la tasi

COS’E’ LA TASI?

La TASI consiste nella tassa sui servizi indivisibili utilizzata per finanziare i comuni al fine di effettuare alcuni servizi; come il rifacimento delle strade, manutenzione della rete fognaria o dell’illuminazione. La TASI va versata in due rate dello stesso importo dove la prima rata dovrà essere pagata entro il 16 giugno di ogni anno; mentre la seconda rata deve essere versata a titolo di saldo, il tutto entro il 16 dicembre, calcolato sulle aliquote e sulle detrazioni previste dalla delibera comunale 2016 pubblicata sul sito Internet del MEF entro il del 28 Ottobre di ogni anno.

Il contribuente dovrà pagare la TASI  se in possesso o detenzione di fabbricati o aree edificabili. Vi saranno delle indicazione specifiche per quanto riguarda il pagamento dell’imposta per quanto riguarda gli immobili concessi in locazione o comodato. In tal caso si possono evidenziare due differenti obblighi:

  • l’inquilino dovrà versare un importo compreso tre il 10% e il 30% del complessivo dovuto per la TASI; nel caso il Comune non proceda ad indicare quale percentuale è dovuta dal contribuente locatario, allora l’inquilino sarà soggetto a versare il 10%, mentre il restante 90% sarà  a carico del locatore.
  • Il proprietario sarà quindi soggetto a versare la parte non versata dall’inquilino.

Nello specifico in caso di inadempimento di una delle due parti il Comune non potrà richiedere il pagamento della somma dovuta al soggetto adempiente; mentre in caso di più comproprietari e uno di questi risultasse inadempiente, il Comune potrà richiedere l’importo non versato a qualsiasi comproprietario.

L’ESENZIONE DAL VERSARE LA TASI

La Finanziaria 2016 riconosce l’esenzione TASI per quegli immobili adibiti ad abitazione principale, con esclusione per quelle di lusso assoggettate alle categorie catastali A/1; A/8; A/9.

E’ inoltre possibile fruire della esenzione sulla TASI se vi è il possesso di due immobili posseduti da due coniugi, ma situati in due Comuni differenti, sempre che un coniuge risulti avere la residenza e la dimora abituale in un’immobile così come l’altro coniuge con il secondo immobile.

La Finanziari 2016 ha previsto la riduzione del 50% della base imponibile per quanto riguarda gli immobili concessi in comodato ad un familiare in linea retta di primo grado (genitori e figli).

Per usufruire di tale agevolazione sono necessari determinati requisiti:

  • che l’immobile sia l’abitazione principale del comodatario;
  • che il comodante(colui che concede l’immobile) risieda nel Comune in cui è ubicato l’immobile dato in comodato;
  • sia l’immobile concesso in comodato che l’abitazione principale del comodante non siano accatastati nelle categorie A/1, A/8 o A/9 (di lusso);
  • vi sia la presenza di un contratto che attesti il comodato;
  • venga presentata una dichiarazione che attesti il rispetto di questi requisiti.

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IL VERSAMENTO DELLA TASI

Si ricorda che come per l’IMU la TASI può essere versata tramite:

  • mod. F24;
  • bollettino di c/c/p; con indicazione degli importi arrotondati all’unità di euro.

utilizzando il numero di c/c “1017381649” valido per tutti i Comuni.

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FAQ: le risposte alle tue domande

1. Perché è importante rimanere aggiornati sulle notizie fiscali?

Le norme fiscali cambiano spesso e restare aggiornati permette di cogliere nuove opportunità di risparmio, sfruttare bonus o agevolazioni e prevenire sanzioni derivanti da errori o ritardi.

2. Le novità fiscali si applicano a tutti i contribuenti allo stesso modo?

Non sempre. Alcune misure riguardano solo imprese, altre lavoratori autonomi o dipendenti, mentre altre ancora sono destinate a famiglie o specifiche categorie. È fondamentale valutare caso per caso.

3. Come capire se una nuova norma fiscale è rilevante per la mia situazione?

Occorre analizzare requisiti, limiti e condizioni previsti dalla legge. In molti casi è utile confrontarsi con un consulente per interpretare correttamente le disposizioni ed evitare fraintendimenti.

4. Le agevolazioni fiscali hanno sempre una durata limitata?

Spesso sì: bonus e incentivi fiscali vengono introdotti con scadenze annuali o pluriennali e possono essere prorogati, modificati o eliminati nelle leggi di bilancio successive.

5. Dove vengono pubblicate ufficialmente le novità fiscali?

Le fonti principali sono la Gazzetta Ufficiale, i provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate e i decreti ministeriali. Gli articoli del blog sintetizzano queste novità rendendole più chiare e operative.

6. Come incidono le novità fiscali sul bilancio di un’impresa?

Le modifiche normative possono avere effetti immediati sui costi, sulle aliquote e sulla pianificazione finanziaria. Un aggiornamento costante aiuta le aziende a programmare meglio le risorse.

7. Posso applicare da solo le novità fiscali o serve assistenza?

Alcune regole sono semplici e di immediata applicazione, ma altre richiedono valutazioni tecniche. In generale, affidarsi a un professionista riduce i rischi di errori e consente di sfruttare al meglio i vantaggi disponibili.

8. Qual è il modo migliore per rimanere aggiornati sulle notizie fiscali?

Seguire fonti specializzate, iscriversi a newsletter tematiche e consultare regolarmente siti di riferimento consente di ricevere aggiornamenti puntuali e attendibili sulle novità legislative.