Direttiva Omnibus sanzioni: cosa cambia per i consumatori?

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Direttiva Omnibus sanzioni: cosa cambia per i consumatori?

Il Decreto Legislativo per l’attuazione della Direttiva UE 2019/2161, comunemente conosciuta come Direttiva Omnibus, è stato approvato il 23 febbraio 2023 dal Consiglio dei ministri.

Il decreto, arrivato con un certo ritardo rispetto alle scadenze europee, introduce modifiche significative al Codice del Consumo e alla normativa sull’e-commerce, con l’obiettivo di rafforzare la tutela dei consumatori. Le nuove regole riguardano sia i negozi fisici che gli store online, imponendo maggiore trasparenza e correttezza nelle pratiche commerciali.

In questo articolo, analizzeremo la Direttiva Omnibus sanzioni, ossia andremo ad esaminare le novità introdotte e le sanzioni previste in caso di mancato adeguamento.

Cosa si intende per tutela del consumatore?

La tutela del consumatore si esplica attraverso un insieme di disposizioni, norme e presidi, rivolti a salvaguardare i diritti e gli interessi del cittadino inteso come fruitore di beni materiali e di servizi per utilizzo privato. Il consumatore, infatti, è visto come un contraente debole, poiché non ha la possibilità di trattativa.

Infatti, normalmente può solo aderire al contratto, conoscere e leggere le clausole, ma non può chiederne modifica. Per questo il nostro ordinamento e in generale l’Europa chiede che sia maggiormente tutelato e ci siano più cautele nel momento in cui vengono poste in essere tali transazioni commerciali.

Nel nostro ordinamento già nel 2005 è entrato in vigore il codice del consumo, sempre a seguito di direttive europee.

Che cos’è il codice del consumo?

Il codice del consumo raccoglie le principali disposizioni vigenti in materia di tutela dei consumatori e regola i rapporti tra i consumatori e i professionisti, dettando i reciproci diritti e obblighi

Il codice segue un percorso che copre tutte le tappe della relazione di consumo, partendo dalla pubblicità fino ad arrivare alla corretta informazione, passando per la stipulazione del contratto e la sicurezza dei prodotti.

Il suo punto cardine è proprio il consumatore, ossia colui “che agisce per scopi estranei all’attività imprenditoriale, commerciale, artigianale o professionale

Viceversa, il professionista: “è la persona fisica o giuridica che agisce nell’esercizio della propria attività imprenditoriale, commerciale, artigianale o professionale, ovvero un suo intermediario

La direttiva adegua la normativa esistente all’evoluzione digitale dei nuovi mercati, per garantire maggiore tutela ai consumatori, a causa dei crescenti rischi di violazioni!

Cosa è la Direttiva Omnibus?

La Direttiva Omnibus, infatti, è stata ideata per aggiornare quattro precedenti direttive sulla tutela dei consumatori, tenendo conto delle nuove dinamiche del mercato digitale.

L’obiettivo principale è migliorare la trasparenza nelle pratiche commerciali, permettendo ai consumatori di prendere decisioni di acquisto più consapevoli. Con la direttiva, si punta a garantire che i consumatori ricevano informazioni chiare, precise e di rilievo riguardo ai propri acquisti. Inoltre, la direttiva pone l’accento sulla prevenzione di pratiche commerciali scorrette, pubblicità ingannevole e clausole vessatorie nei contratti.

Prezzi scontati

Una delle novità più significative riguarda la comunicazione dei prezzi scontati. Ora, i venditori devono mostrare la percentuale di sconto basandosi sul prezzo più basso praticato nei 30 giorni precedenti alla promozione, invece di riferirsi al prezzo di listino.

Tale cambiamento mira a fornire ai consumatori una visione più accurata del reale risparmio offerto da una promozione, contrastando la pratica dei cosiddetti “prezzi civetta“, tramite la quale si tendeva a sovrastimare gli sconti. L’obiettivo è garantire una maggiore trasparenza e prevenire pratiche ingannevoli.

Gestione delle Recensioni

Le recensioni dei consumatori sono diventate una parte fondamentale del processo decisionale nell’era digitale. Con la Direttiva Omnibus, si introducono nuove regole per combattere le recensioni false o ingannevoli.

I venditori sono ora obbligati a implementare misure per verificare che le recensioni pubblicate provengano da persone che hanno effettivamente acquistato o utilizzato il prodotto. Inoltre, è vietato commissionare recensioni.

Non solo! I venditori devono indicare quali recensioni sono rilasciate spontaneamente dai clienti e quali, invece, sono state richieste dal venditore stesso. Tali previsioni contribuiscono alla creazione di  un ambiente di commercio elettronico più trasparente e affidabile, dove i consumatori possono fare affidamento su opinioni autentiche.

Pratiche commerciali scorrette

Il Decreto Legislativo Direttiva Omnibus introduce definizioni più precise e sanzioni più severe per le pratiche commerciali scorrette. Esse si traducono in azioni ingannevoli, omissioni di dettagli cruciali e pratiche aggressive. Viene, inoltre, posta maggiore attenzione alla trasparenza negli annunci pubblicitari a pagamento nei risultati di ricerca online.

I nuovi obblighi mirano a garantire che i consumatori non siano fuorviati da informazioni false o incomplete e possano prendere decisioni informate.

Clausole vessatorie

Le clausole vessatorie sono tutte quelle condizioni contrattuali che, malgrado la buona fede, creano un significativo squilibrio tra i diritti e i doveri a svantaggio dei consumatori. Tra queste rientrano, ad esempio, le clausole che limitano la responsabilità del venditore o quelle che permettono a quest’ultimo modifiche unilaterali delle condizioni contrattuali.

Con la Direttiva Omnibus, si impongono sanzioni più severe per le aziende che utilizzano tali clausole nei loro contratti. Il cambiamento imposto è volto a prevenire l’uso di termini contrattuali ingiusti e a offrire ai consumatori strumenti efficaci per contestarli.

Revisione dei contratti B2C (business to consumer)

Il Decreto Legislativo Direttiva Omnibus richiede che i contratti tra consumatori e professionisti siano redatti in modo chiaro, trasparente e facilmente accessibile. Ciò include l’espansione del diritto di recesso, offrendo ai consumatori più tempo per annullare un contratto o restituire un prodotto che non soddisfa le aspettative.

I venditori devono anche fornire informazioni dettagliate riguardo alle politiche di reclamo e di restituzione, garantendo che i consumatori possano facilmente esercitare i propri diritti in caso di insoddisfazione.

Marketplace online e trasparenza

Tra le novità introdotte ve ne sono alcune che riguardano anche i Marketplace. Ossia tutte le piattaforme dedicate alla compravendita di prodotti e servizi online che mettono in contatto venditori e consumatori.

I marketplace online devono ora rispettare regole aggiuntive per migliorare la trasparenza. Ad esempio, è stato introdotto l’obbligo di informare chiaramente i consumatori se il venditore è un professionista o un privato, oltre a spiegare come vengono classificate le offerte nei risultati di ricerca.

Le disposizioni introdotte aiutano i consumatori a comprendere meglio il processo decisionale alla base delle offerte mostrate e ad effettuare scelte più informate.

Le sanzioni previste in caso di non conformità

La Direttiva Omnibus introduce un sistema di sanzioni più rigoroso e severo per le aziende che violano le nuove norme. Le sanzioni amministrative pecuniarie possono variare considerevolmente in base a diversi fattori, tra cui la natura, la gravità e la durata della violazione.

Per le violazioni delle disposizioni relative alle riduzioni dei prezzi, le sanzioni possono variare da 516€ a 3.098€. Inoltre, vi è la  possibilità di aumento in base al comportamento dell’azienda e ai benefici ottenuti attraverso la violazione.

Per quanto riguarda le clausole vessatorie, le sanzioni sono ancora più severe. L’AGCM (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato) può imporre sanzioni amministrative che variano da 5.000€ fino a 10.000.000€, in base a diversi criteri. Tra questi criteri ci sono la gravità della violazione, la durata, le azioni intraprese per attenuare i danni causati ai consumatori, le violazioni precedenti dello stesso tipo e i benefici finanziari conseguiti dalla violazione.

Se la violazione ha una dimensione intra-UE, l’importo massimo della sanzione può raggiungere il 4% del fatturato annuo del professionista, rendendo le sanzioni particolarmente deterrenti per le grandi imprese con significativi ricavi.

Inoltre, l’AGCM tiene conto di eventuali sanzioni imposte al professionista in altri Stati membri per la stessa violazione, nonché di eventuali fattori aggravanti o attenuanti. Per esempio, l’assenza di azioni correttive o la recidiva possono comportare sanzioni più severe. Al contrario, azioni correttive volontarie o la collaborazione con le autorità possono attenuare l’entità delle sanzioni.

È importante notare che le aziende devono pagare le sanzioni entro 30 giorni dalla notifica del provvedimento amministrativo. Il mancato pagamento entro questo termine può portare a ulteriori conseguenze legali, tra cui interessi sul ritardo o ulteriori sanzioni.

Conclusioni

L’adozione della Direttiva Omnibus rappresenta un passo significativo verso una maggiore tutela dei consumatori e una maggiore trasparenza nei rapporti tra aziende e clienti. Per le aziende, le nuove norme significano che è essenziale essere conformi alla Direttiva Omnibus. Non solo per evitare sanzioni onerose, ma anche per mantenere una buona reputazione e relazioni positive con i consumatori.

Le imprese devono rivedere attentamente le proprie pratiche commerciali, le clausole contrattuali e le politiche di vendita per assicurarsi che siano trasparenti, corrette e in linea con le nuove regole. La consulenza legale diventa essenziale per garantire la conformità e prevenire costose violazioni.

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