Costi per aprire un negozio: quali sono?

costi per aprire un negozio

COSTI PER APRIRE UN NEGOZIO: CALCOLARE L’INVESTIMENTO

Quanti soldi ci vogliono per aprire un negozio? Questa domanda ricorre spesso negli ultimi tempi, perché molte persone pensano di mettersi in proprio, magari dopo aver perso un lavoro come dipendenti, con un’attività commerciale. Si tratta di mettere in campo le proprie risorse personali, a partire dalla passione, per avviare un’attività che possa portare a un reddito interessante. Ovviamente prima di guadagnare bisogna investire e si devono fare i calcoli dei costi per aprire un negozio. Per arrivare a rispondere alla domanda, seppure in maniera generica, bisogna fare alcune considerazioni e prendere in esame diversi fattori, solitamente variabili a seconda del luogo, del tipo di negozio, del locale, degli articoli da commerciare, dal personale da assumere.

Le spese più semplici da determinare sono quelle relative alla burocrazia, quelle richieste dagli uffici pubblici e soprattutto dalla legge. Le imposte, i bolli e i diritti di segreteria hanno costi fissi. Ma a questa tipologia di costi vanno aggiunte le spese per gli onorari dei professionisti che è utile interpellare per essere certi di non commettere errori sanzionabili. Il caso da analizzare è quello della partenza da zero, ovvero quello di chi non ha neppure Partita Iva e immobile nel quale strutturare il proprio punto vendita. Per la parte burocratica è meglio affidarsi a un commercialista, così può fornire il supporto necessario per il disbrigo delle pratiche, sollevando il futuro titolare del negozio dalle incombenze, così da lasciare che si concentri sul lavoro. Inoltre l’esperto può consigliare la strada migliore da seguire.

Si deve iniziare con la forma societaria, da scegliere tra le varie tipologie previste dalle normative: ditta individuale, società in accomandita semplice, società a nome complementare, società a responsabilità limitata, società a responsabilità limitata semplice. La decisione dipende da quanti sono i soci e dalle dimensioni dell’impresa. Una volta fatta la scelta si deve presentare l’istanza della Partita Iva presso l’Agenzia delle Entrate competente per territorio e quindi si iscrive l’attività nel Registro delle Imprese della Camera di Commercio della provincia in cui si opera. Successivamente si deve presentare al Comune sul cui territorio si apre il negozio una Dichiarazione di inizio attività, che l’Ufficio Tecnico trasmetterà ai Vigili del Fuoco per l’ispezione relativa alla sicurezza e ai sistemi antincendio.

Una volta ricevuta l’autorizzazione si può procedere con l’apertura. Se si somministrano o preparano dei cibi si deve invece seguire un corso di formazione con esame finale da superare circa l’igiene e la conservazione degli alimenti, Haccp, e si riceve l’ispezione dell’Azienda Sanitaria Locale per avere l’apposita autorizzazione circa la sicurezza alimentare. Se invece si vendono alcolici si deve fare domanda per l’autorizzazione alla sede provinciale dell’Agenzia delle Dogane.

COSTI PER APRIRE UN NEGOZIO: TASSE E LOCALE

Le tasse da pagare dipendono dal regime fiscale scelto, da valutare in base al volume di affari. Ci sono il regime forfettario poco adatto a un negozio, soprattutto per i limiti della tassazione agevolata ad un tetto all’anno di ricavi che dipende dal tipo di attività. Comunque il commercialista può aiutare a tenere la contabilità e a predisporre la documentazione per il pagamento delle tasse e il versamento Iva. La parcella del professionista potrebbe aggirarsi tra i 600 e i 1.000 euro annui, ma tutto dipende dalla quantità di registrazioni e di operazioni da svolgere. Ai costi per aprire un negozio bisogna aggiungere le spese previste dai regolamenti comunali per l’esposizione di un’insegna, che rientra nelle imposte sulla pubblicità, e quindi le spese per i diritti SIAE nel caso in cui si faccia uso di musica e video all’interno del locale.

L’immobile da scegliere deve essere ben posizionato per essere raggiungibile e visibile dalla clientela che si desidera conquistare, ciò comporta che per essere in una certa zona si trovino prezzi più alti rispetto alle aree periferiche o meno frequentate. Ci vuole la dimensione adatta al tipo di attività. Mediamente, scegliendo un negozio molto piccolo si paga un canone di locazione di almeno 400 euro al mese, mentre se lo si vuole comprare la cifra potrebbe essere impegnativa e spendere intorno ai 40 mila euro. Chiaramente dipende dalla metratura. Se si opta per l’affitto, bisogna considerare tra i costi per aprire un negozio la fideiussione bancaria o almeno il pagamento di tre mesi anticipati. In merito al locale le altre spese riguardano l’adeguamento, perché potrebbero esserci ristrutturazioni da compiere oppure delle modifiche per adattare l’immobile all’uso che se ne intende fare.

Per tinteggiare e fare qualche piccolo lavoretto si possono spendere intorno ai 2.500-3.000 euro, ma se si devono eseguire interventi più importanti la cifra sale. Inoltre si deve pensare all’allestimento, arredando il locale nella maniera consona, ovvero con il minimo indispensabile oppure con mobilio di un certo tipo per curare l’immagine. Senz’altro a seconda dell’attività svolta bisogna verificare quali siano le attrezzature utili, tra espositori, banco con cassa e molto altro. La spesa minima si aggira sui 3 mila euro. Naturalmente questa cifra si basa sull’arredamento di un locale molto piccolo ed è generica. L’immobile, per poter essere funzionante e funzionale deve avere le utenze, dalla luce all’acqua, senza dimenticare la linea telefonica con accesso a internet. Si possono fare le volture delle utenze già esistenti oppure provvedere ad attivare allacciamenti ex novo. Si dovrà noleggiare o acquistare un registratore di cassa e collegarlo con un POS per i pagamenti con carte di credito e bancomat. Per queste spese bisogna mettere a bilancio circa 1.000 euro.

COSTI PER APRIRE UN NEGOZIO: MERCE E PERSONALE

I prodotti da vendere, nella maggior parte dei casi, va acquistata anticipatamente e poi messa in commercio, quindi bisogna anticipare le spese necessarie. La spesa da sostenere è variabile, perché dipende dal tipo di merce e dalla quantità. Rispetto a quest’ultimo aspetto si deve considerare che i fornitori e i distributori possono prevedere un ordinativo minimo da effettuare. Generalmente tra i costi per aprire un negozio si calcolano 4 mila euro per l’acquisto della merce. Si tratta di un costo ricorrente, calibrato sulla frequenza dell’ordine. Se il negozio è piccolo e non richiede la preparazione dei prodotti da vendere, ma esclusivamente l’esposizione e la proposta al cliente, si può gestire l’attività in maniera autonoma, altrimenti potrebbe essere necessario avere del personale. In questo caso i aggiungono ai costi per aprire un negozio gli stipendi e i relativi oneri.

Un dipendente al mese potrebbe costare intorno ai 1.500-2.000 euro, tutto compreso. Un somma ricorrente ogni mese, piuttosto impegnativa, quindi si deve essere sicuri di avere la necessità e fare il conto preciso dell’impegno economico da affrontare per i primi mesi. Se si dovesse fare un primo conto molto generale, non si scenderebbe al di sotto dei 15 mila euro, con tutte le variabili del caso, ma è più realistico pensare a 20 mila euro. Queste cifre si riferiscono al minimo, mentre i limiti massimi non esistono, perché se si sceglie una zona centrale di una grande città, un locale di dimensioni grandi, allestimenti di lusso e si acquista merce di un certo pregio, sicuramente si arriva a una somma di svariate decine di migliaia di euro, superando il centinaio e anche oltre.

Si deve tenere presente che quando si avvia una nuova attività è meglio rimanere con i piedi per terra, ma se gli affari decollano, c’è sempre tempo per trasferirsi, cambiando zona e trovando un immobile più grande. Ci possono essere agevolazioni e finanziamenti a fondo perduto, specialmente se si rientra nella categoria dell’imprenditoria femminile o giovanile, ma è bene verificare al momento della redazione del business plan, per controllare che si rispettino i requisiti richiesti dai finanziamenti disponibili. L’alternativa circa i costi per aprire un negozio è il franchising. Si ottengono un aiuto per la pubblicità, una formazione iniziale e il supporto tecnico. Si deve firmare un contratto vincolante per alcuni anni che richiede l’uso di un certo tipo di arredi, obbliga a rifornirsi dei prodotti da vendere da un preciso fornitore e richiede il pagamento di una quota d’ingresso e di royalties sui guadagni. Bisogna calcolare costi e ricavi e decidere. Con l’aiuto del commercialista si possono esaminare i contratti delle varie aziende e fare i conti, per decidere la strada da seguire.

 

 

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