I voucher: modificata la disciplina relativa alla comunicazione preventiva

i voucher

COSA SONO I VOUCHER?

I voucher sono una particolare modalità di pagamento utilizzate per regolamentare le prestazioni lavorative, definite appunto “accessorie”, ossia svolte in maniera saltuaria.
Il titolare dell’attività paga un voucher 10 euro, mentre il soggetto lavoratore incasserà la somma di 7,50 euro, che corrisponde al compenso minimo di un’ora di prestazione. Con questa modalità di pagamento sono garantite sia la copertura previdenziale presso l’INPS e quella assicurativa presso l’INAIL.

Nel 2015 sono state apportate delle ulteriori novità riguardanti l’utilizzo dei voucher:

  • l’aumento da 5000 a 7000 euro del limite massimo annuo del compenso che il lavoratore può percepire;
  • le attività possono essere svolte da qualsiasi soggetto (disoccupato, inoccupato, lavoratore autonomo o subordinato, full-time o part-time, pensionato, studente) nel rispetto dei limiti del compenso  7.000 euro.
  • la possibilità di acquisto telematico dei voucher da parte del lavoratore tramite la procedura telematica prevista sul sito Internet dell’INPS; tabaccai, Banche Popolari abilitate, Uffici postali.

COSA DEVE FARE IL DATORE DI LAVORO?

Il datore di lavoro deve versare il valore complessivo dei voucher, il tutto tramite:

  • mod. F24 ELIDE (codice causale LACC – Lavoro occasionale accessorio);
  • mod. F24 EP (utilizzabile dagli Enti / Amministrazioni Pubbliche autorizzate);
  • versamento su c/c/p 89778229, intestato ad INPS DG LAVORO ACCESSORIO;
  • pagamento on line tramite il sito Internet dell’INPS;

deve inoltre presentare all’INPS la comunicazione di inizio attività per attivare i voucher e successivamente inviare la comunicazione preventiva di inizio attività contenente i dati anagrafici del lavoratore, il luogo e  il periodo di svolgimento della prestazione, che non deve superare i 30 giorni.

LE ULTIME MODIFICHE

I datori di lavoro non agricoli o professionisti che ricorrono a prestazioni di lavoro accessorio sono tenuti, almeno 1 ora prima dell’inizio della prestazione, a comunicare alla sede territoriale competente dell’Ispettorato nazionale del lavoro, i dati anagrafici o il codice fiscale del lavoratore, indicando, altresì, il luogo, il giorno e l’ora di inizio e di fine della prestazione  il tutto tramite l’invio di un sms o via mail.

Il nuovo obbligo comunicativo prevede come in precedenza che tutti i datori di lavoro devono effettuare la comunicazione di inizio attività all’INPS; mentre i datori di lavoro imprenditori (agricoli e non) o i lavoratori autonomi devono effettuare anche la comunicazione preventiva di inizio attività all’Ispettorato del Lavoro.

In sostanza sono obbligati alla comunicazione preventiva per le prestazioni di lavoro accessorio:

  • imprenditori non agricoli;
  • lavoratori autonomi;
  • imprenditori agricoli, che precedentemente erano esclusi.

TERMINI E SANZIONI

I termini previsti per l’invio della comunicazione preventiva sono:

almeno 60 minuti prima dell’inizio della prestazione alla competente sede dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro il tutto tramite sms o posta elettronica.

Le mail inviate dovranno essere:

  • prive di qualsiasi allegato;
  • riportare nell’oggetto il codice fiscale e la ragione sociale del committente;
  • il giorno e l’ora di inizio e fine della prestazione.

In caso di mancata comunicazione vi sarà l’applicazione di una sanzione da 400 a 2.400 euro per ogni lavoratore per il quale è stata omessa la comunicazione. In caso di omessa comunicazione è applicabile anche la “maxisanzione” per lavoro nero applicata in caso di mancata comunicazione preventiva all’INPS per l’inizio della prestazione di lavoro accessorio; non sono ancora state chiarite le sanzioni previste in caso di comunicazioni errate o oltre il termine previsto per l’invio.

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