Bonus Rientro Dei Cervelli: Come Funziona?

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Bonus Rientro dei Cervelli: cosa è necessario avere per acquisirne il possesso? Quanto tempo dura il bonus? Esiste una legge che determina delle condizioni?

Bonus Rientro dei Cervelli: Ultimamente, uno dei metodi recenti più discussi in Italia per aumentare il numero di persone assunte come dipendenti è il Regime del Rientro dei Cervelli, che ha un grande vantaggio, o per così dire bonus, ovvero tassare solamente una porzione di quello che è il reddito lordo che una persona produce in Italia. Questo beneficio porta a considerare i primi cinque periodi d’imposta dal rientro in Italia, e si può allungare di ulteriori tre anni solamente se vengono a verificarsi e a confermarsi determinate condizioni.

Ma esiste una legge in cui vengono spiegate le condizioni a cui si deve sottostare per ottenere il beneficio?

In questo articolo analizzeremo:

  • Quale legge pone delle condizioni su di esso?
  • Tempo di durata del beneficio
  • Come usufruire del bonus
  • Circolare n.33/E/2020 dell’Agenzia delle Entrate

Quale legge pone delle condizioni su di esso? 

Grazie al D.lgs. 147/2015Decreto internazionalizzazione“, abbiamo visto le prime condizioni dettate per identificare il Regime Impatriati, e in un secondo momento è stato rettificato attraverso il D.L. 34/2019 “Decreto Crescita“.

Grazie a queste leggi, abbiamo una base su cui fondare il Rientro dei Cervelli, modificata in parte con l’emanazione della nuova legge di bilancio 2024 che ha assicurato a tutti coloro che fanno parte del Regime, di trattenere il 50 o il 40% del prodotto lordo ridistribuito in Italia.

Tuttavia, a partire dall’art.  5 del D.lgs. 209/2023, possiamo capire le Condizioni necessarie per avere accesso al bonus del Rientro dei Cervelli. 

Ai sensi del medesimo articolo, il primo e i successivi commi ci spiegano che la tassazione ridotta del reddito avviene rispettando le seguenti condizioni:

  • Il lavoratore non deve essere stato residente fiscalmente in Italia nei tre periodi d’imposta precedenti il rimpatrio
  • Il lavoratore si impegna a risiedere fiscalmente in Italia per almeno i quattro anni successivi al rimpatrio stesso
  • L’attività lavorativa deve essere prestata prevalentemente nel territorio italiano.

Nel rispetto di tutti e tre questi requisiti, restano agevolabili:

  • I redditi da lavoro dipendente e assimilato,
  • I redditi da lavoro autonomo, derivanti dall’esercizio di arti e professioni.

La percentuale del 50% è ridotta al 40% nei seguenti casi:

  • il lavoratore si trasferisce in Italia con un figlio minore;
  • in caso di nascita di un figlio ovvero di adozione di un minore di età durante il periodo di fruizione del regime. In tale caso il beneficio è fruito a partire dal periodo d’imposta in corso al momento della nascita o dell’adozione e per il tempo residuo di fruibilità dell’agevolazione.

 

Tempo di durata del beneficio

Il Bonus Rientro dei Cervelli, come abbiamo potuto constatare anche in precedenza, può essere riconosciuto per i primi cinque anni dal rientro, nelle percentuali del 50% o del 40% a seconda della presenza o meno di almeno un figlio minore al momento del rimpatrio o della nascita/adozione dello stesso nel corso del quinquennio.

Ai sensi del comma 10 dell’art. 5 D.lgs. 209/2023, l’agevolazione fiscale può essere ampliata ed estesa per ulteriori 3 periodi d’imposta, ed il reddito soggetto a tassazione sarà pari al 50% del suo intero ammontare.

Riportando il dictum della norma:

 “Limitatamente ai soggetti che trasferiscono la propria residenza anagrafica nell’anno 2024 le disposizioni del presente articolo si applicano per ulteriori tre periodi di imposta nel caso in cui il contribuente è divenuto proprietario, entro la data del 31 dicembre 2023 e, comunque, nei dodici mesi precedenti al trasferimento, di un’unità immobiliare di tipo residenziale adibita ad abitazione principale in Italia”.

Come usufruirne

Il bonus del Rientro dei Cervelli può essere conseguito sia da lavoratori autonomi che dipendenti,  seguendo le condizioni che abbiamo appena descritto. Ma per ottenerlo, cosa devono fare?

Lavoratori Autonomi 

I lavoratori cosiddetti “indipendenti“, devono presentare un’autodichiarazione resa ai sensi del DPR 445/2000. Il bonus del Regime può essere riscontrato:

  • In sede di dichiarazione dei redditi;
  • In fase di applicazione della ritenuta d’acconto operata dal committente.

Lavoratori dipendenti

I lavoratori dipendenti devono presentare al proprio datore di lavoro un’autodichiarazione resa ai sensi del DPR 445/2000, quindi di fatto la stessa autodichiarazione dei lavoratori autonomi. Potranno poi ricevere i benefici:

  • Direttamente in busta paga, dato che il datore di lavoro può applicare le ritenute fiscali sul 40% o 50% del reddito complessivo;
  • In sede di dichiarazione dei redditi.

La Circolare n.33/E/2020 dell’Agenzia delle Entrate

Il beneficio del Rientro dei cervelli non può essere collegato alla presentazione di un’istanza di interpello, nel momento in cui le domande presentate riguardano l’esistenza o l’assenza delle condizioni per usufruire del bonus del Regime Impatriati.

Qui di seguito riportiamo nuovamente la Circolare dell’Agenzia delle Entrate: Circolare dell’Agenzia delle entrate n. 33/E/2020.

 

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Commenti

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  1. Sono rientrata in Italia nel 2019, dopo 3 anni nel Regno Unito. Tuttavia il rientro è stato improvvisato, ho trovato subito un lavoro ma non conoscevo il regime agevolato del rientro dei cervelli. Ci sarebbe la possibilità di rientrare negli anni delle agevolazioni ‘in ritardo’ non essendo ancora passati i primi 5 anni? Grazie mille


    • Si, nel rispetto delle condizioni previste per legge, può accedere al regime agevolato ma solo per i restanti anni (non è retroattivo).

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