Dropshipping senza Partita Iva: è possibile?

Dropshipping senza Partita Iva: è possibile?

DROPSHIPPING SENZA PARTITA IVA: È POSSIBILE? VEDIAMO I RISCHI E LE SANZIONI COLLEGATE

Vendere in Dropshipping senza Partita Iva è possibile o no? Quali sono i rischi che corre un venditore senza la Partita Iva? In questo articolo facciamo chiarezza su questo aspetto.

In questo articolo ti spiegheremo:

  • Dropshipping e Partita Iva: serve?
  • Cosa rischio se vendo senza Partita Iva?

Se invece hai già le idee chiare sull’argomento “Dropshipping senza Partita Iva: è possibile?” ed hai bisogno di una consulenza fiscale con noi clicca qui. 

DROPSHIPPING E PARTITA IVA: SERVE?

Se ti stai chiedendo se è possibile fare Dropshipping senza Partita Iva, ti dico subito che per essere in regola bisogna aprire la Partita Iva prima di iniziare a vendere. Il codice attività per la vendita in Dropshipping equivale alla vendita di beni e servizi via Internet, ovvero il 47.91.10.

Nella fase iniziale è possibile sostenere i costi anche come privato. Se non sei in Forfettario, è bene iniziare ad aprirla anche nella fase preliminare, per non perdere le varie spese sostenute. Quando si apre la Partita Iva è possibile renderla attiva fin da subito, oppure lasciarla inattiva. Con Partita Iva attiva si può iniziare a vendere, e quindi a versare i contributi. In una fase iniziale, in cui le vendite non sono ancora previste, potrebbe essere utile tenerla inattiva. In questo modo è possibile relazionarsi con i fornitori, oppure sostenere corsi di formazione, ma si evita di versare i contributi. Quando si decide di iniziare a vendere è sufficiente renderla attiva.

COSA RISCHIO SE VENDO SENZA PARTITA IVA?

Vediamo quali sono i danni che si creano iniziando a vendere online dal proprio Store in Dropshipping senza la Partita Iva. Come prima cosa vendendo si genera del reddito, e non potendolo dichiarare si crea un’evasione di imposte. Inoltre, iniziando l’attività in Dropshipping bisogna, tra l’altro, iscriversi alla Gestione Commercianti. Non avendo la Partita Iva questo non può accadere, e non è quindi possibile versare i contributi. A seguito di accertamenti, scoprendo che hai venduto senza Partita Iva, ti vengono calcolate le imposte, i contributi e l’Iva che non hai versato, ovviamente maggiorate con sanzioni ed interessi.

LE SANZIONI PREVISTE PER OGNI ADEMPIMENTO NON RISPETTATO

La vendita in Dropshipping senza Partita Iva prevede inoltre molto altro oltre la Partita Iva in sé. Ciò presuppone che tu non abbia svolto una serie di adempimenti, sanzionati a volte anche in modo pesante. Non aprendo la Partita Iva non avrai neanche presentato le relative pratiche. Queste pratiche da presentare sono quattro: la richiesta della Partita Iva all’Agenzia delle Entrate, l’iscrizione alla Camera di Commercio, l’iscrizione alla Gestione Commercianti, ed infine la SCIA al Comune. Vediamo quindi di seguito le varie sanzioni applicabili ad ognuno di questi adempimenti non rispettati.

Il mancato invio della pratica di apertura della Partita Iva all’Agenzia delle Entrate è sanzionato da € 516 ad € 2.064. La sanzione per mancata presentazione della pratica in Camera di Commercio varia da € 103 ad € 1.032. Queste prime due sono solo una parte esigua di sanzioni applicabili se si vende senza Partita Iva, poiché stai facendo un esercizio abusivo di attività commerciale. La pratica SCIA (Segnalazione certificata di inizio attività) da presentare al Comune prevede dei requisiti facilmente superabili, e salvo casi particolari chiunque può vendere in Dropshipping, diversamente magari da attività del settore alimentare. Con la SCIA viene concessa quindi l’autorizzazione a svolgere l’attività. Nel momento in cui però non hai presentato la pratica in Comune e stai svolgendo comunque l’attività di Dropshipping, ti ritrovi ad essere un abusivo. Questo è un reato, poiché alcuni soggetti possono svolgere alcune attività, ed altri no. Questa inizia ad essere una conseguenza ben più pesante poiché, in quanto reato, vi è una sanzione da € 2.582 fino a € 15.943, ed è inoltre prevista la reclusione fino a due anni.

LE SANZIONI PREVISTE PER I MANCATI ADEMPIMENTI DEL SITO

Inoltre, chi vende online deve svolgere una serie di adempimenti sul proprio Store. Ci sono infatti delle regole ben precise con cui deve essere costruito un sito internet. Gli utenti e gli eventuali controllori devono trovare tutta una serie di informazioni ben precise. Non avendo Partita Iva, non puoi pubblicare sul tuo Store tutte le informazioni inerenti, come denominazione, numero di Partita Iva, indirizzo ufficiale della sede, numero di iscrizione alla Camera di Commercio, e questo inadempimento prevede una sanzione da € 258 ad € 2.065.

A seguire, l’omissione dell’informativa Privacy prevede una sanzione da € 6.000 ad € 36.000. Questo vale anche per l’errata informativa sulla Privacy, non solo per la mancanza di essa. Inoltre, il mancato rispetto della legge sui cookies, ovvero il tracciamento anonimo delle persone che visitano il proprio sito, per magari delle successive campagne di re-marketing, prevede invece una sanzione da € 10.000 ad € 120.000.

Infine, i termini e le condizioni di vendita devono essere inseriti all’interno del sito. Qualora non ci siano, oppure le relative informazioni non siano corrette, è prevista una sanzione da € 5.000 ad € 500.000. Oltre alla sanzione applicabile, vi è inoltre un interesse da parte del venditore ad inserire i termini e le condizioni di vendita nel modo più personalizzato possibile. Questo adempimento è infatti da intendersi come un contrato stipulato tra il venditore e l’acquirente. In caso di future contestazioni, anche se il cliente non le ha lette ma le ha accettate, non possono insorgere dubbi su eventuali questioni che possano derivare, come ad esempio i termini dei resi. Il consiglio è quello di redigere infatti i termini e le condizioni di vendita con il supporto di un avvocato specializzato nel digitale.

In conclusione, per evitare sanzioni, anche pesanti, e per evitare di incorrere nel penale, per essere in regola è sufficiente con qualche centinaio di euro aprire la Partita Iva.

Qui puoi trovare il modello AA7/9, utile per le dichiarazioni di inizio attività.

Guarda questo video se vuoi approfondire il tema “Dropshipping senza Partita Iva: è possibile?


  Comments: None

Commenta ora

Confermo di acconsentire al trattamento dei dati personali ai sensi dell'art. 13 del D.Lgs. 196/03 e dell'art. 13 del Regolamento UE 679/16 e di aver preso preso visione dell'informativa privacy.