Aprire una surf house: tutto quello che devi sapere

Aprire una surf house

Da sempre affrontare le onde marine su una tavola attira molte persone ed è per questo che aprire una surf house costituisce un’ottima opportunità economica. Negli ultimi anni sono nate in giro per il mondo moltissime strutture dedicate ad accogliere gli appassionati di surf. Si tratta di guest house collocate però vicino al mare dove poter sfruttare le correnti per divertirsi. Generalmente si abbinano anche dei corsi oppure eventi specifici.

Chi vuole mettersi in proprio e trovare soddisfazione può lavorare in questa direzione. Non ci vogliono competenze particolare, ma essere surfisti o comunque conoscere il settore aiuta. Infatti non bisogna solo saper gestire una casa in cui ospitare i viaggiatori, ma puntare su una categoria di turisti ben precisa. Ecco perché si deve operare nelle giuste condizioni e proporre qualcosa di nuovo e interessante per chi pratica surf.

All’inizio si otterrebbe un guadagno extra, ma con il tempo una surf house può diventare una vera e propria alternativa al lavoro, ovvero un’attività redditizia a cui dedicarsi a tempo pieno. Le entrate potranno raggiungere un livello elevato, ma servono molti ospiti e quindi ci vogliono impegno e costanza per strutturare i servizi e riuscire a conquistare la fiducia della clientela.

Da un lato questo tipo di casa non è un albergo, quindi l’offerta si può limitare al solo pernottamento. Tuttavia i surfisti richiedono un determinato tipo di ambiente, quindi è consigliabile predisporre una serie di servizi aggiuntivi. Non significa creare qualcosa all’interno della struttura, ma piuttosto di essere parte dell’organizzazione degli eventi oppure della promozione territoriale dedicata proprio a questa categoria di persone.

Ci sono adempimenti normativi e limitazioni dati dalle regole, ma ciò non esclude la possibilità di stipulare convenzione con i fornitori di servizi rivolti ai surfisti. Inoltre si può essere organizzatori di attività, come corsi, competizioni e quanto possa attirare chi è interessato a questo tipo di sport. Così si raggiungerà un pubblico più ampio per trovare clienti che si fermino a dormire nella casa messa a disposizione.

APRIRE UNA SURF HOUSE: I REQUISITI

Come avviene per qualsiasi impresa o attività che abbia un carattere commerciale si deve fare riferimento alla legge. Ci sono infatti regole da seguire scrupolosamente per aprire una surf house. Innanzitutto si deve adibire l’appartamento o la casa all’attività di Affittacamere. Quindi si deve controllare la destinazione d’uso dell’immobile, assicurandosi che sia di tipo abitativo-residenziale.

A determinare le normative sono le Regioni, quindi va verificata la richiesta dell’amministrazione competente per territorio. In alcuni casi, come accade in Veneto, l’uso è turistico e non residenziale. In ogni modo, oltre a questo, l’attenzione va prestata agli ulteriori requisiti richiesti che riguardano la struttura e chi la gestisce, così da fornire un servizio all’altezza degli standard previsti.

I dettagli vanno verificati sul sito della Regione competente per territorio, ma ci sono alcuni elementi comuni tra le varie aree d’Italia che devono essere presi in considerazione se si desidera intraprendere questa strada. Per aprire una surf house si deve avere un numero di stanze limitato, il numero dipende dalla normativa regionale, e quindi una quantità di ospiti proporzionata alle camere presenti. Non esiste una classificazione in stelle come per gli alberghi, ma ci sono ambienti di lusso.

Non vige alcun obbligo di possedere una partita Iva per avviare una surf house, ma bisogna fare attenzione all’entità dei guadagni. Infatti il Fisco prescrive l’apertura della partita Iva a chiunque superi entrate per oltre 5 mila euro annui. Ciò significa che si può svolgere l’attività senza essere imprenditori e diventarlo in seguito se si raggiungono risultati importanti. Sicuramente all’avvicinarsi della cifra che porta all’obbligo di aprire la partita Iva si può procedere presentando l’istanza all’Agenzia delle Entrate.

Le indicazioni sulla forma giuridica arrivano comunque dalla normativa regionale del settore. Qualora si debba avviare un’attività commerciale, bisognerà seguire la procedura riservata alle imprese. Alcune Regioni richiedendo l’attività imprenditoriale potrebbero prevedere alcuni servizi aggiuntivi al pernottamento. Ad esempio le pulizie quotidiane e il cambio delle lenzuola. Si svolgerebbe il lavoro in modo continuativo nell’arco dell’anno e non solo in maniera occasionale.

APRIRE UNA SURF HOUSE: LA PROCEDURA DA SEGUIRE

Indipendentemente dal possesso della partita Iva e dalla conseguente iscrizione al Registro delle Imprese della Camera di Commercio, quando si intende aprire una surf house bisogna trasmettere la comunicazione al SUAP, lo sportello unico delle attività produttive del Comune competente territorialmente. Si procede solitamente in via telematica e si deve allegare la documentazione relativa all’immobile.

Per sapere nei dettagli cosa e come presentare è opportuno fare riferimento agli uffici comunali del comune presso cui si trova l’immobile da destinare all’accoglienza degli ospiti. Andranno compilati i moduli relativi alla Segnalazione Certificata di Inizio Attività, SCIA, che costituisce la denuncia di inizio attività. Tale documentazione deve essere prodotta prima di avviare l’attività. L’ente locale, una volta ricevuta la richiesta, ha tempo sessanta giorni per controllare il possesso dei requisiti previsti dalle norme da parte del titolare dell’immobile.

Gli addetti visionano la domanda, la planimetria e tutti i documenti richiesti dal regolamento. Va stipulata inoltre una polizza assicurativa per la responsabilità civile. Questo atto è previsto dalla legge, ma è molto utile per potersi avvalere di una tutela qualora qualche ospite possa subire un danno durante la sua permanenza presso la struttura. Meglio non correre rischi che potrebbero costare molti cari.

La procedura burocratica non si limita alla sola trasmissione dei documenti al Comune. Bisogna presentare la domanda all’Azienda Sanitaria Locale per avere un nulla osta attestante il rispetto delle norme igienico-sanitarie. Gli ispettori dell’Asl provvederanno a ispezionare la surf house. Dal momento che ci saranno bagni e cucina messi a disposizione degli ospiti loro verificheranno che siano idonei. Meglio quindi rivolgersi all’Azienda Sanitaria prima di avviare la procedura per conoscere i dettagli.

APRIRE UNA SURF HOUSE: TASSE E CARATTERISTICHE

Come per qualsiasi attività commerciale anche per aprire una surf house bisogna tenere in conto il pagamento delle tasse. Se la somma incassata nell’arco dell’anno è inferiore o pari a 5 mila euro si può utilizzare la ritenuta fiscale versando allo Stato il 20%. In caso tale somma venga superata si deve aprire la partita Iva adottando quindi il regime più idoneo. Rivolgendosi al commercialista si possono avere tutte le informazioni necessarie e un supporto per redigere il business plan e per far fronte alla burocrazia.

Qualora la Regione preveda la costituzione di un’impresa si deve procedere immediatamente con la richiesta di partita Iva con il pagamento delle tasse a seconda del regime più adatto. Se non si tratta di attività imprenditoriale i guadagni sono assoggettati alle norme riguardanti i redditi fondiari. Si prevede così il calcolo dell’imposta sulla rendita catastale dell’immobile destinato alla surf house. Se rientra tra le attività commerciali le entrate rientrano tra i redditi diversi e vengono sommati ad altri guadagni per poi applicare lo scaglio Irpef di competenza.

Infine se si avvia l’impresa i redditi seguono la disciplina per le società e quindi si pagano Ires e Irap. Per quanto concerne invece le caratteristiche bisogna che l’immobile disponga di accesso diretto alla spiaggia o che ne sia a breve distanza. Inoltre va ricordato che i surfisti cercano ospitalità di alto livello. Meglio quindi attrezzare la struttura per raggiungere standard elevati, così da soddisfare i clienti più esigenti.


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