Dropshipping con 0 euro: si può?

Dropshipping con 0 euro

DROPSHIPPING CON 0 EURO: É OBBLIGATORIO AVERE UN BUDGET INIZIALE?

In questo articolo capiremo insieme se è possibile iniziare a vendere in Dropshipping con 0 euro, i costi che si potrebbero sostenere e i regimi che si possono scegliere.

In particolare vedremo:

  • Cos’è il Dropshipping e quali costi si potrebbero sostenere
  • Le pratiche da presentare per iniziare l’attività
  • L’iscrizione al regime OSS e IOSS
  • Quali regimi si possono scegliere per vendere in Dropshipping

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COS’É IL DROPSHIPPING E QUALI COSTI SI POTREBBERO SOSTENERE

Il Dropshipping si basa sul fatto di comprare la merce nel momento in cui il cliente a sua volta la compra.  Molto spesso chi vuole vendere in Dropshipping, prevede di iniziare con 0 euro, ma questo è impossibile, perché chiunque inizia un’attività, ha dei costi da sostenere.

I costi posso essere relativi alla formazione, al settaggio dello store e al relativo lancio e al settaggio fiscale, in quanto, chi vende in Dropshipping, deve avere la Partita IVA poiché svolge la sua attività in modo continuativo e professionale.

Nell’ambito della formazione, per comprendere meglio tutte le questioni sui business digitali, può ritornare utile ad esempio seguire dei corsi.

Per quanto riguarda il settaggio dello store, si potrebbe dover invece sostenere il pagamento del canone della piattaforma sulla quale si vende, oppure la vera e propria creazione del sito e per evitare problemi inerenti alla privacy o ai termini di condizioni, potrebbe essere necessario rivolgersi ad un legale specializzato.

Il lancio dello store riguarda invece il fatto di far conoscere i prodotti e quindi ci si potrebbe trovare a dover fare degli investimenti in termini di pubblicità.

Infine il settaggio fiscale riguarda i costi da sostenere per aprire la Partita IVA e quelli per mantenerla attiva.

LE PRATICHE DA PRESENTARE PER INIZIARE L’ATTIVITÀ

La prima pratica da presentare è quella di apertura della Partita IVA, presso l’Agenzia delle Entrate, e in essa bisogna indicare come codice dell’attività 47.91.10.

Si deve poi inviare la SCIA all’ufficio SUAP ed è necessario iscriversi presso la Camera di Commercio e alla gestione commercianti per pagare i contributi INPS.

È bene specificare che i commercianti devono pagare dei contribuiti minimi obbligatori, i quali sono indipendenti dalle vendite effettuate. Tuttavia il commerciante che svolge anche lavoro dipendente, a tempo pieno, può chiedere l’esenzione, oppure, se in regime forfettario, può chiedere uno sconto del 35% sui contributi minimi obbligatori.

L’ISCRIZIONE AL REGIME OSS E IOSS

Il commerciante che vende in Dropshipping dovrebbe tenere bene in considerazione d’iscriversi al regime OSS e IOSS.

A seguito della riforma del 1 luglio 2021 infatti, nel momento in cui si superano i €10.000 di vendite in tutta Europa, bisogna pagare l’IVA nel paese di destinazione della merce e si devono applicare le aliquote dei diversi paesi. Le modalità di pagamento possono essere due, o si decide di aprire una Partita IVA per ogni singolo paese, oppure adottando il regime OSS e usando solo la propria Partita IVA italiana.

Ancora più importante, se la maggior parte dei fornitori si trovano al di fuori dell’Unione Europea, è però l’adesione al regime IOSS.

É importante perché se si vende in Dropshipping, e quindi non c’è lo stoccaggio della merce ma si importa un prodotto alla volta, il pagamento tradizionale dell’IVA alla dogana, risulterebbe troppo impegnativo e difficoltoso.

QUALI REGIMI SI POSSONO SCEGLIERE PER VENDERE IN DROPSHIPPING

Quando si avvia un’attività è bene porre attenzione anche a quale regime si sceglie, perché sarà anche da questo che dipenderanno i guadagni. Per iniziare a vendere in Dropshipping il commerciante ha la possibilità di scegliere quattro regimi, ovvero quello forfettario, la ditta individuale, le società di persone o le società di capitali.

IL REGIME FORFETTARIO

Il regime forfettario è un regime che ha dei vantaggi, quali ad esempio i costi bassi, la gestione semplificata in termini di contabilità e adempimenti, è forte sul mercato italiano, in quanto non venendo applicata l’IVA il prezzo finale è minore rispetto ai concorrenti, e si può avere lo sconto sui contributi minimi obbligatori.

Gli svantaggi che questo regime ha, sono invece il limite dei 65.000 € di fatturato, limite che però anche se viene superato durante l’anno prevede l’uscita dal regime per l’anno seguente, l’IVA non è recuperabile e a seguito dell’introduzione dei regimi OSS e IOSS, non risulta essere più molto forte sul mercato estero.

LA DITTA INDIVIDUALE E LE SOCIETÀ DI PERSONE

La ditta individuale e le società di persone hanno gli stessi vantaggi e svantaggi, anche se sono due regimi diversi.

I vantaggi sono una gestione più semplice e i costi più bassi rispetto alle società di capitali e in particolare alla s.r.l. e le imposte vengono calcolate sul margine reale.

Gli svantaggi sono invece una tassazione più alta, rispetto al regime forfettario, e immediata rispetto alla s.r.l., ma ancora una responsabilità illimitata, cioè la possibilità per i creditori di rivalersi anche sul patrimonio personale del titolare di Partita IVA o dei soci e non solo su quello della ditta o società.

LE SOCIETÀ DI CAPITALI

Le società di capitali ed in particolare la s.r.l. e la s.r.l.s. hanno gli stessi vantaggi e svantaggi, si differenziano solo i costi da sostenere quando si va a costituire la società.

I vantaggi sono l’ottimizzazione fiscale, cioè il fatto di poter abbattere il carico fiscale, quindi pagare meno tasse, e la protezione del patrimonio personale, dato che i soci hanno una responsabilità limitata in termini di patrimonio.

Gli svantaggi sono i costi maggiori, per tale ragione è bene costituire una s.r.l. o s.r.l.s. solo che si percepisce un certo reddito, e una maggiore formalità.

Se invece si ha già una società di capitali aperta e si vuole iniziare a vendere in Dropshipping, è necessario come prima cosa verificare che l’oggetto sociale sia compatibile con l’attività di commercio online. Nel caso contrario è necessario recarsi da un notaio e cambiarlo.

Qui puoi trovare il modello AA7/9, utile per le dichiarazioni di inizio attività.

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