Legge Sul Rientro Dei Cervelli: cos’é?

Legge Sul Rientro Dei Cervelli

Legge sul Rientro dei Cervelli: di cosa tratta questa normativa? Quali sono le condizioni per potervi accedere?

La Legge Sul Rientro Dei Cervelli. Ad oggi, uno dei regimi più gettonati e dibattuto, è sicuramente il Regime del Rientro dei Cervelli, che ha come obiettivo principale quello di incentivare il rientro, in Italia, dei lavoratori che si sono trasferiti all’estero.

Il vantaggio principale che offre questo regime, è la possibilità di tassare il 50% o il 40% del reddito prodotto in Italia nei casi in cui il lavoratore si trasferisce ne Paese con un figlio minore o vi è la nascita/adozione di un minore durante il periodo di fruizione del regime.

Questa agevolazione viene riconosciuta solo per i primi 5 periodi d’imposta successivi al trasferimento, che potranno poi essere estesi per ulteriori 3 periodi d’imposta, ma solo qualora siano presenti determinate condizioni.

In questo articolo andremo quindi ad approfondire di cosa tratta la nuova Legge sul Rientro dei Cervelli e quali condizione sono richieste per poter accedervi.

Andremo ad analizzare:

  • Chi può usufruire di questa agevolazione?
  • Quale Legge disciplina il Rientro dei Cervelli?
  • Per quanti periodi di imposta si può agevolare di questo regime?
  • Di cosa tratta l’interpello preventivo?

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Chi può usufruire di questa agevolazione?

Sia i lavoratori autonomi sia i lavoratori dipendenti possono agevolare del Rientro dei Cervelli, variano però le modalità di richiesta. Ma vediamole nello specifico:

Lavoratori autonomi, possono accedervi in due modalità:

  • Possono ottenere questa agevolazione in sede di applicazione della ritenuta d’acconto operata dal committente. Il lavoratore autonomo, inoltre, dovrà presentare all’ordinante un’autodichiarazione ai sensi del DPR 445/2000;
  • Oppure, può usufruirne in sede di Dichiarazione dei Redditi.

Lavoratori dipendenti:

  • Per poter agevolare del Rientro dei Cervelli, come per i lavoratori autonomi, devono presentare una richiesta al datore di lavoro, attraverso l’autodichiarazione DPR 445/2000. In seguito a questa autodichiarazione, il datore di lavoro può applicare le ritenute fiscali sul 40 o 50% del reddito complessivo in busta paga.

 

Quale Legge disciplina il Rientro dei Cervelli?

La prima legge a cui fa richiamo il Rientro dei Cervelli è il Decreto internazionalizzazione “art.16 del D.lgs. 147/2015“, in seguito poi modificato dal D.L. 34/2019 e, in ultimo, abrogata con la legge di bilancio n. 209/2023.

L’obiettivo principale del Rientro dei Cervelli, come già citato, è quello di favorire il rientro in Itali dei lavoratori, garantendogli sicurezza e offrendo la possibilità di tassare il loro reddito totale prodotto in Italia al 50% o 40%, sia se sono lavoratori dipendenti sia autonomi.

Grazie al D.lgs. 209/2023, siamo in grado anche si evidenziare quali sono le condizioni richieste por poter usufruire dell’agevolazione del Rientro dei Cervelli: 

  • Il lavoratore non deve essere stato residente fiscalmente in Italia nei tre periodi d’imposta precedenti il rimpatrio
  • Il lavoratore si impegna a risiedere fiscalmente in Italia per almeno i quattro anni successivi al rimpatrio stesso
  • L’attività lavorativa deve essere prestata prevalentemente nel territorio italiano.

Nel rispetto di tutti e tre questi requisiti, restano agevolabili:

  • I redditi da lavoro dipendente e assimilato,
  • I redditi da lavoro autonomo, derivanti dall’esercizio di arti e professioni.

La percentuale del 50% è ridotta al 40% nei seguenti casi:

  • il lavoratore si trasferisce in Italia con un figlio minore;
  • in caso di nascita di un figlio ovvero di adozione di un minore di età durante il periodo di fruizione del regime. In tale caso il beneficio è fruito a partire dal periodo d’imposta in corso al momento della nascita o dell’adozione e per il tempo residuo di fruibilità dell’agevolazione.

 

Per quanti periodi di imposta si può agevolare di questo regime?

I benefici del Regime del Rientro dei Cervelli, vengono riconosciuti per i primi 5 periodi d’imposta successivi al rimpatrio, come già citato in precedenza, nella percentuale del 50% o del 40% nei casi in cui il lavoratore si trasferisce in Italia con un figlio minore o vi è la nascita/adozione di un minore durante il periodo di fruizione del regime.
Questi 5 periodi di imposta possono essere estesi per ulteriori 3, ma sempre con la variazione che il reddito totale viene tassato al 50%. Tutte queste informazioni vengono riprese nel comma 10 dell’art. 5 D.lgs. 209/2023, ai sensi del quale:

 “Limitatamente ai soggetti che trasferiscono la propria residenza anagrafica nell’anno 2024 le disposizioni del presente articolo si applicano per ulteriori tre periodi di imposta nel caso in cui il contribuente è divenuto proprietario, entro la data del 31 dicembre 2023 e, comunque, nei dodici mesi precedenti al trasferimento, di un’unità immobiliare di tipo residenziale adibita ad abitazione principale in Italia”.

La Legge sul Rientro dei Cervelli: di cosa tratta l’interpello preventivo?

Poter agevolare al Rientro dei Cervelli non può essere sottoposto alla presentazione di un’istanza di interpello da parte del contribuente, se le questioni riguardino la sussistenza o meno dei presupposti utili a stabilire l’effettiva residenza fiscale o i requisiti necessari all’accesso al regime speciale – dato che tali verifiche implicano valutazioni di fatto non risolvibili in sede di interpello, come citato nella Circolare dell’Agenzia delle entrate n. 33/E/2020.

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Commenti

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  1. Buonasera, Come viene tassato un dividendo/utile da azienda estera (europea)?


    • Buonasera, la tassazione sui dividendi è del 26%. In tal caso, non può trovare applicazione il regime degli impatriati.

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