15.000€.

Di seguito, le percentuali di tassazione, collegate alle varie fasce di reddito.

NETWORK MARKETING E TASSE

La disciplina che regolamenta questo fenomeno impositivo la rinveniamo nel D.P.R. n. 600 del 1973, recante proprio le Disposizioni comuni in materia di accertamento delle imposte sui redditi. Ai fini della gestione fiscale e delle Tasse sui redditi derivanti dal Network Marketing, al DPR appena menzionato si affianca la legge 173/2005.

Cerchiamo di capire meglio l’applicazione della normativa!

L’articolo 25 bis del dpr 600/73, al comma 6 specifica che:

“Per le prestazioni rese dagli incaricati alle vendite a domicilio [….], la ritenuta è applicata a titolo d’imposta ed è commisurata all’ammontare delle provvigioni percepite ridotto del 22% a titolo di deduzione forfetaria delle spese di produzione del reddito”

In altre parole, la ritenuta alla fonte a titolo di imposta è operata sul solo 78%, sempre con applicazione della prima aliquota IRPEF pari al 23%. In questo modo, il Promoter non risulta obbligato alla dichiarare di tali redditi, poiché già tassati alla fonte (proprio come accade per i lavoratori dipendenti).

Si noti bene: la tassazione IRPEF ordinaria permette al contribuente di portare in deduzione e/o detrazione tutte le spese personali (visite sanitarie, acquisti di prodotti farmaceutici, ristrutturazioni immobiliari). Nel caso di network marketing, invece, non è possibile dedurre o detrarre alcun costo personale in quanto la legge prevede (e impone) una deduzione forfettaria che definisce a monte il reddito soggetto ad imposta (ovvero, il 78% del totale).

Ipotizziamo, dunque, un compenso totale pari a 50.000€: quanto sarà la tassazione IRPEF?

50.000€ x 78% = 39.000€ (reddito imponibile)

39.000€ x 23% = 8.970€ (Tasse da pagare)

 

È da specificare che la tassazione IRPEF resterà così invariata sia nei casi in cui il network marketer svolga la propria attività in maniera occasionale, sia che la stessa venga esercitata in maniera professionale.

Attenzione!

Il concetto di “prestazione occasionale” nell’ambito del Network Marketing si basa solo e soltanto sui compensi che in un anno d’imposta matura un promoter – e non anche sulla continuatività od organizzazione del lavoro di vendita.

CONTRIBUTI INPS

I contributi previdenziali sono obbligatori solo dal momento in cui il network marketer supera i 5.000€ di fatturato netto annuo – momento a partire dal quale sorge anche l’obbligo dell’apertura di una partita iva.

Dunque, sui guadagni eccedenti il fatturato netto di 5.000€ è richiesto al professionista il versamento dei contributi Inps alla Gestione Separata, nella percentuale pari al 33,72%, di cui 1/3 a carico del Promoter o dei distributori e 2/3 a carico dell’azienda di Network Marketing.

 

NETWORK MARKETING E TASSE: LA PRESTAZIONE OCCASIONALE

Analizzate la Tasse sui compensi derivanti dal Network Marketing, analizziamo ora la fattispecie della prestazione occasionale.

Per poter inquadrare una ordinaria attività di vendita di beni come occasionale dobbiamo trovarci dinnanzi ad una vera e propria cessione una tantum. Allo stesso modo, se saltuariamente decido di erogare una prestazione professionale per conto di un soggetto committente, titolare o meno di partita iva, sto svolgendo una “prestazione d’opera occasionale” che può essere svolta (anche) senza l’apertura della partita iva.

Ma attenzione! Al di fuori del Network Marketing, affinché una collaborazione sia definibile come occasionale o affinché una vendita rimanga nell’ambito delle prestazioni commerciali occasionali, NON deve sussistere alcuna abitualità né organizzazione nello svolgimento del lavoro.

Diversamente, quando il guadagno del professionista diventa l’unica o la principale fonte di reddito, l’attività può solo che essere abituale, professionale e non più occasionale. Di conseguenza, a prescindere dal raggiungimento o meno della soglia di fatturato di 5.000€ annui, sorge l’obbligo di apertura della partita iva.

COSA ACCADE NEL NETWORK MARKETING?

La regola generale appena detta non vale nel Network Marketing o, almeno, non vale nel caso di inquadramento del promoter come Networker professionista poiché l’attività di distribuzione è considerata occasionale fino ad un fatturato annuo lordo di 6.410,26€ (ovvero, 5.000€ netti).

Va da sé, quindi, che se un network marketer svolge attività in maniera continuativa ma senza mai raggiungere in un anno fiscale compensi netti pari a 5.000€, non è tenuto ad aprire partita iva. Diversamente, il superamento della suddetta soglia obbliga il promoter ad aprire partita iva entro 30 giorni dal superamento della soglia.

 

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