Bonus mobili: chi ne ha diritto?

Bonus mobili: chi ne ha diritto?

BONUS MOBILI: CHI NE HA DIRITTO? VEDIAMO COME FUNZIONA L’AGEVOLAZIONE FISCALE PER L’ARREDO DELL’IMMOBILE RISTRUTTURATO

Chi ha diritto al bonus mobili 2022? E come funziona esattamente?

In questo articolo ti spiegheremo:

  • Bonus mobili: chi ne ha diritto?
  • Gli interventi edilizi ammissibili: il presupposto fondamentale
  • I beni ammessi
  • Il limite di spesa agevolabile
  • Gli adempimenti necessari

Se invece hai già le idee chiare sull’argomento “Bonus mobili: chi ne ha diritto?” ed hai bisogno di una consulenza fiscale con noi clicca qui. 

BONUS MOBILI: CHI NE HA DIRITTO?

Il bonus mobili è un’agevolazione che prevede una detrazione pari al 50% per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici al fine di arredare l’immobile oggetto di ristrutturazione edilizia. Ma chi ha diritto a beneficiare del bonus mobili?

Il bonus mobili spetta ai soggetti Irpef che hanno sostenuto spese di ristrutturazione. Possono richiederlo i possessori dell’immobile, ad esempio i proprietari o i nudi proprietari, i detentori dell’immobile, ad esempio gli inquilini o i comodatari, ed infine il convivente di fatto del possessore o detentore dell’immobile. Questi soggetti possono infatti beneficiare della detrazione per interventi di ristrutturazione, e di conseguenza possono detrarre l’acquisto dell’arredo.

Fondamentale però è ricordare che colui che è intestatario degli interventi, ovvero il beneficiario della detrazione derivante dalla ristrutturazione, deve essere anche colui che beneficerà della detrazione per l’arredo. Ti faccio un esempio. Nel caso in cui il marito sostiene le spese di ristrutturazione, e la moglie sostiene le spese dell’arredo, nessuno avrà diritto alla detrazione. Il beneficiario della detrazione per la ristrutturazione, deve essere colui che detrae anche i mobili.

GLI INTERVENTI EDILIZI AMMISSIBILI: IL PRESUPPOSTO FONDAMENTALE

Il bonus mobili spetta ai soggetti Irpef che hanno sostenuto spese di ristrutturazione, manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo o manutenzione ordinaria, ma in quest’ultimo caso solo su parti comuni. Spetta inoltre nel caso di esecuzione di interventi di ricostruzione o ripristino di immobili danneggiati da eventi calamitosi, a condizione che sia stato dichiarato lo stato di emergenza. Altra possibilità per detrarre l’acquisto dell’arredamento deriva dall’acquisto o assegnazione di immobili ristrutturati entro 18 mesi dalla fine dei lavori, da imprese di costruzione, di ristrutturazione o da cooperative edilizie.

L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che il bonus arredo spetta anche qualora vengano realizzati interventi che accedono al Sisma bonus, anche nella versione del 110%, e per l’acquisto di case antisismiche.

La detrazione è inoltre ammessa se l’intervento è stato eseguito sulla pertinenza dell’immobile, anche se accatastato autonomamente. Non permettono invece di accedere al bonus mobili gli interventi volti al risparmio energetico, l’acquisto di un box auto pertinenziale, né di per sé gli interventi finalizzati alla prevenzione di atti illeciti.

GLI INTERVENTI CONDOMINIALI

La realizzazione di interventi sulle parti comuni condominiali permette al singolo condòmino che ha partecipato alle spese, di detrarre la propria parte di spesa relativa all’acquisto dell’arredo delle aree comuni. In questo caso il condòmino non può detrarre l’acquisto di mobili destinati alla singola unità immobiliare.

TERMINI FONDAMENTALI

L’agevolazione prevista per l’acquisto dell’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione prevede delle regole ben precise. Come prima cosa la data di inizio dei lavori deve essere antecedente rispetto all’acquisto dei mobili. Non rileva invece il momento di sostenimento della spesa. Questo significa che è possibile pagare prima l’arredo rispetto ai lavori di ristrutturazione. La data di inizio dei lavori è certificata dalle abilitazioni amministrative rilasciate dal Comune che attestano l’inizio degli interventi, oppure dalla comunicazione inviata all’Asl di competenza, infine se nulla di quanto appena citato è previsto per la tipologia di intervento specifico, può essere redatta dal beneficiario della detrazione un’autocertificazione in cui attesta la data di inizio dei lavori.

Altra regola fondamentale riguarda la data di inizio lavori dalla quale è possibile beneficiare del bonus mobili. Coloro che intendono beneficiare del bonus arredo nel 2022 devono sostenere o aver sostenuto spese per interventi edilizi iniziati a partire dal 1° gennaio 2021.

I BENI AMMESSI 

Il Bonus mobili è un’agevolazione prevista per chi acquista mobili o elettrodomestici nuovi per l’arredo di un’immobile oggetto di interventi di ristrutturazione edilizia. Tra i mobili agevolabili rientrano a titolo esemplificativo i letti, gli armadi, le cassettiere, le librerie, le scrivanie, i tavoli, le sedie, i comodini, i divani, le poltrone, le credenze ed i materassi. È agevolabile anche l’acquisto di apparecchi di illuminazione, che costituiscono un necessario completamento d’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione. Non rientrano invece nell’agevolazione gli acquisti di porte, pavimentazioni, tende e tendaggi, né tantomeno l’acquisto di televisori.

Per calcolare l’importo delle spese sostenute per mobili ed elettrodomestici è possibile considerare anche le spese di trasporto e di montaggio dei beni stessi. È necessario, comunque, che tali spese siano sostenute con le modalità previste per richiedere la detrazione, ovvero mediante bonifico, carta di credito o di debito.

L’acquisto di mobili o di grandi elettrodomestici è agevolabile anche se i beni sono destinati ad arredare un ambiente diverso rispetto a quello oggetto di ristrutturazione, purché sia dello stesso immobile oggetto di intervento edilizio.

LA NUOVA CLASSIFICAZIONE ENERGETICA

Una sostanziale modifica riguarda la classificazione degli elettrodomestici. Non sono infatti più previste le etichette superiori alla A, quali erano A+, A++, A+++. La nuova classificazione prevede delle etichette dalla A alla G.

Per quanto riguarda i beni ammessi dal Bonus mobili, bisogna tenere conto infatti che le classi energetiche non devono essere inferiori alla A per i forni, E per le lavatrici, asciugatrici e lavastoviglie, F per i frigoriferi e congelatori, per i quali sia previsto l’obbligo di etichetta energetica. Per le tipologie di grandi elettrodomestici per cui non è previsto tale obbligo, l’agevolazione ricorre comunque. Tra i grandi elettrodomestici figurano ad esempio i frigoriferi, i congelatori, le lavatrici, le lavasciuga, le asciugatrici, le lavastoviglie, gli apparecchi di cottura, le stufe elettriche, le piastre riscaldanti elettriche, i forni a microonde, gli apparecchi elettrici di riscaldamento, i radiatori elettrici, i ventilatori elettrici e gli apparecchi per il condizionamento.

IL LIMITE DI SPESA AGEVOLABILE

Il Bonus mobili consiste in una detrazione Irpef del 50% della spesa sostenuta, fino ad una spesa massima di € 10.000 per il 2022. La detrazione potrà arrivare ad € 5.000, da recuperare in 10 anni. Il tetto di spesa appena citato scenderà ad € 5.000 per gli acquisti effettuati nel 2023 e nel 2024. Per questi anni si potrà beneficiare al massimo di una detrazione pari ad € 2.500. Per il 2021 invece il tetto di spesa su cui calcolare la detrazione era pari ad € 16.000. La detrazione va sempre ripartita tra gli aventi diritto, in dieci quote annuali di pari importo.

Il proprietario o detentore che esegue lavori di ristrutturazione su più immobili avrà diritto ad accedere all’agevolazione più volte. L’importo massimo di spesa sopra riportato è infatti riferito all’unità abitativa oggetto di ristrutturazione.

GLI ADEMPIMENTI NECESSARI

L’agevolazione prevista per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici per arredare l’immobile oggetto di interventi edilizi richiede l’osservanza di alcune regole.

IL PAGAMENTO

Il pagamento deve avvenire mediante bonifico ordinario, non è infatti richiesto il bonifico parlante come avviene per le spese di ristrutturazione. È inoltre possibile saldare l’arredamento con carta di credito o di debito. È sempre necessario conservare le ricevute di pagamento, ma in questi ultimi due casi la data di pagamento corrisponde con la data dell’operazione; non ha rilevanza il giorno in cui avviene l’addebito sul conto corrente.

Ultima modalità con la quale è possibile saldare l’arredo è mediante finanziamento. In questo caso per beneficiare della detrazione è necessario che la società erogatrice del finanziamento saldi al fornitore il corrispettivo dovuto utilizzando uno dei mezzi di pagamento sopra ammessi, e che il contribuente conservi copia della ricevuta di pagamento. In questo caso l’anno di sostenimento della spesa sarà quello di liquidazione del corrispettivo dovuto da parte della finanziaria.

L’ENEA

Oltre ai lavori di riqualificazione energetica, è fatto obbligo l’invio della comunicazione all’ENEA in riferimento all’acquisto di nuovi elettrodomestici. Mediante portale ENEA, accedendo con il proprio Spid in caso di soggetti privati, è possibile inviare la comunicazione. Ad esempio, bisogna inviare la comunicazione per l’acquisto di forni, frigoriferi, lavastoviglie, lavatrici, lavasciuga, asciugatrici e piani cottura elettrici. Per questi ultimi non è prevista una classificazione energetica.

Bisogna trasmettere questi dati entro 90 giorni dalla data di fine lavori. Per i mobili, la data coincide con quella di acquisto dell’elettrodomestico.

I DOCUMENTI DA CONSERVARE

Per beneficiare della detrazione prevista al 50% per l’acquisto dell’arredo è necessario conservare e consegnare al CAF o al commercialista che ti predispone la dichiarazione dei redditi i seguenti documenti:

  • fatture o scontrino contenente il codice fiscale del beneficiario della detrazione riportanti natura, qualità e quantità dei beni e servizi acquistati;
  • ricevute di pagamento o contabile se è stato utilizzato il bonifico;
  • abilitazioni amministrative o in generale documento che attesti la data di inizio dei lavori;
  • autocertificazione del contribuente dove viene attestato che l’arredo è destinato all’utilizzo nell’immobile oggetto di interventi.

Qui puoi trovare il collegamento diretto alla pagina dell’Agenzia delle Entrate, utile per approfondire il tema riguardo il Bonus mobili 2022.

  Comments: None

Commenta ora

Confermo di acconsentire al trattamento dei dati personali ai sensi dell'art. 13 del D.Lgs. 196/03 e dell'art. 13 del Regolamento UE 679/16 e di aver preso preso visione dell'informativa privacy.