FTMO Partita Iva: come comportarsi?

FTMO PARTITA IVA

FTMO PARTITA IVA: IN QUALI CASI E’ OBBLIGATORIO APRIRLA? QUAL E’ IL CODICE ATECO DA UTILIZZARE? CHE DIFFERENZA C’E’ RISPETTO AL CONSULENTE FINANZIARIO?

Negli ultimi anni abbiamo assistito al fiorire di attività professionali nel passato mai esistite e, soprattutto, in ambiti lavorativi mai solcati prima poiché molto selettivi e di nicchia.
Hai mai sentito parlare del Prop Trader?
Il Prop Trader è un professionista che riceve in gestione portafogli di investimento per conto di una o più Proprietary Firm (o Prop House). Una delle Prop House più conosciute al giorno d’oggi è FTMO, ed i Prop Trader intenzionati a collaborarvi devono superare un periodo di prova durante il quale gestiscono le “finanze” di portafogli di investimento messi a loro disposizione da parte dell’azienda, con l’obbiettivo di conseguire elevati interessi.
Ovviamente, ad ogni profitto raggiunto dal Prop Trader corrisponde un compenso: da giustificare in che modo?
Nel seguente contributo proveremo a rispondere ad un quesito che desta ancora molti dubbi: il professionista che lavora (con e) per FTMO è tenuto ad aprire una Partita Iva per giustificare i propri guadagni?

In questo articolo scopriremo:

  • Cosa si intende per Prop Trader
  • Quando un Prop Trader di FTMO è obbligato ad aprire una Partita Iva
  • I tre regimi fiscali e le loro caratteristiche
  • Il codice ateco più appropriato

 

 FTMO PARTITA IVA: CHI E’ IL PROP TRADER?

Prima di comprendere i casi in cui è richiesto ad un Prop Trader di FTMO di aprire Partita Iva, cerchiamo di comprendere chi è il Prop Trader e le modalità di lavoro presso una Prop House.

Abbiamo anticipato che il Prop Trader è un professionista che si occupa di prendere in gestione portafogli di investimento per conto di una azienda terza, ossia una Prop House come FTMO.

La Prop House è una società di investimento che si rivolge a risparmiatori intenzionati a investire i loro capitali. Di conseguenza, il rapporto di investimento è intrattenuto unicamente tra la società e il risparmiatore, che decide di investire i propri capitali attraverso l’ausilio della Prop House.

Per la gestione dei portafogli di investimento, che i risparmiatori decidono di mettere nelle mani della Prop House, intervengono i Prop Trader i quali, in pratica, si occupano della sola gestione dei portafogli, avendo come unico riferimento la Prop House, e NON anche gli effettivi titolari dei portafogli.

IL PROP TRADER DI FTMO E’ UN CONSULENTE FINANZIARIO?

Risulta ben chiaro, dunque, che il Prop Trader è un professionista di cui possono avvalersi le Prop House per la gestione di portafogli di investimento di cui i risparmiatori sono i reali proprietari.

Dunque, l’essenza giuridica che giustifica il lavoro svolto dal Prop Trader trova le basi in un contratto di collaborazione professionale stipulato direttamente con la Prop House, e NON (anche) con i titolari dei portafogli d’investimento!

Pertanto non sarà il Prop Trader a rispondere delle perdite o degli utili conseguiti dalla gestione dei portafogli, poichè l’unica “parte” responsabile verso gli investitori per perdite o profitti resta sempre e comunque la Prop House.

Per tutto quanto sopra detto, appare di vitale importanza porre l’attenzione sulla differenza esistente tra un consulente finanziario ed un Prop Trader:

  • il primo affianca i clienti nel prendere decisioni di investimento, offrendo una consulenza personalizzata che mira ad aiutarli nel raggiungimento dei loro obiettivi attraverso la creazione e la gestione di un piano finanziario;
  • il secondo utilizza tutti gli strumenti messi a disposizione dalla Prop House per gestire portafogli trading demo, con l’obbligo di operare nel rispetto delle condizioni e delle regole stabilite dalla Prop House, e utilizzando una piattaforma i cui ordini sono sempre approvati e vagliati dalla Prop House stessa.

Al momento non vi sono chiarimenti ufficiali circa la professione del Prop Trader ma, proprio sulla base delle sostanziali differenze sussistenti tra questa figura e quella del consulente finanziario, sembra possibile affermare che non sia necessaria l’iscrizione presso l’OCF (Albo Unico dei Consulenti Finanziari) in quanto si tratta di professionisti che operano al di fuori delle normative che regolano l’attività dei consulenti finanziari.

 

FTMO PARTITA IVA: E’ OBBLIGATORIO APRIRE P.IVA?

Il Prop Trader, grazie alla sua attività di gestione di portafogli di investimento, può aspirare a guadagni davvero importanti che, ovviamente, devono essere dichiarati e tassati nel rispetto della loro reale natura.

Per comprendere quali siano gli obblighi impositivi che deve rispettare un Prop Trader che lavora per FTMO cerchiamo di capire, prima di tutto, se sia o meno necessaria l’apertura di una Partita Iva.

In linea generale è possibile affermare che una qualsiasi attività professionale può essere svolta senza Partita Iva nei casi in cui questa sia occasionale, ossia esercitata in maniera saltuaria, sporadica e senza vincolo di subordinazione, nonché in assenza di organizzazione lavorativa.
Diversamente, quando il guadagno del Prop Trader diventa l’unica o la principale fonte di reddito, l’attività può solo che essere abituale, professionale e non più occasionale. Di conseguenza, sorge l’obbligo di apertura della Partita Iva.

IL LIMITE DEI 5.000€

Uno degli errori più diffusi in merito all’esonero dell’apertura di una Partita Iva nello svolgimento di una professione è quello di considerare occasionale una prestazione che non fattura più di 5.000 € l’anno.

Nella realtà dei fatti, una prestazione di lavoro autonomo occasionale si ha nei casi in cui l’attività sia caratterizzata dall’assenza di abitualità, professionalità, continuità e organizzazione. Di conseguenza, ogni qual volta tali condizioni vengono meno, a prescindere dal superando della soglia dei 5.000€ annui, il lavoratore si vede obbligato all’apertura di una Partita Iva, con regime fiscale forfettario o ordinario a seconda delle sue condizioni personali e imprenditoriali.

Va da sé che, nel momento in cui l’attività professionale diviene abituale e continuativa, anche per un Prop Trader di FTMO sorge l’obbligo di aprire la Patita Iva.

 

FTMO E PARTITA IVA: I REGIMI FISCALI

Giunti a questo punto, appare ben chiaro che per lavorare con la Prop House FTMO è necessario essere titolari di Partita Iva, con inquadramento da libero professionista.

Ma quale sarà la Partita Iva da aprire?

L’ordinamento giuridico italiano prevede tre regimi fiscali, ossia:

  • regime forfettario
  • regime semplificato
  • regime ordinario

 

IL REGIME FORFETTARIO

Il regime forfettario, anche detto “regime di vantaggio” è adatto ai neoprofessionisti in quanto non solo prevede una gestione contabile particolarmente semplice ma garantisce (anche) il non addebito dell’iva in fattura.

Il professionista di FTMO titolare di Partita Iva in regime forfettario, vede assoggettare il proprio reddito imponibile ad un’imposta particolarmente bassa, ovvero il 15% in via ordinaria e il 5% in caso di “start up”, da applicare su una base imponibile calcolata a forfeit, cioè determinata da un coefficiente di redditività.

IL REGIME SEMPLIFICATO

Il regime semplificato, proprio delle ditte individuali e delle società di persone, conserva due particolari differenze rispetto al regime forfettario:

  • è richiesto l’addebito dell’Iva in fattura,
  • il professionista può dedurre/detrarre i costi NON in maniera “forfettaria”.

In altri termini, le imposte da versare vengono calcolate seguendo l’equazione “fatturato meno costi”, essendo tassato il solo margine reale. Nonostante questo, però, le tasse per il professionista possono essere molto più elevate rispetto al regime forfettario poichè sia sul reddito del Prop Trader in ditta individuale che su quello della società di persone si applica un’imposta progressiva, cd. IRPEF, che va dal 23% al 43%: più elevato è il reddito, maggiori sono le tasse!

IL REGIME ORDINARIO DELLE SOCIETÀ DI CAPITALI

Il regime ordinario, richiesto in caso di costituzione di società di capitali, nonostante implichi il sostenimento di costi di gestione particolarmente elevati a causa dei complessi e molteplici adempimenti richiesti dalla normativa, permette di avere un’ottimizzazione fiscale di non poco conto. Difatti, la possibilità di inserire una serie di costi capaci di abbattere la base imponibile, vede come conseguenza il potenziale assoggettamento del reddito ad un tax rate molto vantaggioso.

Inoltre, la costituzione di una società di capitali limita la responsabilità patrimoniale e personale del socio. Questo vuol dire che in caso di debiti societari il socio ne risponde solo limitatamente alle quote ivi possedute.

 

FTMO E PARTITA IVA: IL CODICE ATECO

Nel momento in cui il professionista di FTMO decide di aprire una Partita Iva è tenuto a compilare ed inviare il modello AA9/12 presso l’Agenzia delle entrate, con indicazione del codice ateco da utilizzare.

Il Codice Ateco è una combinazione numerica che identifica una specifica attività capace di produrre reddito.  Associare un codice ateco alla Partita Iva vuol dire specificare l’attività professionale o imprenditoriale che il lavoratore intende svolgere con la propria azienda o ditta individuale.

Nel merito va, però, specificato che al momento non abbiamo alcun chiarimento ufficiale da parte dell’Agenzia delle entrate circa il codice ateco che un Prop Trader debba utilizzare. Con ogni probabilità sembra possibile affermare che il codice maggiormente vicino alla sua attività professionale sia il 74.90.99, “Altre attività professionali nca”.

 

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