L’IRI: la nuova imposta sul reddito d’impresa a partire dal 2017

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L’IRI: A PARTIRE DAL 2017

L’IRI è la nuova imposta sul reddito d’impresa analizzata dalla Finanziaria 2017, applicabile dalle imprese individuali-società di persone in contabilità ordinaria tramite un’aliquota fissa del 24%.

I soggetti interessati alla nuova imposta, disciplinata dall’art 55-bis del TUIR, sono appunto quelle società di persone o individuali in contabilità ordinaria; anche se il comma 2-bis dell’art. 116, TUIR, prevede che l’IRI possa essere esercitata anche dalle SRL trasparenti. Il Legislatore con l’introduzione dell’IRI ha l’intenzione di separare la tassazione del reddito d’impresa, che sarà assoggettato all’IRI, dalla tassazione del singolo imprenditore che è assoggettato all’IRPEF.

GLI EFFETTI GENERATI

Il nuovo regime IRI porterà a una nuova modalità di tassazione, la quale genererà i seguenti effetti:

  • porterà tutte le imprese a essere tassate con la stessa aliquota, indipendentemente dalla natura giuridica della società;
  • il reddito che non è stato distribuito sia tassato al 24%;
  • la considerazione che la società come una unità separata rispetto all’imprenditore;
  • la tassazione del reddito d’impresa dei soggetti IRPEF, resta in capo all’imprenditore ovvero ai soci in base alla quota di partecipazione agli utili, anche se versata dall’impresa o dalla società;
  • sono deducibili dal reddito d’impresa quelle somme che l’imprenditore ha prelevato nei limiti dell’utile di esercizio e delle riserve di utili assoggettate a tassazione sostitutiva negli anni precedenti.

In poche parole il reddito d’impresa non concorre alla formazione del reddito complessivo IRPEF dell’imprenditore o socio, ma è assoggettato a tassazione “separata” con l’aliquota IRI del 24%.

In sostanza il reddito su cui viene applicata l’IRI consiste nel reddito d’impresa diminuito dei prelievi effettuati dall’utile o riserve, da parte dell’imprenditore soci, nei limiti del reddito dell’esercizio. Quindi si evince che, le somme prelevate assumono una duplice rilevanza fiscale:

  • da un lato per l’impresa ai fini della deducibilità per quanto riguarda l’IRI in capo alla ditta individuale-società di persone;
  • dall’altro lato ai fini della tassazione in capo al socio o imprenditore.

LE PERDITE IRI

Il reddito dell’esercizio deve essere calcolato al netto delle perdite IRI, le quali possono derivare, oltre che dall’andamento negativo dell’attività aziendale,ma anche da un eccessivo prelievo rispetto al reddito che è stato prodotto. Ad esempio: nel caso in cui il reddito prodotto per l’anno 2016 sia di 40 e le somme prelevate in quell’esercizio siano 60, in tal caso saremo di fronte ad una perdita IRI.

Si ricorda inoltre che il regime IRI:

  • non ha alcuna rilevanza ai fini previdenziali. Infatti per determinare la base imponibile IVS non si tiene conto del reddito d’impresa assoggettato ad IRI, ma il reddito d’impresa conseguito dalla società di persone;
  • che il regimi IRI è opzionale ed è vincolante per 5 anni;
  • è rinnovabile;
  • la scelta va indicata nella dichiarazione dei redditi, a partire dal periodo d’imposta cui è riferita la dichiarazione, esempio: per il 2017 nell’ UNICO 2018.

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