Etsy e Partita Iva: come funziona?

Etsy e Partita Iva: come funziona?

ETSY E PARTITA IVA: COME FUNZIONA? VEDIAMO GLI ASPETTI CHIAVE DI QUESTA TEMATICA

Etsy e Partita Iva: come funziona esattamente? Serve la Partita Iva per vendere su Etsy oppure no? Cerchiamo di fare chiarezza.

In questo articolo ti spiegheremo:

  • Etsy e Partita Iva
  • Le pratiche da presentare per essere in regola
  • Iscrizioni OSS e IOSS
  • Possibilità per partire con l’attività

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ETSY E PARTITA IVA

Se sei interessato all’argomento “ETSY e Partita Iva” iniziamo a dire che per vendere su Etsy è necessario aprire la Partita Iva. Questo passaggio è fondamentale fin da subito anche per il commercio digitale. La Partita Iva può essere aperta fino al giorno prima dell’inizio dell’attività. Le tempistiche corrette sono da valutare in base al Regime fiscale adottato.

IL LIMITE DI 5 MILA EURO

Il limite di 5 mila euro è legato al lavoro autonomo occasionale. La vendita online è un’attività da commerciante. Non è quindi un’informazione da tenere in considerazione per vendere su Etsy. Se un professionista svolge un’attività occasionale e riceve un compenso inferiore ad € 5.000, non serve aprire la Partita Iva e non si pagano i contributi. Tale soggetto riceve quindi un compenso al netto della ritenuta d’acconto del 20%. Se il compenso eccede questo limite, bisogna versargli i contributi.

LE PRATICHE DA PRESENTARE PER ESSERE IN REGOLA

Se desideri approfondire l’argomento “ETSY e Partita Iva”, di seguito approfondiremo gli adempimenti necessari per essere in regola. Le pratiche vengono inviate agli Enti in modo telematico. Il proprio consulente può quindi trovarsi in qualsiasi parte dell’Italia.

Per sapere quali pratiche devono essere presentate, bisogna capire come si svolge l’attività. Si può infatti essere: artisti, artigiani, commercianti.

L’artista è colui che produce e vende opere uniche, non in serie e non replicabili. L’artigiano è colui che produce e vende opere replicabili e in serie. Il commerciante è colui che compra e rivende prodotti, creati quindi da altri. L’inquadramento degli artisti è diverso rispetto a quello di artigiani e commercianti.

ARTISTA

L’artista deve aprire Partita Iva con codice 90.03.09 (altre creazioni artistiche e letterarie). Per versare i contributi dovrà iscriversi alla Gestione separata dell’Inps. Tali contributi verranno calcolati sulla base del reddito generato. L’artista non viene iscritto in Camera di Commercio e non deve presentare la Scia in Comune.

ARTIGIANO E COMMERCIANTE

L’artigiano ed il commerciante che vende online deve aprire la Partita Iva con codice 47.91.10.

Bisogna iscriversi al Registro delle Imprese tenuto dalla Camera di Commercio, ed inoltre ci si iscrive all’Inps Gestione artigiani oppure commercianti. I contributi, pari a circa 995,94 euro ogni tre mesi, devono essere versati a prescindere dalle vendite effettuate.

Se si è dipendenti a tempo pieno, o con un contratto al di sopra di 26 ore settimanali, è possibile richiedere all’INPS competente una verifica e la successiva esenzione dal versamento dei contributi da commerciante. In questo modo i contributi non vengono pagati fin quando l’attività da dipendente rimane quella prevalente. Può essere inoltre richiesto uno sconto sui contributi del 35%. Non è obbligatorio, e vale solo per i forfettari. Si pagano così 654,83 euro ogni 3 mesi.

Infine, si deve presentare all’ufficio Suap del Comune la comunicazione di avvio attività (SCIA).

ISCRIZIONI OSS E IOSS

Le iscrizioni ad OSS e IOSS sono una novità entrata in vigore a Luglio 2021, e sono facoltative. Sono due sistemi che permettono di pagare l’Iva in modo più agevole.

Il sistema OSS (One Stop Shop) riguarda le vendite in Unione Europea. Superati i 10.000 euro di vendite UE, questo sistema permette di versare l’Iva nel Paese del cliente. È un sistema che evita quindi ai commercianti di aprire una Partita Iva in ogni Paese europeo. Ciò avviene se la merce parte dall’Italia.

Il sistema IOSS (Import One Stop Shop) è dedicato alle importazioni di prodotti singoli, ovvero merce di valore inferiore ad € 150. In questo modo l’Iva può essere pagata tramite un portale, anziché in Dogana.

POSSIBILITÀ PER PARTIRE CON L’ATTIVITA’

Abbiamo visto finora le regole valide per tutte le Partite Iva per vendere su Etsy. Vediamo adesso quali sono gli inquadramenti possibili per partire con l’attività.

REGIME FORFETTARIO

Il Regime Forfettario permette di pagare un’imposta agevolata del 5% per le Start Up, oppure standard del 15%. È possibile chiedere uno sconto sui contributi INPS del 35%, ed avere una contabilità semplice, e quindi dei costi bassi. Questo regime prevede un limite di fatturato annuo di € 65.000. Superata tale soglia si passa al Regime Semplificato nell’anno successivo.  Il Forfettario è forte sul Mercato Italiano. Non viene recuperata l’Iva sugli acquisti, ma non si addebita l’Iva sulle vendite italiane. Questo permette di applicare prezzi più bassi. Il forfettario ha così un vantaggio competitivo.

La tassazione è bassa, ma viene calcolata su un margine imposto. Ci sono inoltre problemi con le importazioni e le vendite estere, poiché si paga l’Iva sulle importazioni senza poterla recuperare.

DITTA INDIVIDUALE E SOCIETA’ DI PERSONE

La Ditta individuale e la Società di persone prevedono meno adempimenti e meno costi rispetto alla SRL. La tassazione è calcolata sul margine reale. Presentano inoltre una tassazione più alta ed immediata, a scaglioni IRPEF dal 23% al 43%. Tutto l’utile è immediatamente tassato. Si incorre inoltre in una responsabilità illimitata: sull’indebitamento si risponde con il proprio patrimonio personale.

SOCIETA’ DI CAPITALI

Con la Società di capitali vi è un’ottimizzazione fiscale. Presenta inoltre una tassazione migliore rispetto alla Società di persone. È infatti indipendente dal reddito, ed è fissata al 24%, più il 3,9% di IRAP. Vi è la possibilità di reinvestire gli utili e lasciarli all’interno della Società, evitando così un’ulteriore tassazione. Vi è inoltre la protezione patrimoniale nei confronti dell’indebitamento. Questo permette che non venga aggredita la propria sfera personale in caso di debiti.

La Società di capitali presenta maggiori costi, determinati da una gestione più complicata. Vi sono inoltre una serie di costi annuali fissi che devono essere versati, come ad esempio la tassa sui libri sociali, il deposito del bilancio, il diritto camerale. Tutti questi costi appena citati non sussistono per una ditta individuale. Vi è inoltre una maggiore formalità. È meno agevole prelevare i fondi rispetto ad una ditta individuale.

Non c’è quindi un Regime fiscale che sia migliore per tutti. Si rischia altrimenti di sottovalutare alcuni aspetti. L’approccio corretto è quello di valutare il caso specifico in cui ci si trova.

Qui puoi trovare il modello AA7/9, utile per le dichiarazioni di inizio attività.

Guarda questo video se vuoi approfondire il tema “ETSY e Partita Iva: come funziona?

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