Dichiarazione dei redditi: le nuove sanzioni

Dichiarazione omessa

DICHIARAZIONE DEI REDDITI: LE NUOVE SANZIONI

L’art. 8 della Legge n. 23/2014 ha previsto la “revisione del sistema sanzionatorio penale tributario secondo criteri di predeterminazione e di proporzionalità rispetto alla gravità dei comportamenti e la revisione del sistema sanzionatorio amministrativo”.

L’entrata in vigore di queste nuove disposizioni era fissata all’1.1.2017. Tuttavia, il ddl della Finanziaria 2016 ne ha anticipato l’applicazione all’1.1.2016, con la conseguenza che, in applicazione del favor rei, dette modifiche opereranno anche per le violazioni commesse prima di tale data.

OMESSA DICHIARAZIONE

Nei confronti di questo tipo di violazione le sanzioni variano:

  • Dal 120% al 240% delle imposte dovute, con minimo di € 250. Se non sono dovute imposte la sanzione va da  € 250 a € 1.000;
  • Dal 60% al 120% delle imposte dovute, con minimo di € 200, nel caso in cui la omessa dichiarazione è presentata entro il termine della dichiarazione del periodo d’imposta successivo e prima di qualsiasi attività di accertamento di cui il contribuente abbia formale conoscenza.
    Se non sono dovute imposte, la sanzione va da € 150 a € 500.

La sanzione “fissa” (da € 250 a € 1.000 / da € 150 a € 500) può inoltre essere aumentata fino al doppio nei confronti di quei soggetti obbligati alla tenuta delle scritture contabili.

DICHIARAZIONE INFEDELE

Nei confronti di questo tipo di violazione le sanzioni variano:

  • Dal 90% al 180% della maggior imposta dovuta o della differenza del credito utilizzato;
  • Dal 135% al 270% della maggior imposta dovuta o della differenza del credito utilizzato nel caso in cui la violazione è realizzata mediante documentazione falsa o per operazioni inesistenti, mediante artifici o raggiri, condotte simulatorie o fraudolente;
  • Dal 60% al 120% della maggior imposta dovuta o della differenza del credito utilizzato se la maggior imposta o il minor credito accertati sono inferiori al 3% degli importi dichiarati e comunque inferiori a € 30.000, ovvero nella situazione in cui l’infedeltà derivi da un errore relativo all’imputazione temporale di elementi positivi/negativi di reddito, purché il componente positivo abbia già concorso alla formazione del reddito dell’anno dell’accertamento o in uno precedente;
  • € 250 se non deriva alcun danno erariale;
  • Dal 120% al 240% delle imposte o maggiori imposte relative a redditi prodotti all’estero.

Lo Studio Allievi – Dottori Commercialisti è a disposizione dei propri clienti o comunque per tutti i lettori del nostro Blog per qualsiasi dubbio in materia di Dichiarazione dei redditi e relative sanzioni. Per qualunque necessità non esitare a contattarci e a fissare un appuntamento presso i nostri uffici.


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