Network Marketing Tassazione: Cosa Si Fa?

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Network Marketing Tassazione: Qual è la legge di riferimento? Risulta necessaria l’apertura della partita iva? Come funziona la tassazione?

Network Marketing Tassazione: Successivamente al 1945, anno di fine della seconda guerra mondiale, si è presentata una nuova attività all’interno del sistema italiano. L’attività in questione è il Network Marketing, definito anche come “Multi level marketing“, ovvero un impiego per il quale potenziali venditori si fanno contrassegnare da un codice identificativo dall’azienda per la quale promuovono i prodotti o i servizi di interesse, che verrà utilizzato dai clienti per acquistare quei determinati beni e servizi.

A quale legge si fa riferimento? Le tasse sono calcolate sulle vendite? Bisogna essere titolari di partita Iva per poter svolgere l’attività?

In questo articolo scopriremo:

  • La legge capostipite
  • I soggetti coinvolti nell’attività
  • Quali tasse bisogna considerare?
  • Analisi della prestazione occasionale

 

Network Marketing Tassazione: La legge capostipite

La legge capostipite che regola al meglio l’attività di Network Marketing è la legge 173/2005, la quale definisce le disposizioni della vendita diretta a domicilio e tutela del consumatore dalle forme di vendita piramidali.

La legge è stata ufficializzata con l’obiettivo di evitare l’aumento sconsiderato di vendite piramidali illegali, per tutelare il consumatore finale. Dal momento in cui è presente questa legge, risulta come la principale fonte su cui fare riferimento in merito all’attività di Network Marketing.

Analizziamo ora in che modo avviene la vendita dei prodotti e servizi attraverso il Multi Level Marketing.

  • Deve essere rivolta solamente a persone fisiche, senza essere operativi in regime d’impresa, quindi di fatto tutti coloro che non hanno aperto la partita iva;
  • La raccolta degli ordini d’acquisto è fondamentale, perché in questo modo l’azienda può portare avanti l’evasione degli stessi ordini direttamente al domicilio del consumatore finale
  • A meno che non si vendano o si eroghino beni e servizi specificamente vietati dalla legge 173/2005, come per esempio i contratti di costruzione o di compravendita di immobilizzazioni, l’oggetto della vendita può essere qualsiasi prodotto o servizio.

 

Network Marketing Tassazione: I soggetti coinvolti nell’attività

Secondo la legge 173/2005, abbiamo all’interno dell’attività la figura del Promoter, ovvero colui che:

con o senza vincolo di subordinazione promuove, direttamente o indirettamente, di raccogliere gli ordinativi di acquisto presso consumatori finali per conto di imprese esercenti attività di vendita a domicilio.

Coloro che beneficiano l’operato del Promoter sono proprio le imprese, che forniscono aiuto e supporto ai venditori sul piano dell’informazione e della documentazione sui prodotti e servizi che vanno a vendere. Durante il corso dell’anno, è solito per le aziende che svolgono network marketing sostenere incontri formativi sull’attività nella sua generalità, in modo tale da rendere tutti effettivamente conoscenti del modo in cui si svolge, tutti i soggetti coinvolti, gli aspetti formali e rilevanti la tassazione.

Il Promoter, per ogni vendita effettuata, otterrà una parte del ricavo totale.

C’è da precisare che il Promoter è un incaricato alla vendita, quindi non gli è permesso l’acquisto dei prodotti dell’impresa per rivenderli direttamente ai propri clienti.

Vendita diretta e indiretta: le differenze

Nel Network Marketing troviamo la possibilità di effettuare la vendita diretta o indiretta dei beni e dei servizi.

  • Nella vendita diretta il Promoter ha il compito di trovare un contatto diretto con il potenziale consumatore finale, consigliando la loro offerta e completando lui stesso la raccolta degli ordini d’acquisto.

È bene ricordare che il cliente deve essere persona fisica, quindi non possessore di Partita Iva!!

Non significa che il cliente non può avere partita Iva. L’obbligo che però possiedono tutti i clienti è che la richiesta del bene o del servizio deve essere fatta al di fuori dell’attività imprenditoriale, quindi al di fuori della partita Iva. Non può quindi essere nemmeno una società, una cooperativa o una fondazione.

  • Nella vendita indiretta – il Promoter forma i distributori che vengono arruolati per la vendita dei prodotti, e le modalità che devono essere applicate, avendo anche il ruolo da controllore e coordinatore dell’attività, senza però andare a intervenire lui stesso.

Network Marketing Tassazione: Quali tasse bisogna considerare?

Secondo il sistema italiano, di fronte ad un lavoratore dipendente, occasionale, o da un’attività d’impresa secondo regime ordinario, il reddito viene coinvolto nel pagamento d’imposta progressiva IRPEF, ovvero una tassazione a scaglioni, partendo da un minimo del 23% per arrivare ad un massimo di 43%.

Qui rappresentata è un’immagine relativa alla percentuale di tassazione IRPEF legata ad ogni fascia di reddito.

NETWORK MARKETING E TASSAZIONE

La disciplina che regolamenta questo fenomeno impositivo la rinveniamo nel D.P.R. n. 600 del 1973, recante proprio le Disposizioni comuni in materia di accertamento delle imposte sui redditi. Ai fini della gestione fiscale e delle Tasse sui redditi derivanti dal Network Marketing, al DPR appena menzionato si affianca la legge 173/2005.

Proviamo a capire meglio con un esempio!

L’articolo 25 bis del dpr 600/73, al comma 6 specifica che:

“Per le prestazioni rese dagli incaricati alle vendite a domicilio [….], la ritenuta è applicata a titolo d’imposta ed è commisurata all’ammontare delle provvigioni percepite ridotto del 22% a titolo di deduzione forfetaria delle spese di produzione del reddito”

In modo più pratico e semplice, ci troviamo davanti ad una legge che ci dà delle indicazioni molto importanti su come comportarsi in fase di calcolo delle imposte. La ritenuta alla fonte a titolo d’imposta è calcolata sul 78% dell’imponibile, con un’applicazione della prima aliquota IRPEF del 23%. Il vantaggio che ne trae il Promoter è che non ha l’obbligo di dichiarare i redditi, in quanto sono già tassati alla fonte.

Risulta fondamentale ricordare anche che la tassazione IRPEF ha un vantaggio non da poco, ovvero la possibilità di detrarre le spese “personali”, come l’acquisto di prodotti farmaceutici, le ristrutturazioni degli immobili etc. Svolgendo però l’attività del network marketing, non sarà possibile detrarre tutto ciò, perché la legge 173/2005 vieta la possibilità di dedurre e detrarre questo tipo di servizi e prodotti.

Ipotizziamo, dunque, un compenso totale pari a 50.000€: quanto sarà la tassazione IRPEF?

50.000€ x 78% = 39.000€ (reddito imponibile)

39.000€ x 23% = 8.970€ (Tasse da pagare)

 

È da specificare che la tassazione IRPEF resterà così invariata sia nei casi in cui il network marketer svolga la propria attività in maniera occasionale, sia che la stessa venga esercitata in maniera professionale.

Contributi INPS

Una volta superati i 5.000€ di fatturato annuo, al netto delle imposte, si riscontra un altro obbligo, ovvero quello dell’apertura della partita Iva.

Dunque, sui guadagni eccedenti il fatturato netto di 5.000€ è richiesto al professionista il versamento dei contributi Inps alla Gestione Separata, nella percentuale pari al 33,72%, di cui 1/3 a carico del Promoter o dei distributori e 2/3 a carico dell’azienda di Network Marketing.

 

Network Marketing Tassazione: Analisi della prestazione occasionale

A differenza degli altri casi, la definizione di prestazione occasionale si basa solamente sui compensi ottenuti dal Promoter in un anno d’imposta, non dal fatto che sia un’attività svolta secondo una certa regolarità o meno, piuttosto che sull’organizzazione dell’attività.

Per poter inquadrare un’attività di vendita di beni come occasionale deve esserci di fronte a noi una cessione una tantum. Se, di tanto in tanto, c’è il desiderio di erogare una prestazione professionale per conto di un soggetto, titolare o meno di partita iva, sto svolgendo una “prestazione d’opera occasionale, per la quale vale anche non essere necessariamente titolari di una partita Iva.

Se invece, ci troviamo di fronte ad una situazione per la quale il guadagno ottenuto dalle prestazioni di Network Marketing sono le uniche fonti di reddito, l’attività non potrà più essere considerata come occasionale, ma come principale, e di conseguenza è obbligatoria l’apertura della partita Iva, indipendentemente dal superamento della soglia dei 5.000€ annui.

 

Cosa accade nel Network Marketing?

Nel caso di Network Marketing, la normativa appena detta riguardo la prestazione occasionale non vale nel momento in cui il Promoter viene inquadrato come professionista, in quanto l’attività viene considerata occasionale fino ai 5.000€ netti.

Risulta quindi più chiaro ora, che il network marketer può svolgere la sua attività, anche in maniera continuativa, fino a che si raggiungono i 5.000€ netti, senza aprire la partita Iva. Il superamento della soglia, invece, porta all’obbligatoria apertura della partita Iva.

 

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