Cessione del credito: come funziona?

Cessione del credito: come funziona?

CESSIONE DEL CREDITO: COME FUNZIONA? VEDIAMO I DETTAGLI DELL’OPZIONE

Come funziona la cessione del credito? Chi sostiene spese per la ristrutturazione edilizia ed utilizza i bonus edilizi in vigore, può scegliere tra lo sconto in fattura, la detrazione diretta in dichiarazione dei redditi, oppure può cedere il credito. In questo articolo ci concentreremo sulla cessione del credito.

In questo articolo spiegheremo:

  • Cos’è la cessione del credito?
  • Quante volte si può cedere il credito?
  • A chi può essere ceduto il credito?
  • Come fare la cessione del credito?
  • La comunicazione dell’opzione

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COS’È LA CESSIONE DEL CREDITO?

I bonus edilizi in vigore permettono di generare un credito d’imposta nei confronti di coloro che eseguono interventi di ristrutturazione edilizia. Questo credito può essere, ad esempio, del 50, 65 oppure 110% della spesa sostenuta per i lavori di ristrutturazione, in base agli interventi effettuati ed al bonus al quale si accede. La cessione del credito permette al beneficiario della detrazione di cedere il credito d’imposta maturato con i bonus edilizi. Permette quindi di avere a disposizione l’intero credito d’imposta generato, senza doverlo recuperare, in diminuzione dell’IRPEF versata, in 10, 5, o 4 anni, in base al bonus utilizzato. In particolare, per le spese sostenute nel 2021 relative al Superbonus, il credito d’imposta sarà ripartito in 5 quote annuali. Il credito generato da spese sostenute nel 2022 sempre per il Superbonus verrà ripartito in quattro quote annuali. Infine, i bonus minori vengono ripartiti in 10 quote annuali. In tutti i casi le quote devono essere di pari importo, ed è necessario avere capienza fiscale. La cessione del credito è, inoltre, l’alternativa per quei soggetti che non riescono ad ottenere dal fornitore lo sconto in fattura, e che sono anche soggetti incapienti, ovvero non hanno capienza fiscale.

QUANTE VOLTE SI PUÒ CEDERE IL CREDITO?

La cessione del credito maturato può avvenire fino a quattro volte. Inizialmente era previsto un numero illimitato di possibili cessioni. Da inizio anno sono intervenute varie modifiche normative riguardo la cessione dei crediti derivanti dalle ristrutturazioni edilizie. Le modifiche normative in questo ambito sono quindi state molteplici. Una prima modifica prevedeva il divieto di ulteriori cessioni oltre la prima. Successivamente si è dato il via alla possibilità di due ulteriori cessioni del credito d’imposta oltre la prima, con il vincolo di poterle attuare solamente nei confronti dei cosiddetti “soggetti vigilati”. Era così previsto un totale di tre cessioni possibili per ogni credito d’imposta generato.

Secondo le più recenti modifiche normative, l’articolo 121 della Legge 34/2020 è stato nuovamente convertito.  Al momento assistiamo ad uno scenario che prevede, per le comunicazioni presentate dal 1° maggio 2022, la possibilità di poter cedere uno stesso credito fino a quattro volte. Questa modifica riguarda quindi le spese sostenute dal 2022, poiché per le spese del 2021 la scadenza per l’invio della comunicazione di cessione era il 29 aprile 2022. Unica possibilità potrebbe riguardare i soggetti IRES e titolari di Partita Iva. Per questi soggetti la scadenza di comunicazioni dell’opzione per le spese sostenute nel 2021, o per le rate residue delle spese sostenute nel 2020, è stata prorogata al 15 ottobre 2022.

Sempre per le comunicazioni inviate dal 1° maggio 2022, ai crediti ceduti verrà attribuito un codice identificativo univoco. Tale codice dovrà essere indicato nelle eventuali ulteriori cessioni del credito stesso. Questo sistema fa si che i crediti non possano più essere ceduti parzialmente.

A CHI PUÒ ESSERE CEDUTO IL CREDITO?

Attualmente la prima cessione del credito può avvenire nei confronti di qualunque soggetto. Per prima cessione si intende quella effettuata dal beneficiario della detrazione, oppure dal fornitore che ha applicato lo sconto in fattura. La seconda e la terza cessione dello stesso credito possono, invece, avvenire solo nei confronti di soggetti vigilati. Questi sono le banche, gli intermediari finanziari, le società appartenenti ai gruppi bancari e le imprese di assicurazione. La quarta ed ultima cessione può avvenire solo da parte di una banca a favore di un proprio correntista. Quest’ultima possibilità di poter cedere un credito per la quarta volta da una banca ad un correntista, è prevista solamente per le comunicazioni di opzione presentate dal 1° maggio 2022.

COME FARE LA CESSIONE DEL CREDITO?

La cessione del credito può avvenire quando un soggetto, realizzando interventi di ristrutturazione edilizia, matura un credito d’imposta grazie ai bonus edilizi previsti dalla legge. Per effettuare la cessione sono necessari una serie di documenti, tra i quali l’asseverazione di congruità dei prezzi redatta da un tecnico abilitato, ed il visto di conformità sulla documentazione.

L’ASSEVERAZIONE DI CONGRUITÀ DEI PREZZI E IL VISTO DI CONFORMITÀ

Come prima cosa avrai necessità di individuare un tecnico abilitato, che deve essere in possesso dei requisiti per poter redigere le asseverazioni, sia che si tratti di bonus ordinari oppure di Superbonus.

Inoltre, dovrai incaricare il commercialista per l’apposizione del visto di conformità sulla documentazione. Quest’ultimo ti richiederà tutti i documenti necessari per apporre il visto.

Il visto di conformità e l’asseverazione dei prezzi devono sempre essere presenti in caso di cessione del credito o di sconto in fattura. Per il Superbonus, invece, sono previsti anche se viene detratto direttamente in dichiarazione dei redditi, a meno che questa non sia presentata direttamente dal contribuente oppure mediante sostituto d’imposta.

 I LAVORI IN EDILIZIA LIBERA O DI IMPORTO INFERIORE AD € 10.000

I lavori effettuati in edilizia libera, oppure per i quali la spesa complessiva è inferiore ad € 10.000, ad eccezione del bonus facciate, non richiedono l’apposizione del visto di conformità rilasciata dal commercialista, né l’asseverazione di congruità dei prezzi redatta dal tecnico.

IL CESSIONARIO

La terza figura da individuare è il cessionario. Se, ad esempio, hai scelto la tua banca per cedere il credito, dovrai caricare la documentazione richiesta per verifica anche sulla piattaforma della banca. Questa e le relative credenziali ti verranno fornite direttamente dalla banca. Questa procedura può anche essere seguita per tuo conto dal commercialista che appone il visto di conformità. La cessione del credito non è gratuita. Generalmente gli Istituti trattengono il 20% circa dell’importo da cedere.

Una volta concluso il procedimento di verifica della documentazione da parte della banca, è necessario trasmettere la comunicazione di opzione mediante portale dell’Agenzia delle Entrate.

LA COMUNICAZIONE DELL’OPZIONE

La comunicazione telematica di cessione del credito serve per trasferire il credito dal beneficiario della detrazione, ovvero da colui che effettua i lavori, al cessionario, ad esempio alla banca. La comunicazione deve avvenire tramite il portale dedicato messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate. La scadenza dell’invio è generalmente fissata al 16 marzo dell’anno successivo a quello di sostenimento delle spese di ristrutturazione. Nel 2022, ad esempio, la scadenza è stata prorogata al 29 aprile 2022.

Al momento di invio il sistema rilascia la comunicazione inviata, comprensiva di tutti i dati inseriti nel portale. Successivamente sarà disponibile una ricevuta di avvenuto invio, ed entro cinque giorni una seconda ricevuta di lavorazione della richiesta, che ne attesta l’accettazione o lo scarto. La comunicazione di opzione può essere sostituita oppure annullata entro il quinto giorno del mese successivo a quello di invio. In caso di lavori condominiali, la comunicazione deve essere inviata dall’amministratore oppure dal condomino incaricato direttamente o dall’intermediario che rilascia il visto di conformità. Il cessionario deve accettare il credito per poterlo utilizzare fin da subito.

Qui puoi trovare il collegamento diretto alla guida per l’utilizzo della piattaforma di cessione del credito dell’Agenzia delle Entrate.

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