E-BOOK E INTERVENTO UE
La Corte di Giustizia UE ha recentemente emesso sentenza dichiarando applicabile la sola aliquota Iva ordinaria su E-book e cessione di libri digitali; tale decisione deriva dal dibattito riguardante una possibile applicazione di aliquota Iva ridotta, provvedimento già applicato in Francia e Lussemburgo.
Questa sentenza potrebbe coinvolgere direttamente anche l’Italia, che dal 1.1.2015 ha introdotto una normativa simile in materia di E-book; l’unica strada percorribile sarebbe quindi una modifica della norma comunitaria, modifica richiesta dal Ministero dei beni e delle attività culturali, dagli editori e dalle associazioni di settore.
SENTENZA UE
Nel dettaglio, la Corte UE ha vagliato 2 procedure di infrazione a danno di Francia e Lussemburgo in seguito all’introduzione nella disciplina nazionale di aliquota agevolata per la cessione di libri digitali. Secondo la Commissione l’Iva ridotta nel campo degli E-book non risulta attuabile in quanto al singolo Stato è consentita l’applicazione di aliquota agevolata nel caso di “fornitura di libri su qualsiasi supporto fisico”, supporto non fornito dal download o streaming del formato digitale.
Dal punto di vista giuridico, la Corte ha affermato inoltre che la vendita di un libro elettronico non può considerarsi come cessione di bene, ma come prestazione di servizi; questo aspetto sarebbe, secondo i Giudici, apertamente in contrasto con l’art.98 della Direttiva n. 2006/112/CE che esclude espressamente la possibilità di applicazione di aliquota Iva ridotta ai servizi forniti per via elettronica.
REGOLAMENTAZIONE ITALIANA E POSSIBILI RIPERCUSSIONI
In Italia, l’Agenzia delle Entrate, con una Risoluzione del 2003, aveva affermato l’impossibilità di estendere al settore degli E-book e alla cessione di prodotti editoriali, diffusi per via telematica, i benefici Iva previsti nel campo dell’editoria; intervento che di fatto determinava l’applicazione di Iva ordinaria.
I sopracitati benefici nel settore dell’editoria sono legati,in base a tale Risoluzione, alla vera e propria fruizione materiale e all’acquisizione attraverso canali tradizionali di diffusione; resta quindi ferma l’aliquota ordinaria e la non applicazione di agevolazioni in tale senso.
Una novità è stata introdotta dalla Finanziaria 2015, essa ha stabilito che sono da considerare libri tutte le pubblicazioni dotate di codice ISBN e veicolate attraverso qualsiasi tipo di supporto o mezzo di comunicazione elettronica, tale normativa va ad impattare sul nuovo principio di territorialità Iva, in base al quale i soggetti privati italiani, in caso di cessioni on-line di servizi, debbano pagare Iva vigente in Italia, a prescindere dal Paese di residenza del cedente.
Il legislatore italiano ha quindi deciso di introdurre aliquota Iva ridotta su E-book e libri digitali, lasciando escluso in questo senso il commercio elettronico di quotidiani e riviste, per i quali è applicata aliquota Iva ordinaria.
In seguito alla sentenza della Corte UE tale disciplina potrebbe creare problemi e potrebbe essere aperta una procedura, dopo Francia e Lussemburgo, anche nei confronti dell’Italia con eventuale messa in mora.
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